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    Incendio di auto ibride ed elettriche, la sfida dei Vigili del Fuoco – Parte seconda

    I Vigili del Fuoco non appena arrivano sul luogo dell’intervento, devono prendere le dovute precauzioni con dispositivi di protezione anche per le vie respiratorie. Benché su alcuni modelli di veicoli ibridi, il pacco batteria sia posizionato lato bagagliaio, non basta aprire il vano per puntare il getto d’acqua direttamente nella zona critica.

    Incendio di auto ibride ed elettriche, la sfida dei vigili del fuoco – parte seconda | elettronauti. It
    I vigili del fuoco indossano vari livelli di equipaggiamento e si esercitano a rispondere a situazioni di emergenza in un ambiente tossico e con alte temperature | elettronauti It

    L’importanza dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

    La squadra di soccorso indossa dei DPI che garantiscono una protezione adeguata sia alle schegge, alle ustioni dovute alle alte temperature e ai gas sprigionati dal rogo. I soccorsi addestrati e attrezzati di tutto punto, si adoperano per creare un perimetro di sicurezza e come per qualsiasi incendio, la massima priorità è data all’evacuazione di tutti coloro che potrebbero trovarsi sul posto, evitando di correre rischi inutili.

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    Diverse auto distrutte da un incendio al primo piano del p+r a belval lussemburgo e lincendio non ha coinvolto veicoli elettrici | elettronauti It

    Il soffocamento o avvelenamento dall’inalazione di fumo sono tra le prime cause di decessi. L’asfissia è legata alla mancanza di ossigeno nell’aria, durante un incendio, il livello di ossigeno normalmente intorno al 21% diminuisce rapidamente. L’avvelenamento è dovuto ai prodotti della combustione: il monossido di carbonio (CO), inodore e non rilevabile. La fuliggine che si sviluppa soprattutto in luoghi chiusi (parcheggi sotterranei, officine, box), contiene grandi quantità di ossido di cobalto, ossido di nichel e ossido di manganese, trattasi di metalli pesanti che se inalati possono scatenare gravi reazioni allergiche sulla pelle e una intossicazione assai grave. Ciliegina sulla torta, la temperatura può superare rapidamente i 100°C e l’opacità del fumo ostacola l’evacuazione degli occupanti (perdita di punti di riferimento) e rende più difficile l’intervento dei soccorritori.

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    Laptop e rescue sheet hanno rivoluzionato il modo di affrontare lemergenza | elettronauti It

    Riconoscere la tipologia del veicolo

    Il tipo di veicolo ibrido o elettrico viene identificato mediante un database sempre aggiornato e i Vigili del Fuoco riescono a situare la batteria e tutti gli elementi del powertrain di alta tensione. Localizzare la posizione del pacco batteria ad alto voltaggio permette di non creare più danni di quelli già prodotti dalle fiamme e dal calore. Le squadre prendono le dovute precauzioni onde evitare di tagliare o schiacciare una batteria ad alto voltaggio. Identificare la tipologia della chimica delle celle è estremamente importante e mediante una termo camera professionale si può facilmente valutare se si è ancora in grado di raffreddare il pacco batteria oppure se i moduli sono ormai compromessi. Si passa alla tappa successiva e cioè il metodo specifico più sicuro da utilizzare per spegnere l’incendio il più rapidamente ed evitare che le fiamme possono riattivarsi.

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    Termocamera per ottenere una panoramica della scena di una emergenza e verificare la temperatura del pacco batteria | elettronauti It

    Serve per forza un “mare” d’acqua per estinguere un incendio “elettrico”?

    Non è detto che sia sempre possibile erogare una grossa quantità d’acqua direttamente sulle celle soprattutto in tempi rapidi come segnalato nell’articolo precedente ma allora che fare? L’azienda austriaca Rosenbauer, offre una soluzione alternativa che richiede ai Vigili del Fuoco di avvicinarsi all’auto per inserire sotto al pianale un ugello.

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    Il sistema di neutralizzazione degli incendi delle batterie b E S T | elettronauti It

    Il sistema è in grado di perforare il pacco batteria e l’acqua convenzionale viene poi convogliata direttamente all’interno del carter di protezione dove sono situati i moduli. Il dispositivo allaga le celle, arresta il flashover e previene la fuga termica e viene comandato in remoto, collegato ad un modulo di controllo posto ad una distanza di 10 metri dal veicolo. Con appena 500 litri d’acqua, il sistema B.E.S.T. (Battery Extinguishing System Technology), può estinguere l’incendio della batteria di un veicolo, una notevole riduzione rispetto al metodo “classico” scelto dai pompieri italiani che preferiscono circondare il mezzo e allagare il pacco batteria con 10.000 / 30.000 litri d’acqua per un risultato equivalente!

