HomeAuto ElettricheChery compra il 10% di Weiju Tech (NIO)

Chery compra il 10% di Weiju Tech (NIO)

Chery Automobile entra nel capitale di Weiju Technology (Anhui), società controllata da NIO, focalizzata sulla ricerca di tecnologie energetiche emergenti e di nuovi materiali. Secondo le variazioni dei registri societari cinesi riportate da Dealroom e dalla stampa specializzata, Chery ha sottoscritto 72,5 milioni di yuan, pari a circa 10,8 milioni di dollari (e poco più di 9 milioni di euro), per ottenere una quota del 10%.

L’operazione si inserisce in un aumento di capitale registrato da Weiju, passato da 373,15 milioni a 725 milioni di yuan, pari a una crescita di circa il 94%. NIO Holding, che in precedenza controllava interamente la società, mantiene la maggioranza con il 50,0156%. La nuova struttura azionaria è stata formalmente registrata il 13 agosto 2026, mentre le sottoscrizioni dei nuovi investitori risalgono al 15 marzo.

Un aumento di capitale con forte impronta pubblica

Chery non è l’unico nuovo socio. Anhui Wenergy Capital Investment, riconducibile al gruppo energetico pubblico della provincia dell’Anhui, ha sottoscritto il 15% di Weiju.

Hefei Metalforming Intelligent Manufacturing, produttore quotato di presse e macchinari industriali, è entrato con il 9,9844%.

Altri tre fondi sostenuti dal governo municipale di Hefei — Hefei Science & Technology Innovation Investment Fund, la relativa Phase II e Hefei Angel Investment Fund Phase II — detengono complessivamente circa il 15%.

La composizione dell’azionariato mostra quindi un’operazione costruita intorno a NIO, Chery, all’industria manifatturiera e al capitale pubblico locale.

Weiju non è NIO Power

La definizione di “NIO energy unit” utilizzata in alcuni titoli di stampa richiede una precisazione. Weiju Technology non coincide con NIO Power, la struttura operativa attraverso cui il gruppo sviluppa e gestisce le stazioni di battery swap, la rete di ricarica, i servizi energetici e il modello Battery as a Service.

Weiju è stata costituita ad aprile 2023 e ha come oggetto sociale la ricerca sulle nuove tecnologie energetiche, sui nuovi materiali e i servizi di progettazione industriale. Nel deposito annuale relativo al 2025 risultava priva di dipendenti, il che suggerisce una funzione prevalentemente finanziaria e di partecipazione, più che un’attività industriale autonoma.

NIO Power, invece, ha una struttura e una scala molto diverse. Nel marzo 2025, NIO e CATL hanno annunciato che il produttore di batterie investirà fino a 2,5 miliardi di yuan nella divisione del battery swapping. L’impegno massimo di CATL è pari a circa 34 volte la sottoscrizione di Chery in Weiju, a conferma del diverso perimetro delle due operazioni.

Dal battery swap a un legame azionario

Il rapporto tra Chery e NIO non nasce con questo investimento. Nel gennaio 2024 le due società avevano sottoscritto un accordo strategico per collaborare sugli standard delle batterie, sullo sviluppo dei veicoli compatibili con lo scambio, sulle tecnologie di battery swap e sull’espansione della rete.

L’intesa rientrava nella strategia di apertura dell’infrastruttura di NIO ad altri costruttori, insieme agli accordi con Changan, Geely, JAC, GAC, FAW e Lotus. NIO ha più volte indicato la standardizzazione delle batterie e l’utilizzo condiviso delle stazioni come strumenti necessari per trasformare il battery swapping da servizio proprietario in un’infrastruttura industriale più ampia.

Partnership tra NIO e CATL | Elettronauti.it
Partnership tra NIO e CATL | Elettronauti.it

La collaborazione aveva già prodotto test su modelli del marchio premium Exeed, controllato da Chery. Tuttavia, ad agosto 2026, nessun modello commerciale di Chery compatibile con la rete di NIO era ancora arrivato sul mercato. Lo stesso valeva per gli altri partner dell’alleanza: gli accordi avevano creato una cornice tecnica e strategica, ma non si erano tradotti in una diffusione significativa di auto di terzi nelle stazioni NIO.

