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    Recensione Ninebot F2 Pro dopo 1.100 km

    È tempo di recensire il nuovo acquisto. Come già raccontato a più riprese, dopo 3 anni ho dovuto sostituire il mio vecchio Ninebot ES4 in favore di un più moderno Ninebot F2 Pro.

    Se siete interessati alla mia esperienza con quel monopattino elettrico, vi lascio qui sotto la recensione completa.

    Specifiche tecniche e dati di utilizzo

    Se avete già letto la recensione precedente o avete dimestichezza con un prodotto analogo, dovete sapere che i monopattini della serie F2 sono leggermente più grandi dei precedenti delle serie ES ed E, e più larghi anche della prima serie F.

    La lunghezza del monopattino è di 116 cm e l’altezza di 125 cm. La cosa che lo rende più ingombrante negli spostamenti in ambienti interni o sui mezzi pubblici però è senza dubbio la larghezza di ben 57 cm. Questo parametro è cresciuto del 33% rispetto alla larghezza dei modelli meno recenti, che arrivavano a massimo 43 cm di larghezza. Questo comporta un’attenzione maggiore quando si passa tra le porte interne degli edifici o quando si passa tra le porte e i paletti dei mezzi pubblici. Anche perchè alle estremità del manubrio ci sono i quattro indicatori di svolta, due visibili di fronte e due dal retro.

    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Ninebot f2 pro pedana | elettronauti It

    Una volta richiuso il monopattino la lunghezza e la larghezza rimangono invariate, 116 cm e 57 cm, mentre l’altezza non supera i 53 cm.

    Il peso del monopattino si attesta sui 18,5 kg. Il maggior peso, rispetto ad alcuni prodotti precedenti, deriva dalla nuova struttura del monopattino in acciaio tubolare e non più in alluminio. Oltre al fatto che il monopattino è visibilmente più grosso e con una batteria maggiorata. Di conseguenza sale però anche il carico massimo che può trasportare, che è di 120 kg rispetto ai 100 kg che reggono la maggior parte dei monopattini in circolazione.

    Arrivando invece al cuore del monopattino elettrico, il motore si sposta dalla ruota anteriore a quella posteriore. La potenza nominale è di 450W, ma riesce ad erogare fino a 900W di picco durante accelerazioni e salite.

    La batteria, come per la prima serie F e i modelli Max G30 e Max G2, si trovo al di sotto della pedana ed è da 460 Wh.

    Telaio, costruzione, design e maneggevolezza

    Il telaio del monopattino è tubolare in acciaio. Come già detto più sopra, garantisce un’ottima rigidezza ma aggiunge un bel po’ di peso al prodotto.

    Questo permette al monopattino di reggere fino a 120 kg di peso. Da specifiche tecniche, il peso massimo consentito è di 138 kg infatti, cioè il peso del veicolo e del conducente. Nonostante ciò ogni pneumatico tubeless è garantito per reggere fino a 75 kg.

    L’ammortizzazione è garantita da una molla anteriore simile a quella che avevo sul precedente Ninebot ES4. Al posteriore però non c’è nessun ammortizzatore attivo. Le gomme tubeless da 10″ garantiscono una buona ammortizzazione su fondi sconnessi. Il sistema in generale non fa miracoli per dossi o piccole crepe rialzate, tipo quelle che formano le radici degli alberi.

    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Ammortizzatore a molla e catarifrangente e mark anteriore | elettronauti It

    In generale il monopattino risulta molto maneggevole da portare anche se l’agilità e la precisione che aveva l’ES4 all’anteriore risulta inarrivabile.

    Nella parte posteriore del monopattino, la plastica del parafango ingloba un portatarga a norma di legge. Mentre sia davanti, sopra e ai lati della ruota, che dietro, ai lati del motore, sono presenti dei catarifrangenti certificati E-Mark.

