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    Cos’è una Città 30?

    Siamo nel 2024 e il concetto di Città 30 si fa spazio all’interno dei nuovi concetti urbanistici che regolano la viabilità di alcune città europee già da anni o decenni.

    Da non confondere con le Zone 30, cioè alcuni tratti di viabilità limitati a 30 km/h, in genere in parallelo a viali ad alto scorrimento, centro storico o in zone con strade non adatte per mantenere una velocità di 50 km/h.

    Bologna diventa la prima città 30 d'Italia | Elettronauti.it
    Città 30 è sinonimo di 30 kmh di limite di velocità e basta | elettronauti It

    Il limite che divide le due terminologie è sottile ma se una Zona 30 coincide spesso con una porzione piccola di una città, la Città 30 è un vero e proprio concetto diverso di concepire le città del futuro e del presente.

    Per gli altri approfondimenti vi lasciamo tutti i link nelle fonti in calce all’articolo.

    Limite di 30 km/h

    Meglio essere subito chiari. In una Città 30, come in una Zona 30, il limite massimo consentito per i mezzi a motore è di 30 km/h. Ma questo non significa che se un domani una città dovesse diventare una Città 30 di conseguenza non ci saranno più viali con limiti di velocità superiori. Un esempio lo abbiamo proprio con la città di Bologna, diventata a gennaio 2024 la prima Città 30 d’Italia.

    Bologna diventa la prima città 30 d'Italia | Elettronauti.it
    Bologna prima di città 30 fonte bologna città 30 | elettronauti It

    Dalla pianta della viabilità di Bologna prima di diventare Città 30 si evince come la maggior parte delle zone avessero un limite di velocità superiore ai 30 km/h. Il centro storico ed altre aree invece erano già Zone 30.

    Bologna diventa la prima città 30 d'Italia | Elettronauti.it
    Bologna dopo città 30 fonte bologna città 30 | elettronauti It

    Il concetto di Città 30 ha letteralmente inglobato la città di Bologna, diventando un’enorme Zona 30. Ma con molte eccezioni. Infatti in ogni città ci sono dei viali ad alto scorrimento che permettono agli automobilisti di spostarsi velocemente dall’interno all’esterno utilizzando delle “vie preferenziali” veloci. Queste ovviamente sono rimaste.

    In alcune città ci sono anche viali che permettono di sfrecciare ad oltre 50 km/h rimanendo nella legalità. È probabile che in futuro questo non sia già permesso.

    Una guida con meno stress e senza perdite di tempo

    Abbassare il limite di velocità non è essenzialmente una cosa sbagliata e uno svantaggio per gli automobilisti.

    Prima di tutto una guida frenetica non si adatta ad una guida cittadina proprio perchè rende più inclini agli errori o alle distrazioni solo per arrivare 1 minuto prima al lavoro o per prendere un verde al semaforo.

    Inoltre molto spesso, a causa del traffico cittadino si viaggia anche a meno di 30 km/h di media. Provare per credere. Resettate il “trip” della vostra auto prima in entrare in un centro urbano trafficato come Milano o Roma e poi analizzate il tempo impiagato e soprattutto la velocità media e massima raggiunta.

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    Differenze di consumi e inquinamento fonte bologna città 30 | elettronauti It

    Una guida gentile e senza troppe accelerazioni e frenate repentine aiuta a contenere i consumi e diminuire l’inquinamento dato anche dalle pastiglie dei freni.

    Ridiamo la città ai cittadini – Parte 1

    Più o meno è questo lo slogan utilizzato. Da quando le automobili si sono diffuse negli ultimi 150 la città è passata da essere ad uso esclusivo dei cittadini in quanto pedoni, ad essere più un luogo studiato per le automobili. Tutto viene pensato in funzione di parcheggi, rotonde, semafori, auto, SUV, ecc.

    La Città 30 vuole ridare la città a chi la deve effettivamente vivere. Deve essere quindi a prova di famiglie, bambini, lavoratori, pensionati. Il concetto che sta alla base di tutto è che le auto debbano adattarsi alle persone e non viceversa, come ormai succede fin troppo spesso.

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    Aumento della mobilità attiva fonte bologna città 30 | elettronauti It

    Se vogliamo dirla tutta non è tanto una questione di limite di velocità solo per rallentare gli automobilisti, ma più un disincentivo a spostarsi in città con la propria auto prediligendo invece i mezzi pubblici, mezzi privati come biciclette e monopattini o piuttosto muovendosi a piedi.

    La sicurezza dei pedoni e non le multe per i Comuni

    La cosa che vorremmo spiegare è che non è tutta una scusante per fare multe. E ci piacerebbe che questo sia anche il fine dei Comuni italiani che come Bologna adotteranno il concetto di Città 30 in futuro.

