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    Motorini, biciclette, monopattini, e-bike, monoruote. Urge un cambio di regolamentazione!

    Ce ne siamo forse già accorti ma sarà sempre più palese nei prossimi anni. La regolamentazione dei veicoli che non sono moto o automobili andrebbe rivisto.

    Tra ciclomotori, scooter, monopattini, biciclette (ora chiamate anche “biciclette muscolari”), monopattini elettrici, e-bike o biciclette a pedalata assistita, monoruote e chi più ne ha più ne metta.

    C’è un pre 2020 e un post 2020

    La Pandemia di COVID-19 del 2020 è sicuramente un punto di svolta per molte cose. Tra sanità e lavoro ci sono stati molti cambi di paradigma. Basti pensare allo smartworking. Ma anche la mobilità e soprattutto la micromobilità, prima era vista in una certa maniera.

    Prima, per andare al lavoro, se non ti spostavi in automobile o in motorino ti spostavi con i mezzi pubblici. O al massimo a piedi o in bicicletta. C’era quindi una divisione netta tra mezzi a motore e mezzi non a motore.

    Complice la Pandemia, decreti, smartworking, Green Pass e incentivi statali per l’acquisto di mezzi di trasporto personali sostenibili per le grandi città, l’Italia ha iniziato ad adottare uno stile di vita più simile a quello che già esisteva nei Paesi del Nord Europa o dell’estremo oriente. E infatti, dal 2020, le nostre strade hanno iniziato ad essere inondate da più biciclette e monopattini a spinta, ma soprattutto nuovi mezzi elettrici come e-bike, monoruota, monopattini elettrici e motorini elettrici.

    Il fenomeno dello sharing è esploso

    In città come Milano, che da decenni offre servizi di sharing di biciclette e automobili, avviene una grande trasformazione. La città viene invasa da monopattini in sharing, e-bike, scooter elettrici e citycar elettriche.

    Questo perchè i cittadini milanesi e dell’hinterland hanno compreso un nuovo modo di spostarsi all’interno della città, che continua ad essere sinonimo di traffico, ma che grazie ai tanti cambiamenti che sta vivendo si sta trasformando sempre più in una metropoli più a grandezza di persona che di automobile, come in passato.

    Mezzi ibridi e particolari

    Con l’avvento della mobilità elettrica e della micromobilità elettrica sono arrivati sul mercato alcuni mezzi di trasporto particolari o ibridi.

    Come esempio, ad inizio articolo vi abbiamo mostrato un monoruota elettrico più tradizionale e un secondo monoruota elettrico misto ad uno skateboard.

    Abbiamo visto la trasposizione elettrica di molti mezzi di trasporto che prima o erano solo meccanici, come ad esempio la bicicletta, oppure che venivano mossi grazie alla nostra spinta a terra tipo monopattino e skateboard.

    Motorini, biciclette, monopattini, e-bike, monoruote. Urge un cambio di regolamentazione! ! Elettronauti. It
    Skateboard elettrico Elettronauti It

    Poi ci sono quei mezzi di trasporto, che una volta elettrificati potrebbero essere sia biciclette che motorini. Uno di questi è l’eMoped C80 che vi abbiamo presentato l’altro giorno. Va piano come una bici ma ha le fattezze di uno scooter tradizionale. Che cos’è?

    ⚡️ Leggi anche: eMoped C80 di Segway offre ben 85 km di autonomia

    Sempre più mezzi di trasporto del genere invaderanno le nostre strade. O meglio, invaderebbero le nostre strade. Il problema è solo uno:

    Cercasi nuova regolamentazione

    Cosa distingue uno scooter (ciclomotore) da una bicicletta? Fino ad oggi una domanda del genere può aver avuto una sola risposta: il motore.

    Infatti sappiamo che tutto ciò che ha un motore ha sempre avuto targa, tassa di circolazione e assicurazione obbligatoria. Mentre spostarsi in bicicletta non ha mai necessitato di nulla di tutto ciò. Idem viaggiare in monopattino o skateboard, entrambi rigorosamente a spinta.

    Ora aggiungiamo ad una regolamentazione vecchia e non aggiornata l’invasione elettrica di tutti questi nuovi mezzi di trasporto che affollano le strade italiane e qualche toppa messa qui e lì dal 2020 ad oggi. Ecco che ci troviamo in una vera e propria confusione amministrativa e legislativa in cui esistono mezzi equiparati ad altri mezzi che però hanno limiti e obblighi differenti. Oppure ci sono dei mezzi che possono essere acquistati e non utilizzati su strada perchè non possono circolare senza una targa ma non possono nemmeno essere targati.

    Il caso dei monopattini elettrici e delle e-bike

    Dal boom del Bonus Mobilità del 2020 è stata prima avviata una sperimentazione, rigorosamente dopo la messa in vigore del Bonus, e poi rattoppati i provvedimenti in corso d’opera a distanza di 6/12 mesi gli uni dagli altri.

    Ad esempio, con l’arrivo sul nostro mercato di e-bike e monopattini elettrici sono stati inizialmente equiparati ai velocipedi, ovvero alle biciclette.