    Con questo sistema, il tempo per estinguere l’incendio dipende dalla dimensione e dall’architettura della batteria ma in genere è compreso tra 10 e 60 minuti. Per una maggiore sicurezza, il sistema può rimanere collegato alla vettura anche durante il traino. Se nonostante ciò la batteria prende fuoco durante il trasporto, è sufficiente pompare nuovamente l’acqua attraverso il collegamento sotto al pianale e il problema è risolto! Il dispositivo è stato testato su diversi tipi di pacchi batteria contenenti sia celle prismatiche, cilindriche o a sacchetto. Il produttore ha beneficiato del supporto dei costruttori di automobili come: Volkswagen, BMW, Volvo, Opel, Tesla, Audi, ecc. Tutti i carter a protezione del sottoscocca e attualmente prodotti possono essere perforati rapidamente.

    Questa è l’opzione più sicura, efficiente e veloce quando l’intervento viene eseguito su di un veicolo non ancora avvolto completamente dalle fiamme.

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    Il sistema b E S T Consente di fermare il fuoco allinterno del pacco batteria e viene comandato a distanza | elettronauti It
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    Impossibilità di applicare la soluzione vista in precedenza se a causa del calore i pneumatici sono scoppiati | elettronauti It

    Sebbene mentre una batteria al litio ferro fosfato (LFP) in caso di incendio, non emette fiamme e la sua temperatura superficiale raggiunge solo 30°C a 60°C, non si può dire lo stesso con le celle al nichel manganese cobalto (NMC) o al litio ossido di nichel cobalto (NCA). ll rischio di instabilità termica inizia a una temperatura di 80°C e diventa estremamente critico a 95-100°C ma quello che in genere non viene mai segnalato nei vari articoli che si trovano in rete, è il punto di non ritorno che si situa tra 149°C ±2 oppure 168°C ±1 a seconda della chimica, del modello di cella e del tipo di pacco batteria. Arrivati a queste soglie di temperature i pneumatici sono i primi elementi che scoppiano e il veicolo poggia praticamente a terra.

    In questo caso è molto difficile che la squadra dei pompieri si butta a capofitto per sollevare da un lato la macchina con appositi cric che possono piegare il pacco batteria con lo scopo di infilare il sistema B.E.S.T. ed è più semplice che i pompieri scelgono in questo caso il metodo “classico” erogando grosse quantità d’acqua.

    Si può anche senz’acqua?

    Un’altra possibilità per cercare di abbassare la temperatura, è l’utilizzo di una coperta realizzata da un’azienda olandese la Fire Isolator, fa parte del gruppo Heijboer, opera in tutto il mondo da oltre 40 anni nei prodotti di sicurezza e nella segnaletica di sicurezza. Composta da fibre inorganiche di silice (sio2) con rivestimento in silicone ignifugo, la coperta Ultimate FI-BL0906 resiste alle temperature estreme (fino a 1.600 gradi Celsius), funge da “taglia ossigeno”, con la sua ampiezza (6 x 8 metri o 12 x 9 metri), può avvolgere facilmente qualsiasi tipologia di veicolo.

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    La coperta può sopportare incendi fino a 1600 gradi celsius picco e 1100 in modo continuo | elettronauti It

    La coperta benché sia pesante, viene facilmente dispiegata dai Vigili del Fuoco (si richiede l’intervento di almeno due persone) e contribuisce direttamente a contenere le fiamme, ad abbassare le temperature, riducendo i fumi e vapori tossici ed evita la propagazione dell’incendio. La coperta è riutilizzabile (si stima 6-7 volte), ed è un valido aiuto al fine di proteggere i veicoli o gli edifici vicini, limitando l’impegno dei soccorritori e risparmiando sulle risorse idrauliche. Sebbene l’efficacia è certa sugli incendi emergenti di veicoli con motore a combustione interna, tuttavia i test reali effettuati con il supporto dei Vigili del Fuoco olandesi, danesi, coreani e taiwanesi, hanno dimostrata che da sola questa soluzione non è adatta agli incendi dei pacchi batteria agli ioni di litio.

    La coperta “ignifuga” non consente lo spegnimento dell’incendio di un’auto ibrida o elettrica, perché non riesce ad impedire la produzione di ossigeno comburente rilasciato dalle celle a seguito del fenomeno della deriva termica. Pertanto si può affermare che la coperta non è un valido aiuto e che non ne vale la pena?

