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    De Meo, il CEO di Renault e l’intervista shock: “Per l’elettrico meglio il 2040”!

    Che Renault, come del resto il partner Nissan, abbia avuto una battuta d’arresto nella progettazione e vendita di veicoli elettrici non c’era alcun dubbio. Ma le ultime dichiarazioni del CEO di Renault, l’italiano Luca De Meo, non piaceranno a chi stava pensando di acquistare una vettura del Gruppo.

    L’intervista a Repubblica

    Nei giorni scorsi Luca De Meo ha rilasciato un’intervista a Repubblica nei panni di CEO del Gruppo Renault e come capo dell’ACEA, l’Associazione dei produttori di automobili europei.

    I temi trattati sono stati molti, a partire dalla transizione elettrica che stiamo vivendo in questi anni ed alla Cina, passando per Tesla che compare sempre in tutte le discussioni, come il prezzemolo, ma si è parlato anche delle “casse” del Gruppo Renault.

    La transizione ecologica mal digerita da molti gruppi automobilistici

    In primo luogo il manager italiano non nasconde il fatto che l’obbligo imposto dall’Unione Europea per la transizione dal motore a scoppio alle energie rinnovabili e alle auto con minori o nulle emissioni sia alquanto indigesto. E non solo al Gruppo Renault.

    Il manager indica un 2040 come più idoneo alla transizione. In barba a chi ha fissato, sempre in Europa, il target per l’abbandono del motore termico al 2025 o al 2030, in netto anticipo con la data del 2035 fissata dall’UE.

    Il treno ha già lasciato la stazione, non possiamo più tornare indietro perché non conviene dal punto di vista del business. Abbiamo già investito decine e decine di miliardi e altrettanti ne metteremo.
    
    Questo non vuol dire che la UE non debba ripensare alcuni paletti: uno slittamento, dal 2035 al 2040, permetterebbe di far crescere ancora il mercato dell’elettrico. E se poi ci sarà un riconoscimento della neutralità tecnologica, ancora meglio.
    Luca De Meo

    In queste dichiarazioni, De Meo si riferisce al fatto che dal 2026 sarà possibile revisionare l’entrata in vigore dello stop alla vendita delle vetture con motore termico dal 2035. Afferma che ovviamente ogni produttore è stato costretto a investire in questo business e che non c’è modo di tornare sui propri passi visti gli investimenti economici fatti e da fare nei prossimi anni.

    66 miliardi di euro a sostegno delle nev | elettronauti. It
    Tutte le auto elettriche del marchio renault saranno prodotte in francia | elettronauti It

    Queste dichiarazioni mettono alla luce dei fatti, che probabilmente il treno di cui parla De Meo, quello della transizione ecologica ed elettrica, non solo abbia lasciato la stazione, ma che qualcuno possa averlo perso questo treno immaginario. E anzi, qualcuno potrebbe anche essere stato investito da questo treno.

    Perchè non ci sembra possibile che una delle prime aziende ad investire nell’auto elettrica non sia in grado nel 2023 di proporre auto elettriche degne di nota sul mercato, ed anzi, continua ad investire e pubblicizzare i loro “fantastici” motori e-Tech ibridi.

    Ricordiamoci che Renault è quella della Zoe, una delle citycar elettriche più vendute d’Europa. È quella della Twizy, il quadriciclo elettrico biposto che ha invaso più di un decennio fa le città per fornire un mezzo agile e adatto all’utilizzo cittadino. Nel Gruppo Renault c’è anche Nissan che con la LEAF ha posto le basi non solo per il successo della Zoe ma anche per i van commerciali e-NV200 che sono stra-utilizzati dai corrieri per le piccole e medie tratte. E non bisogna dimenticare che anche Mitsubishi fa parte del Gruppo. La i-MiEV la ricordate? Era prodotta in joint-venture con Citroën come C-Zero e Peugeot come iOn. Parliamo di una piccola citycar prodotta dal 2009 e importata in Italia fino al 2020.

    Stiamo parlando di una delle aziende precorritrici della mobilità elettrica a livello mondiale. Il 2009 era 14 anni fa!

    Tesla, escludendo la prima Roadster, derivata dalla Lotus Elise, è uscita con una Model S, totalmente sviluppata e prodotta internamente, nel 2012.

    Come è possibile che un Gruppo di Costruttori Storia, abbia “dilapidato” un ricco “patrimonio” di esperienza ed una riconosciuta presenza sui mercati di mezzo mondo?

    E le prossime dichiarazioni potranno sconvolgervi…

    Tesla innova e riduce il prezzo di acquisto, Renault riduce solo i propri costi

    Dopo un anno di inflazione, immagino un periodo deflattivo su energia, logistica e materie prime. Situazione che si può gestire in due modi: o si abbassano i costi e i prezzi o si abbassano i costi e si tengono i prezzi stabili. Credo che noi, ma anche molti dei nostri competitor, opteremo per questa seconda strada. C’è stato un aumento strutturale dei prezzi ed è difficile che si possa tornare indietro. Vogliamo mantenere i margini e non ci sarà una rincorsa ai volumi.
    Luca De Meo

    Eh già. Meglio favorire il passaggio all’elettrico con prezzi di acquisto più bassi oppure pensare solo ai profitti? La scelta descritta dal CEO di Renault è condivisibile. Se volessimo aumentare gli utili in un mercato florido andrebbe benissimo.

