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    Assicurazione auto sempre obbligatoria? Sì, no, forse …

    Si fa un gran parlare in rete sul fatto che, dal 23 dicembre scorso, sussista l’obbligo di assicurare qualunque veicolo purché dotato di targa. La notizia è stata riportata all’unanimità e con lo stesso tono dai principali media di settori e dai quotidiani nazionali, parlando di assicurazione obbligatoria anche quando l’auto è ferma in box. Ma esistono dubbi interpretati al riguardo. Scopriamoli insieme ma prima, come sempre, abbiamo bisogno di qualche premessa per comprendere meglio il contesto.

    Lo scenario

    Partiamo dalle parole di Umberto Guidoni di Fondazione Ania, che stima in 3 milioni (pari al 5,6% dei mezzi circolanti) i veicoli privi si assicurazione, escludendo già dalla stima sia quelli presenti in depositi giudiziari che quelli, pur immatricolati, insistono in aree private e non hanno un obbligo assicurativo. A questo punto è lecito chiedersi se, a fronte della nuova legge, con un controllo incrociato tra assicurazioni e registro del PRA, lo stato può multare automaticamente tutti i veicoli non assicurati. Fosse vera l’interpretazione della nuova legge fornita dai media, teoricamente questa eventualità potrebbe avverarsi.

    Assicurazione auto sempre obbligatoria? Sì, no, forse … | elettronauti. It
    Assicurazione auto | elettronauti It

    I motivi per cui c’è una percentuale così elevata di veicoli targati ma non circolanti è dovuto in realtà ad una serie molto diversa di fattori: persone che si sono momentaneamente trasferite all’estero e lasciano il veicolo fermo in garage, vecchie auto da sistemare di cui non ci si vuole privare, motociclette usate esclusivamente nella bella stagione e quindi tenute ferme durante alcuni mesi invernali. Insomma, stimare quanti sono i veicoli realmente circolanti senza assicurazione è arduo e ad ammetterlo è la stessa Ania già nel 2020:

    Stimare l’entità dell’evasione assicurativa non è compito facile dal momento che per far emergere la dimensione reale del fenomeno occorrerebbe, da un lato, un controllo serrato e continuo da parte delle forze dell’ordine (pressoché irrealizzabile) e, dall’altro, un archivio informatico centralizzato che raccolga tutte le sanzioni per guida senza assicurazione effettuate dalla Polizia stradale, dalla Polizia municipale e dai Carabinieri (al momento non esistente)”.
    Fondazione Ania

    Il 23 dicembre l’Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2021/2118 che riguarda l’assicurazione della responsabilità civile degli autoveicoli e il controllo dell’obbligo di assicurare tale responsabilità. La direttiva fissava un limite temporale per i paesi per adeguarsi, il 23 dicembre 2023 e l’Italia l’ha rispettato, col decreto legislativo del 22/11/2023 n. 184 che prevedeva l’entrata in vigore delle modifiche proprio il 23 dicembre. In cosa consistono le modifiche? Quelle su cui vogliamo soffermarci sono le modifiche all’art. 122 del Decreto legislativo del 07/09/2005 n. 209 e l’introduzione dell’art. 122-bis.

    Cosa dice la legge

    Partiamo dall’art. 122, comma 1:

    "Sono soggetti all'obbligo di assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi prevista dall'articolo 2054 del codice civile i veicoli di cui all'articolo 1, comma 1, lettera rrr), qualora utilizzati conformemente alla funzione del veicolo in quanto mezzo di trasporto al momento dell'incidente".

    Il comma 1-bis recita:

    "La disposizione di cui al comma 1 si applica a prescindere dalle caratteristiche del veicolo, dal terreno su cui è utilizzato e dal fatto che sia fermo o in movimento".

    E il comma 1-ter recita:

    "L'obbligo di cui al comma 1 riguarda anche i veicoli utilizzati esclusivamente in zone il cui accesso è soggetto a restrizioni. [...]".

