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    Il lato oscuro del limite dei 30 km/h

    In questi giorni non si fa altro che parlare delle Città 30 e del caso Bologna, la prima città in Italia ad adottare il limite di 30 km/h in quasi tutte le vie. L’Italia si è divisa, chi è pro e chi è contro, con Salvini che, dopo aver finanziato le zone 30, ha promesso di presentare a breve una norma per regolamentare questi limiti di velocità (e anche l’uso indiscriminato di autovelox e tutor in città), anche perché l’effetto contagio è dietro l’angolo, dopo Bologna probabilmente altre città si adegueranno (ci stanno pensando anche Milano e Parma). La proposta del ministro dovrebbe servire a limitare l’introduzione di questi provvedimenti esclusivamente in aree densamente affollate, ovvero dove ce n’è davvero necessità. E nel frattempo le forze di opposizione del comune di Bologna si preparano ad un referendum abrogativo. Di seguito proviamo a includere i pro e i contro di questo limite di velocità, anche alla luce delle testimonianze provenienti da altre città europee che l’hanno già adottato.

    I pro

    • Cittadini soddisfatti: le città europee che l’hanno già adottato non tornerebbero indietro. I cittadini europei di diversi paesi sono mediamente contenti di questi nuovi limiti.
    • Incidenti e traumi: gli incidenti sono mediamente inferiori di numeri, con conseguenze minori per i soggetti coinvolti, in particolare i soggetti fragili.
    • Rumori: c’è una teorica riduzione del rumore, sebbene lieve (stimata in circa 3 db).
    Il lato oscuro del limite dei 30 km/h | elettronauti. It
    Non solo repressione ma anche educazione a bologna fonte comune di bologna | elettronauti It

    I contro

    • Ambiente: sotto il profilo ecologico i benefici del limite di 30 km/h sono controversi. Le auto con motore a scoppio sono obbligate a procedere in seconda marcia anziché in quarta, emettendo quindi molta più CO2 a parità di km percorsi. Anche per le auto elettriche c’è più inquinamento indiretto perché a 30 km/h il loro consumo è superiore che non a 50 km/h e considerato che l’energia prodotta per alimentarle non è sempre 100% green, potrebbe esserci una emissione di CO2, seppur minima e non localizzata nell’ambiente urbano. A compensare i maggiori consumi ci pensano le minori variazioni di velocità: accelerazioni e decelerazioni, soprattutto nelle auto a benzina (meno nella auto elettriche grazie alla frenata rigenerativa), producono maggiori consumi, con il limite di 30 km/h queste variazioni di velocità sono minori. La riduzione dell’inquinamento talvolta c’è comunque ma la si ottiene indirettamente, ovvero in quei casi in cui i cittadini rinunciano all’auto per passare ad altri mezzi di locomozione.
    • Costi: il limite più basso rappresenta un aumento di costi per il guidatore. Aumentando i consumi aumentano anche i costi. Senza considerare la foresta di autovelox che spuntano come funghi: molto più difficile rispettare il limite di 30 km/h anziché quello di 50, il rischio di prendere multe è più elevato. Ricordiamo che molte auto non sono dotate di cruise control adattivo e che in alcune auto il cruise control non è attivabile a velocità così ridotte, pertanto rispettare il limite è arduo per molti automobilisti. Una domanda ce la poniamo riguardo il caso della città di Bologna: istituire contemporaneamente il limite di 30 km/h su quasi tutte le vie cittadine e contestualmente installare decine di nuovi sistemi automatici per il controllo della velocità che effetti avrà sulle casse comunali e, inversamente, su quelle dei cittadini privati?
    Il lato oscuro del limite dei 30 km/h
    Controlli limite 30 orari città di bologna fonte bolognatoday | elettronauti It
    • Lavoro, vivibilità e traffico: i limiti più bassi hanno impatto sul mondo del lavoro. Rider, taxi e i lavoratori in generale impiegano più tempo per giungere a destinazione, fino al 66% del tempo in più (caso limite), il che andrà inevitabilmente ad aumentare il traffico cittadino, rischiando così di dover introdurre delle tariffe d’ingresso per disincentivare l’uso dell’auto. Secondo diversi studi sarebbe opportuno non estendere indiscriminatamente il limite di 30 km/h a tutte le strade ma lasciare il limite a 50 km/h sulle strade con meno edifici e pedoni e su quelle concepite per reindirizzare/canalizzare il traffico cittadino. Il sindaco di Bologna ad esempio ha lasciato qualche via (pochissime in verità) ancora con il limite a 50 km/h, il ministro Salvini intende estendere il numero di strade non soggetto ai nuovi limiti.
    • Incidenti: se è vero che mediamente se ne verificano meno e con minori impatti, ci sono anche delle eccezioni a cui prestare attenzione. In alcune città che hanno adottano il nuovo limite il numero di incidenti non è cambiato, in altre aumentato. Si tratta comunque di pochi casi, di eccezioni alla regola, sebbene non siano molte le città che hanno adottato questo provvedimento. Alcuni automobilisti passano ad altri mezzi di mobilità, ad esempio i monopattini o le e-bike che offrono il vantaggio di poter schivare gli autovelox non essendo munite di targa. Ma i veicoli alternativi all’auto sono più pericolosi rispetto ad un’auto in caso di incidente, anche a 30 km/h in alcune città il numero di incidenti non è calato o è aumentato dopo l’introduzione del limite
    • Rumori: in una città con un’altra penetrazione di auto elettriche (ad oggi non certo quelle italiane ma occorre ragionare in prospettiva) in realtà i rumori potrebbero essere maggiori viaggiando a bassa velocità. Le auto elettriche sono dotate di AVAS, ovvero un suono artificiale prodotto a bassa velocità, obbligatorio almeno fino a 20 km/h e che arriva fino a 75 decibel mentre un’auto nuova, anche a benzina, non può superare i 68 decibel. Con gli AVAS quasi sempre attivi per la minor velocità i decibel complessivamente prodotti sono di più.
    ↘️ AVAS o VESS? Cosa sono?

