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Milano sfida il caldo con meno asfalto e più strade fresche per una città vivibile

Negli ultimi anni Milano sta facendo i conti con un fenomeno sempre più evidente: le ondate di calore sono più frequenti, più intense e durano più a lungo. Le elevate temperature non rappresentano soltanto un disagio per i cittadini, ma costituiscono anche un rischio concreto per la salute, soprattutto nelle aree più densamente urbanizzate. Per questo motivo il Comune ha avviato un nuovo piano di interventi che punta a ridurre la presenza dell’asfalto tradizionale in 27 strade cittadine, con l’obiettivo di mitigare il cosiddetto effetto “isola di calore”. L’iniziativa nasce dopo diverse analisi che hanno evidenziato come ben 43 quartieri su 88 presentino livelli di rischio elevati durante i periodi di caldo intenso.

Il Bosco Verticale a Milano (quartiere Isola) di Boeri | Elettronauti.it
Il Bosco Verticale a Milano (quartiere Isola) di Boeri | Elettronauti.it

Perché l’asfalto rende Milano più calda

L’asfalto nero è uno dei principali responsabili dell’accumulo di calore nelle città. Durante le giornate estive assorbe gran parte della radiazione solare, raggiungendo temperature superficiali che possono superare anche i 60-70 °C. Una volta tramontato il sole, continua a rilasciare lentamente il calore immagazzinato, impedendo all’ambiente urbano di raffrescarsi in modo naturale.

Questo fenomeno è particolarmente evidente a Milano, dove la presenza di edifici ravvicinati, traffico intenso e una limitata ventilazione favoriscono la formazione dell’isola di calore urbana. Le conseguenze si riflettono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini, aumentando il consumo energetico per il raffrescamento degli edifici e aggravando le condizioni delle persone più fragili.

Per contrastare il problema, il Comune intende sostituire parte delle superfici asfaltate con materiali più riflettenti e permeabili, oltre a incrementare la presenza di alberature e aree verdi lungo gli assi stradali. Si tratta di interventi che non migliorano soltanto il comfort termico, ma contribuiscono anche a gestire meglio le acque piovane e a rendere gli spazi pubblici più vivibili.

Naturalmente eliminare o ridurre l’asfalto non è una soluzione miracolosa. La lotta al cambiamento climatico richiede un insieme di azioni coordinate che comprendono una maggiore diffusione del verde urbano, edifici più efficienti, trasporti sostenibili e una pianificazione urbanistica orientata alla resilienza climatica.

Per una città come Milano, però, ripensare le proprie strade rappresenta un passo importante. L’urbanizzazione degli ultimi decenni ha privilegiato superfici impermeabili e scure, mentre oggi emerge la necessità di progettare spazi che aiutino naturalmente a mantenere temperature più basse e a proteggere la salute pubblica. Servono interventi simili a quelli di cui via abbiamo parlato nei giorni scorsi nell’articolo sulla città colombiana di Medellín.

Il progetto potrebbe inoltre rappresentare un modello per altre grandi città italiane, anch’esse sempre più esposte agli effetti delle ondate di calore. Investire in infrastrutture urbane capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici significa infatti migliorare la qualità della vita dei cittadini e preparare le città alle sfide dei prossimi decenni.

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E tu cosa ne pensi? Ritieni che interventi come la riduzione dell’asfalto possano rendere Milano una città più vivibile oppure servono misure ancora più incisive contro il caldo estremo?

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Fonte

 


Federico Fumagalli
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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