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    L’Italia raggiungerà i suoi target rinnovabili al 2030?

    Tempus fugit. Il tempo scorre veloce e la lentezza della burocrazia sulle autorizzazioni di nuova capacità rinnovabile non depone a favore degli ambiziosi target. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito gli 80-85 GW nel suo intervento alla “Giornata mondiale del Vento”, organizzata il 15 giugno scorso da Anev, l’associazione di protezione ambientale nata nel 2002 e che raccoglie oltre 100 aziende che operano nel settore eolico e oltre 5.000 soggetti, tra cui produttori e operatori di energia elettrica e di tecnologia, impiantisti, progettisti, studi ingegneristici e ambientali, trader elettrici e sviluppatori. 

    L’italia raggiungerà i suoi target rinnovabili al 2030? | elettronauti. It
    Progetto floating wind mill nel canale di sicilia | elettronauti It

    I target attuali del PNIEC…

    Il ministro si aspetta un contributo dall’eolico, sia onshore (sulla terra, come la totalità degli impianti esistenti in Italia) sia offshore (sul mare): “A livello di PNIEC (il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) stiamo prevedendo un percorso che superi 1 GW (aggiuntivo, ndr) all’anno di eolico. Ed è un obiettivo che spero sia di minima”. Ricordiamo che il piano sarà aggiornato entro la fine di giugno con i nuovi targets. Il piano attuale ha un target di 19,3 GW di capacità eolica al 2030, rispetto a 12 GW installati a fine 2022. Di seguito il grafico con le stime di Elettricità Futura.

    Le fonti rinnovabili nel mix elettrico (gw)  | elettronauti. It
    Le fonti rinnovabili nel mix elettrico gw | elettronauti It

    …in attesa di quelli nuovi

    Il presidente del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, una società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, alla quale è attribuito l’incarico di promozione e sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, Paolo Arrigoni, ha di recente dichiarato che si attende un rialzo dei target del Piano, sia considerando i progetti in fase di costruzione o che hanno in pratico finito l’iter autorizzativo e sono “ready-to-built” (1,2 GW)”, sia le domande di allaccio arrivate a TERNA, il gestore della rete ad alta tensione, che sono di ben 372 GW, di cui 108 GW di eolico offshore e 75 GW di eolico onshore.

    Qual è il problema? È la burocrazia, bellezza!

    Se i progetti ci sono, la capacità imprenditoriale e i soldi per finanziare i parchi rinnovabili pure, qual è il problema? Perché all’ultima asta di capacità il continente assegnato è stato bassissimo, come del resto per le precedenti?

    Gli operatori del settore segnalano da anni una situazione inefficiente sulle lungaggini della burocrazia sia locale sia di Roma, che allunga di molti anni l’avvio dei lavori e la messa in esercizio degli impianti stessi. L’elenco delle barriere vede al primo posto gli iter autorizzativi poco trasparenti, la mancanza di coerenza tra le varie normative e linee guida vaghe e incomplete, che portano a differenti interpretazioni della legislazione da parte delle stesse autorità competenti (bisognerebbe chiarire meglio ruoli e responsabilità dei vari enti amministrativi). Non solo in Italia, si riscontra una pianificazione del territorio insufficiente, nonché una carenza di personale e/o di competenze degli addetti al permitting. Sempre sul fronte burocratico, pesano la mancata digitalizzazione delle procedure e l’assenza di procedure semplificate per i repowering. Serve quindi semplificare le procedure, serve un rafforzamento amministrativo delle commissioni e la creazione di nuovi gruppi istruttori, anche creando un gruppo dedicato solo al repowering per accelerare sui procedimenti.

    Il repowering dei vecchi parchi eolici è una delle soluzioni | elettronauti. It
    Il repowering dei vecchi parchi eolici è una delle soluzioni | elettronauti It

    Semplifichiamo il repowering!

    Una delle proposte del convegno è stata quella di semplificare il repowering dei parchi eolici esistenti. Grazie al repowering è possibile usare sullo stesso terreno (o anche su uno spazio minore, quindi non consumando nuovo suolo e anzi in alcuni casi pure liberando spazio) sostituire le pale eoliche di 20 e oltre anni fa con le nuove, tecnologicamente più efficienti, che permettono in molti casi triplicare la produzione annua di elettricità prodotta! Purtroppo, per la burocrazia italiana, questi progetti vengono in pratica assimilati a dei parchi nuovi, che partono da zero, come se nulla esistesse già… 


    Riuscirà il ministro Pichetto Fratin a snellire la burocrazia, o rimarrà uno dei tanti che danno la colpa ai governi precedenti?

    Emanuele Oggioni
    Emanuele Oggioni
    Analista finanziario, curioso di natura, Tesla owner e appassionato di e-mobility.

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