    L’obiettivo della Città 30 è zero morti in strada e zero multe: rispettando le regole, non ci sono sanzioni e si salvano vite umane.
    
    Città 30 è un cambiamento rilevante che va accompagnato con gradualità: quindi per i primi sei mesi, da luglio a dicembre, i vigili presidieranno le strade, ma non per multarti. Fino alla fine del 2023 la Polizia Locale interverrà per ricordarti e informarti sul nuovo limite a 30 chilometri orari.
    
    Le sanzioni legate ai nuovi limiti di velocità partiranno da gennaio 2024. Sulle strade a 30 il controllo sarà affidato ai vigili, mentre gli autovelox fissi saranno solo nelle strade a 50.
    Come cita il sito di Bologna Città 30

    In Europa, nelle città in cui si sta sperimentando questo nuovo concetto di città si sono riscontrati meno incedenti rispetto a prima e molti meno mortali.

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    Distanza di frenata fonte bologna città 30 | elettronauti It

    Secondo alcuni studi la distanza in una frenata di emergenza si riduce notevolmente se il conducente viaggia a 30 km/h rispetto a 50 km/h. In ambito cittadino si può prevenire molteplici incidenti passando di circa 28 metri necessari per fermare una vettura a 50 km/h rispetto ai circa 13 metri se si viaggia a 30 km/h. Il tutto tenendo conto anche del tempo di reazione, cioè il tempo che intercorre da quando l’automobilista pensa di dover frenare al momento in cui inizia realmente la fase di decelerazione.

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    Tempi di reazione in base alla velocità | elettronauti It

    Ovviamente in base alla velocità di un impatto tra pedone e veicolo si determina anche la pericolosità dell’incidente. Secondo alcuni studi la probabilità che un pedone rimanga ucciso in un incidente stradale è del 10% a 30 km/h e del 50% a 50 km/h. Per velocità superiori ai 70 km/h si è praticamente spacciati. Ecco perchè è importante non andare troppo veloci in prossimità di centri abitati o attraversamenti pedonali.

    Secondo uno studio di NHTSA, l’ente americano per la sicurezza sulle strade, i valori sarebbero un po’ meno “pompati” ma non per questo da prendere più sottogamba. Secondo questo report il 13% delle persone che rimangono coinvolte in un incidente a 30 km/h (20 mph) subiscono infortuni gravi (incluso il decesso), mentre la percentuale sale al 40% a 45 km/h (30 mph), ovvero il limite che si trova in genere nelle città americane.

    Minore inquinamento atmosferico localizzato e meno rumore

    Come detto, l’obiettivo non è solo quello di ridurre la velocità media, ma anche quello di ridurre le auto circolanti, favorendo una qualità dell’aria migliore a chi la città la deve vivere. Soprattutto se pensiamo al presente.

    In un futuro in cui, forse, tutte le auto saranno elettriche il problema sarà risolto alla radice. Ma fino a quel momento bisogna giocare anche sui numeri delle vetture circolanti, incentivando l’utilizzo di mezzi pubblici, biciclette e monopattini sia in sharing che private.

    Meno automobili e velocità più basse sono sinonimo anche di rumore inferiore. Meno motori accesi. Meno strombazzate di clacson.

    Ridiamo la città ai cittadini – Parte 2

    In una città in cui ci sono meno spostamenti in automobile si può cambiare quella che è la conformazione della città stessa. Trasformando i parcheggi in parchi giochi per i bambini, gli ampi viali multi-corsia in viali che integrano ampi marciapiedi e piste ciclabili.

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    Molti progetti europei stanno restituendo le città ai suoi abitanti | elettronauti It

    Si può attuare una riqualificazione urbana che può trasformare le nostre vecchie città al livello di metropoli moderne nate già con questi principi.

    Un esempio nostrano può essere il quartiere di Porta Garibaldi a Milano, famoso non solo per il complesso di grattacieli di Piazza Gae Aulenti (Unicredit Tower a sinistra), ma anche per il Parco Biblioteca degli Alberi ai piedi delle due torri “Giardino verticale”.

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    Quartiere di porta garibaldi a milano | elettronauti It

    L’esempio di Bologna

    Bologna, capoluogo di regione con 390.000 abitanti, ha iniziato nel solo 2019 ad approcciarsi a Città 30. All’interno del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) approvato in via definitiva a seguito di un lungo percorso iniziato tre anni prima, in cui vi erano stati ripetuti momenti di informazione pubblica, confronto, possibilità per tutta la cittadinanza di rispondere a un sondaggio sulle priorità e di presentare osservazioni scritte alla proposta. Ma solo il 20 luglio 2021 nasce Bologna30, la campagna per rendere i 30 km/h la nuova normalità sulle strade cittadine, replicando i casi di successo europei.

