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    Auto elettrica sì, auto elettrica no? Auto ibrida assolutamente no!!

    Martedì 31 ottobre, sul Giornale di Brescia è apparso un trafiletto di mezza pagina con una mail di lettore che ha riportato, pagando, la sua esperienza in auto elettrica. Noi di Elettronauti è ovvio che siamo pro elettrico nella maniera più assoluta, ma lo siamo con cognizione di causa. Per questo motivo abbiamo deciso di replicare al signor Alberto T.

    Prima di iniziare è giusto citare la lettera pubblicata, evidenziando i punti salienti e che ci trovano in disaccordo.

    Auto elettrica sì, auto elettrica no? Auto ibrida assolutamente no!! | elettronauti. It
    La lettera del signor Alberto T. al Giornale di Brescia | Elettronauti.it

    Auto elettrica sì, auto elettrica no? Auto ibrida sì!!

    I viaggi lunghi

    Ho acquistato la prima delle cinque elettriche ben ventisei anni fa. Poi una grossa ibrida, quando mi son reso conto che con le elettriche, per viaggi un pò lunghi, non si va da nessuna parte: troppi problemi!

    Da quanto afferma il Sig. Alberto, si evince che lui fu uno dei primi fortunati possessori di una GM EV1 e risiedeva al tempo negli Stati Uniti perché nessuna di quelle rivoluzionarie prime vetture elettriche dell’era moderna ha mai lasciato il territorio Nord Americano. In questo caso la scelta di abbandonare l’auto non fu dovuta a problemi di autonomia, ma dal fatto che General Motors decise di abbandonare il progetto, ritirò le vetture consegnate e con una decisione super contestata e demenziale, le distrusse.

    Ventisei anni fa l’unica vettura elettrica che si poteva acquistare in Italia era la Panda Elettra, che nel 1998 cessò di essere prodotta ed in caso il Sig. Alberto si riferisca a questa vettura, possiamo comprendere che si fosse reso conto di non poter andare lontano, tenuto conto che l’autonomia dichiarata ai tempi era di 100 chilometri.

    Volendo fare gli avvocati del diavolo, diventa strano anche l’acquisto di una “grossa ibrida”, tenuto conto che occorre aspettare il 2011 per vedere la prima ibrida di generose dimensioni. Nel 1997 la prima ibrida fu la Toyota Prius, non certo “grossa” e che non si può sicuramente comparare con le attuali ibride ricaricabili, le uniche che consentono di viaggiare per diversi chilometri esclusivamente con la trazione elettrica, per poi passare alla trazione termica, finalizzata a raggiungere destinazioni lontane, senza ricaricare.

    In ogni caso, ad oggi la storia dei viaggi lunghi e impraticabili con un’auto elettrica non regge più. Non raccontiamo frottole, ci rendiamo conto che nel Bel Paese stiamo procedendo a due velocità e che non tutto il territorio italiano presenta le stesse opportunità di ricarica, ma la crescita, nell’ultimo anno in particolare, è stata esponenziale e la diffusione della rete di stazioni di ricarica è sempre più rapida.

    Forse 10 anni fa esistevano dei veri problemi per i primi acquirenti di vetture non Tesla, che ricordiamo è stata introdotta ufficialmente in Europa nel 2009 e nel 2013 aveva iniziato ad aprire i primi Supercharger, giusto nello stesso anno in cui fu presentata la BMW E1 ed un anno dopo la presentazione della Renault Zoe, entrambe molto interessanti ma afflitte da autonomie risicate. La rete di ricarica non era per nulla organizzata e distribuita sul territorio ai tempi, ma attualmente, con i distinguo di cui abbiamo accennato, è proporzionata al numero di vetture elettriche circolanti ed a quelle dei turisti europei.

    Esiste sempre il problema dei malfunzionamenti e questa è realtà, ma non tale da non permettere di spostarci dove desideriamo.

    Ci sono persone che hanno raggiunto Capo Nord anche in inverno, senza aver riscontrato particolari problemi, anzi, rilevando che mentre le loro vetture al mattino, con temperature polari, si accendevano e permettevano di partire senza problemi, chi aveva vetture termiche era costretto a mantenerle accese al minimo durante la notte, per impedire il blocco all’accensione od a mettere in atto altre costose tecniche di riscaldamento, sempre per scongiurare il fermo motore, il mattino successivo. Da rilevare, per chi avesse dubbi, che tutto è stato ampiamente documentato.

