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    Le ibride plug-in hanno più probabilità di prendere fuoco di qualsiasi ICE o BEV

    La vera realtà al di fuori dei “discorsi da bar”

    In questi ultimi anni, con l’avvento esponenziale dell’auto elettrica, non sorprende che incidenti e incendi, siano dei temi fortemente mediatizzati. Anche se l’auto elettrica è molto meno a rischio di un veicolo con motore a benzina, i social media polarizzano le telecamere su di essa distogliendo cosi lo sguardo su qualcosa che dovrebbe preoccupare soprattutto i possessori di ibride plug-in.

    Un’auto elettrica è più infiammabile di un’auto termica o ibrida?

    La risposta è: no! Sentiamo spesso dire che un veicolo elettrico presenta un rischio maggiore d’incendio, ciò nonostante la probabilità reale che l’auto alla spina possa prendere fuoco è molto rara. Lo dicono diversi rapporti tra cui i dati provenienti da diversi paesi, tra cui la Norvegia (il paese con il maggior numero di auto elettriche al mondo), l’Australia e la flotta globale di Tesla.

    Le ibride plug-in hanno più probabilità di prendere fuoco di qualsiasi ice o bev | elettronauti. It
    Nel 2018 toyota aveva richiamato oltre un milione di prius e c hr a causa di un pericolo dincendio | elettronauti It

    Alcuni esempi di cifre concrete

    In Norvegia, nel 2022, si sono verificati 0,3 incendi ogni 10.000 auto elettriche, rispetto a 1,8 ogni 10.000 auto a benzina o diesel.

    In Australia, nel 2022, si sono verificati 0,5 incendi ogni 10.000 auto elettriche, rispetto ai 3,1 ogni 10.000 auto a benzina o diesel.

    Nella flotta globale di Tesla, nel 2022 si sono verificati 0,1 incendi ogni 10.000 auto elettriche, rispetto a 1,4 ogni 10.000 auto a benzina o diesel.

    Le ibride plug-in hanno più probabilità di prendere fuoco di qualsiasi ice o bev | elettronauti. It
    Dal rapporto di auto insurance ez i veicoli ibridi sono al primo posto con il maggior numero di incendi | elettronauti It

    Ma anche le ibride s’infiammano? Sì, eccome!

    Negli Stati Uniti, nel 2021 sono state dichiarate 52 auto elettriche incendiate rispetto alle 199.533 auto con motore termico (benzina e diesel). Nello stesso periodo, le ibride plug-in hanno registrato 16.051 incendi. Nulla di sorprendente fin qui, visto che le auto termiche sono la maggioranza nel parco auto, soprattutto in America, è quindi normale che i disastri che li coinvolgono siano più numerosi. 

    Dal rapporto Auto Insurance EZ emerge che su 100.000 veicoli circolanti hanno preso fuoco 1.530 auto termiche (diesel / benzina), contro 25 veicoli 100% elettrici e 3.474 ibridi plug-in.

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    Quello che resta del motore dopo un principio di incendio su una mercedes ibrida a 48v | elettronauti It

    La maggior parte degli incendi delle auto tradizionali inizia nel vano motore

    Un motore termico dà la sua migliore efficienza ed ha una durata di vita migliore quando viene utilizzato “a caldo”. In altre parole, però, una volta che ha impiegato del tempo per riscaldarsi, i motori termici dei veicoli ibridi sono sempre fortemente sollecitati a freddo, il che ne limita la durata. La fortuna vuole che sulle auto ibride abbiamo un doppio motore. Oltre ai guasti legati ai motori elettrici, si possono riscontrare guasti ai motori simili a quelli delle auto a benzina o diesel.

    Come può verificarsi un incendio di una macchina ICE?

    Il rogo di un’auto termica può essere causato da molteplici fattori dovuti a riparazioni inadeguate, un difetto di fabbricazione o di un impianto elettrico di bassa tensione difettoso, un problema al catalizzatore o perdite di carburante, ecc. Tali guasti possono causare il surriscaldamento di importanti fonti di calore e provocare incendi nel vano motore. Un ritorno di fiamma del motore benzina è di solito la conseguenza di una miscela aria/carburante errata o non costante ma può essere anche dovuto a un malfunzionamento dell’impianto di iniezione del carburante o di scarico con l’ingresso di carburante incombusto nel convertitore catalitico (posto tra il motore e il sistema di scarico) e all’avviamento del motore, il carburante si infiammerebbe causando il surriscaldamento e il danneggiamento del convertitore.