    😢 Piccola nota a margine
    
    Purtroppo a neanche 2 mesi dall'acquisto ho preso o una buca o un avvallamento prima di una rotaia del tram e il monopattino ha iniziato a scricchiolare durante gli spostamenti. Di positivo c'è che il rumore sembra proveniente da una plastica e non dal telaio. Inoltre, anche il fatto che ad un amico con uno Xiaomi Mi Scooter Pro 2 sia successa la stessa cosa senza conseguenze per il mezzo è rassicurante. Però è un peccato che sia successo a malapena 450 km di utilizzo. Nonostante ciò e il fastidio che provoca andandoci in giro, il monopattino continua a funzionare egregiamente. Eventualmente in futuro vedrò di farlo vedere ad un'officina per capire se sia possibile sistemare il problema dei "rumori molesti" durante l'utilizzo.
    
    Attualmente, il monopattino scricchiola molto ma molto meno di qualche mese fa, forse complici le temperature più basse. Ogni dubbio ce lo toglieremo l'estate prossima.
    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Struttura tubolare della pedana del ninebot f2 pro | elettronauti It

    La guida con una mano è possibile. Ma sia chiaro, è bene guidare sempre con due mani sul manubrio. È un attimo perdere l’equilibrio e cadere.

    VOTO 9

    Sistema di chiusura / apertura

    Sistemi di apertura e chiusura come questo lo si trova su molti modelli di monopattino in diverse declinazioni ma con funzionamenti molto simili. Il perno si trova sullo stelo dello sterzo che di conseguenza si abbassa verso il parafango posteriore. Un occhiello posto al di sotto del campanello si aggancia direttamente al parafango. È presente un gancio di sicurezza in plastica da tirare prima di poter sganciare la leva principale. Servono due mani per chiudere il monopattino, mentre per aprirlo ne può bastare una sola se si ha precedentemente inserito il cavalletto.

    ⚠️ Prestare attenzione
    
    Durante la chiusura, il gancio di sicurezza in plastica tende a bloccare la chiusura del monopattino se mentre lo si chiude se lo si lascia tornare in posizione.

    Per aprirlo, al contrario, basta sganciare l’occhiello del campanello e rialzare lo stelo dello sterzo. Dopodiché tirare il su il gancio di bloccaggio e il gioco è fatto, si è pronti a ripartire.

    A differenza del mio monopattino precedente, non è possibile utilizzare questo occhiello per altre funzioni. Ad ogni modo Ninebot, fornisce in dotazione un gancio in plastica da avvitare quando si fa il primo montaggio del monopattino. Qui è possibile agganciare piccole borse della spesa o sacchetti non troppo pesanti e ingombranti. A volte mi capita di appoggiarci lo zaino del lavoro per aprirlo più agevolmente. Non so dare indicazioni precise sul peso massimo che riesce a reggere, ma nel mio caso regge lo zaino che pesa circa 5-7 kg.

    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Manubrio e il gancio porta oggetti opzionale | elettronauti It
    VOTO 9

    Motore, reattività e salite

    Il motore del Ninebot F2 Pro è decisamente più grande, pesante e potente rispetto a quello dei classici monopattini elettrici. Se prendiamo ad esempio popolari monopattini elettrici troviamo potenze tra i 250W e i 350W:

    • Xiaomi Electric Scooter Pro 2 – 300W nominali, 600W di picco
    • Xiaomi Electric Scooter Essential – 250W nominali, 500W di picco
    • Ninebot Kickscooter E25E ed E45E – 300W nominali, 600W di picco
    • Ninebot Kickscooter Max G30 – 350W nominali, 700W di picco
    • Ninebot Kickscooter F40 – 350W nominali, 700W di picco
    • Ducati Pro-II EVO – 350W nominali
    • Xiaomi Electric Scooter 4 – 300W nominali, 600W di picco
    • Xiaomi Electric Scooter 4 Pro – 350W nominali, 700W di picco
    • Nilox S1 – 350W nominali
    • Vivobike M-V30 – 50W nominali

    Ho voluto evidenziare in grassetto lo Xiaomi 4 Pro in quanto penso sia il diretto concorrente, per certi versi, dell’F2 Pro. Nel caso del Ninebot, l’azienda cinese ha spinto fino a 450W nominali in motore elettrico posto nella ruota posteriore. Il che lo rende poco al di sotto della soglia dei 500W imposti come massimo di legge affinchè siano utilizzabili su suolo pubblico.