    Noi di Elettronauti stiamo testando le vetture in autostrada, simulando viaggi particolarmente lunghi e senza interruzione di continuità, effettuando solo le soste di ricarica necessarie, utili anche per rifocillarsi ed utilizzare i servizi, come sempre è raccomandabile durante i lunghi trasferimenti.

    Le malattie degli amici hanno portato il signor Alberto a fare una scelta ecologica per la sua azienda

    Il motivo di questi acquisti datati e pionieristici? Perchè ho visto morire troppi miei carissimi amici per tumori, quasi tutti ai polmoni!
    Ho corso in macchina per più di venticinque anni con qualsiasi tipo di vetture, in salita, pista e rally. In pista mi ha sempre dato fastidio il vero e proprio "aerosol" di gas di scarico...
    Terminata questa passione per limiti di età, ho dato una pugnalata al mio passato, sicché adesso nella mia azienda circoliamo con quattro elettrche ed un ibrida a salvaguardia dell'ambiente.
    Attenzione, non sono un patito dell'elettrica. Infatti sostengo con estrema convinzione che il futuro è dell'auto ibrida: questo me lo fa dire in modo inequivocabile la lunga esperienza di ventisei anni con questi due tipi di veicoli!

    Siamo a conoscenza di quanto il Sig. Alberto abbia appoggiato negli anni, la transizione elettrica. Già nel 2017 affermava, in video reperibili su YouTube, che occorreva passare alle vetture elettriche od ibride, ma affrontando oggi il discorso, lascia perplessi che sponsorizzare di fatto, le vetture ibride, sia illogico, legato ad un pensiero non più aggiornato, fermo a convinzioni che una corretta informazione sull’attualità, dovrebbe portare ad un cambiamento di opinione, anche se, sicuramente, quando l’età avanza, (Il Sig.Alberto risulta essere prossimo agli 80 anni) diviene più difficile rinunciare alle proprie convinzioni, ma ci chiediamo, perché cercare di imporle con una pubblicazione a pagamento su un giornale, anche se locale.

    Proseguendo nella lettura di quanto pubblicato sul Giornale di Brescia, ecco un altro argomento vecchio, trito e ritrito, patrimonio dei terrapiattisti.

    Non basterebbe tutta la corrente del mondo?

    Poi, dove troveremmo la corrente e le colonnine necessarie per ricaricare i due miliardi e passa di auto che circolano in tutto il mondo?.

    È obiettivamente strano che certe convinzioni siano insite nella mente di un utilizzatore di lunga data di auto elettriche.

    Ovviamente possedere e guidare una vettura elettrica non significa diventare un pilota e neppure un esperto di energia. Ma almeno sapere da dove arriva la corrente che viene utilizzata per la ricarica, sarebbe un inizio. Già oggi le colonnine HPC (quelle che erogano più di 50 kW) che troviamo in autostrada e nelle stazioni di servizio più aggiornate, utilizzano solo energia pulita. Quindi niente petrolio, niente gas naturale, niente idrogeno. Solo Vento, Sole ed altre fonti rinnovabili.

    Se volete approfondire possiamo consigliarvi questa lettura.

    Le case automobilistiche mentono sulla reale autonomia?

    Ma ammesso anche che si trovasse il modo, la mia esperienza mi fa dire che, chi dovesse affrontare un viaggio lungo, anche se prevede di essere coperto con l'autonomia del suo pacco batteria, non dovrà mai fidarsi di utilizzare un auto elettrica. Perché?? Per mille motivi che insegna l'esperienza.
    ...
    Per prima cosa, cominciamo a riflettere che l'autonomia dichiarata dal costruttore, in pratica non si riuscirà mai a raggiungere con qualsiasi tipo e marca di vettura. La vettura elettrica più grossa che possiedo, me l'hanno venduta con ben 614 Km di autonomia. Da nuova, andando a passo di lumaca e "con l'uovo" sotto l'acceleratore, evitando aria condizionata o riscaldamento, non sono riuscito a fare più di 570 km.

    Caro Alberto, purtroppo sto ancora aspettando di poter finire le dita di una mano contando i costruttori che a livello globale abbiano mai indicato un consumo dell’auto che si sia rivelato veritiero, sia nel ciclo urbano che nel combinato, anche per le vetture termiche.

