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    L’amara verità della Abarth 500e: il tradimento, la shitstorm e il suicidio di un’icona

    L’Abarth 500e è a oggi un flop commerciale. Se ne vendono pochissime (in Italia appena 14 da inizio anno), nonostante i continui ribassi (la versione di lancio, Scorpionissima, era stata proposta a un prezzo assurdo di 43.000 €). Quando il modello è stato presentato sui social è stato sommerso da una shit storm senza precedenti, che dalla presentazione della 500e non si è mai interrotta: i fan, innamorati del brand e generalmente prodighi di complimenti e contributi, hanno dato vita a una vera ondata di commenti denigratori e arrabbiati come mai nella storia dei social network. Abarth, a modo suo, ha fatto nel bene e nel male la storia delle auto elettriche: col suo flop ha insegnato a tutti gli altri produttori come non deve essere fatto il passaggio al mondo dell’elettrico. Analizziamo le ragioni di questo flop e cercheremo, senza riuscirci, di rispondere alla domanda più importante: perché Abarth sta percorrendo questa strada?

    Abarth 500e scorpionissima - nel segno dello scorpione! | elettronauti. It
    Abarth 500e scorpionissima il megaflop di abarth | elettronauti It

    Cosa è andato storto

    Tutto. Faremmo molto prima a dire cosa è piaciuto della Abarth 500e: il colore giallo lime, quello è piaciuto. Di tutto il progetto, spulciando le critiche in rete, il colore proposto per la 500e si è salvato. Un bel giallo lime, un colore vivace che mancava nella gamma Abarth. Per il resto, nulla ha funzionato. E un po’ dispiace dover ripercorrere tutti gli errori commessi, è un po’ come mettere il dito nella piaga, quindi sfioreremo solo gli argomenti, senza approfondirli troppo. Pronti? Via:

    • Prezzo: 43.000 euro il prezzo di lancio, 37.000 euro il prezzo per la versione base sono un’enormità rispetto al prezzo della 595, la versione a benzina che parte da 26.000 euro. È un prezzo alto anche in considerazione di ciò che oggi offre il mercato nel mondo dell’elettrico.
    • Prestazioni: 155 km/h di velocità massima e 0-100 in 9″ (7″ solo se la batteria ha oltre il 90% di carica) sono prestazioni da city car a benzina, non da sportiva elettrica. L’Abarth 500e è uno dei pochi casi, se non l’unico, in cui la versione elettrica è più lenta di quella a benzina, soprattutto nell’accelerazione, una onta per l’elettrico che di sua natura è più prestazionale rispetto ai motori a benzina.
    • Autonomia: 254 km di autonomia WLTP sono pochi considerando i 322 della versione Fiat con pari batteria, sono pochi in relazione alle migliori elettriche sul mercato e sono pochi per un uso a 360 gradi dell’auto. Anche un breve tragitto autostradale diventa proibitivo.
    • I competitor: Mini, tanto per citarne una nel suo segmento, fa molto meglio. Mini Cooper SE Essential in vendita a un prezzo più basso (36.000 Euro) ha 402 km di autonomia, 218 CV, 0-100 in 6.7″ e raggiunge i 170 km/h. Non c’è partita, superiore in tutto.
    • Il target: il target della Abarth 500e è composto da poche persone in tutto il pianeta. E’ un brand sportivo, noto per produrre auto modificate e sportive, che sforna un’auto elettrica dal prezzo enorme con autonomia limitata e prestazioni da utilitaria. Se non per il colore, chi mai dovrebbe acquistarla e preferirla alla concorrenza?
    • Il tradimento della customer base: il tipico cliente Abarth è il più difficile da far passare all’auto elettrica. Perché cessare nel 2024 la vendita della gamma a benzina mentre tutti gli altri brand del gruppo Stellantis continuano a vendere anche auto con motore a scoppio? L’auto elettrica avrebbe potuto essere affiancata ai modelli a benzina ma si è presentata come un rimpiazzo, con la gamma a benzina destinata a rimanere in vita ancora per pochi mesi. I fan del brand non l’hanno presa benissimo (ci ritorneremo più avanti).
    • Che fine ha fatto il cambio manuale e il pedale della frizione? Gli abarthisti hanno snobbato i cambi sequenziali anche quando proposti sui modelli della gamma a benzina perché amano il piacere che dà un cambio manuale senza il quale, per molti di loro, l’auto è un po’ come una automobilina della Peg Perego, un giocattolo che chiunque sa portare. Perché non proporre una soluzione come quella a cui sta lavorando Toyota (pedale della frizione e cambio su auto elettriche) anche sulla Abarth elettrica?
    • Il sound. L’abarthista acquistava le Abarth per lo scarico Record Monza, un piccolo capolavoro in grado di garantire scoppiettii in rilascio senza dover ricorrere a forzature di centraline o sound enhancer. La piccola cassettina acustica sostitutiva che replica quel sound in modo buffo e pasticciato è stato un po’ come se in un pub avessero sostituito il whisky con una limonata: gli avventori del pub non l’hanno presa benissimo. Questa soluzione è stata talmente un fiasco che sulla Abarth 600e non sarà riproposta.
    Matteo Valenza e l’Abarth 500e

