HomeAcademyIdrogeno turchese | Produrre H2 dal metano senza generare CO2 direttamente

Idrogeno turchese | Produrre H2 dal metano senza generare CO2 direttamente

L’idrogeno turchese è una delle tecnologie più interessanti tra quelle sviluppate per ridurre le emissioni associate alla produzione di H2 da metano. Il principio è relativamente semplice: invece di trasformare il metano in idrogeno e CO2 attraverso lo steam methane reforming, si cerca di separare direttamente il metano in idrogeno e carbonio solido.

Il processo prende il nome di pirolisi del metano e rappresenta una strada intermedia tra le tecnologie basate sui combustibili fossili e l’elettrolisi dell’acqua.

Come funziona la pirolisi del metano

Il metano è composto da un atomo di carbonio e quattro atomi di idrogeno. Attraverso la pirolisi, la molecola viene sottoposta ad alte temperature e viene separata in idrogeno e carbonio.

La grande differenza rispetto allo steam methane reforming è che il carbonio non viene trasformato direttamente in CO2.

Il risultato è quindi idrogeno gassoso e carbonio solido.

ENGIE descrive proprio il processo come la conversione del gas naturale in idrogeno e carbonio solido, sottolineando come questo consenta di evitare le emissioni dirette di CO2 tipiche del reforming tradizionale.

Il carbonio prodotto potrebbe inoltre essere utilizzato come materia prima per altri processi industriali, ad esempio nella produzione di materiali carboniosi, grafite o carbon black. Questo rappresenta una potenziale fonte di valore aggiunto, ma anche una delle principali incognite economiche della tecnologia.

Perché non è semplicemente “idrogeno verde”?

Il fatto che la pirolisi non produca direttamente CO2 non significa automaticamente che l’idrogeno turchese sia a emissioni zero.

La quantità di emissioni dipende infatti da come viene fornita l’energia necessaria per riscaldare il metano e dalla provenienza del metano stesso.

Se il processo viene alimentato con energia fossile, una parte delle emissioni rimane associata al sistema energetico. Se invece il calore viene prodotto con elettricità a basse emissioni o con fonti rinnovabili, il bilancio può migliorare sensibilmente.

Esiste inoltre il problema del carbonio solido. Produrlo è molto diverso dal liberare CO2 nell’atmosfera, ma occorre comunque trovare un utilizzo stabile e sostenibile oppure una modalità sicura di stoccaggio.

La ricerca sta lavorando su diverse configurazioni di reattori e catalizzatori. Una revisione scientifica pubblicata nel 2024 evidenzia proprio l’interesse crescente verso la pirolisi del metano, ma anche la necessità di risolvere problemi legati alle alte temperature, ai catalizzatori e alla progettazione dei reattori.

Schema di produzione dell'idrogeno turchese | Elettronauti.it
Schema di produzione dell’idrogeno turchese – Immagine generata con ChatGPT | Elettronauti.it

Una tecnologia ancora in evoluzione

La pirolisi del metano presenta quindi un vantaggio potenzialmente importante: trasformare il carbonio in un solido anziché in CO2.

Ma rimane necessario affrontare diversi problemi: consumo energetico, durata dei catalizzatori, gestione del carbonio, costi degli impianti e disponibilità di metano a basse emissioni.

Uno studio economico pubblicato nel 2026 evidenzia inoltre come la redditività della tecnologia possa dipendere fortemente dal prezzo del gas naturale e dal valore attribuito ai prodotti carboniosi.

L’idrogeno turchese potrebbe quindi diventare interessante soprattutto in quei contesti industriali nei quali il gas naturale è disponibile e il carbonio prodotto può trovare un utilizzo economicamente valido.

Tutti i colori dell’idrogeno

Se vuoi scoprire come si produce l’idrogeno puoi consultare il nostro articolo che elenca tutti i “colori” dell’idrogeno.

https://elettronauti.it/idrogeno-colori-produzione
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Preferiresti investire nell’idrogeno turchese per sfruttare le infrastrutture del gas esistenti oppure puntare direttamente sull’idrogeno verde?

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Federico Fumagalli
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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