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    HomeAcademyLa rete elettrica andrebbe in blackout con tante auto elettriche sulle strade?

    La rete elettrica andrebbe in blackout con tante auto elettriche sulle strade?

    Le automobili elettriche in Italia sono ancora poche, e le loro vendite, seppur in crescita, sono ancora molto basse in percentuale sul totale delle immatricolazioni, sia in assoluto sia rispetto agli altri paesi europei (qui i numeri dei primi 5 mesi del 2023).
    Ma se il numero delle automobili full electric a batteria (BEV) aumentasse di molto, cosa succederebbe alla rete elettrica? Ci sono rischi concreti di blackout?

    ⚡️ Leggi anche: ElettroWiki – Diversi tipi di EV: BEV o auto elettrica a batteria

    Motus-E – Con un milione di BEV… meno dell’1% della capacità impegnata della rete elettrica!  

    Secondo Motus-E, la stima della richiesta energetica di una mobilità elettrica di massa prevede che un milione di auto elettriche assorbiranno in un anno un volume di energia compreso tra 2 e 3 TWh, rappresentando quindi lo 0,8% della rete di trasmissione nazionale che oggi è di poco superiore a 300 TWh. E questo a parità di condizioni, in quanto la capacità di generazione dell’elettricità aumenterà grazie agli investimenti in impianti solari ed eolici, sia on-shore sia off-shore). In Italia, l’energia prodotta da fonti rinnovabili dovrà coprire almeno il 65% dei consumi finali nel settore elettrico entro il 2030, rispetto al 55% indicato precedentemente dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), per un target di 85 GW di potenza aggiuntiva.

    Targets di nuova capacità rinnovabile (gw) | elettronauti. It
    Targets di nuova capacità rinnovabile gw elettricità futura | elettronauti It

    Calcolatrice alla mano…

    Ma vi siete chiesti se è davvero così complicato sapere quanta energia ci servirà in più e se ci sarà un collasso della rete nazionale a causa delle nostra amatissime auto elettriche?

    In realtà è semplicissimo. Vi serve solo una calcolatrice e qualche dato statistico di facile reperimento su internet. In più ci viene in aiuto un video di Giovanni Carlo Amato del lontano 2019.

    Il succo del ragionamento è semplice alla fine. Ci basta sapere:

    • E = Quanta energia elettrica viene usata ogni anno: 316 TWh nel 2022
    • C = Quanto consuma in media un’auto elettrica: 200 Wh/km*
    • km = Quanti km vengono percorsi in media da un’auto: 10.712 km annui
    • A = Quante solo le auto circolanti: 39.800.000 auto nel 2021

    * Il consumo di un’auto elettrica può andare dai 142 Wh/km della Model 3 (indicativamente è un’auto che consuma poco) ai 233 Wh/km dell’Audi SQ8 e-tron. Per convenzione useremo un valore abbastanza alto di 200 Wh/km.

    Già con questi dati si potrebbe avere un’idea di come cambierebbe il panorama “elettrico” italiana nel corso dei prossimi anni. In più però, vorremmo aggiungere delle variabili al calcolo.

    1. Non pensiamo ci sia una statistica a riguardo, ma la maggior parte degli elettronauti riferisce di fare più km da quando ha un’auto elettrica;
    2. Il mancato utilizzo della filiera della benzina inciderà anche su quello dell’energia elettrica. La raffinazione, soprattutto, del petrolio consuma tanta energia elettrica;
    3. I caricatori (colonnine) hanno un dispersione, e quindi quando effettuiamo una ricarica, l’energia fornita dalla colonnina è di più di quella immagazzinata dall’auto.
    4. Le auto elettriche (si spera) che con il tempo consumino sempre meno energia.

    Per questi 3 motivi vogliamo aggiungere un 20% di energia richiesta in più, per tenerci larghi.

    2035, il 10% del parco circolante sarà totalmente elettrico?

    Perfetto. Ora abbiamo tutti i dati necessari per calcolare quanta energia in più sarà richiesta. Iniziamo dicendo che il passaggio ovviamente non sarà netto, e lo stiamo vivendo in questo momento che le auto “alla spina” in Italia rappresentano solo lo 0,3% del totale circolante.