    Monopattini elettrici, dal 30 settembre nuovi obblighi
    Monopattino elettrico | elettronauti It

    Poi sono stati introdotti dei limiti di velocità, prima 25 km/h e infine gli attuali 20 km/h. È stata decisa la potenza massima che un mezzo del genere potesse sviluppare per poter circolare, 500W. È stato precisato prima che potessero percorrere le stesse strade delle biciclette, poi che non potessero viaggiare nelle strade con limite superiore a 50 km/h e ora pare che siano relegate solo a ciclabili e Zone 30. Il tutto mentre non abbiamo mai visto un vigile urbano fermare con la paletta un ciclista perchè troppo veloce o troppo “potente”.

    ⚡️ Leggi anche: Monopattini elettrici, dal 30 settembre nuovi obblighi

    Quando sembra uno scooter ma è una bici… e viceversa

    In questa categoria ci potremmo mettere tutti quei mezzi elettrici che rientrerebbero tra i mezzi della micromobilità ma che non possono.

    È assurdo che nel 2023 il Governo e i ministri non si siano resi conto che la strada da prendere non è quella delle limitazioni, ma quella delle legalizzazioni. Introducendo nuove classificazioni di mezzi di trasporto? Forse. Cambiando il modo in cui si classificano quelli attuali? Sicuramente.

    ⚡️ Leggi anche: A qualcuno non deve piacere che circoliamo con i mezzi pubblici, cercando di inquinare il meno possibile

    Aggiungere limitazioni non farà altro che arrestare il progresso, in Italia, rispetto al resto del mondo che non si fermerà ad aspettarci. Il settore della micromobilità in Italia rischierà in egual misura rispetto a quello dell’auto. Soprattutto se ci si ostina a voler arrestare il progresso come se vivessimo in un’idilliaca oasi felice sotto una campana di vetro.

    Perchè ad esempio un monopattino elettrico da 700W dovrebbe essere più pericoloso di uno da 500W o 250W? Al Governo e al Ministero dei Trasporti non piace che qualcuno si muova ecologicamente in collina o in una città non pianeggiante? Soprattutto in presenza di un limite di velocità. Anche perchè, se volessimo applicare lo stesso ragionamento per il quale non si possono utilizzare monopattini o e-bike “troppo” potenti alle automobili, non ho mai visto fare storie ad un proprietario di supercar se viaggia in centro urbano entro i limiti. Mentre ho visto vigili urbani o polizia di stato fermare gente in monopattino o e-bike

    Per quale ragione un ciclista potrebbe continuamente a viaggiare senza targa e assicurazione, mentre uno con uno scooter limitato a 45 km/h no?

    Questi sono solo due esempi, ma i casi reali di incongruenze sono infiniti. Molto semplicemente ad oggi la regola del “se ha un motore è una cosa e se non lo ha è un’altra cosa” non ha più valore.

    Sarebbe opportuno rivedere il sistema di classificazioni

    Pensiamo che avrebbe più senso classificare i veicoli non solo per tipologia (auto, moto) ma anche per velocità che possono raggiungere e quindi per pericolosità/rischi.

    E come già detto e ridetto in più di un’occasione, saremmo anche favorevoli all’introduzione dell’obbligo di targa per tutti i mezzi che circolano su strada. Sarebbe un’ottimo modo per far sì che ognuno si prenda, perlomeno, le proprie responsabilità in caso di sinistro o di un’infrazione.

    Ma per quanto riguarda la classificazione dei mezzi su strada si potrebbero in realtà unire tutti quei mezzi che non sono motocicli, magari indicando non più come confine i cc del motore ma un valore in kW. Quindi che siano quad, scooter, monopattini o e-bike non farebbe differenza. Sarebbero tutti mezzi di trasporto non abilitati a viaggiare su strade extraurbane ad alto scorrimento e accomunati tutti dal fatto che non possono raggiungere alte velocità.

    Ninebot presenta i nuovi monopattini c2 e c2 pro | elettronauti. It
    Ninebot presenta i nuovi monopattini c2 e c2 pro per i più piccoli | elettronauti It

    Al massimo sarebbe ben vista, e probabilmente molto gradita, una sotto-classificazione che dica che sotto una certa potenza devono avere altri limiti di velocità o di zone di utilizzo.

    E le biciclette muscolari?

    Come utilizzatori della strada sarebbe corretto che anche loro rispettassero certe regole. Però sarebbe necessario che il ministro di turno elimini quella scomoda affermazione che le equipara ai mezzi sopra-citati a motore (elettrico). Senza però dimenticare che se vogliono viaggiare in strada gli obblighi dovrebbero essere simili, se non uguali, per tutti.

    Micromobilità, non solo confusione ma anche ingiustizia nelle parole del ministro salvini | elettronauti. It
    Biciclette e targhe | elettronauti It

    Per chi vorrebbe un mondo senza targhe, obblighi, limiti e quant’altro… esiste il cortile di casa propria. Lì ognuno può fare quel che vuole. In strada no.


    Sappiamo che il governo sta pensando ad un nuovo codice della strada. Pensate che riusciranno a risolvere questi ed altri problemi legati alla micromobilità?

    1. Sehr interessantes Fahrzeug, würde mich über weitere Informationen freuen. Bin begeistert, es wäre das richtige Fahrzeug für meine Frau und…

    Federico Fumagalli
    Federico Fumagalli
    Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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