Diego Abatantuono è uno degli attori più riconoscibili del cinema italiano. Una carriera iniziata giovanissimo, il cabaret, i grandi registi e una lunga serie di film che hanno contribuito a costruire la sua comicità sono al centro della recente intervista a La Repubblica. Ma tra ricordi, famiglia e battute, c’è anche una riflessione che merita particolare attenzione: quella sull’ambiente e sull’importanza degli alberi nelle città.
L’attore racconta infatti di continuare a piantare alberi, definendo questa scelta “una delle cose più sagge da fare in questo periodo”. Una frase semplice, ma che apre una questione molto più ampia: quale ruolo deve avere il verde urbano in un’epoca caratterizzata da temperature sempre più elevate e da città sempre più cementificate?
Piantare alberi per rendere le città più vivibili
Abatantuono individua anche alcune delle funzioni più concrete degli alberi in ambiente urbano. Abbassano la temperatura, fanno ombra e contribuiscono a contrastare l’inquinamento atmosferico, elementi particolarmente importanti durante le sempre più frequenti ondate di calore.
Non si tratta quindi soltanto di rendere una strada o una piazza più piacevole dal punto di vista estetico. Gli alberi possono diventare una vera infrastruttura naturale delle città, contribuendo a creare zone più fresche e vivibili e offrendo contemporaneamente benefici ambientali.
Il problema è che il verde urbano viene spesso considerato un elemento secondario rispetto a strade, parcheggi ed edifici. E proprio su questo punto arriva la proposta più interessante dell’attore.
Un albero per ogni nuova costruzione
Abatantuono dice infatti che introdurrebbe una legge secondo cui, per ogni determinata quantità di metri quadrati costruiti, dovrebbe essere piantato un albero.
L’idea è semplice e punta a legare direttamente lo sviluppo edilizio alla presenza di nuovo verde. Naturalmente una regola di questo tipo dovrebbe essere studiata con attenzione, considerando specie adatte al contesto, spazio disponibile, manutenzione e possibilità effettiva di crescita degli alberi.
Il principio, però, è interessante: se una città continua a crescere e a costruire, dovrebbe contemporaneamente aumentare anche la propria capacità di offrire ombra, assorbire parte degli inquinanti e mitigare le temperature.

La riflessione di Abatantuono arriva inoltre in un momento nel quale il caldo urbano rappresenta una delle sfide ambientali più evidenti. Piantare alberi non risolve da solo il problema climatico, ma può essere una delle tante azioni concrete attraverso cui adattare le città alle condizioni che stanno cambiando.
Dalla comicità alla sostenibilità, quindi, il messaggio dell’attore è sorprendentemente diretto: davanti a problemi complessi, qualche volta una parte della soluzione può essere anche molto semplice. Piantare un albero e lasciarlo crescere.





