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    Auto elettriche e parcheggi sotterranei: facciamo chiarezza

    È notizia di qualche giorno fa che un supermercato in Italia ha interdetto l’accesso ai veicoli elettrici nei piani interrati.
    Sembra di essere tornati negli anni 80 quando si vietava l’accesso alle vetture alimentate a GPL nei garage e parcheggi sotterranei… (beh, per certi versi è ancora vietato ma ci sono molte eccezioni a questa regola), forse la paura che si sta diffondendo tramite molte fake news diffuse dalla stampa generalista e dai social sulle “elettriche che prendono fuoco facilmente” sta facendo qualche danno… inducendo in errore alcuni gestori di parcheggi che, con queste decisioni, non fanno altro che alimentare queste false credenze.

    La ricarica dei veicoli elettrici: la Circolare dei Vigili del Fuoco

    Un gruppo di esperti – composto da tecnici dei Vigili del Fuoco, rappresentanti di aziende elettriche installatrici di infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, rappresentanti delle case automobilistiche costruttrici di veicoli elettrici e ibridi (CUNA), rappresentanti del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), ricercatori e studiosi (ENEA, Università) e professionisti antincendio – ha condotto un’analisi in merito alla sicurezza delle auto elettriche. 

    È sulla base di queste premesse che è stata redatta la Circolare del 5 novembre 2018: un riferimento importante in materia di prevenzione incendi che contiene una serie di regole da seguire, specifiche per i dispositivi di ricarica delle auto elettriche, nel caso di condomini e altri luoghi e attività soggetti alla normativa

    Nelle autorimesse, devono essere presenti degli estintori idonei all’uso su impianti o apparecchi elettrici in tensione. Questi devono essere collocati in posizione segnalata, sicura e facilmente accessibile.

    I dati disponibili a livello nazionale ed internazionale hanno dimostrato che, allo stato attuale, “non risulta che i veicoli elettrici presentino un livello di rischio di incendio e/o esplosione maggiore rispetto ai veicoli tradizionali; inoltre, le stazioni di ricarica delle batterie dei veicoli elettrici, allo stato attuale, risultano presentare rischi di natura prettamente elettrica”.

    Segnalare l’area in cui è ubicata la stazione di ricarica con idonea cartellonistica

    Vicino al posto auto, o ai posti auto, deve essere utilizzato un cartello come mostrato di seguito, ad indicare la stazione di ricarica.

    La sicurezza delle stazioni di ricarica in un piccolo “grande” modulo

    Nelle stazioni di ricarica in corrente alternata, permanentemente connesse alla rete elettrica (modo 3 secondo IEC 61851-1), è richiesta la presenza di un dispositivo di rilevamento della corrente continua differenziale (RDC-DD), in grado di interrompere l’alimentazione al veicolo elettrico (EV) nel caso in cui tale corrente sia uguale o superiore a 6 mA.

    Questo dispositivo è regolamentato dalla Norma IEC 62955, e ha lo scopo di garantire il corretto funzionamento delle protezioni differenziali di tipo A o di tipo F installate a monte della stazione stessa, che potrebbero altrimenti venire “accecate” dalla presenza di una eccessiva componente continua.

    La sicurezza del punto di ricarica, in questo modo, è sempre garantito da tutti i punti di vista, inoltre va considerato che ogni stazione di ricarica in Modo 3 o 4, pubblica o privata, deve sottostare a molti requisiti proprio per evitare problematiche di tipo elettrico.

    Come funziona una stazione di ricarica

    La ricarica dei veicoli elettrici prevede una comunicazione continua fra veicolo elettrico e stazione di ricarica, allo scopo di verificare che in ogni momento le condizioni di sicurezza per veicolo e persone siano rispettate.

    La presa sulla stazione di ricarica è senza tensione quando la stazione non è in uso.

    Il sistema viene alimentato solo dopo aver:
    • collegato veicolo e stazione di ricarica con il cavo;
    • stabilito una comunicazione tra veicolo e stazione di ricarica;
    • verificato che ci siano tutte le condizioni di sicurezza.

    Solo a questo punto il sistema viene alimentato. Se durante la ricarica dovesse insorgere qualche problema (ad esempio, rottura o danneggiamento del cavo), il sistema andrebbe automaticamente in protezione (tutto il sistema ritorna a essere privo di tensione). Questa modalità è stata stabilita proprio per rendere sicura la ricarica nei luoghi pubblici non presidiati.
    La parte 1 della serie di norme tecniche CEI EN IEC 61851 individua, a seconda del modo di carica, delle funzioni specifiche che il sistema di ricarica deve fornire obbligatoriamente.
    Nello specifico, per i modi di carica 2, 3 e 4 è richiesto un contatto pilota di controllo tra il sistema di alimentazione e il veicolo elettrico con le seguenti funzioni:

    • Verifica continuità del conduttore di protezione. In linea generale, indipendentemente
      dal modo di carica e dall’elemento che si occupa del monitoraggio, l’apparecchiatura di alimentazione del veicolo elettrico deve scollegare l’alimentazione al veicolo elettrico in caso di:
    • perdita di continuità elettrica del conduttore protezione (cioè circuito pilota di controllo aperto), entro 100 ms;
    • incapacità di verificare la continuità del conduttore di protezione (es. cortocircuito tra filo pilota e conduttore di protezione), entro 3 secondi.
    • Verifica inserimento dei connettori. L’attrezzatura di alimentazione EV deve essere in grado di determinare se il veicolo elettrico è correttamente collegato all’attrezzatura di alimentazione EV. Si presume un corretto collegamento quando viene rilevata la continuità del circuito pilota di controllo.
    • Funzione di controllo attiva, che si dirama in energizzazione e de-energizzazione (eccitazione e diseccitazione) dell’alimentazione del veicolo elettrico.
    • Mezzo per informare l’EV del valore della corrente massima che può assorbire. Il valore della corrente massima consentita deve essere trasmesso e non deve superare il valore della corrente nominale di uscita dell’apparecchiatura di alimentazione EV e della corrente nominale del cavo assemblato.

    Le nuove norme dei Vigili del Fuoco per i parcheggi interrati

    Come abbiamo indicato, un importante provvedimento per limitare il rischio d’incendio delle auto elettriche durante la ricarica è stato adottato con la circolare 5 novembre 2018 dei Vigili del Fuoco. Questa circolare rappresenta il punto di partenza della regolamentazione della ricarica delle auto elettriche in Italia e ha imposto dei paletti sull’installazione delle colonnine, estendendo all’ambito privato le norme previste per l’installazione di colonnine e wallbox. “Con la circolare 2018 abbiamo posto un primo vincolo importante che riguarda però esclusivamente l’impianto elettrico, rendendo la ricarica delle auto elettriche possibile solo in modo 3 e modo 4” afferma l’ing. Michele Mazzaro, della Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica dei Vigili del Fuoco – la circolare del 2018 è ovviamente un primo step. Stiamo ragionando sempre di più sul fatto che la maggiore diffusione di veicoli elettrici e dei sistemi di ricarica, sia conduttivi che induttivi, sta comportando una serie di nuovi rischi che ci ha spinti a valutare un cambio delle normative.

    Il progressivo aumento del numero di veicoli elettrici ed il previsto aumento delle infrastrutture di ricarica di tali veicoli, installate sia in ambito pubblico che in ambito privato, rendono necessaria la valutazione del possibile rischio di incendio e/o di esplosione connesso a tali infrastrutture, a maggior ragione se installate nell’ambito di attività soggette al controllo dei vigili del fuoco. Tale valutazione è attualmente limitata dal fatto che i veicoli elettrici hanno iniziato a diffondersi solo di recente e, pertanto, i dati statistici a disposizione sono ancora scarsamente significativi“. “Non si esclude che eventuali nuove ricerche, soprattutto a seguito dall’attività sperimentale condotta sul comportamento delle batterie a ioni di litio sottoposte ad abuso termico, abuso elettrico ed urto, possano rendere opportuno la revisione delle Linee guida“.

    L’ipotesi di parcamento e suddivisione delle auto in base alla tipologia è quella più probabile, se si considera che già la suddetta circolare stabiliva delle linee guida generiche sul tema. Al paragrafo 4 – Indicazioni per le autorimesse pubbliche: “Qualora le autorimesse si sviluppino su più piani o siano suddivise in compartimenti, l’area/settore per l’installazione delle infrastrutture di ricarica deve essere localizzata nel piano e/o nel compartimento che possa garantire le condizioni migliori per l’operatività antincendio. Ad esempio, si deve privilegiare il piano di riferimento ovvero il piano fuori terra a quota inferiore ovvero il piano interrato a quota superiore. Tuttavia si trattava solo di indicazioni. Come spiega l’ing. Mazzaro, attualmente è attivo un gruppo di lavoro, avviato ad ottobre del 2021, che sta portando avanti un lavoro pre-normativo che aiuterà a riscrivere le norme per la sosta delle auto elettriche (e non solo) nei parcheggi sotterranei. Nel 2022 l’Ing. Mazzaro aveva auspicato che alla definizione della nuova norma si sarebbe arrivati in tempi tecnici molto brevi ma ciò non è avvenuto, visto che ci sono studi attualmente in corso tra diverse realtà, anche universitarie, e alle sperimentazioni in corso al Centro Studi ed Esperienze dei vigili del fuoco. Il rilascio della norma tecnica di prevenzione incendi per le attivita’ di autorimessa prevede prima scambi d’informazioni a livello europeo e, successivamente, l’intervento della gestione politica.