    Vediamo cosa succede al nostro fabbisogno energetico con solo il 10% del parco attuale circolante convertito in elettrico:

    [ C x (100% + 20%) km x 10% A ] / E
    
    [ 200 Wh/km x 1,2 x 10.712 km x 0,1 x 39.800.000 ] / 316 TWh
    [ 200 Wh/km x 12.854,4 km x 3.980.000 ] / 316 TWh
    [ 2.570.880 Wh x 3.980.000 ] / 316 TWh
    10.232.102.400.000 Wh / 316 TWh
    
    1 TWh = 1.000.000.000.000 Wh
    
    10,232 TWh / 316 TWh = 3,2%

    Come vedete il nostro calcolo non si discosta troppo da quello riportato da Motus-E. In ogni caso ora avete una formula di massima e potrete sbizzarrirvi per fare i calcoli voi stessi.

    E se tutte le auto fossero elettriche?

    Beh, se tutte le auto italiane diventassero elettriche dall’oggi al domani, non dovremmo far altro che moltiplicare per 10 il dato sopra trovato. A conti fatti un 32% in più può sembrare tanto oggi. Ma bisogna pensare che a transizione completata il nostro Paese e l’Europa intera aumenterà la sua capacità di auto-prodursi l’energia, ma soprattutto i consumi di tutti gli apparecchi e delle auto elettriche andranno a diminuire grazie alle norme sempre più stringenti che vengono via via messe in atto dall’Unione Europea.

    Tenete conto che abbiamo anche un po’ esagerato aumentando certi valori.

    Non solo auto elettriche per la transizione elettrica ed energetica italiana

    Ci saranno inoltre altri fattori che riguardano la transizione elettrica ed energetica a prescindere dal numero di auto elettriche che circoleranno un domani sulle nostre strade.

    1. Molti processi industriali passeranno o stanno già passando dal gas od il diesel all’energia elettrica, quindi l’energia elettrica richiesta salirà a prescindere;
    2. Sia aziende, che fornitori, che privati, stanno iniziando ad installare in massa sistemi di accumulo e pannelli solari. Quindi, in parte, l’energia che servirà verrà autoprodotta e/o stoccata.

    Grandi investimenti pianificati: il piano decennale di Terna punta sulle reti evolute Hypergrids!

    Per far fronte sia a una maggiore offerta di elettricità da fonti rinnovabili e dalla maggiore domanda di elettricità dei consumatori, Terna, il gestore della rete ad alta tensione (detto in termini tecnici TSO: transmission system operator) sta investendo parecchio e lo stesso piano nazionale a dieci anni, fino al 2032, prevede ben 21 miliardi di euro di investimenti, concentrati sulle cosiddette “hypergrids”.

    La rete Hypergrid

    Terna sta investendo nelle hypergrids | elettronauti. It
    Terna sta investendo nelle hypergrids | elettronauti It

    La principale novità introdotta dal “Piano di Sviluppo 2023” è proprio la rete Hypergrid, che sfrutterà le tecnologie della trasmissione dell’energia in corrente continua (HVDC, High Voltage Direct Current) per traguardare gli obiettivi di transizione e sicurezza energetica. In aggiunta agli interventi di sviluppo già previsti, come il Tyrrhenian Link e l’Adriatic Link, Terna ha pianificato cinque nuove dorsali elettriche funzionali all’integrazione di capacità rinnovabile per un valore complessivo di circa 11 miliardi di euro. Con Hypergrid sarà possibile raddoppiare la capacità di scambio tra zone di mercato, passando dagli attuali 16 GW a oltre 30 GW. In aggiunta, lo sviluppo delle dorsali in corrente continua consentirà di minimizzare il consumo di suolo e l’impatto sul territorio.

    Le nuove dorsali per integrare la capacità rinnovabile addizionale | elettronauti. It
    Le nuove dorsali per integrare la capacità rinnovabile addizionale | elettronauti It

    In sintesi, Terna realizzerà un’imponente operazione di ammodernamento degli elettrodotti già esistenti sulle dorsali est e ovest del Paese, fino alle regioni del Sud e le isole, accompagnata da nuovi collegamenti sottomarini a 500 kV. In questo modo aumenteranno le prestazioni di queste linee, riducendo al minimo il loro impatto ambientale, e trasferendo sempre più potenza generata da rinnovabili nel sud Italia verso le zone di carico del Nord.

    Non solo aggiornamento della rete elettrica: anche accumuli e V2G

    Infine, altre soluzioni tecnologiche saranno adottate e si svilupperanno nei prossimi anni, per assorbire l’atteso incremento dei fabbisogni di potenza: il V2G e le soluzioni per l’accumulo, che consentiranno di gestire i picchi di domanda.

    ⚡️ Leggi anche: ElettroWiki: V2L – Cos’è il Vehicle-to-Load?


    Ancora convinti che non sia possibile viaggiare solo in elettrico?

    Fonte 1 | Fonte 2 | Fonte 3

     


    Emanuele Oggioni
    Emanuele Oggioni
    Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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