La nuova piattaforma con JAC

Il rapporto è stato ulteriormente rafforzato nel gennaio 2026. In occasione della produzione del milionesimo veicolo NIO nello stabilimento Factory Two di Hefei, NIO, Chery e JAC Motors hanno firmato un accordo quadro per costruire congiuntamente una piattaforma di innovazione automobilistica.

La nuova partecipazione in Weiju aggiunge ora un legame di capitale a una relazione che finora è stata soprattutto tecnologica. Non equivale ancora all’annuncio di nuovi modelli, di una piattaforma comune o dell’apertura automatica della rete NIO ai veicoli Chery. Tuttavia, crea una struttura societaria attraverso cui finanziare e condividere eventuali progetti nelle batterie, nell’energia e nelle tecnologie industriali avanzate.

Il collegamento con la fusione nucleare

Il perimetro di Weiju va oltre le batterie. La società possiede anche una partecipazione minoritaria in Fusion New Energy (Anhui), indicata come piattaforma per il trasferimento e la futura industrializzazione delle tecnologie di fusione a confinamento magnetico sviluppate dall’Institute of Plasma Physics della Chinese Academy of Sciences.

Fusion New Energy è collegata al progetto BEST — Burning Plasma Experimental Superconducting Tokamak, il grande dispositivo sperimentale in costruzione a Hefei. BEST dovrebbe essere completato entro la fine del 2027 ed è progettato per dimostrare la combustione del plasma deuterio-trizio e, secondo le ambizioni dei ricercatori, la prima generazione sperimentale di elettricità da fusione.

L’ingresso di Chery in Weiju non implica che il costruttore assuma direttamente il controllo del progetto BEST. Offre però un’esposizione indiretta a una piattaforma che collega l’automotive, l’energia e la ricerca scientifica di frontiera.

Chery guarda oltre l’automobile

Il collegamento con la fusione è coerente con la strategia dichiarata da Chery. Nell’aprile 2026, il gruppo aveva ufficialmente affermato di voler ampliare il proprio ecosistema energetico oltre alle batterie e ai sistemi ibridi, includendo tecnologie come l’eolico, il solare, l’idrogeno, l’ammoniaca e la fusione nucleare controllata.

Chery ha spiegato che l’aumento della domanda di energia elettrica, determinato da auto a batteria, dall’intelligenza artificiale e dai data center, renderà sempre più strategica la disponibilità di energia pulita e abbondante. L’investimento in Weiju può quindi essere letto come una piccola opzione finanziaria su tecnologie che potrebbero avere valore nel lungo periodo, più che come una semplice operazione legata alle stazioni di scambio.

La scala industriale del gruppo rende comunque significativa la sua presenza. Chery ha superato, nel luglio 2026, i 20 milioni di veicoli venduti cumulativamente e sta ampliando il proprio perimetro dalle auto ai componenti, alla robotica, all’intelligenza artificiale e alle tecnologie energetiche.

Un’operazione piccola, ma strategicamente significativa

In termini finanziari, la partecipazione di Chery è contenuta sia rispetto alle dimensioni dei due costruttori sia rispetto agli investimenti necessari per le infrastrutture energetiche. Il significato dell’operazione è soprattutto industriale: un grande produttore automobilistico entra nel capitale di una piattaforma controllata da NIO, insieme a operatori energetici, aziende manifatturiere e fondi pubblici dell’Anhui.

La transazione non assegna a Chery né una quota della società quotata NIO né una partecipazione diretta in NIO Power. Non garantisce inoltre il lancio di modelli Chery compatibili con il battery swap. Offre però ai due gruppi un nuovo canale per condividere investimenti e opportunità in tecnologie che spaziano dalle batterie ai nuovi materiali, fino alla fusione.

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Emanuele Oggioni
Emanuele Oggioni
Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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