    Al divieto delle auto elettriche nei parcheggi sotterranei si arriverà (eventualmente) solo se emergerà un rischio dagli studi che sta conducendo il gruppo di lavoro e le valutazioni basate sulle informazioni tecniche dei regolamenti europei. Riguardo alle autorimesse, ad esempio, il parametro di riferimento attuale sono 12 minuti come tempo medio di propagazione di un incendio da un’auto all’altra. La nostra inchiesta aveva scoperto però che un’auto elettrica è in grado di propagare l’incendio ad altri veicoli adiacenti in pochi minuti“Questo valore è un dato medio riferito a tutto il parco auto circolante, tuttavia man mano che il parco circolante cambia, il valore si sposta. Ma noi, ad oggi, ci dobbiamo rifare ai regolamenti europei, spiega Mazzaro.

    “Le valutazioni che i VV.F. stanno facendo riguardano il rischio legato a tutti i vettori energetici, quindi idrogeno, GNL, etcQueste sperimentazioni vedono i Vigili del Fuoco impegnati in attività sinergiche con ENEA, CUNA e diverse Università, non solo per fare una valutazione dei rischi, ma anche per trovare una soluzione estinguente efficace su un’ampia tipologia di veicoli”. Ad oggi l’unica soluzione più efficace, quella di usare molta acqua (sino a 30.000 litri), si rivela poco pratica in determinati contesti, specialmente in piccoli parcheggi sotterranei, officine, etc.

    Se a seguito delle valutazioni che stiamo conducendo ci renderemo conto che c’è un problema, senza timori lo segnaleremo a chi di competenza, ma le decisioni finali in merito ad eventuali divieti da inserire nella nuova normatestano in capo alla politica. Non è di nostra competenza prevedere divieti”. 

    Lo sprinkler non riuscirebbe a spegnere neppure l’incendio di un’auto normale, perché il sistema è un ‘fire control’ che deve evitare la propagazione dell’incendio, afferma Mazzaro. “Inoltre utilizzare 30 mila litri di acqua è inconcepibile. Ecco perché stiamo testando diverse sostanze innovative estinguenti come la vermiculite. Il Corpo dei Vigili del Fuoco sta anche attrezzando un laboratorio dedicato esclusivamente alla mobilità elettrica, nell’ambito di un progetto finanziato del valore di 3,5 milioni di euro.“Inizieremo a fare altri test sulle batterie, apparati elettrici e anche test di risposta all’emergenza”, ci spiega Mazzaro anticipandoci che la struttura dovrebbe essere operativa già da quest’anno ed il finanziamento durerà 3 anni. “Siamo consapevoli che c’è un rischio e stiamo cercando di intervenire con valutazioni e studi sulla compartimentazione e altro”, aggiunge Mazzaro. “E’ una valutazione che riguarda in modo sinergico più enti e non solo i VV.F.”.

    La formazione dei Vigili del Fuoco

    Quanti sono i vigli del fuoco oggi preparati ad intervenire in modo specifico sulle auto elettriche e ibride“Tutto il personale VV.F. ha di base una formazione specifica sul rischio elettrico”, spiega l’ing. Luca Cari, Responsabile della Comunicazione in Emergenza dei Vigili del Fuoco. “La gestione dello spegnimento di un incendio di auto elettriche rappresenta un settore innovativo per il quale il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ha da tempo avviato un’attività di studio e approfondimento”. Cari aggiunge che “per preparare il nostro personale ad intervenire in caso di incidente è stato redatto il Manuale operativo incidenti stradali contenente, tra l’altro, link e QR code collegati a brevi filmati esplicativi, inviato dalla Direzione centrale per l’Emergenza a tutte le strutture centrali e territoriali del Corpo a giugno dello scorso anno. In tale manuale è stato previsto anche uno specifico paragrafo riguardante gli ‘Interventi su veicoli ibridi ed elettrici’, nel quale sono state fornire informazioni circa le caratteristiche delle autovetture elettriche o ibride e le accortezze che il personale operativo deve adottare per lavorare in sicurezza. Possiamo dire, dunque, che tutto il personale è stato informato circa i rischi connessi agli interventi su queste autovetture. Inoltre, sono state autorizzate dalla Direzione centrale per la Formazione iniziative formative di carattere sperimentale che forniranno, tra l’altro, un riscontro circa l’accresciuta conoscenza sull’argomento a seguito della diffusione del manuale stesso“.


    In attesa delle nuove norme sul parcheggio delle auto elettriche nei parcheggi sotterranei, ci auguriamo che la formazione sul tema arrivi al più presto a tutti.

    Fonte 1 | Fonte 2

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    Salvatore Perna
    Classe 1975, dal 2010 Elettronauta a tutti gli effetti, presidente di “Mobilità Elettrica Roma e non solo…”, comitato per la promozione della mobilità elettrica e delle energie sostenibili, esperto in sistemi di ricarica per veicoli elettrici.

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