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    Bologna diventa la prima città 30 d’Italia

    Martedì 16 gennaio Bologna è diventata la prima Città 30 d’Italia. Nella maggior parte delle strade del capoluogo ora vige il limite di 30 km/h con sanzioni che partono da 29,40 € in caso di superamento della soglia dei 35 km/h. Ricordiamo infatti che per legge, per essere multati per eccesso di velocità, la velocità del veicolo deve essere superiore al limite consentito +5% della velocità con valore minimo di 5 km/h.

    Ma cos’è una Città 30?

    Per chi non lo sapesse una Città 30 è un concetto diverso da quello dell’imposizione di un limite basso di velocità per favorire il fioccare di multe. È un modo per favorire invece una circolazione più sicura per i cittadini, privilegiando lo spostarsi a piedi, con i mezzi pubblici o con i mezzi propri di micro-mobilità come biciclette e monopattini.

    Bologna è la prima grande città italiana a diventare Città 30.
    Per una città con strade più sicure e belle, meno rumore e più tranquilla per tutte le persone!
    Molti pensano che coincida solo con l’introduzione di un limite a 30 chilometri orari. In realtà Bologna Città 30 è molto di più.
    Così recita il sito di Bologna Città 30

    Una Città 30 è un “intervento” più ampio e complesso, infrastrutturale e culturale, di riqualificazione dell’ambiente urbano mediante la restituzione di spazio pubblico alle persone, alla loro sicurezza e socialità.

    Il concetto di Città 30 è già applicato in alcune città europee, soprattutto nel nord del continente. Esempi di Città 30 sono:

    • Barcellona, Bilbao, Madrid e Valencia in Spagna
    • Nantes in Francia
    • Zurigo in Svizzera
    • Graz in Austria
    • Bruxelles in Belgio
    • Londra ed Edinburgo in Gran Bretagna
    • Helsinki in Finlandia
    • Toronto in Canada

    Una Città 30 non per forza significa che il 100% dell’estensione delle strade e dei quartieri diventino a 30 km/h. Alcuni di questi esempi citati infatti applicano il concetto di Città 30 solo ad una porzione della loro estensione. A Barcellona è interessata il 70% della rete cittadina, mentre a Madrid il 90%.

    Cosa cambia all’atto pratico?

    Qua sotto possiamo vedere la topografia della città di Bologna con i vari limiti di velocità prima del passaggio al concetto di Città 30.

    Bologna diventa la prima città 30 d'Italia | Elettronauti.it
    Bologna prima di città 30 fonte bologna città 30 | elettronauti It

    Si evince che come accade per molte città, la zona 30 che normalmente viene riservata al centro storico e altre zone particolari è stata ampliata a tutto il suolo cittadino ad eccezione di alcune arterie rimaste a 50 km/h.

    Bologna diventa la prima città 30 d'Italia | Elettronauti.it
    Bologna dopo città 30 fonte bologna città 30 | elettronauti It

    Ci saranno altre Città 30 in Italia?

    Sì. In molte città e capoluoghi si parla di progetti per Città 30 in parte della rete stradale. È un vero e proprio processo culturale prima che di viabilità urbana. In futuro città come Milano, Torino, Roma, Firenze, Lecce, Olbia e molte altre hanno intenzione di sperimentare il concetto di Città 30.

    E se poi non dovesse funzionare?

    La cosa bella è che ad oggi, nessuna città passata a Città 30 tornerebbe più indietro. I benefici superano di gran lunga i contro.

    Nelle Città 30 si riscontrano meno incidenti e meno gravi (vista la velocità più bassa), qualità dell’aria maggiore, meno rumori e una vivibilità maggiore per pedoni e velocipedi.


    Voi sareste a favore di trasformare la Vostra città in una Città 30?

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    Federico Fumagalli
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