    Ma nel caso serva maggiore potenza, F2 Pro può spingere fino a 900W durante salite e accelerazioni. Rendendolo per giunta una dei monopattini legali più prestazionali sul mercato.

    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Motore da 450w nella ruota posteriore | elettronauti It

    Velocità e accelerazione massima

    Per quanto riguarda la velocità massima esistono due modelli, F2 Pro D che è limitato a 20 km/h ed F2 Pro E che arriva a 25 km/h. Quest’ultimo è il modello oggetto di questa recensione e quello acquistabile sul sito italiano di Ninebot. Che io sappia però, F2 Pro è acquistabile da Aliexpress sbloccato a 30 km/h. C’è da sapere che in alcune regioni quali USA (Stati Uniti) e UAE (Emirati Arabi Uniti) il limite è appunto di 30 km/h.

    Per quanto riguarda l’accelerazione, in modalità Sport con accelerazione impostata su Max, è possibile raggiungere i 25 km/h nello spazio di circa 3-4 auto (15-20 metri). La partenza va sempre fatta spingendo prima il monopattino con la gamba. In genere basta raggiungere i 3-4 km/k affinché il motore parta.

    I 900W di potenza massima non si fanno sentire solo durante le accelerazioni, ma anche durante le salite. F2 Pro può scalare pendenze fino a 22%, risultando il miglior Ninebot sotto questo aspetto, a pari merito con il Max G2 che condivide lo stesso motore e al P65 che ha un motore da 500W nominali e 980W di picco, e inferiore solo al GT1E che però possiede un motore da 500W nominali che diventano ben 1.500W alla bisogna ma che in ogni caso non va oltre il 23% di pendenza.

    Numeri a parte, la potenza non manca mai. Anche partire a spinta su una rampa non è un problema e non gli serve la “rincorsa”. Difficilmente non raggiungerete i 25 km/h anche in salita. Al contrario però in discesa difficilmente si scosta dai 25 km/h limitati dalla centralina, risultando spesso frenato dalla ruota posteriore.

    Modalità di guida, spinta del motore elettrico e…

    Le modalità di guida inseribili in movimento sono tre:

    • ECO – In questa modalità di guida il monopattino è molto dolce nell’erogazione della potenza e non supera i 15 km/h. Questa marcia è ottima per avere un monopattino utilizzabile in zone trafficate da persone a piedi, oppure da dare a chi lo vuole provare e non ha dimestichezza con i monopattini elettrici.
    • D – In DRIVE il monopattino è ben equilibrato. La velocità massima è di 20 km/h e l’accelerazione è marcata ma non scorbutica.
    • S – In SPORT è possibile ottenere il massimo dal monopattino. Al contrario di quello che si pensi, è l’unica modalità di guida che è possibile modificare nei parametri. Si può impostare la velocità massima da un minimo di 15 fino a 25 km/h e si può variare la spinta del motore tra Risparmio energetico, Normale e Max. velocità.
    • In Risparmio energetico, che poco si addice una una modalità chiamata SPORT, il monopattino accelera dolcemente come se si stesse in ECO, ma si può sfruttare un monopattino che viaggia a più di 15 km/h. Questa modalità l’ho usata solo una volta su fondo bagnato per sicurezza.
    • In Normale si avrà un’accelerazione simile a quella che si prova in DRIVE. Forse leggermente più cattiva.
    • In Max. velocità è possibile sfruttare al 100% quello che il motore elettrico può dare.

    Da applicazione è anche possibile attivare la modalità camminata (WALK MODE). In questa modalità il monopattino arriva a massimo 5 km/h e luce anteriore e posteriore iniziano a lampeggiare. Come dice il nome sarebbe da usare in luoghi affollati e in cui non è possibile circolare sul monopattino.

    Problema che potrebbe capitare...
    
    Quanto la batteria scende al di sotto della soglia del 20% la spinta del motore si un po' più leggera. È la prima volta che mi succede con così tanta autonomia ancora disponibile. In genere succede sotto il 10%. Attenzione perchè immettersi in rotonda non potendo contare della solita accelerazione bruciante potrebbe essere un problema. Allo stesso modo anche fare una rampa a volte sembra arrancare. Questo mi succede in modalità SPORT.

