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    Dazi BEV: l’UE va in guerra contro la Cina

    Dopo i dazi del 100% introdotti a maggio dagli Stati Uniti sulle importazioni di auto elettriche cinesi, anche i burocrati della Commissione Europea si allineano agli americani e inaspriscono la guerra commerciale con la Cina.

    Tutti i dazi per marchio

    Al termine dell’indagine avviata lo scorso autunno, la Commissione Europea ha concluso infatti che “le catene del valore dei veicoli elettrici beneficiano in Cina di sussidi sleali che minacciano di provocare danni economici ai produttori UE”. Di conseguenza, annuncia una nota, l’organo esecutivo europeo ha contattato le autorità cinesi per “discutere dei possibili rimedi in modo compatibile con le norme del WTO”. Se non si dovesse arrivare a un accordo, dal 4 luglio scatteranno dazi provvisori, che diverranno definitivi a novembre dopo il via libera del Consiglio Europeo, con una maggioranza qualificata (almeno 15 Stati che rappresentano una quota della popolazione Ue non inferiore al 65%). In dettaglio i dazi, che si aggiungeranno all’attuale 10%, sono i seguenti:

    • BYD del 17,4%
    • Geely (che controlla la svedese Volvo e Polestar ed ha una joint-venture con Mercedes) del 20%
    • Chery, Dongfeng, Great Wall (che ha una joint-venture con BMW), Leapmotor (che ha una joint-venture con Stellantis), NIO, Tesla (Shanghai), XPeng (che ha una joint-venture con Volkswagen) e gli altri produttori cinesi che hanno collaborato all’indagine saranno soggetti a un dazio del 21%
    • SAIC e tutti gli altri produttori di BEV che non hanno invece fornito aiuto a Bruxelles del 38,1%

    Un’analisi di Transport & Environment mostra che l’anno scorso il 19,5% delle auto elettriche vendute in Europa proveniva dalla Cina e che nel 2024 tale quota salirà al 25%. E se l’import di BEV cinesi in Europa è stato sinora costituito in gran parte da veicoli Tesla, Dacia e BMW, i marchi cinesi raggiungeranno l’11% quest’anno e il 20% nel 2027. La sola BYD, sottolinea T&E, punta al 5% del mercato dell’auto elettrica europeo entro il 2025.

    Produzione della bmw i5 nello stabilimento di dadong in cina | elettronauti. It
    Produzione della bmw i5 nello stabilimento di dadong in cina | elettronauti It

    I produttori europei sono contrari alla guerra: i dazi “non risolveranno le sfide che l’industria automobilistica europea e tedesca si trova ad affrontare”

    Ovviamente è stata immediata ed attesa la reazione della Camera di commercio cinese, che ha accusato la UE di “protezionismo che viola i principi dell’economia di mercato e le regole del commercio internazionale, danneggiando la Cina”. Il Governo cinese, ha avvertito un portavoce del ministero degli Esteri, “adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare con fermezza i diritti e gli interessi legittimi della Cina”. Ma proprio alcuni dei produttori europei coinvolti si sono dichiarati contrari a questa guerra commerciale, a partire da Stellantis che si è dichiarata contraria a “misure che contribuiscono alla frammentazione del mondo”, rassicurando comunque sulle attività del gruppo: “Stellantis è agile nell’adattarsi e nel trarre vantaggio da qualsiasi scenario e l’annuncio di oggi delle tariffe non scoraggerà la nostra strategia complessiva nei confronti di Leapmotor in Europa, poiché abbiamo tenuto conto di questo potenziale sviluppo”. Idem, si è espressa sfavorevolmente l’associazione automobilistica tedesca (VDA), preoccupata che i dazi “aumentano ulteriormente il rischio di una guerra commerciale globale” e che “non risolveranno le sfide che l’industria automobilistica europea e tedesca si trova ad affrontare”. Il ministro dei Trasporti tedesco, Volker Wissing, ha già annunciato che si opporrà alla misura, poiché “I dazi punitivi della Commissione colpiscono le aziende della Germania”, ha scritto su X:

    Infine, si oppongono alle barriere doganali anche Svezia, Irlanda e Ungheria, che ha ottenuto di recente un maxi-investimento di BYD per nuovi stabilimenti produttivi nel paese. Sul fronte opposto, appaiono favorevoli ai dazi Italia e Francia.