    Renault zoe anteriore | elettronauti. It
    Renault zoe anteriore | elettronauti It

    Ma qui il dubbio è che il Gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi sia così in ritardo, in termini di progettazione e produzione, che l’unica cosa da fare sia prendersi i soldi di chi si affida oggi al Gruppo e di rimandare il tutto ad un fatidico 2040. La vera domanda che dovremmo porci è chi ci sarà nel 2035 o 2040 a capo del Gruppo. Perchè sembra la solita storia del “il problema non l’ho fatto io ma chi mi ha preceduto“.

    Perchè in pratica, ad oggi l’unico veicolo in vendita è la Renault Megane e-Tech EV, che condivide il pianale con la Nissan Ariya che tuttavia è lo stesso utilizzato per la Megan e-Tech benzina, per entrambe, sintomo di progettazione dedicata ad un’auto prettamente elettrica pari a zero. Spazi per i componenti ricavati nel vano del motore termico e senza soluzioni dedicate. Basti pensare che, sono tra le poche elettriche che non offrono una trazione posteriore e nessun bagagliaio anteriore.

    Tecnicamente sono passati 13-14 anni dai primi modelli elettrici per avere dei veicoli pensati “peggio”.

    Rimane il fatto che questa dichiarazione è indice di un’azienda che ad oggi non vuole spingere la transizione. Perchè, se sono veramente il grado di abbassare i costi di produzione, immaginiamo che ogni azienda sarebbe invogliata a vendere più modelli possibili per fidelizzare i clienti non solo nel presente, ma per il futuro. Chi acquista oggi una Zoe sarà interessato ad acquistare una Renault 5 elettrica i prossimi anni o piuttosto si rivolgeranno ad una Tesla con una futura Model 2 a prezzo contenuto? Oppure approfitteranno dell’invasione cinese che offre ad oggi soluzioni come la MG4 di SAIC Motor a meno di 30.000 € ed ha strutturato una rete di concessionarie tra le più estese e qualificate. O magari una BYD che offre batterie iper sicure, è già approdata in Italia, attraverso un Gruppo Concessionario di alto livello e capillare distribuzione, presentando il suo primo modello, cui a breve ne seguiranno altri?

    Impossibile applicare la strategia di Tesla

    La politica di Tesla si basa sull’ipotesi che un giorno, nemmeno tanto lontano, una macchina su quattro sul pianeta sarà una Tesla. Vuol dire arrivare a 20 milioni di auto. Ora sono a 1,8 milioni, c’è ancora un bel po’ di strada da percorrere. I loro margini si sono ridotti, il 20% è lontano. Ecco, diciamo che se avessi fatto io una cosa del genere sarei già a casa. Ma io gioco ancora con le regole del vecchio testamento.
    Luca De Meo

    Ecco palese in questa parte di intervista, la diversa vision di Renault rispetto a Tesla. Da una parte si punta a rendere più accessibile il prezzo di vendita sapendo di potersi imporre sul mercato e di crescere con i numeri di vendita. Dall’altra parte invece, si punta a un guadagno immediato a discapito dei volumi di vendita.

    Di norma questo tipo di vendita si applica ad auto costose, vendute in piccoli volumi, il che ci riporta al ragionamento precedente, ovvero al fatto che, o il Gruppo Renault non vuole spingere la vendita delle sue elettriche, o non è in grado di realizzare un prodotto che possa soddisfare richieste di grandi volumi, se dovesse avere successo.

    Il ritorno di renault r5 - esclusivamente elettrica, nel 2024 è ufficiale. | elettronauti. It
    Futura renault 5 elettrica 2024 fronte retro | elettronauti It

    Focus per il futuro che pensa ancora al passato

    Già, perchè nelle parole di De Meo si fa riferimento al “problema” dello standard Euro 7, irraggiungibile dalle case automobilistiche proprio perchè pensato per essere stringente e selettivo.

    L’Euro 7 non ha senso, da tutti i punti di vista. Anche il governo francese si oppone. Le regole vanno riviste, conservando comunque la nuova attenzione all'inquinamento che proviene da freni e pneumatici. Per i motori è assolutamente impossibile soddisfare entro il 2025 i limiti imposti da Euro 7 con regole che non sono state ad oggi ancora definite.
    Luca De Meo

    Però, evidentemente, all’azienda francese non va giù il fatto che sia letteralmente impossibile mantenere gli standard richiesti dalla UE e quindi sembra quasi voler dirottare il problema su fonti di inquinamento secondarie, parlando di freni e pneumatici, il che non è errato, se le auto termiche viaggiassero su cuscini d’aria con la frenatura affidata ad un violento recupero di energia, ma siamo sicuri che la differenza di peso tra una vettura elettrica ed una termica sia così determinate nel consumo di pneumatici, perché per quanto riguarda il sistema frenante le percentuali di emissione di polveri sottili di una BEV grazie alla frenata rigenerativa, è nettamente inferiore ad una sua omologa a Benzina o peggio Diesel, mentre nel campo della produzione di pneumatici, si stanno già studiando nuovi materiali e mescole per ridurre progressivamente l’impatto con la strada.