    Precedentemente la norma prevedeva l’obbligo di assicurazione per i veicoli “posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate” (come ad esempio le aree di sosta dei supermercati), la nuova formulazione si applica a qualunque terreno e anche alle zone soggette a restrizioni, probabilmente al fine di tutelare quegli incidenti che possono avvenire anche in questi contesti (ad esempio cortili condominiali accessibili solo ai condomini). Ricordiamo che questa nuova formulazione riguarda anche i rimorchi e i veicoli elettrici leggeri, ovvero i monopattini, già gravati dall’obbligo di assicurazione, targa e casco.

    Il dubbio interpretativo sui terreni

    Come però già fatto notare da qualche youtuber, tra cui l’avvocato Angelo Greco, l’interpretazione letterale della norma fa riferimento ai terreni, mentre un box auto è un fabbricato. In pratica, sostiene l’avvocato Greco (e non è il solo), non sussisterebbe l’obbligo di assicurazione per le auto che si trovano in un box auto. L’interpretazione letterale della norma non è immediata: “si applica a prescindere […] dal terreno su cui è utilizzato” non corrisponde a “si applica solo se l’auto è utilizzata su un terreno”, come sembra sottinteso da alcune interpretazioni. Anche perché da un punto di vista catastale le superfici sono divise in strade, fabbricati e terreni: se l’obbligo vigesse solo sui terreni, sarebbero esclusi gli altri 2, ovvero le strade e i fabbricati, inclusi ad esempio i parcheggi interrati dei centri commerciali che non sono terreni ma fabbricati. Piuttosto la norma sembra estendere l’obbligo dell’assicurazione anche alle auto che non si trovano per strada bensì sulla nuda terra.

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    Avvocato angelo greco | elettronauti It

    Il dubbio sulla sospensione

    L’art. 122-bis introdotto con il decreto legge si occupa delle dereghe sull’obbligo di essere assicurati. Il primo comma elenca i casi ovvi:

    "I veicoli formalmente ritirati dalla circolazione nonchè quelli il cui uso è vietato, in via temporanea o permanente, in forza di una misura adottata dall'autorità competente".

    Ma è il comma 2 quello più interessante:

    "La deroga di cui al comma 1 si applica anche quando il veicolo non è idoneo all'uso come mezzo di trasporto, nonchè quando il suo utilizzo è stato volontariamente sospeso su richiesta dei soggetti di cui all'articolo 122, comma 3, per effetto di una formale comunicazione all'impresa di assicurazione resa ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Il termine di sospensione, inizialmente comunicato dal soggetto legittimato, può essere prorogato più volte, previa formale comunicazione all'impresa di assicurazione da effettuarsi entro dieci giorni prima della scadenza del periodo di sospensione in corso e non puo' avere una durata superiore a dieci mesi, rispetto all'annualità. Per i veicoli di cui all'articolo 60 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, il termine di sospensione, inizialmente comunicato dal soggetto legittimato, puo' essere prorogato più volte, previa formale comunicazione all'impresa di assicurazione da effettuarsi entro cinque giorni prima della scadenza del periodo di sospensione in corso e non può avere una durata superiore a undici mesi, rispetto all'annualità. Con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito l'Ivass, possono essere disciplinati ulteriori casi e modalità di sospensione dell'obbligo assicurativo tenuto conto del precipuo valore collezionistico dei veicoli di cui al medesimo articolo 60".