    Quindi, con le auto elettriche obiettivamente non mi sarei aspettato diversamente. Tuttavia esiste una piccola ma importante differenza da non trascurare, l’auto elettrica si dimostra enormemente efficiente in ambito urbano, tanto da superare il dato di autonomia fornito dal costruttore. Grazie alla frenata rigenerativa è possibile ricaricare la batteria di trazione in maniera decisamente più efficiente rispetto ad un’auto ibrida che continuerà ad avere necessità d’uso dei freni meccanici.

    Paradossalmente sui mezzi pesanti si ha un’estremizzazione del concetto. Il nuovo Tesla Semi e tutti i camion simili infatti, utilizzano a loro favore la pesantezza del carico trasportato per aumentare considerevolmente la ricarica delle batterie in frenata e durante le discese.

    Vietato arrivare alla colonnina con “la riserva”

    Ad una colonnina pubblica si deve assolutamente arrivare con ancora venti / trenta km di autonomia. Può sempre succedere un qualsiasi contrattempo (per esempio una colonnina occupata o addirittura guasta).

    Che la colonnina sia occupata o guasta purtroppo è una situazione che può verificarsi, è necessario però ricordare che, con le applicazioni di alcuni navigatori integrati nelle auto di nuova generazione è possibile ridurre al minimo la possibilità di incappare in questa problematica. Inoltre diverse applicazioni utilizzabili con CarPlay ed Android Auto, consentono, non solo di visualizzare le stazioni di ricarica presenti nell’area che si sta attraversando, distinguendo tra postazioni libere ed occupate, ma anche di indicare il percorso per raggiungere il punto di ricarica scelto, consentendo in diversi casi la prenotazione della colonnina, con la garanzia quindi di non trovarla occupata all’arrivo.

    Nel caso in cui siate soliti arrivare con un millilitro di benzina al distributore di benzina vi consiglierei anche lì di avere un margine un po’ più elevato. Non avete mai visto una pompa di benzina che non accetta il POS (ora un po’ meno) o con il POS guasto, o direttamente la pompa di benzina guasta? In questo caso cosa fareste?

    In ogni caso, in un viaggio lungo si usano perlopiù colonnine situate in autostrada. Quindi il problema di oggi, 2023, al massimo potrebbe essere il “traffico” alle colonnine, soprattutto nel periodo estivo. Giusto per rimanere in tema a cose a cui gli automobilisti non elettrici sono sempre abituati, viste le code interminabili alle stazioni di servizio.

    Auto elettriche non adatte con climi caldi e freddi?

    A me è successo in pieno luglio di aver dovuto parcheggiare a Linate allo scoperto. La macchina elettrica non può superare determinate temperature all'interno ed al pacco batterie: sicché, per tre giorni, è partita automaticamente l'aria condizionata a salvaguardia e mi son ritrovato con soli tre/quattro km di autonomia. Inoltre un inverno sono partito da Brescia con il pieno di corrente al 100%, per fare circa solo 280 km fino alla prima colonnina della mia destinazione. Arrivato a circa 6 km dal Brennero, nevicava a larghe falde, con quattro dita di neve sull'asfalto: la coda interminabile di auto e camion mi ha fatto impiegare più di due ore per fare i 6 km, col riscaldamento acceso perché faceva davvero freddo. Sicché sono arrivato alla colonnina di ricarica "con la bava alla bocca" e procedendo a 40 km/h, senza riscaldamento, dovendo pulire in continuazione il parabrezza appannato con uno straccio. Preciso, peraltro, che le batterie, con il gelo e con il caldo delle ultime estati, perdono autonomia sensibilmente!

    Se la domanda è se le batterie perdono autonomia con il caldo e il freddo più estremi la risposta è ovviamente sì. È una questione di chimica e attualmente anche le migliori batterie soffrono in certi contesti.

    Ma ci sarebbero delle precisazioni da fare. La prima è che ciò che è accaduto al sole di Linate non è stato causato dall’auto elettrica, ma da un’impostazione attivata dall’utente che permette di non far alzare troppo la temperatura interna anche se l’auto non è in uso. Quindi c’è “l’errore umano” dietro alla problematica e la scarsa conoscenza del mezzo che si sta utilizzando. Sarebbe come lasciare il riscaldamento di casa acceso in manuale mentre si fa una vacanza e dare la colpa al termostato.

