Le nuove stime sulla produzione automobilistica mondiale nel 2026 mostrano un mercato diviso tra regioni con prospettive molto diverse. Secondo l’aggiornamento di agosto di Mobility Global, l’Europa migliora mentre la Cina continua a perdere terreno, soprattutto a causa della debolezza della domanda interna.
Europa, la produzione auto migliora nel 2026
Per l’Europa arriva una revisione positiva delle previsioni. La produzione di veicoli leggeri è stata aumentata di 123.000 unità per il 2026 e di altre 23.000 unità per il 2027.
Alla base della revisione ci sono soprattutto risultati migliori del previsto nella prima metà dell’anno e nuovi ordini destinati a compensare parte della capacità produttiva disponibile. Tra i costruttori che stanno mostrando le prestazioni migliori figurano Volvo e Volkswagen.
La previsione incorpora inoltre circa 30.000 veicoli aggiuntivi nella seconda metà del 2026. Il quadro resta comunque prudente, perché dazi e condizioni macroeconomiche continuano a rappresentare fattori di rischio per l’industria europea.

L’Europa, inoltre, sta beneficiando di una domanda elettrica più vivace. Nel primo semestre del 2026, le vendite di auto elettriche nell’Unione Europea sono cresciute del 40,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Cina, produzione in calo ma export ancora decisivo
La situazione cambia nettamente guardando alla Cina. Le nuove stime prevedono una riduzione della produzione di 193.000 veicoli nel 2026 e di ben 496.000 unità nel 2027.

Il problema principale non riguarda però la capacità produttiva. La domanda interna cinese rimane debole, mentre produzione e vendite all’ingrosso mostrano una maggiore tenuta.
Le esportazioni stanno quindi diventando fondamentali per mantenere attive le fabbriche. I costruttori cinesi stanno portando sui mercati internazionali modelli sempre più equipaggiati e competitivi sul prezzo.
I dati confermano questa strategia. Nel 2025 la Cina ha prodotto circa 16 milioni di auto elettriche, mentre le esportazioni di vetture elettriche hanno superato 2,5 milioni di unità.
Questa pressione sta aumentando anche in Europa. I marchi cinesi stanno conquistando spazio, mentre alcuni gruppi tradizionali devono affrontare una concorrenza sempre più aggressiva.
La Cina guarda sempre più ai mercati esteri
Il mercato cinese resta quindi caratterizzato da una situazione particolare. Le fabbriche continuano a produrre, ma una quota crescente della capacità deve essere sostenuta dalla domanda estera.
Secondo le previsioni, i costruttori dovranno gestire con maggiore attenzione le scorte e la politica dei prezzi. Allo stesso tempo, sarà necessario accelerare la localizzazione della produzione internazionale per sostenere la crescita fuori dalla Cina.
Questa strategia sta già modificando gli equilibri industriali europei. Alcuni produttori cinesi stanno infatti valutando fabbriche, accordi produttivi e collaborazioni locali per ridurre la dipendenza dalle esportazioni dirette.
Un mercato automobilistico sempre più diviso

Il confronto tra Cina ed Europa evidenzia quindi due direzioni opposte. L’Europa sta recuperando produzione, sostenuta da risultati migliori e da una domanda elettrica in crescita.
La Cina, invece, deve affrontare una domanda interna più fragile. Le esportazioni rappresentano oggi uno dei principali strumenti per assorbire la capacità produttiva disponibile.
La sfida per i prossimi anni sarà quindi industriale, commerciale e tecnologica. Chi riuscirà a produrre a costi competitivi e vendere sui mercati internazionali avrà un vantaggio decisivo.
La trasformazione potrebbe accelerare ulteriormente con l’espansione dei marchi cinesi in Europa e con gli investimenti nella produzione locale.