    Abarth, perché?

    Sinceramente non è possibile credere che un grande gruppo con infinite risorse come Stellantis non abbia messo in conto una risposta così negativa da parte dei suoi acquirenti, sarebbe bastato fare un sondaggio ma anche chiedere a un qualunque concessionario. Dunque resta il vero quesito: perché Stellantis ha fatto questa scelta infelice? In assenza di una risposta ufficiale, possiamo solo fare delle ipotesi:

    • Abarth è usato come brand cavia per testare i limiti delle strategie commerciali nel campo delle auto elettriche. Stellantis, come gli altri brand, devono capire quanto possono piazzare l’elettrico come un prodotto premium e fin dove possono spingersi con i margini. Con Abarth hanno forse corso un rischio consapevole: un prezzo quasi improponibile, un tentativo che, se avesse avuto successo, avrebbe potuto trainare al rialzo gli altri listini. La risposta è stata negativa ma forse era ampiamente previsto. Un errore che invece non ha compiuto il brand Volkswagen, dove la Cupra Born, apprezzata versione sportiva della Volkswagen ID.3, costa come la ID.3 e dove la maggiore sportività non ha comportato un calo dell’autonomia.
    • Abarth non ha e non aveva le risorse economiche per aggiornare la gomma motori alle nuove norme europee in termini di tecnologia, emissioni e sound. L’Europa continua ad abbassare i limiti acustici che le auto possono produrre e questo avrebbe portato alla morte dell’iconico sound delle marmitte Abarth. Da qui una possibile strategia: se proprio dobbiamo farla silenziosa, che sia elettrica. Anche le emissioni purtroppo hanno giocato contro: Abarth avrebbe potuto optare per una versione ibrida o al più plugin ma ha preferito un investimento minore, limitandosi ad aumentare la potenza della Fiat 500e e apportando piccole migliorie. Troppo poco.
    • Abarth sta cambiando la sua utenza. Sapendo che non potrà più accontentare i chiassosi abarthisti amanti della guida sportiva, una nicchia già piccola e molto legata ai motori a benzina, ha deciso di rivolgersi ad altri consumatori. Un divorzio non consensuale, giunto con un preavviso minimo. Il nuovo target è dunque composto da utenti più facoltosi, che chiedono un oggetto alla moda da sfoggiare ma senza pretendere prestazioni che non sono in grado di gestire. La sportività per questo target coincide più con la grandezza dei cerchi in lega, con la cucitura del sedile, col lettering del logo e con la presa d’aria specifica (dettagli ahimè amplificati a dismisura in troppe recensioni buoniste) che non con le emozioni, le difficoltà e l’impegno che una guida sportiva pura regala e richiede. Un trend consolidatosi negli anni anche per altri brand, basti pensare ai possessori di BMW con gli accessori M parts o alla Hyundai che ha eliminato dal listino la i20N e la i30N e propone adesso le versioni N line (ovvero auto solo con un look sportivo ma tecnicamente identiche o quasi alla versione base), modelli che potremmo definire “auto wonnabe”, ovvero auto che si atteggiano, fingendo di essere quello che non sono. Un declino che ha già riguardato il mondo Abarth che ha rinunciato alla 695 Biposto con cambio Bacci ad innesti frontali omologato per uso stradale, non ha mai venduto una versione Abarth 124 Rally come quella plurivittoriosa e imbattuta vincitrice del campionato FIA R-GT (no, la 124 versione Rally Tribute non fa testo) e ha smesso di vendere anche quella anziché continuare a investire sul progetto, non ha mai presentato un’auto degna di competere con la A110 di Alpine. Abarth, almeno qui in Europa e per i prossimi anni, continuerà ad aggiungere qualche cavallino alle Fiat elettriche, a discapito dell’autonomia e dei consumi, senza introdurre vera innovazione.
    Hyundai ioniq 5 | elettronauti. It
    Hyundai ioniq 5 | elettronauti It