    Per quanto riguarda il freddo, le auto elettriche è vero che soffrono tanto, più delle auto termiche, che essendo dotate di un motore che per definizione emette calore contribuisce a mantenere dei consumi del riscaldamento dell’abitacolo più bassi. Ma di contro mi risulta che anche con il freddo le auto termiche consumino di più e in coda il motore spesso rimane acceso anche se al minimo. Inquinando.

    Auto elettrica sì, auto elettrica no? Auto ibrida assolutamente no!! | elettronauti. It
    Funzione di protezione surriscaldamento cabina di tesla | elettronauti It

    Ad ogni modo, per nostra esperienza diretta, un’auto lasciata anche al sole nel parcheggio di un aeroporto per lunghi periodi non perde neanche l’1% di batteria. Esistono delle variabili ovviamente, come nel caso del sistema di climatizzazione utilizzato signor Alberto, il sistema di sorveglianza di Tesla (Modalità Sentinella) o da quante volte si accede all’auto in remoto dall’applicazione.

    Il consiglio agli amici

    Avevo sconsigliato un mio amico di sostituire la sua unica vecchia macchina con un grosso Suv fullelettric: gli avevo consigliato un ibrida. Il venditore, sentite le sue esigenze, l'aveva "malconsigliato" di prender una grossa fullelettric. Morale della faccenda, un giorno deve andare immediatamente; per un' urgenza medica famigliare, in un paese con totale, andata e ritorno, di circa 380 km. L'autonomia dichiarata dalla casa era di 450 km, ma lui stesso si era accorto che più di 370/ 380 km non era mai riuscito a fare. Per l'urgenza di dover partire immediatamente, è andato in taxi, con una spesa non da poco (che io avrei fatto pagare al venditore che l'aveva malconvinto a comprarla...)

    Ovviamente ci spiace leggere certe cose, ma qualsiasi emergenza non rientra nelle esigenze normali di una persona. Rientra più nel classico pensiero italiano che l’auto debba fare 800 km con un pieno perchè fa una vacanza all’anno o perchè, appunto, se capita un’emergenza è coperto.

    L’unico appunto che si potrebbe fare, interfacciandoci con ciò che abbiamo confermato qualche paragrafo fa sulla reale autonomia delle auto in generale, è che se il percorso prestabilito era di 380 km andata e ritorno, non serviva fare tutto in una volata sola. Bastava fare i primi 190 km e andare a fare una ricarica veloce sul tragitto del ritorno perchè presumibilmente ci sarebbe stato il tempo per fermarsi anche solo 15 minuti.

    Se lo dice Toyota… allora ci crediamo

    Anche se faranno macchine con autonomia elevata (per esempio 800 / 1000 km) non è sufficiente per chi ha una macchina sola. La fullelettric deve essere esclusivamente la seconda macchina da città e dintorni e basta! Non lo sostengo io, ma la Toyota (tra le maggiori case al mondo!): per il futuro infatti prevede che le ibride saranno circa il 70/80% delle macchine in circolazione nel mondo, mentre le fullelettric il 25/30%.

    E qui si arriva al paradosso vero e proprio. Evitiamo di rispondere per ovvie ragioni…

    Basti solo pensare che salire sul carro del perdente (Toyota) non ci sembra la cosa più sensata. Sarebbe come chiedere ad un tabaccaio che ne pensa delle sigarette elettroniche (le Iqos non sono sigarette elettroniche, per inciso) che gli stanno facendo perdere introiti…

    Toyota nel giro di 2 settimane ha fatto quelle stime pensando di poter rimanere al comando del settore, poi ha “licenziato” Akio Toyoda dal ruolo di CEO e presentato 20 concept elettrici… Sembra più la storia di FIAT e Marchionne che non voleva l’auto elettrica, ma poi, poco dopo la sua morte, spunta fuori la FIAT 500e che ad oggi è un successo di vendite in Europa e spesso occupa le prime posizioni alla faccia dei SUV spinti e osannati da tutti.