    … il TCS

    Nella sezione Segway-Ninebot Lab dell’applicazione è possibile invece attivare una funzione che ora risulta essere in beta: il controllo di trazione o TCS (Traction Control System).

    La funzione dovrebbe permettere di mantenere in carreggiata il monopattino anche su fondo sdrucciolevole o bagnato. Obiettivamente ho notato che delle volte risulta incerto nelle partenze anche se si sente che taglia l’acceleratore in alcune curve in cui si sterza molto. A mio modo di vedere è più utile per chi vuole sentirsi sicuro al 100%. Io dopo 2 settimane l’ho disabilitato perchè preferisco dosare io l’acceleratore.

    Ninebot presenta i nuovi monopattini f2, f2 plus e f2 pro | elettronauti. It
    Tcs attivo o disattivato | elettronauti It
    VOTO 9.5

    Freni

    Come per nel precedente Ninebot ES4, anche nel F2 Pro il motore funge anche da freno elettrico e generatore. La ruota anteriore però ospita anche un freno a disco meccanico per garantire maggiore sicurezza in caso di imprevisti e frenate di emergenza.

    Entrambi i freni vengono azionati dalla stessa leva posta nella parte sinistra del manubrio. Devo ammettere che durante i primi utilizzi ho elogiato tantissimo la presenza del freno a disco anteriore che permette sì una guida più spericolata, ma al contempo più spensierata. Ho sempre apprezzato la frenata rigenerativa del precedente monopattino in quanto faccia mantenere sempre l’attenzione sulla guida essendo meno prestante di un freno meccanico. Ecco, non potevo che sbagliarmi…

    Dopo qualche centinaio di km percorsi ho capito come agisce realmente l’impianto frenante del monopattino. In pratica, nonostante si avverta la pastiglia del freno andare a contatto con il disco, per circa 3/4 della corsa della leva del freno si frena solo grazie al motore elettrico. Lo si nota spegnendo il monopattino e provando a frenare in discesa.

    Come detto anche da un mio amico, evidentemente il motore da 450W è in grado di assorbire decisamente meglio la corrente in ingresso per frenare il monopattino rispetto al passato. Poi ovviamente se si tira tutta la leva del freno entra in gioco anche il freno a disco meccanico che letteralmente inchioda il monopattino nel giro di qualche metro.

    Oltre a ciò, rilasciando la manopola dell’acceleratore è possibile sfruttare il recupero energetico classico della serie Ninebot Kickscooter. Io, a questo giro e viste le circostanze precedenti, ho preferito lasciare il recupero su debole, ma è possibile impostarlo anche su medio o forte.

    ⚠️ Prestare attenzione
    
    Sotto il 20% della carica la frenata risulterà meno importante. Probabilmente il motore elettrico evita di causare danni alla batteria troppo scarica. Probabilmente, e dico probabilmente, serve a evitare problemi tipo quello che ho avuto con l'Errore 54 sul Ninebot ES4.
    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Freno a disco anteriore | elettronauti It

    Nella recensione precedente a riguardo della frenata rigenerativa avevo detto:

    Rende la guida molto più confortevole. Basta non aspettarsi di fare una gara, perchè i Ninebot ES1, ES2, ES4, E22E, E25E ed E45E vanno guidati tranquillamente.

    Ecco, consiglio comunque di non farci una gara. Ma tra frenata migliorata e un’accelerazione devastante, con questo monopattino ci impiego meno a fare percorsi che prima facevo con un monopattino che faceva 5 km/h in più di velocità massima.

    VOTO 9

    Gomme e comfort di guida

    Anche se gli pneumatici sembrano gli stessi dei Ninebot F25, F30, F40 ed F65, non sono gli stessi. Le dimensioni sono le stesse, 10″, ma non sono pneumatici con camera d’aria ma bensì tubeless con uno strato interno in gelatina auto-riparanti.

    Il tutto si traduce in un comfort di guida buono, anche grazie all’ammortizzatore anteriore. Gli pneumatici permettono di affrontare terreni non lisci senza problemi. Anche alcune sezioni di sterrato non sono un problema. Consiglio però di non andare troppo forte su superfici parecchio sconnesse tipo, sanpietrini, lastroni in pietra o strade con troppe buche o cunette.