    AVAS e VESS sono praticamente sinonimi. Due modi diversi per indicare la stessa cosa.
    AVAS è l’acronimo di “Acustic Vehicle Alert System”, sistema acustico di segnalazione del veicolo.
    VESS invece sta per Virtual Engine Sound System, sistema virtuale del suono del motore.
    Si tratta di un segnale emesso dalle automobili ibride ed elettriche per compensare gli effetti negativi della loro silenziosità. Alle basse velocità viene emesso un suono, a volte personalizzabile dall’automobilista, per segnalare la presenza dell’auto a pedoni o soggetti non vedenti. In genere viene utilizzato un suono elettronico non assimilabile a quello delle auto tradizionali a motore endotermico.

    • Nessuna promozione dei veicoli più sicuri: non c’è una distinzione in base al rischio concreto che ogni veicolo possa causare un incidente. I grandi SUV, ad esempio, producono statisticamente un maggior numero di incidente e dalle conseguenze più gravi, così come i veicoli meno recenti che non sono datati di ADAS evoluti. Ma il provvedimento dei 30 km/h mette sullo stesso piano un camion con rimorchio e privo di dispositivi di monitoraggio dell’angolo cieco e una berlina con sistema di frenata d’emergenza automatica e cofano attivo in caso di collisione. L’assenza di distinguo e di benefit non orienta gli acquirenti a prediligere modelli più sicuri all’atto della scelta di un’auto, non incidendo in alcun modo sulla preferenza verso i SUV.

    In futuro? Addio guida manuale (forse)

    L’idea dei 30 km/h è solo il primo passo per un giro di vite su tutte le velocità. Il movimento 30/80/100 punta a ridurre la velocità sulle strade extraurbane a 80 km/h e sulle autostrade a 100 km/h. Non c’è solo una questione di sicurezza: esiste ormai in Europa e in buona parte del mondo un movimento no-auto, dove l’auto (anche elettrica) è vista come un nemico da abbattere. Chi pensava che con l’auto elettrica avrebbe ottenuto il plauso di un certo movimento ambientalista si sbaglia: le auto elettriche sono già viste ormai alla stregua di quelle a benzina e parimenti limitate. Nessuna tregua, nessuna distinzione. Inizialmente la battaglia contro le auto era travestita da motivazioni ambientali: cadute queste, con l’introduzione dell’auto elettrica, ora la battaglia contro le auto utilizza altri argomenti, come la sicurezza. Lo step successivo sarà la “guerra del volante”: quando i meccanismi di guida autonoma saranno perfezionati, arriveranno anche le pressioni sui governi affinché il controllo dell’auto passi obbligatoriamente dall’uomo alla macchina. La scusa degli odiatori dell’auto sarà quella degli incidenti. Quasi non sorprende che, chi può, sta già pensando agli eVotl: auto volanti elettriche che non devono fare i conti con autovelox, dossi, semafori e ciclisti.

    Nel frattempo l’Europa ha varato un nuovo giro di vite sulle auto di nuova produzione: le auto, anche accelerando, potrebbero non superare il limite di velocità su strada, rilevato tramite telecamere. Quando? Il provvedimento è già attivo dal 6 luglio 2022 (solo per i modelli di nuova fabbricazione) e diventerà obbligatorio per tutte le auto nuove vendute a partire dal luglio di quest’anno. Il dispositivo si chiama ISA (Intelligent Speed Assitance): a discrezione del produttore, che può scegliere le modalità di implementazione, al superamento dei limiti di velocità (rilevato da telecamera o da posizione GPS) l’auto potrebbe emettere un fastidioso beep sonoro, far vibrare il volante, rendere il pedale dell’acceleratore meno reattivo o impedire il superamento del limite di velocità. E in futuro l’ISA potrebbe diventare più interventista.

    Il partito no-auto è alimentato dalle nuove generazioni, molto meno interessate alle auto. Ma è un movimento eterogeneo, composto da anime diverse: a farne i conti anche il mondo dei monopattini, già bloccati a Parigi. Nel frattempo si allunga l’età media in cui si consegue la patente e anche l’interesse verso le auto è diminuito. ZTL, autovelox e tutor, tasse, zone 30: la direzione è chiara, è in corso una politica di disincentivazione all’uso dell’automobile (anche tramite la pressione fiscale), una politica che diventerà sempre più dura nei prossimi anni e che ci vuole persuadere ad usare solo i mezzi pubblici o la mobilità “gentile”. Sono tanti i disincentivi a conseguire la patente e ancor più a guidare l’auto e tra coloro che “appendono la patente al chiodo” c’è chi decide di prendere di mira chi ancora guida l’auto. Sui media si parla di liberazione dalla schiavitù dell’auto e di “necessità di ridurre la dipendenza dal mezzo a motore privato“, come se ci fosse una legge o un qualche malcostume che ne imponesse l’uso: piuttosto dovremmo iniziare a parlare della liberazione dagli odiatori dell’auto. Perché per qualcuno guidare è e resta ancora un piacere.

    Elettronauti. It - categoria ambiente

    Favorevoli alle Città 30? O sarebbe meglio individuare delle Zone 30, limitate solo a quelle densamente popolate e con tanto traffico pedonale?

     


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    E-nzo
    Informatico, appassionato di auto e di traversi. Attento alle ultime novità e tendenze, guardo con interesse e curiosità cosa accade nel mondo, vi racconterò pregi e difetti dell'auto elettrica senza filtri o pregiudizi.

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