    Un mondo Plug-in (e collegato perennemente alla spina)

    E qui voglio far riflettere l'opinione pubblica su un concetto che stò portando avanti da anni, anche con l'aiuto di un Eurodeputato italiano a Bruxelles. Tutte le ibride dovranno, per legge con un G20 che lo legiferi, essere tarate in modo che fino a 50 / 70 kmh circa (secondo la classe della vettura) procedano solo ed esclusivamente in elettrico, anche se si affonda con l'accelleratore, senza che parta il motore termico. Una modifica non complicata, a cui, peraltro quasi tutte le case automobilistiche sarebbero già pronte tecnicamente. Si tratterebbe di dare più spazio alla parte elettrica, a scapito del termico che dovrà svolgere il compito di trazione della vettura oltre i 50/70 km/h, ma dovrà anche essere in grado di ricaricare nel più breve tempo possibile le batterie del motore elettrico. In tal modo nei centri urbani e nei sempre più frequenti ingorghi stradali almeno il 90 % delle vetture circolerà solo in elettrico e quindi finiremo di avvelenarci i polmoni, nonchè anche quelli dei pedoni, dei ciclisti e di tutta la gente, soprattutto quella che abita nei piani bassi, magari anche con le finestre aperte per il
    caldo... Quindi, in tal modo, potremmo dare un taglio drastico all'inquinamento nell'arco di 1/2 anni, senza aspettare ancora per 12 anni la "cavolata di Bruxelles del 2035.

    La soluzione data dal lettore Alberto T. è semplice. Perchè viaggiare in elettrico, con tutti i falsi problemi discussi da portarsi dietro, quando esistono le Plug-in Hybrid che permettono di viaggiare in elettrico per piccoli tratti con un bel motore termico che se deve ricaricare la batteria produce inquinanti anche in mezzo ad una ZTL per sole auto elettriche?

    Il perchè è spiegato nell’articolo qui sotto.

    Ma potremmo sintetizzare il tutto dicendo che utilizzare una PHEV come fosse un’auto elettrica porta solo a più problemi di quelli che si vorrebbero risolvere.

    Lunga vita al motore termico!

    Ben vengano poi anche i carburanti sintetici ed i biofuel. Ci sarà forse in un lontano futuro anche l'idrogeno, per ora pressoché impraticabile sulle automobili.

    Carburanti sintetici, biofuel, idrogeno. Gli unici che ci credono sono le aziende petrolifere tipo Eni, che con l’impianto produttivo di Marghera ogni anno producono biodiesel da oli esausti. Quindi come nel caso di chi produce tabacco, non sono le aziende automotive a credere nei carburanti alternativi ma chi vende il carburante che non vuole perdere soldi.

    In ogni caso su questo argomento in futuro faremo un articolo più approfondito.

    Data di scadenza

    Ultimo suggerimento: attenzione che, ogni 15/20.000 km di percorrenza le batterie diminuiscono la loro autonomia di un buon 8/10%, anche se il venditore vorrà raccontarvi il contrario... Poi verrà prima o poi il momento del fine vita del pacco batterie: e qui saranno dolori, se sono a noleggio, poiché alcune case automobilistiche, poco serie, vi lasceranno a piedi, piuttosto che cambiarvelo.

    Tralasciando il momento in cui il pacco batteria sarà da cambiare, che a meno di problemi tecnici particolari generalmente coincide con i tempi in cui è normale sostituire la vettura, non comprendiamo da quale esperienza diretta sia generata la storia delle batterie a noleggio.

    Esistono migliaia di articoli sul web e video su YouTube che confermano il contrario a chiunque voglia andare oltre la prima affermazione fatta. In particolare c’è un bel resoconto del 2022 su una Model S che dopo 320.000 km conserva ancora l’88% di batteria.

    Storia dell’auto elettrica – parte #15 l’elettromobile | elettronauti. It
    La model s del 2012 di tesla motors la seconda tesla dopo la roadster | elettronauti It

    Presupponendo che magari questo sia un caso limite particolarmente fortunato, secondo le stime del signor Alberto la stessa vettura avrebbe conservato circa il -28% / – 113% di autonomia a parità di km percorsi (320.000). Quindi saremmo già alla seconda se non alla terza batteria. Manco un iPhone 6 arriva al 2023 con tutti questi cambi batteria.

    Conclusione

    Le informazioni fornite nella sua lettera, che ripetiamo è stata pubblicata a pagamento, dal Sig. Alberto, generano molti dubbi e possono apparire come storie pilotate, non sappiamo da chi e con quali secondi fini, ma in ogni caso apparentemente riportate senza una corretta memoria dei fatti o con leggerezza ed un briciolo di confusione.


    Voi che ne pensate: sfogo genuino o tentativo di depistaggio?

    Fonte

    1. Sehr interessantes Fahrzeug, würde mich über weitere Informationen freuen. Bin begeistert, es wäre das richtige Fahrzeug für meine Frau und…

    Federico Fumagalli
    Federico Fumagalli
    Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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