    Qui sorgono alcune domande:

    • Tutte le assicurazioni sono obbligate a prevedere la possibilità di sospensione? Dal tono della norma, sembra che la sospensione dell’assicurazione sia un’opzione sempre esercitabile (la legge non indica che la sospensione è possibile richiederla solo alle assicurazioni che offrono questa opzione).
    • Se la sospensione dell’assicurazione è un diritto del cittadino, può prevedere degli oneri e delle prescrizioni particolari o limitazioni non previsti dalla norma ma introdotti dalle compagnie assicurative?
    • Durante il periodo di sospensione il veicolo dove deve essere ricoverato? Il cortile privato di un condominio con ingresso protetto da sbarre (area privata non soggetta ad accesso pubblico) va bene? O va bene qualunque luogo, purché l’auto sia ferma e non circoli?
    • Considerato che il limite temporale previsto dall’assicurazione è di 10 mesi (11 per le auto storiche) “rispetto all’annualità”, un’assicurazione annuale potrebbe durare fino a 6 anni o 12 anni per le auto storiche? Ipotizziamo una rca che parte il 1 gennaio del 2024: l’utente ne chiede subito la sospensione e la rinnova fino al limite massimo di 10 mesi, quindi arriva a fine ottobre e a novembre e dicembre l’assicurazione è attiva, quindi “consuma” 2 mesi dei 12 mesi di assicurazione pagati. Arriviamo a gennaio 2025, l’utente ha ancora 10 mesi coperti da assicurazione: essendo un nuovo anno, l’utente può decidere nuovamente di sospendere la medesima assicurazione per ulteriori 10 mesi?

    Il dubbio sull’inidoneità all’uso

    Riprendiamo lo stesso comma di prima e soffermiamoci sull’inizio:

    "La deroga di cui al comma 1 si applica anche quando il veicolo non è idoneo all'uso come mezzo di trasporto".

    Chi o cosa determina la inidoneità all’uso come mezzo di trasporto? Secondo alcuni media, per essere definito non idoneo all’uso un veicolo dovrebbe essere privo di elementi essenziali, quali ruote o motore mentre altri citano il caso limite del rottame. Non c’è una definizione legale di “non idoneità all’uso” mentre c’è quella di idoneità alla circolazione e omologazione, concetti simili ma diversi: se infatti l’ “accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione e omologazione” è definito dall’art. 75 del codice della strada, non è chiaro cosa si intenda per “non idoneità all’uso“. Anche se la logica suggerisce che la mancanza di parti essenziali renda un veicolo non idoneo all’uso manca al riguardo una previsione di legge e non è chiaro se risulti necessaria una procedura amministrativa formale o altra misura verificabile e quale documentazione esibire per comprovare, all’occorrenza, la inidoneità all’uso. Proprio la inidoneità all’uso escluderebbe il rischio di “multe pazze” a veicoli non assicurati solo perché targati, considerato che gli enti preposti potrebbero non conoscere se il nostro veicolo è, anche solo momentaneamente, non idoneo all’uso. E offrirebbe anche una soluzione a chi lascia la moto o il veicolo fermo per più anni: renderlo momentaneamente non idoneo alluso (ad esempio smontando una ruota o un altro componente essenziale del gruppo di motopropulsione) per poi riattivarlo all’occorrenza, e con esso l’assicurazione.

    Tanto rumore per nulla?

    Occorrerà attendere circolari interpretative del Ministero e che si crei un po’ di giurisprudenza di merito per rispondere ai dubbi che, cittadini ed esperti in materia, si stanno ponendo in questi giorni. Nel frattempo, se avete veicoli targati non assicurati ricoverati per lunghi periodi in aree private, il nostro suggerimento è di sottoscrivere un’assicurazione verificando in anticipo che la stessa sia sospendibile, quindi procedendo alla sospensione ricordandovi di rinnovare mese per mese la sospensione con almeno 10 giorni di preavviso (5 per le auto storiche). E no, non potete semplicemente restituire le targhe al PRA: questa pratica è ammessa solo in 2 casi, la demolizione del veicolo o l’esportazione dello stesso.


    E voi vi sentite più tutelati dalla nuova legge o preferite la formulazione precedente?

     


    E-nzo
    E-nzo
    Informatico, appassionato di auto e di traversi. Attento alle ultime novità e tendenze, guardo con interesse e curiosità cosa accade nel mondo, vi racconterò pregi e difetti dell'auto elettrica senza filtri o pregiudizi.

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