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    HomeAIIndagini federali su Tesla, interrogativi sul richiamo di 2 milioni di veicoli

    Indagini federali su Tesla, interrogativi sul richiamo di 2 milioni di veicoli

    Le indagini federali sulla sicurezza stradale stanno mettendo sotto la lente d’ingrandimento Tesla Inc., chiedendo spiegazioni su come e perché l’azienda ha implementato il richiamo di oltre 2 milioni di veicoli equipaggiati con il sistema di guida parzialmente automatizzato Autopilot.

    L’attenzione dell’agenzia National Highway Traffic Safety Administration degli Stati Uniti si concentra sul rimedio adottato da Tesla, in seguito al quale sono stati segnalati 20 incidenti.

    Sorgono dubbi sulla reale efficacia del rimedio, soprattutto considerando che non sembrano esserci miglioramenti tangibili negli avvisi al conducente.

    In una lettera pubblicata sul sito web dell’agenzia, gli investigatori evidenziano il sospetto che Tesla abbia affrontato il problema con un approccio poco incisivo.

    Tesla autopilot | elettronauti. It
    Tesla autopilot | elettronauti It

    Phil Koopman, docente presso la Carnegie Mellon University, critica aspramente il tentativo di Tesla di affrontare il richiamo in modo superficiale, sollevando preoccupazioni sulla reale sicurezza del sistema Autopilot.

    Le preoccupazioni sulla sicurezza riguardano principalmente l’utilizzo del pilota automatico al di fuori delle autostrade ad accesso limitato.

    Missy Cummings della George Mason University sottolinea che l’NHTSA risponde alle pressioni dei legislatori, riconoscendo finalmente l’urgenza di affrontare i rischi associati ai veicoli automatizzati.

    L’ NHTSA richiede a Tesla informazioni dettagliate

    La lettera dell’NHTSA richiede a Tesla dettagliate informazioni sullo sviluppo della soluzione proposta e su come ha considerato il comportamento umano nei test di efficacia del ritiro.

    Tesla autopilot | elettronauti. It
    Tesla autopilot | elettronauti It

    Inoltre, solleva interrogativi sull’attuazione pratica delle modifiche proposte e sull’effettiva partecipazione dei conducenti.

    Il richiamo iniziale della casa americana includeva diverse soluzioni software, ma l’NHTSA chiede ora chiarimenti sull’efficacia di queste modifiche e sul coinvolgimento dei conducenti nel loro utilizzo.

    La mancanza di risposte soddisfacenti potrebbe mettere la casa texana di fronte a sanzioni pecuniarie.

    L’agenzia sottolinea il termine “Autopilot”, suggerendo che possa ingenerare nei conducenti un falso senso di sicurezza.

    Questo solleva una questione fondamentale sulla necessità di una comunicazione accurata e trasparente riguardo alle capacità e ai limiti dei sistemi di assistenza alla guida.

    Mentre Tesla è in procinto di licenziare parte della sua forza lavoro per ridurre i costi, l’attenzione si concentra sulla competenza degli addetti coinvolti nello sviluppo e nell’implementazione dei sistemi di guida automatizzata.

    L’NHTSA dà tempo a Tesla fino al 1 luglio per rispondere alle sue richieste, sottolineando l’importanza di affrontare tempestivamente le lacune di sicurezza nel sistema Autopilot.

    Tesla attualmente prevede di fare il salto verso un robotaxi SAE di livello 4, avendo promesso di svelare un modello del genere questo agosto.

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    Questa serie di incidenti legati all’ Autopilot hanno riacceso l’attenzione dell’NHTSA, staremo a vedere le risposte da parte di Tesla. Fateci sapere cosa ne pensate.

    Fonte

     


    Andrea Cornali
    Andrea Cornali
    Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.

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