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    Per attivare il dispositivo è necessario togliere la sicura dopodiché l’unità è attivata e inizierà a produrre aerosol dopo circa 8 secondi ed entro 25 secondi si scaricherà | Elettronauti.it

    Assolutamente no! Se durante l’uso si affianca una lancia capace di produrre acqua nebulizzata sulla coperta in modo da ridurre i fumi tossici e si introduce nel veicolo incidentato un speciale aerosol, allora il discorso cambia.

    Questo speciale aerosol contiene del nitrato di potassio, rilascia delle minuscole particelle solide sospese in un gas che riducono la concentrazione di ossigeno, interrompono il processo di combustione e le reazioni chimiche del fuoco. In questo modo non solo si viene a soffocare le fiamme e abbassare notevolmente il calore ma anche la quantità d’acqua o schiuma richiesta per estinguere il rogo. La tecnologia di questo aerosol è rispettosa dell’ambiente, il suo intervento non lascia residui e ha un minimo impatto sullo strato di ozono.

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    Non esiste ununica soluzione per estinguere o controllare gli incendi | elettronauti It

    Come risolvere il problema degli incendi nei parcheggi sotterranei

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    Hiload 6×6 basato su Toyota Hilux è realizzato appositamente per combattere gli incendi | Elettronauti.it

    Fire Isolator fornisce dunque una combinazione di attrezzature che se usate simultaneamente da un personale ben addestrato, permette di estinguere l’incendio di veicoli ibridi o elettrici sia in un parcheggio oppure su un traghetto. Ma cosa accade se un’auto elettrica o ibrida prende fuoco in un parcheggio sotterraneo sapendo che la coperta e l’areosol hanno comunque bisogno di essere spalleggiate dall’acqua? I mezzi di soccorso come per esempio le autobotti, molto spesso non possono varcare l’ingresso, se il parcheggio è progettato per accogliere veicoli di altezza non superiore a 2,1 metri e con un peso Max di 3,5 tonnellate.

    Prospeed, azienda britannica specializzata in veicoli di emergenza, ha appena presentato un nuovo veicolo progettato per combattere gli incendi di auto elettriche e ibride: l’Hiload basato sul il pickup 4×4 Toyota Hilux. Il mezzo è stato ampiamente modificato con un telaio allungato e più robusto, oltre a un doppio assale posteriore per un totale di 6 ruote. Il suo design è ottimizzato per l’accesso ai parcheggi sotterranei con un’altezza di 1,85 m e un carico utile di 3 tonnellate. Dotato di un’area di carico ampliata di 1,23 m, che offre ampio spazio per trasportare attrezzature specifiche.

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    Hiload 6×6 è pronto per arrivare dove gli altri non possono e soffocare il fuoco dei pacchi batteria | elettronauti It

    Prospeed ha implementato sul suo mezzo “lunare” 6×6, un dispositivo chiamato Coldcut Cobra, quest’ultimo è in grado di perforare il pavimento del veicolo elettrico e inietta un getto d’acqua ad altissima pressione, riempiendo il pacco batteria con acqua, che raffredda i moduli e impedisce che il “Thermal Runaway” si possa diffondere.

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    Una lancia ergonomica per perforare e raffreddare i pacchi batteria | Elettronauti.it

    Un rapporto pubblicato dall’Agenzia svedese per la protezione civile (MSB) a seguito di test effettuati nell’ambito di un progetto di collaborazione, dimostra che il Coldcut Cobra può estinguere in modo sicuro un incendio di batteria in brevissimo tempo, con un uso minimo di acqua e senza il rischio di riaccensione. Al progetto hanno partecipato Tore Eriksson, il Maggiore Tom van Esbroeck e Michel Gentilleau, del CTIF (Fire & Rescue News Commission for Extrication & New Technology).

    La lancia manuale Cobra Ultra High Pressure Lance (UHPL) è progettata per essere efficace ed ergonomica, utilizza un abrasivo ad acqua per perforare il guscio protettivo del pacco batteria. Con una portata di 58 l/min e una pressione di 300 bar, il dispositivo inonda di acqua nebulizzata i moduli e non permette all’ossigeno di entrare nelle celle al litio, evitando cosi il propagarsi delle fiamme e rendendo il pacco batteria inerte in 10 minuti.

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    Lo standard iso dei vigili del fuoco per intervenire sui veicoli elettrici sta iniziando ad essere implementato in tutto il mondo | elettronauti It
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    La nuova lancia ad altissima pressione può perforare cemento e acciaio | Elettronauti.it

    La lancia Cobra nasce dall’obiettivo di fornire un strumento di estinzione ad alta pressione che sia sicuro per l’operatore, evitando la propagazione di pericolose fiamme a getto e l’intervento inibisce il rischio di riaccensione.

