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    Italia, avanti tutta sulle rinnovabili? Non proprio…

    Noi di Elettronauti siamo sempre contenti quando possiamo raccontarvi di aziende italiane e non che hanno deciso di investire nelle energie rinnovabili. Perché sono il futuro ed è ormai assodato che è l’unico tipo di investimento che porterà dei frutti nei decenni a venire.

    Eppure, nonostante incentivi italiani ed europei, sembra che più si vada avanti con “piccoli” investimenti nelle rinnovabili, non si vada ad intaccare i grossi investimenti delle multinazionali del petrolio e del gas. Negli ultimi anni infatti, dopo il periodo 2020-21 coincidente con il Covid, i consumi e la richiesta di fonti fossili sta aumentando anno su anno. Questo perché nel nostro Paese si parla tanto di dover decarbonizzare industrie, il parco circolante privato e pubblico, ma poi si continua a finanziare missioni militari a tutela delle fonti fossili

    Italia, avanti tutta sulle rinnovabili? Non proprio... | elettronauti. It
    Protesta contro il fossile fonte greenpeace | elettronauti It

    Finanziamenti: più di 1 miliardo e mezzo di Euro tra il 2023 e il 2024

    Nell’anno scorso (2023) sono stati spesi 833 milioni di Euro per missioni militari a tutela delle fonti fossili. Per questo 2024 invece si è arrivati a stanziare 840 milioni, portando il totale di questo biennio a 1 miliardo 673 milioni di Euro. Una cifra preoccupante per un Paese che ha l’estremo bisogno di rendersi indipendente dalle fonti fossili che provengono da Paesi esteri (Russia, Nord Africa e Medio Oriente) e in totale controtendenza con gli obiettivi per arrivare ad una neutralità climatica.

    Guerre: il 30% del fossile che arriva in Italia passa dal Canale di Suez

    Se non bastasse l’obiettivo per una neutralità climatica, l’import di combustibili fossili non fa altro che mantenere attive le guerre che si combattono in Medio Oriente come quella tra gli Houthi nel Mar Rosso e le imbarcazioni commerciali che transitano fino ad arrivare al Canale di Suez. Secondo i dati di FederPetroli infatti, da lì transita il 27% del greggio e il 34% del GNL (Gas Naturale Liquefatto) che utilizziamo in Italia. Questa zona, altamente instabile, viene costantemente militarizzata dai paesi europei e dagli Stati Uniti.

    Non solo il Canale di Suez è interessato da guerre per la protezione delle “rotte del fossile”. Interventi analoghi accadono anche nell’Oceano Indiano nord occidentale, in tutto il Medio Oriente, nel Mediterraneo centrale e orientale, nel Golfo di Guinea e Mozambico.

    Tra le missioni a salvaguardia delle fonti fossili c’è l’Operazione Gabinia nel Golfo di Guinea a protezione degli assets estrattivi di ENI nelle acque internazionali, oltre che le petroliere e altre navi dagli attacchi dei pirati. Da noi però è sicuramente più conosciuta l’Operazione Mare Sicuro nel nostro Mar Mediterraneo. Questa vede confermata la “sorveglianza e protezione delle piattaforme dell’ENI ubicate nelle acque internazionali prospicienti la costa libica“. Dalla relazione governativa del 2023 si evince che questa operazione ha contribuito “alla sicurezza energetica e delle comunicazioni attraverso la protezione di infrastrutture critiche (piattaforme off-shore, oleodotti, gasdotti, condotte dorsali subacquee) di interesse strategico nazionale, anche nella loro dimensione subacquea“.

    Dallo stesso documento governativo risulta anche che “il controllo e il monitoraggio delle infrastrutture energetiche da soli appaiono insufficienti a garantire tale sicurezza [energetica]”.

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    Com’è che dice il vecchio proverbio? Tra il dire (avanti tutta sulle rinnovabili) e il fare… c’è di mezzo il mare (e le piattaforme petrolifere).

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    Federico Fumagalli
    Federico Fumagalli
    Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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