    Per mantenere questo comfort di guida però è bene tenere le gomme sempre gonfie. Per questo motivo ha ho acquistato un compressore portatile come questo da tenere sempre nello zaino.

    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Gomme tubeless da 10 | elettronauti It
    VOTO 8.5

    Autonomia e chilometraggio

    Ed eccoci arrivati ad uno dei punti fondamentali di quando si recensisce un mezzo elettrico. Attualmente ho percorso più di 1.100 km con la batteria da 460 Wh installata nella pedana di questo monopattino in meno di 4 mesi. Circa il 50% del tragitto percorso è situato in ciclabile e il restante 50% su strade urbane, quindi semafori, strade e rotonde a gogo. A questo giro non ho dei dati perfetti e calcolati come fatto la volta scorsa ma pur sempre delle stime. Però prima vorrei iniziare con quanto l’azienda stima che il monopattino elettrico Ninebot F2 Pro possa percorrere con ogni modalità di guida.

    In modalità ECO la stima fatta dal monopattino è di 55 km con piena carica. Non fatico a credere che sia possibile arrivare a questi risultati e probabilmente è pure possibile superarli visto che in questa modalità la velocità massima è limitata a 15 km/h e l’accelerazione è molto blanda. Se ci si vuole godere solo il viaggio e si ha la necessità di fare tanti km risparmiando batteria questa è la modalità perfetta. Attenzione solo alla noia di viaggiare sul dritto a bassa velocità.

    Se volete un po’ più di brio con un giusto compromesso tra prestazioni ed autonomia è meglio passare alla modalità DRIVE. In questo caso Ninebot e la sua app stimano 42 km di autonomia. Tra la velocità massima di 20 km/h e l’accelerazione disponibile che è bella scattante ma non eccessiva è possibile superare anche i 45 km stimati dall’azienda a patto di fare un percorso pianeggiante e con poche frenate e accelerazioni. In ambito urbano invece è possibile comunque effettuare una quarantina di km.

    In modalità SPORT invece la stima è di 40 km. Come abbiamo visto prima, questa modalità di guida è parecchio personalizzabile quindi è difficile dare un risultato univoco perchè uno potrebbe impostare la velocità massima a 16 km/h e usare l’accelerazione massima disponibile o al contrario impostare 23 km/h e l’accelerazione in ECO. Fortunatamente per voi, io tengo la velocità massima impostata a 25 km/h e l’accelerazione massima consentita dal mezzo, quindi spremo al massimo le capacità del mezzo a discapito dell’economia di guida. Inoltre il 50% circa del tragitto è su strada urbana e quindi piena di rotonde, cavalcavia o semafori.

    Normalmente parto da casa con il 95% di energia ogni mattina e arrivo a casa con un minimo di 43% fino ad un massimo di 50% di carica residua. Questo valore è influenzato da quanto traffico trovo per strada principalmente. Diciamo che nel caso peggiore consumo il 52% della batteria per percorrere circa 19,5 km al giorno. Quindi potremmo asserire che abbia un consumo di 12,3 Wh/km in questo caso o di 10,6 Wh/km in quello migliore. Diciamo che nel mio caso d’uso riuscirei a percorrere dai 37 km ai 43 km con una carica completa in questa modalità, quindi ampiamente nei 40 km stimati da Ninebot.

    Come comparativa, ricordo che con il precedente Ninebot ES4 avevo un consumo medio di 14,0 Wh/km, quindi questo nuovo modello F2 Pro sembrerebbe anche più efficiente del vecchio modello.

    Magari in futuro cercherò di testare le diverse modalità su un circuito chiuso in maniera da fornire dati migliori in un prossimo articolo di approfondimento.

    VOTO 9

    Ricarica

    Per quanto riguarda i tempi di ricarica il Ninebot F2 Pro non è di certo un fenomeno. Utilizza lo stesso alimentatore che da anni Ninebot mette in confezione con i suoi monopattini, ovvero un modello da 70W che ricarica la batteria da 460 Wh in circa 7 ore. Il che si traduce in un tempo ottimo se lo si carica durante la notte o mentre si è al lavoro, ma non possiede nessuna ricarica rapida per una eventuale urgenza. All’incirca si ricarica il 15% in un’ora, che equivale a percorrere 6 km.