    Come si sta adattando la Svizzera

    In Svizzera, nel Canton de Vaud, che ha il secondo maggior numero di veicoli elettrici in Svizzera, subito dopo Zurigo, i vigili del fuoco si stanno dotando di queste nuove attrezzature.

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    Il colonnello florian cuche a destra ispettore incaricato dallistituto cantonale dassicurazione contro gli incendi del canton de vaud svizzera | elettronauti It
    "Abbiamo sviluppato tecniche specifiche per intervenire efficacemente, e ci siamo muniti di lance Cobra che consentono di perforare e spegnere allo stesso tempo, disponiamo di tablet per avere i database tecnici relativi ai veicoli. Abbiamo una scheda dettagliata per ogni veicolo, consente di sapere molto rapidamente dove si trovano gli interruttori, che a volte sono difficili da trovare e scollegandoli è possibile isolare elettricamente la batteria di alta tensione dal resto del veicolo."
    Florian Cuche, ispettore cantonale responsabile della protezione antincendio

    Anche i vigili di altri paesi si stanno adattando alla nuova realtà, puntando sull’acquisto di nuovo materiale e formando delle squadre di professionisti atte a intervenire in modo rapido ed efficace in tutto il territorio. Non ci si può affidare ai classici mezzi a disposizione facendo passare il messaggio che i veicoli elettrici sono tutti uguali senza guardare alle varie tipologie di chimiche che compongono le celle dei pacchi batteria o ai sistemi di sicurezza che le case automobilistiche come anche i fornitori, stanno implementando sui loro modelli.

    Dall’E-Bulb alle guarnizioni di nuova generazione

    Se nel precedente articolo si è accennato ai fusibili E-Bulb, impiantati nei moduli del pacco batteria, il più vicino possibile alle celle e capaci di “sentire” il minimo riscaldamento per cercare di fermare rapidamente un possibile incendio.

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    E-bulb fusibili estinguenti installati direttamente nel cuore del pacco batteria | Elettronauti.it

    Un’altra soluzione ci viene questa volta dal produttore Hutchinson, solitamente noto come leader mondiale di pneumatici per biciclette ma che qui ha sviluppato uno speciale elastomero che funge da guarnizione in grado di resistere alle alte temperature. Hutchinson utilizza la gomma EPDM (ad esempio etilene) per garantire una maggiore resistenza alle fibre dei materiali plastici. In altre parole; il suo prodotto non prende fuoco, o comunque molto meno facilmente delle guarnizioni convenzionali attualmente utilizzati dai fornitori per sigillare i pacchi batteria.

    Le principali applicazioni interessate da questo nuovo materiale sono le guarnizioni del pacco batteria e le guarnizioni del circuito di raffreddamento del pacco batteria (connettori rapidi, sensori) per evitare il contatto del liquido refrigerante con le celle della batteria. La protezione della batteria è quindi garantita in caso di propagazione della fiamma.

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    Hutchinson ha progettato una guarnizione per adattarsi alle condizioni di assemblaggio e tenuta di pacchi batterie per auto ibride e elettriche | elettronauti It

    Necessità di investire in formazione ed informazione

    Poco alla volta, la sicurezza dei veicoli elettrici sta facendo passi da gigante e sarebbe ora di svegliarsi e prendere decisioni costruttive piuttosto che vietare ai mezzi elettrici di sostare nei parcheggi sotterranei o sbraitando che se un veicolo elettrico prende fuoco è per forza l’inizio di un rogo incontrollabile con un effetto domino apocalittico per tutte le altre automobili che hanno avuto la sciagura di essere presenti nell’area di sosta. Anche in Italia, i Vigili del Fuoco si devono adeguare di conseguenza, investendo parecchio in formazioni e nell’acquisto di un equipaggiamento atto a fare la differenza e promuovendo dei messaggi che non siano allarmanti ma piuttosto rassicuranti.

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    Unauto elettrica ha preso fuoco in un parcheggio del centro cittadino viene messa in quarantena dentro un container | elettronauti It

    Bisogna smetterla con l’inutile strategia che, per spegnere gli incendi dei veicoli elettrici occorre affogarli con assurdi volumi d’acqua. Sono certo che a lungo termine, il discorso della quarantena e dei container riempiti d’acqua, saranno solo ed esclusivamente un ricordo e non più una prassi obbligatoria.


    Qual’è il vostro punto di vista?

    Fonte

     


    Alan Murarotto
    Alan Murarotto
    tecnico meccatronico, formatore automotive, professionista della mobilità. Aiuto i lettori a districarsi nel labirinto delle dinamiche che governano la transizione energetica, dalla burocrazia agli aspetti legati alla guida di veicoli elettrici e non solo, con accenni tecnici per una visione a 360°.

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