    Nessun altro brand va male come Abarth

    Abarth è, nel male, il riferimento di tutti gli altri brand per un lungo elenco di scelte da scartare. Negli USA Dodge (sempre gruppo Stellantis), che pure è stata chiamata a dare il suo contributo e passare all’elettrico, ha detto un no a chiare lettere ad una strategia all electric e ora che ha presentato la nuova Charger ha previsto da subito anche la versione a benzina, con motore 3.000 6 cilindri in linea più potente del precedente V8. Anche lì c’è stato un po’ di mal di pancia da parte della customer base, comprensibilmente riluttante all’idea di passare dal V8 al 6 cilindri in linea, nonostante offra performance superiori. Un errore non compiuto da Ford che per la nuova Mustang ha confermato il V8 nel rispetto della normativa vigente: il cliente ha sempre ragione. L’unico brand che sta percorrendo la stessa strada di Abarth è Alpine: la sua A290 Beta deve ancora essere presentata ufficialmente ma 40.000 euro potrebbero essere troppi per una segmento B con 400 km di autonomia.

    Abarth ha insegnato agli altri brand come non si simula il suono di un’auto a benzina: senza un cambio, infatti, il sound simulato di un motore semplicemente non funziona, è necessario anche un cambio, vero o simulato. Alcuni produttori che stavano lavorando a un sound simulato l’hanno silenziosamente accantonato o hanno smesso di pubblicizzarlo o hanno deciso di perfezionare il progetto prima del rilascio definitivo.

    Il passato di Abarth

    Abarth è passione. Non si acquista un’Abarth perché ha il bagagliaio più capiente o perché consuma poco. La si acquista perché ha (aveva) una gamma di prodotti unici nella sua fascia di prezzo, capaci di regalare emozioni e divertimento. Camminando per strada con un’Abarth le persone si fermano a vederla, quando si passa davanti ad una scuola ci sono sempre tanti ragazzi che chiedono di accelerare per sentire il sound del motore. Quando due Abarth si incontrano per strada, come avviene anche tra i possessori di Harley Davidson, spesso si salutano con i fari o le 4 frecce e dopo aver acquistato un’Abarth inevitabilmente ci si trova iscritti in qualche gruppo o chat dove ci si scambiano informazioni, foto e si organizzano raduni. Per non parlare del tempo e delle energie che i possessori spendono per personalizzare l’auto, auto che, a differenza di tante costose supercar lasciate a prendere polvere in garage, sono utilizzate tutti i giorni per le strade della città. Questo è (era) Abarth e questa è la sua comunità.

    Piccola nota personale: da felicissimo possessore di Abarth 124 (un vero gioiellino: turbo 170 CV, 1.050 kg di peso, trazione posteriore, cambio manuale, differenziale autobloccante meccanico, controllo di trazione disinseribile, scarico Record Monza) è un mondo che conosco bene. La critica dura alla Abarth 500e quando fu presentata mi valse un ban da un sito/forum di auto. Il tempo è galantuomo, i numeri parlano da soli. La verità è che non ci sono abarthisti che acquistano la versione elettrica, mentre ci sono tanti osservatori che acquistano e guidano altri brand, che trovano l’Abarth “carina” e che sono indispettiti e insofferenti per le dure critiche degli abarthisti. Osservatori che dichiarano che l’acquisterebbero ma che poi comunque non l’acquistano perché le elettriche Abarth sono mediocri e costose se confrontate con la migliore concorrenza.