    In generale la ricarica è costante fino al 80-90%, dopodiché rallenta leggermente. Il mio consiglio è quello di non caricare mai al massimo la batteria se non la si andrà ad utilizzare del tutto. Io normalmente carico fino al 95% ogni sera, lasciandomi un buon 40% extra per eventuali uscite serali o imprevisti durante il ritorno dal lavoro. Non succede di rado che manchi un mezzo di trasporto e che mi debba fare mezza Milano in monopattino per tornare a casa.

    L’applicazione Segway-Ninebot prevede la possibilità di inserire un limite di ricarica compreso tra l’80% e il 100%. La presa di ricarica è posta nella parte anteriore della pedana ed è coperta da una gomma per tenere l’acqua e la polvere al di fuori.

    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Ninebot f2 pro presa di ricarica | elettronauti It
    ⚠️ Prestare attenzione
    
    Per preservare la batteria in caso di inutilizzo, il monopattino entra in Deep Sleep, ovvero in uno stato di sonno profondo se non viene usato per 3 mesi. In questo caso, come per la prima accensione, è necessario collegare il monopattino all'alimentatore per poterlo accendere.
    VOTO 8.5

    Strumentazione e computer di bordo

    Come da tradizione il quadro strumenti è molto essenziale. Tramite l’immagine dell’azienda vi mostro cosa si può vedere, partendo dall’alto:

    • Velocità
    • Frecce di direzione
    • Luce accesa
    • Modalità di guida:
      • ECO
      • DRIVE se si vede la D accesa
      • SPORT se si vede la S accesa
    • Indicatore del Bluetooth quando è connesso all’app sul telefono
    • Modalità a piedi attiva
    • Autonomia
    Ninebot presenta i nuovi monopattini f2, f2 plus e f2 pro | elettronauti. It
    Dettaglio del display | elettronauti It

    Come nei precedenti modelli la plastica nera lucida rende il display riflettente nelle giornate soleggiate. Per la prossima estate vedrò di trovargli una pellicola opaca da applicarci sopra.

    L’autonomia mostrata è affidata a 5 tacchette. Ogni tacca indica un 20% di carica residua, mentre ogni tacca lampeggiante equivale al 10% di carica residua. La carica è in dicata per eccesso, quindi avere il 61% o il 70% per la strumentazione è indifferente e ci verrebbero mostrate comunque 3 tacche piene e 1 lampeggiante. Attenzione perchè di conseguenza quando si arriva alla prima tacca lampeggiante non saprete la ricarica effettiva tra 0 e 10%.

    L’unico modo per sapere il livello di carica residua effettivo o l’autonomia in km rimanente è quello di affidarsi al cruscotto digitale tramite l’App Segway-Ninebot. In questo caso avrete disponibili anche il dato della potenza istantanea impiegata o ricaricata in frenata, il tempo di guida, i km percorsi in questa sessione, la velocità massima raggiunta e la temperatura del veicolo.

    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Cruscotto digitale tramite app segway ninebot | elettronauti It

    Dal punto di vista dei dati visibili durante la guida sarebbe bello se in futuro venissero implementati anche l’orario, che permetterebbe di non distrarsi cercando di guardare orologio o smartwatch, e proprio per ultimi anche i km percorsi nella sessione, senza dover viaggiare con l’app aperta sul manubrio.

    Per quanto riguarda il Bluetooth c’è da fare un piccolo appunto. L’icona è fissa quando monopattino è collegato allo smartphone e l’app Segway-Ninebot è aperta, anche se tra le recenti. Non importa che il monopattino sia acceso o spento. E il motivo lo vedremo dopo, nel capitolo che riguarda l’app e le altre funzionalità.

    Nella parte centrale del manubrio, sotto al display, c’è il tasto principale che permette di accendere e spegnere il monopattino con una lunga pressione, cambiare la modalità di guida tramite una doppia pressione, o accendere e spegnere le luci con una singola pressione.

    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Tasto centrale e display | elettronauti It

    Nella parte destra del manubrio si trova solo la leva dell’acceleratore.