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    Un rogo di veicoli a benzina come ne avvengono tanti le conseguenze sono una reazione a catena | elettronauti It
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    Posizionare un inverter sottoscocca con un semplice carter di plastica non è sufficiente per proteggere da colpi e invitabili cortocircuiti | elettronauti It

    Si mette in guardia di non parcheggiare o far girare al minimo il veicolo su foglie secche, vetro asciutto o altro materiale combustibile. Dopo lo spegnimento del motore e durante l’utilizzo, il sistema di scarico continuerà a irradiare una quantità considerevole di calore. Ciò rappresenta un rischio potenziale d’incendio. I guasti del sistema elettrico sono la seconda causa più comune degli incendi delle auto tradizionali ed è bene sottolineare il fatto che i veicoli ibridi sono l’estensione delle auto a benzina/diesel, pertanto l’architettura del powertrain non è adeguatamente protetta se la compariamo a quella di un veicolo % elettrico di ultima generazione.

    Il sistema ibrido plug-in PHEV a 48 volt, oltre al tradizionale motore termico a benzina, è costituito dai seguenti componenti principali:

    • Un accumulatore al litio da 48V che contiene dodici celle agli ioni di litio, un sistema BMS, un relè, un fusibile, un resistore in derivazione, due sensori di temperatura e un compensatore di pressione.
    • Il classico alternatore del motore termico ICE (Internal Combustion Engine) è stato sostituito dall’alternatore-starter BSG (Belt Starter Generator) da 48V, azionato in genere da una cinghia striata (poly-V) e raffreddato mediante un estensione del circuito di raffreddamento del motore termico.
    • Un compressore elettrico eBooster da 48V collocato a monte o a valle del normale turbocompressore del motore termico atto a migliorare la pressione di sovralimentazione e la risposta transitoria del motore a bassi regimi ed eliminando virtualmente il turbo lag.
    • Una centralina di controllo del sistema ibrido posizionata nel vano motore, dei cavi di collegamento per l’impianto elettrico a 48V, un caricatore, il convertitore e l’inverter.
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    Certe ibride posizionano inverter e batteria allinterno dellabitacolo | elettronauti It

    Posizionare i vari elementi dell’ibridazione nel vano motore: gioie e dolori

    Convertitori e inverter, se sono raffreddati dal circuito del motore termico, vengono posizionati molto spesso tra il faro anteriore sinistro e il passaruota. In caso di incidente, se l’impianto viene deteriorato, non solo c’è il rischio di un cortocircuito e dunque di un principio d’incendio ma i condensatori presenti possono rilasciare sostanze dielettriche come l’acetonitrile che se vengono inalate possono coinvolgere principalmente il sistema respiratorio e neurologico.

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    Mazda mx6 mx5 svariati modelli peugeot citroën in circolazione che utilizzano dei super condensatori | elettronauti It

    Sistemi a convezione forzata

    Quando il motore elettrico entra in funzione in parallelo a quello termico, la batteria da 48V può generare calore. Su alcuni modelli di ibridi, certe Case automobilistiche hanno pensato bene di trovare una soluzione. Il calore viene disperso da una apposita ventola che mediante una serie di condotti aspira l’aria attraverso una griglia posta all’interno dell’abitacolo. Si tratta di un semplice impianto a basso costo che si adatta al veicolo, lontano anni luce dai sistemi a convezione forzata che si possono trovare sulle auto elettriche dove l’aria fluisce attraverso la rete di tubazioni e viene trattata per raggiungere la temperatura desiderata dal pacco batteria al litio, d’altronde per ridurre le perdite di carico la progettazione dei condotti e delle forme è fondamentale. Sulle ibride plug-in, non ci sono filtri di protezione e pertanto la ventola può trasformarsi velocemente in un piccolo aspirapolvere che recupera peli, polveri ecc. che possono intasare il condotto e surriscaldare pericolosamente la batteria al litio.