    Bologna ha un sito dedicato al progetto Città 30. Al suo interno vengono spiegati nel dettaglio molti vantaggi, tra cui:

    • Più spazio alle persone
    • Più spazio alle persone anziane
    • Più spazio alla salute
    • Più spazio all’ambiente
    • Più spazio alla mobilità attiva
    • Più spazio ai pedoni
    • Più spazio ai bambini
    • Più spazio ad una guida senza stress
    • Più spazio a strade sicure per tutti

    Parlando di pedoni, ciclisti e incidenti, un altro dato importante è quello che indica che l’80% delle vittime degli incidenti stradali non sono gli automobilisti.

    Altre Città 30 in Italia?

    Bologna è stata la prima ma non sarà l’unica città italiana ad abbracciare questo concetto di città.

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    Milano | elettronauti It

    Spesso se ne parla per la “capitale del Nord Italia”, Milano, comune di 1.350.000 abitanti. Dal 2018 si parla di Città 30 attraverso il PUMS. Dal 2022 le voci si fanno sempre più insistenti. Vedremo se dopo Bologna sarà Milano la seconda Città 30 d’Italia.

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    Roma | elettronauti It

    Anche Roma, capitale di 2.900.000 abitanti, ha iniziato a interessarsi a Città 30 all’interno del Piano per la sicurezza stradale del PUMS del 2022. Da febbraio 2023 la città ha avviato le procedure amministrative per l’istituzione e la diffusione del limite di 30km/h su tutte le strade della rete locale di Roma Capitale.

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    Torino | elettronauti It

    Ma molto probabilmente sarà Torino, 890.000 abitanti, la seconda Città 30 d’Italia. A novembre 2022 il Sindaco e la Giunta si impegnano a proclamare il progetto “Torino Città 30 all’ora”. Appena 11 mesi dopo, ad ottobre 2023 nasce la campagna Torino30. Bologna ci ha messo 2 anni a far diventare la campagna realtà, quanto impiegherà Torino?

    Tra le altre città italiane in procinto di valutare Città 30 ci sono anche Firenze (380.000 abitanti), Verona (255.000), Padova (210.000), Reggio Emilia (170.000), Modena (185.000), Ferrara (130.000), Bergamo (120.000), Città della costa teramana (120.000), Pesaro (95.000), Lecce (95.000), Treviso (84.000), Carpi (70.000), Olbia (60.000), Lecco (48.000), Lodi (45.000), Francavilla Fontana (34.000), Pero (11.000) e Procida (10.500).

    Importante notare che di queste 22 città, 14 si trovino nel Nord Italia ed in particolare 10 in Emilia Romagna e Lombardia.

    Gli esempi europei

    Sono una quindicina gli esempi di Città 30 europee.

    Le prime e pioneristiche sono state Toronto (Canada, 2.900.000 abitanti) ed Edimburgo (Regno unito, 470.000) partite nel 2016. Per Edimburgo si parla di un limite di 32 km/h pari a 20 mph (miglia orarie).

    Ci sono poi città che non hanno implementato all’istante il concetto di Città 30 preferendo un approccio più graduale. Tra queste città ci sono Zurigo (Svizzera, 430.000) dal 1991 e Graz (Austria, 328.000) dal 1992.

    Altre Città 30 europee sono Madrid (Spagna, 3.200.000) dal 2018, Helsinki (Finlandia, 650.000) e Valencia (Spagna, 790.000) dal 2019, Nantes (Francia, 322.000), Blbao (Spagna, 350.000), Barcellona (Spagna, 1.650.000) e Londra (Regno Unito, 9.600.000) dal 2020, Bruxelles (Belgio, 1.200.000) dal 2021, Lione (Francia, 510.000) dal 2022, Amsterdam (Olanda, 920.000) dal 2023, Tolosa (Francia, 470.000) dal 2024,

    In Spagna nel maggio 2021 è stata approvata una modifica al codice della strada che impone il limite massimo dei 30 chilometri orari in tutti i centri urbani del paese. Il Galles ha seguito nel 2023 decidendo di ridurre il limite di velocità a 20 miglia orarie (32 km/h) nelle aree più edificate dei centri abitati.


    Sareste favorevoli a trasformare la vostra città in una Città 30? Sì, no, perchè?

    Fonte 1 | Vantaggi Bologna Città 30 | Bologna | Milano | Roma | Torino | Approfondimento su Zone 30

    1. Sehr interessantes Fahrzeug, würde mich über weitere Informationen freuen. Bin begeistert, es wäre das richtige Fahrzeug für meine Frau und…

    Federico Fumagalli
    Federico Fumagalli
    Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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