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    Il futuro delle ricariche ad alta potenza: infrastruttura diffusa o hub di ricarica?

    Cari Elettronauti oggi vorremmo condividere con voi una domanda che ci siamo posti recentemente sulla strada di ritorno da un raduno di appassionati nella città di Bolzano, del quale ovviamente potete trovare i relativi contenuti sul nostro canale. Sull’Autostrada del Brennero A22, più precisamente ad Affi, ci siamo fermati a caricare la nostra Peugeot e-208 in un luogo che definiremmo una sorta di “hub di ricarica”. Potrebbe essere definito il paradiso della ricarica ad alta potenza, sulla sua superficie possiamo infatti trovare una grande varietà e quantità di punti di ricarica di differenti gestori

    Il futuro delle ricariche ad alta potenza: infrastruttura diffusa o hub di ricarica? | elettronauti. It
    Colonnine ac e dc di autobrennero elettronauti It

    Come si compone l’hub di ricarica di Affi (Verona)?

    Vi sono le colonnine in AC e DC di proprietà del gestore dell’AutoBrennero, precisamente due prese in AC per un totale di 43 kW e due in DC per un totale di 100 kW. Ma non finisce qui, ovviamente non poteva mancare Tesla con 8 stalli con potenza fino a 250 kW e 16 con potenza fino a 150 kW.

    Tesla supercharger di affi | elettronauti. It
    Tesla supercharger di affi elettronauti It

    È presente poi Ionity, la joint venture europea fondata da BMW, Daimler, Ford e Volkswagen Group. Quest’ultimo network offre ad Affi la stazione di ricarica più grande d’Europa con 18 stalli ultrafast con potenze fino a 350 kW. Il tutto coperto da una splendida pensilina con pannelli fotovoltaici da 75 kW. Come spesso abbiamo detto esse svolgono la duplice funzione di riparare gli utenti dagli eventi atmosferici e al contempo produrre energia sostenibile per la ricarica o per l’eventuale immissione di corrente in rete.

    Il futuro delle ricariche ad alta potenza: infrastruttura diffusa o hub di ricarica? | elettronauti. It
    Ionity e pannelli fotovoltaici elettronauti It

    Possiamo quindi affermare che Affi sia un vero e proprio hub di ricarica italiano all’ennesima potenza, esattamente come quelle zone, spesso a ridosso dei nostri confini nazionali, dove vi sono una serie di distributori di carburante uno a pochi metri dall’altro. 

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    Le colonnine ionity ad affi elettronauti It

    L’esempio di Paderno Dugnano (Milano)

    Similmente a questo modello di “hub di ricarica” ci è venuta in mente la flagship station di Q8 di Paderno Dugnano sulla Milano-Meda, nell’hinterland milanese. Ovviamente in questo caso si tratta di una stazione di un unico gestore che costituisce una sorta di ponte tra il rifornimento per motori endotermici, con possibilità di rifornire auto a benzina, gasolio, gpl e metano e stalli di ricarica per le EV.

    Il futuro delle ricariche ad alta potenza: infrastruttura diffusa o hub di ricarica? | elettronauti. It
    Flagship station di q8 a paderno dugnano in notturna elettronauti It

    Questi ultimi si compongono di un’offerta di due prese per un totale di 300 kW e due stalli di ricarica gestiti da EnelX con due prese in DC da 50 kW l’una e due in AC con 30 kW l’una.

    La stazione è anch’essa ricoperta da un impianto fotovoltaico da 70 kw.  

    In entrambi i nostri esempi possiamo poi trovare servizi come bar e punti di ristoro nelle immediate vicinanze. 

    Il futuro delle ricariche ad alta potenza: infrastruttura diffusa o hub di ricarica? | elettronauti. It
    Stazione di ricarica q8 a paderno dugnano elettronauti It

    È meglio un’infrastruttura diffusa od un hub di ricarica?

    Ora la domanda che ci poniamo è: il futuro della ricarica sono questi mega hub dove, sostanzialmente, ci si reca per ricaricare? Un modello che si ispira a quello dei vecchi distributori di ricarica. Oppure è più opportuna una rete, seppur ad alta potenza, più diffusa? Sulla ricarica lenta siamo convinti che la migliore soluzione sia un’infrastruttura diffusa supportata dalla ricarica domestica, quel tipo di ricarica che per intenderci si effettua mentre si svolgono altre attività.

    Sulla ricarica fast invece ci poniamo questo quesito, poiché effettivamente è una ricarica che mormalmente si deve fare in breve tempo. Meglio muoversi anche solo per ricaricare, o meglio farlo in viaggio?

    Dal nostro punto di vista possono servire entrambe le soluzioni, indubbiamente questi mega hub sono una rete di forza concentrata in grado di soddisfare la domanda in termini quantitativi quando, sì spera, aumenterà. 

    Essi rimangono però, a nostro avviso, una soluzione ancorata ad un modello di mobilità che nel frattempo è mutato. Preferiremmo vedere una rete di ricarica fast sì “muscolosa”, ma più diffusa, così da poter rispondere alle esigenze fondanti della ricarica veloce, ossia quelle di coloro che viaggiano su lunghe percorrenze, il cosiddetto rabbocco rapido che permetta di prosegurire un eventuale viaggio verso la propria destinazione.

    Lo Short dedicato all’hub di ricarica di Affi

    E voi Elettronauti cosa ne pensate? Preferite la soluzione offerta dal mega hub di Affi, oppure siete per colonnine fast sparse per il territorio nazionale? 

     


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