General Motors sta rivalutando la propria strategia di integrazione smartphone. Il feedback dei clienti mette in discussione i piani legati all’infotainment proprietario e ai servizi in abbonamento.
Dal 2023 General Motors è finita nel mirino delle critiche per aver eliminato Apple CarPlay e Android Auto dai suoi veicoli elettrici. La casa automobilistica ha scelto di puntare su una piattaforma proprietaria di infotainment. Questa soluzione garantisce a GM un controllo più ampio sui dati del veicolo e dell’utente. Allo stesso tempo, apre nuove strade di guadagno attraverso servizi in abbonamento. Alcuni report recenti, tuttavia, indicano che il produttore con sede in Michigan starebbe rivedendo la propria posizione sull’integrazione con gli smartphone.
Il caso Cadillac Lyriq e il configuratore online
Un portavoce di Cadillac ha dichiarato a CarBuzz che il brand continua a perfezionare il proprio approccio all’infotainment sull’intera gamma elettrica. La scelta, secondo l’azienda, è guidata dal riscontro dei clienti. Cadillac punta comunque a privilegiare un’esperienza nativa a bordo del veicolo. La dichiarazione è arrivata dopo che era emerso un dettaglio rilevante: Apple CarPlay e Android Auto risultano ancora disponibili come funzioni per la Cadillac Lyriq 2027 nel configuratore online del marchio.
Cadillac, la divisione lusso di GM, non ha confermato in modo esplicito un’inversione di rotta sulla propria politica di connettività. L’accento posto sul feedback dei clienti, però, lascia intendere che un cambiamento sia possibile. La maggior parte dei proprietari di auto utilizza quotidianamente iOS o Android. Di conseguenza, molti automobilisti si aspettano che il supporto a queste piattaforme prosegua anche sui modelli futuri.
Il configuratore Cadillac è attivo per diversi modelli 2027, e la Lyriq continua a elencare Apple CarPlay e Android Auto tra le dotazioni di serie.

Questo dettaglio dimostra che GM sta ancora includendo una funzione di proiezione dello smartphone che l’azienda aveva pianificato di eliminare gradualmente. Il piano iniziale prevedeva l’avvio di questa transizione con la Chevrolet Blazer EV 2024.
Il modello di business dietro l’infotainment proprietario
GM riferisce che le proprie attività legate al software trattengono circa 70 centesimi per ogni euro generato. Le vendite di veicoli, invece, garantiscono un margine molto più contenuto, tra i quattro e i dieci centesimi per ogni euro incassato. L’azienda ha già monetizzato in passato i dati dei clienti. Inoltre, ha manifestato l’intenzione di ampliare ulteriormente i servizi in abbonamento legati al software di bordo.
Apple CarPlay e Android Auto, al contrario, permettono ai conducenti di utilizzare il proprio smartphone e le proprie applicazioni preferite. Questo limita la capacità di GM di monetizzare il proprio sistema proprietario. Riduce, allo stesso tempo, la raccolta di dati aggiuntivi sugli utenti.
La resistenza dei consumatori cambia le carte in tavola
La decisione di GM di rimuovere le funzioni di proiezione dello smartphone sembra aver incontrato una resistenza rilevante da parte dei consumatori.
Molti automobilisti preferiscono le interfacce familiari di Apple CarPlay e Android Auto ai nuovi sistemi basati su abbonamento.
Le case automobilistiche, in generale, faticano a eguagliare la comodità e la coerenza offerte dalle piattaforme smartphone.
Per questo motivo, queste funzioni restano un fattore importante nella scelta d’acquisto per molti clienti.
Il caso Lyriq mostra bene quanto le preferenze dei consumatori possano condizionare le strategie di prodotto.
La tecnologia di bordo, ormai, è considerata da molti acquirenti un requisito imprescindibile, non un semplice optional.
Cosa aspettarsi dai prossimi modelli GM
La produzione della Lyriq 2027 partirà a breve in Tennessee. Il modello diventerà così l’ultima elettrica General Motors prodotta in Nord America a supportare Apple CarPlay e Android Auto, sia via cavo che in modalità wireless. Nessuna delle altre auto elettriche più recenti del gruppo mantiene questa compatibilità. Anche i modelli già in produzione hanno perso la funzione dopo i recenti aggiornamenti software.
La CEO Mary Barra aveva spiegato in precedenza che il passaggio tra l’interfaccia nativa del veicolo e i sistemi di proiezione telefonica veniva percepito da alcuni utenti come poco fluido, e potenzialmente fonte di distrazione alla guida. Nonostante questa posizione, il gruppo continua a offrire Apple CarPlay sui veicoli elettrici commercializzati fuori dagli Stati Uniti.

Il dietrofront, almeno parziale, evidenzia un fatto chiaro. Le scelte tecnologiche più radicali, quando entrano in conflitto con le abitudini consolidate degli automobilisti, rischiano di ritorcersi contro chi le propone. GM sembra averlo compreso, almeno per il segmento più prestigioso della propria gamma elettrica.





