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    Recensione Dacia Spring 65: la cittadina dal prezzo imbattibile

    Dacia Spring, questa cittadina è attualmente la più economica sul mercato delle elettriche, infatti, il suo prezzo di partenza è di circa 23 mila euro, quindi con i vari incentivi potreste portarvela a casa veramente a poco.

    È basata sulla piattaforma chiamata CMF-A condivisa con il gruppo Renault-Nissan di cui Dacia fa parte, ideata originariamente per veicoli termici e quindi non propriamente ottimizzata per l’elettrico.

    Dacia spring 65 su strada anteriore elettronauti It

    Motorizzazione e batteria

    Per quanto riguarda la motorizzazione, la versione che ho provato, ovvero quella nuova potenziata di 20 CV, una un single motor da 65 CV posizionamento sull’asse anteriore.

    Curiosa la scelta della chimica NMC per il pacco batterie, perché rispetto ad altre risulta più costosa, in contrasto con la fascia di prezzo dell’auto, decisamente bassa. La capacità della batteria è di 26.8 kWh.

    Se l’autonomia dichiarata dalla casa in ciclo WLTP di 220 Km fosse stata accettabile per una citycar, dalle curve di ricarica mi sarei aspettata qualcosa in più. In corrente alternata il picco massimo accettabile è di 6,7 kW. Invece, per quanto riguarda la ricarica in corrente continua grazie al picco di 30 kW in mezzoretta riuscirete a ricaricare dal 20 all’80%.

    Dacia spring 65 su strada posteriore elettronauti It

    Dimensioni e design

    Dacia Spring misura 1.55 metri in altezza, 1.58 metri in larghezza, 3.73 metri in lunghezza, l’interasse misura 2,42 metri e la massa non raggiunge la tonnellata.

    Il nuovo volto di Dacia rispecchia e rispetta lo stile nato dal lavoro di rebranding del 2021. 

    Cofano bombato, ampia calandra con doppia D centrale caratterizzano l’anteriore della vettura. Sotto la mascherina è posizionato lo sportello di ricarica, una scelta forse non troppo azzeccata, in quanto, in caso di guasto o incidente, la sua sostituzione potrebbe risultare complessa.

    Il muso viene completato da prese d’aria con profilo color rame chiuse, che quindi hanno una funzione prettamente estetica.

    I gruppi ottici anteriori sono LED, mentre le luci anabbaglianti e abbaglianti sono alogene.

    Dacia spring 65 gruppi ottici elettronauti It

    È un gran peccato che non sia stato sfruttato lo spazio anteriore per creare un comodo frunk dove poter, per esempio, stivare il cavo di ricarica.

    Il look audace e urban di questa vettura è ultimato da paraurti imponenti e dai dettagli color rame di specchietti e delle barre portapacchi sul tetto.

    I cerchi della versione che ho avuto in prova sono dei flexwheel da 14” con coprimozzo color rame.

    I freni anteriori sono a disco, mentre quelli posteriori a tamburo e per quanto riguarda gli ammortizzatori troviamo all’anteriore degli pseudo McPherson a bracci triangolari e dietro un ponte torcente ad H, con molle elicoidali.

    Il posteriore è molto semplice, con il logo stilizzato Dacia, il portellone non elettrificato rivela un bagagliaio di discreta capacità, 290 litri che diventano 620 abbattendo i sedili posteriori.

    Gli interni di Dacia Spring 65

    Complessivamente lo stile dell’abitacolo è semplice e c’è una predominanza di plastica dura per i materiali, ma d’altronde, essendo un’auto low-cost non mi sarei aspettata altro.

    I sedili in tessuto TEP con cuciture a contrasto color rame sono regolabili manualmente, al contrario del volante a 4 razze, e per la mia statura non è il massimo. Sulle razze sono presenti i pulsanti per impostare il limitatore di velocità e per i comandi vocali di Apple CarPlay e Android Auto.

    Dacia spring 65 interni elettronauti It

    Lo schermo degli strumenti dietro al volante offre solo le informazioni essenziali, mentre il display multifunzione da 8″, al centro della plancia è dotato di navigatore, radio FM/AM e DAB, e dei sistemi di Apple CarPlay e Android auto. 

    Tutti i pulsanti e la porta USB sopra allo schermo sarebbero statati più comodi se posizionati nella zona inferiore.

    Dacia spring 65 schermo centrale elettronauti It

    Anche a livello di ADAS e sicurezza, la Spring è molto basic, su questa versione è di serie la retrocamera, i sensori posteriori, il sistema di frenata d’emergenza e il limitatore di velocità.

    Il selettore di marcia e il freno a mano sono posizionati sul tunnel centrale e devo dire che lo spazio per stivare gli oggetti è sufficiente.

    Prestate attenzione, non c’è la modalità parcheggio, quindi quando parcheggiate ricordatevi di selezionare neutro e di tirare il freno a mano!

    Le mie impressioni di guida

    La seduta è complessivamente confortevole, tranne per il poggiatesta non regolabile e per la posizione del volante che può ostacolare la completa e opportuna visibilità della carreggiata.

    Ho apprezzato la pronta erogazione della potenza, mentre per quanto riguarda il freno, l’intensità della frenata rigenerativa non si può regolare e non sono presenti modalità di guida, ma esiste il pulsante ECO che incrementa la rigenerativa e vi permette di abbassare i consumi.

    La Dacia Spring risulta un po’ rigida sui dossi e non assorbe ottimamente le asperità della strada, mentre a livello di insonorizzazione dell’abitacolo non mi lamento, essendo un auto low cost è buona!

    Facilmente accessibili, durante la marcia, sono i tasti fisici per la regolazione della climatizzazione.

    Se retrocamera e sensori funzionano bene, la qualità dell’audio delle chiamate con Apple CarPlay è discutibile, anche se il resto delle funzioni dell’infotainment e del CarPlay sono comunque efficienti…

    Conclusioni

    Sicuramente Dacia Spring 65 è un’ottima scelta per chi vuole passare all’elettrico senza spendere troppo e per chi pensa di viaggiare prettamente in centro urbano cercando una citycar economica, magari riuscendo a risparmiare qualcosina.

    L’autonomia è sufficiente per il centro urbano, le curve di ricarica sono discrete, ma uno dei grandi vantaggi per i consumi è sicuramente il peso modesto.

    Tra gli aspetti che non mi hanno fatto impazzire e che migliorerei di questa Dacia rientrano: l’abbondanza dei materiali plastici, la mancanza di regolazione del volante, i pochi ADAS e vorrei sicuramente una buon “One Pedal Drive”.


    Come giudicate voi questa “cittadina”? Concordate con le mie impressioni, avendo avuto modo di provarla?

     


    Marta Baisotti
    Marta Baisotti
    Ciao sono Marta, ma per gli amici elettronauti Tammar! Tammar nasce da un mix di curiosità e voglia di mettersi in gioco, che mi hanno guidata verso il mondo della mobilità elettrica!

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