    Il futuro di Abarth

    Abarth ha cambiato pelle. Oggi è un produttore come un altro, anzi si distingue dall’attuale panorama di offerte in negativo, il suo prodotto non solo ha molti limiti ma è anche inutilmente costoso, una combinazione micidiale per le vendite.

    Abarth 600e: quante ne vedremo per strada?

    La 600e è il prossimo esperimento e capiremo la logica con cui il brand si muove. Ormai, per 42.000 euro, ci sono auto ben più potenti della 600e che si ferma a soli 240 CV e che probabilmente avrà un’autonomia ancora ridotta: la Smart #1 e la Volvo EX30 Single Motor Extended Range RWD offrono 272 CV, la Tesla Model Y 320 CV, la MG MG4 XPower 435 CV, pubblicizzare la 600e come l’Abarth più potente di sempre è già un boomerang. Se il prezzo della Abarth 600e non dovesse essere inferiore ai suoi competitor più performanti l’agonia del brand Abarth continuerà, destinato a quote insignificanti di mercato. Ma difficilmente il prezzo potrà essere “giusto” per questo modello: a meno di non adottare una batteria più capiente della sorellina Fiat 600e, l’autonomia potrebbe risentire troppo della maggior potenza e gommatura della Abarth rendendo molto difficile la commercializzazione sul mercato che mal recepisce auto che non offrono almeno 400 km di autonomia WLTP. Dopotutto se la Fiat 600e vende molto meno della Fiat 500e e se la Abarth 500e vende molto meno della Fiat 500e allora la strada della 600e e del gruppo Abarth si prospetta in salita e servirà più di un miracolo. L’unico motivo per preferire una Abarth 600e alla migliore concorrenza potrebbe essere l’estetica più aggressiva: non ha funzionato con la 500e, difficilmente funzionerà con la 600e, pur rappresentando quello dei SUV un bacino molto più ampio del segmento A delle city-car.

    Abarth presenta la 600e, "scorpionissima" la sua ev più pontente | elettronauti. It
    Abarth 600e scorpionissima test pre commercializzazione | elettronauti It

    Senza investimenti in progetti coraggiosi per il brand (che non si vedono all’orizzonte ma che sono indispensabili per il futuro di Abarth), considerando i già grossi limiti della tecnologia elettrica del gruppo Stellantis (tra le meno competitive ed evolute sul mercato), forse l’unica speranza di Abarth è ripristinare il motore a scoppio. Un’eresia? In tanti stanno facendo retromarcia sul full electric, a partire da Mercedes. Abarth non ha le forze oggi per competere nel mercato elettrico dove è in corso una guerra dei prezzi micidiale quindi non può attrarre quel nuovo target a cui aspira perché non è competitiva nell’offerta né può esserlo in tempi brevi. Una 500 o una 600 con un motore ibrido o plug-in, magari preso in prestito dalla Tonale e personalizzato da Abarth, un cambio manuale e una marmitta progettata in modo accurato potrebbero dare al brand quel respiro necessario a riorganizzarsi, riposizionarsi e attendere che le vendite delle auto elettriche riprendano quota, ricucendo lo strappo con la propria customer base in attesa dell’arrivo di tecnologie più mature. Diversamente gli avvistamenti di UFO nei cieli diventeranno più frequenti di quelli delle nuove Abarth su strada.

    Elettronauti. It - categoria stellantis group

    Abarth sarà il prossimo brand destinato a fallire schiacciato da una competizione che non è in grado di sostenere? Ditecelo nei commenti

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    Informatico, appassionato di auto e di traversi. Attento alle ultime novità e tendenze, guardo con interesse e curiosità cosa accade nel mondo, vi racconterò pregi e difetti dell'auto elettrica senza filtri o pregiudizi.

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