    Cyberster la roadster di mg si avvicina sempre più al mercato europeo. | elettronauti. It
    Portiere ad ali di gabbiano | elettronauti It
    ↘️ ElettroWiki – Diversi tipi di EV a confronto

    EV è un termiche che da solo non identifica una singola categoria di auto elettriche. EV da solo significa solo Electric Vehicle, per questo motivo è sempre assorbito in nomenclature più lunghe che aiutano ad identificare di che tipologia di “auto elettrica” si sta parlando.



    Auto ibride

    Tra le auto ibride si annoverano tutte quelle categorie che prevedono una parte elettrica all’interno dell’automobile, ma che non è l’unico sistema disponibile.

    MHEV – Mild Hybrid Electric Vehicle o Ibrido leggero ➡️ LINK
    FHEV o HEV – Full Hybrid Electric Vehicle ➡️ LINK
    PHEV – Plug-in Hybrid Electric Vehicle ➡️ LINK
    REEV / EREV – Range Entender Electric Vehicle o Extended Range Electric Vehicle ➡️ LINK



    Auto elettriche pure

    Tra le auto pure ci sono automobili che possiedono di soli motori elettrici per la locomozione e che fanno uso solo di energia elettrica come “carburante”.

    BEV – Battery Electric Vehicle ➡️ LINK
    SEV – Solar Electric Vehicle ➡️ LINK

    Auto elettriche a idrogeno

    Tecnicamente fanno parte delle auto elettriche pure, in quanto funzionano solamente ad energia elettrica e non emettono inquinanti, ma non si ricaricano con la corrente elettrica, bensì con idrogeno liquido, che poi viene trasformato. Per capirne di più ecco qui sotto l’articolo che ne parla.

    FCEV – Fuel Cell Electric Vehicle ➡️ LINK

    Articolo riepilogativo con tutte le tipologie:
    ElettroWiki – Diversi tipi di EV a confronto ➡️ LINK

    La nostra opinione

    Siamo d’accordo con gli industriali che guardano a lungo termine, e non a soluzioni di breve (di piccoli burocrati di Bruxelles) che sono solo dannose e non aiutano a costruire nulla di buono per il futuro. La concorrenza aiuta la competitività, non i dazi. Gli investimenti in ricerca e sviluppo e una visione industriale di filiera (quindi includendo la produzione di batterie) possono favorire una strategia industriale propositiva che aiuti le imprese europee, per accelerare l’elettrificazione e favorire la produzione interna di BEV, e di conseguenza non penalizzi i consumatori finali. Del resto, una guerra commerciale è pericolosa, in quanto la Cina è il terzo mercato in termini di valore per le esportazioni di veicoli made in Europa.

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    In paesi come l’Italia, governati da politici senza memoria dei danni provocati, a lungo termine, alla propria economia, dall’imposizione di Dazi doganali, senza una programmazione dello sviluppo di settore che ne viene indirettamente o direttamente colpito, è naturale sostenere interventi apparentemente semplici che tanti danni hanno provocato nella storia degli scambi commerciali. Non occorre essere “Cassandre” per prevedere come finirà se i Dazi verranno applicati, é sufficiente leggere la storia. Purtoppo ignoranza e pressapochismo sono le caratteristiche di molta parte degli attuali governanti. Nell’immediato a rimetterci sarà il cammino verso una transazione elettrica, sempre più ostacolato e la libertà di scelta dei consumatori.

     


    Emanuele Oggioni
    Emanuele Oggioni
    Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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