    Andare solo in elettrico non è una buona idea

    Nei libretti uso e manutenzione sono segnalate delle avvertenze per il conducente di veicoli ibridi. Prima di procedere all’avviamento del motore disinserire i dispositivi elettrici che assorbono molta energia (climatizzatore, lunotto termico, fari, ecc.). Evitare di avviare il motore se nel serbatoio è presente poco carburante. Se l’auto ibrida rimane senza carburante, le altre modalità di trazione saranno in grado di subentrare solo per breve tempo prima di rompersi.

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    Un principio di incendio di un auto ibrida lascia comunque devastazione | elettronauti It

    L’ibridazione dei modelli esistenti

    Il mild-hybrid e plug-in sono stati accettati dalle Case automobilistiche, dai vari fornitori per ragioni economiche, dopotutto perché sprecare tempo e denaro con una tecnologia che richiede di costruire un veicolo pesantemente elettrificato intorno ad un pacco batteria quando si può ibridare un veicolo con motore termico a costi contenuti. La tensione relativamente bassa fino a 48 volt, permette inoltre di “maneggiare” questi sistemi con precauzioni simili a quelle richieste dai classici 12 volt, eliminando perciò la necessità che le reti di assistenza si dotino di nuove attrezzature e competenze come invece sono costrette a fare con i veicoli elettrici.

    I veicoli ibridi preoccupano i vigili del fuoco

    La loro particolarità è quella di non seguire una reale armonizzazione del powertrain elettrico, e per assurdo sebbene la batteria al litio sia più piccola che sulle BEV può essere di difficile accesso infatti può essere alloggiata sia nel vano bagagli, nel vano motore, sotto ai sedili anteriori o posteriori o sottoscocca a seconda della scelta della Casa automobilistica e può cambiare da un modello a l’altro.

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    Ibridazione di una audi con architettura 48 v batteria al litio cablaggio alla batteria di servizio e al convertitore | elettronauti It

    I cavi sono diversi a seconda del produttore, per esempio si passa dal viola per Audi al bianco per Mazda e solo alcuni elementi sono collegati mediante connettori e cavi arancioni che però non godono dello stesso grado di protezione IP se comparati a quelli che vengono utilizzati sui veicoli elettrici.

    Rimane complicato individuare l’origine dell’incendio

    Di solito il produttore di automobili indaga su ogni caso di incendio che coinvolge i suoi modelli e se necessario applica una “campagna di richiamo”, consentendo di predisporre misure di sicurezza aggiuntive. Che si tratta di un’auto termica o elettrica, è molto difficile identificarne la causa, in genere l’automobile è completamente bruciata e tra le fiamme sono scomparse le tracce della fonte.

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    Il conducente ha detto di aver visto un lampo blu brillante e poi di aver sentito un forte scoppio | Elettronauti.it

    Visto la triste posizione di certi elementi cruciali per l’ibridazione che sia a 12-24-48 volt al litio, c’è ancora del lavoro da fare in termini di “standardizzazione”. Di fronte all’incendio di un’auto ibrida, per i vigili del fuoco l’obiettivo principale rimane lo stesso che si applica per quello di un veicolo elettrico e cioè ridurre al minimo i danni collaterali. L’approccio più efficace, consiste nel contenere l’incendio salvaguardando l’ambiente circostante ed evitando che in caso di altre auto a benzina parcheggiate nelle vicinanze, si crea una inevitabile reazione a catena.

    L’incendio di un’auto ibrida è più pericoloso di un’auto elettrica?

    Non necessariamente, sebbene estinguere un incendio di un’auto ibrida, che contiene un serbatoio di benzina “verde” estremamente infiammabile oltre a un accumulatore al litio e dotata di due motori distinti non sia una “passeggiata” per i pompieri. Stiamo sereni, in caso di incendio le Case automobilistiche raccomandano di abbandonare immediatamente il veicolo ed evacuarlo, in modo da essere al sicuro da fiamme e fumo, contattare i servizi di emergenza chiarendo che si tratta di un veicolo ibrido.

    Pensare che guidando un veicolo ibrido al posto di un elettrico si ha la certezza di avere una maggior sicurezza in caso d’incidente o d’incendio, è pura speculazione.

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    Alan Murarotto
    Alan Murarotto
    tecnico meccatronico, formatore automotive, professionista della mobilità. Aiuto i lettori a districarsi nel labirinto delle dinamiche che governano la transizione energetica, dalla burocrazia agli aspetti legati alla guida di veicoli elettrici e non solo, con accenni tecnici per una visione a 360°.

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