    Riferimenti alla Cina e dati finanziari

    Come gruppo Renault, abbiamo già affrontato le case statunitensi, poi le giapponesi e le coreane. Certo, la Cina ha vantaggi su materie prime, capacità produttiva delle batterie e parte dalla produzione di 6 milioni di mercato interno. La competizione dovrà essere però simmetrica, per me questo è l’importante. Se accogliamo i costruttori cinesi qua, come è giusto che sia, noi dovremmo poter accedere al mercato cinese e approfittare della loro tecnologia.
    Luca De Meo

    Per ultimo il manager ha citato la Cina, che viene vista anche come sede di scontro, in futuro, e non solo per Renault. Però facciamo fatica a comprendere per quale motivo dovremmo andare in Cina ed “approfittare della loro tecnologia”. Se veramente un’azienda si crede forte ed in grado di innovare dovrebbe “invadere” un mercato portando la propria. Quindi forse bisognerebbe capire esattamente cosa intenda De Meo con questa affermazione.

    Per quanto riguarda i dati finanziari pensiamo non ci sia nulla da aggiungere. Il Gruppo è sicuramente in un ottimo stato di forma. Se non fosse che Renault fa “cassa” con elevati voluti di vendita di vetture termiche e con la “forbice tra costi e prezzo” che hanno ammesso di voler aumentare in generale su tutte le loro vetture.

    Mi rifaccio alle parole di Marchionne. L’Europa ha già una sovracapacità produttiva. Inutile aggiungerne. Noi puntiamo a fare scouting di innovazione e tecnologia, ad avere effetti positivi, piuttosto che costruire nuove linee di assemblaggio vetture di cui nessuno ha bisogno. Abbiamo scelto di dare una mano in questo modo.
    
    Questi sono i migliori risultati che la Renault ha mai fatto nella sua storia. Soprattutto per quanto riguarda la generazione di cash, cosa che ci assicura un futuro in un settore che per le trasformazioni in atto continua a richiedere grandi investimenti. Nei primi sei mesi del 2023, abbiamo generato la cassa di tutto il 2022. Riducendo i costi, aprendo la forbice tra costi e prezzi, abbassando il break even del 50%. Questo significa assicurarci il futuro.
    Luca De Meo

    Nota di Gian Franco, editore

    Condivido pienamente quanto espresso dal nostro Capo Redattore Federico, ma come “dinosauro nel settore automotive ed informatico”, senza innescare polemiche sulla citazione di Marchionne, che dimostra la linearità di pensiero di un dirigente automobilistico votato a far soldi nell’immediato, fregandosi di fatto di una consapevole programmazione industriale, voglio ricordare, per similitudine, seppur fuori tema, quanto affermavano i miei amici dirigenti di IBM (ai tempi chiamata The Big Blue perché era un vero colosso storico che dettava le regole del mercato), quando comparve la Apple con Jobs che dichiarava l’obiettivo di portare un PC in ogni casa.

    Le parole del capo* Marketing italiano, al tempo furono: “Questi ragazzi sono pazzi, nessuno ha necessità di avere un computer in casa! Falliranno miseramente e con loro tutti gli investitori creduloni che pensano si tratti di una rivoluzione nel mondo informatico“.

    La storia ci insegna che cosa è successo ad IBM e ad Apple e non aggiungo altro, tranne una nota divertente, con il Dott. Pittaluga, cui mi riferivo* che ammise l’errore di valutazione, abbiamo lavorato congiuntamente, non solo per portare Apple in tutte le case, ma anche nella gestione aziendale, realizzando enormi successi e minando nel nostro piccolo, il Core Business di IBM.

    Scusate la divagazione, ma ciò che sta accadendo nelle aziende automobilistiche storiche, ho molto più di una similitudine con la rivoluzione informatica, con tutti i negazionisti e con il pensiero comune che, l’informatica avrebbe distrutto il mercato del lavoro.

    Elettronauti. It - categoria renault nissan mitsubishi group

    Cosa ne pensate delle parole di Luca De Meo? Il Gruppo Renault sta affrontando al meglio questa transizione?

    L’azienda deve fare utili, ma il consumatore vuole prezzi d’acquisto più bassi. Chi avrà ragione alla lunga?

    Fonte | Via

    1. Sehr interessantes Fahrzeug, würde mich über weitere Informationen freuen. Bin begeistert, es wäre das richtige Fahrzeug für meine Frau und…

    Federico Fumagalli
    Federico Fumagalli
    Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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