    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Acceleratore | elettronauti It

    Nella parte sinistra del manubrio invece troviamo la leva del freno che aziona prima il motore elettrico posteriore e poi il freno meccanico anteriore. C’è anche il campanello meccanico con l’occhiello che ha la doppia funzione di ancoraggio per la chiusura del monopattino e di molla per azionare il campanello.

    Nella seconda foto si vedono invece le due novità della serie 2023 di Ninebot. In basso ci sono i pulsanti per azionare gli indicatori di direzione, mentre in alto, in esclusiva per la variante Pro del Ninebot F2, c’è il pulsante per azionare il clacson elettronico posto sotto la pedana nella parte frontale.

    Cosa aggiungerei? Se potessi metterei due pulsanti appositi per cambiare le modalità di guida e per le luci, senza dover spostare la mano sinistra dalla sua posizione durante la guida.

    VOTO 9

    Luci

    Scordiamoci le fighissime luci ambientali sotto la pedana, il Ninebot F2 Pro ha poche luci ma solo dove è strettamente necessario.

    Il LED anteriore da 2.1W è adatta alla guida serale o notturna e in assenza di lampioni permette di avere una buona visione anche a 20-30 metri di distanza.

    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Faro anteriore da 2 1w | elettronauti It

    Sul retro c’è una luce a LED rossa sul parafango che si illumina in caso di frenata. Se si accendono le luci, questa si illuminerà di rosso con una bassa luminosità. Obiettivamente avrei preferito che lampeggiasse durante la frenata.

    Inoltre ogni manopola del manubrio integra 2 LED arancioni che si illuminano quando viene inserito un indicatore di svolta. I LED sono visibili sia frontalmente che posteriormente.

    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Indicatori di svolta | elettronauti It
    VOTO 8.5

    Applicazione e altre funzionalità

    Obiettivamente è difficile volere di più dall’applicazione Segway-Ninebot. Tanto è cambiato dalla prima versione che ho provato ormai 3-4 anni fa. L’ultima versione è ancora più bella graficamente e ricca di funzioni. Potremmo quasi definire Ninebot la Tesla dei monopattini su questo aspetto.

    Vorrei iniziare mostrandovi la nuova app in tutto il suo splendore. A proposito… vi ricordate che prima vi avevo detto che l’icona del Bluetooth nel display del monopattino può rimanere accesa anche a monopattino spento? Ora vi spiego perchè.

    Innanzitutto iniziamo a dire che, con molta probabilità, il monopattino F2 non si spegne mai veramente. Questo potrete notarlo spostandolo da spento, perchè sembra udirsi un rumore proveniente dal motore, simile a quando il monopattino è acceso. E non essendo il primo monopattino che utilizzo, ma è il primo su cui mi è capitato.

    All’apertura dell’app basta essere nei pressi del raggio di funzionamento del Bluetooth e premere il pulsantino grigio con l’icona del BT che voi vedete in verde in questi screenshot. Una volta avvenuto il collegamento sarà possibile accendere il monopattino per poter cambiare impostazioni o per verificare la carica residua o la stato della ricarica. E da come si vede si può anche spegnerlo.

    Dalla schermata principale non si può fare tantissimo se non accedere al cruscotto digitale o alle informazione sul monopattino cliccando sull’immagine del Ninebot F2 Pro, cambiare la forza del recupero di energia quando si rilascia l’acceleratore, inserire la modalità a piedi (Walk Mode) o iniziare a registrare una nuova sessione di guida con anche la mappa GPS.

    Per quanto riguarda la Walk Mode, questa si attiva solo da app e limita la velocità massima a 5 km/h e fa lampeggiare tutte le luci del monopattino. Serve per viaggiare nelle zone in cui non si potrebbe circolare se non a piedi. Personalmente non la uso, ma sicuramente vi rende ben visibili, forse anche troppo.

    In alto è inoltre possibile selezionare il monopattino se se ne possiede più d’uno.

    Visualizzare le sessioni di guida precedenti è semplice. Dalla schermata principale si apre un calendario diviso per mesi in cui è possibile scorrere le sessioni salvate. Ogni sessione salva il percorso, le statistiche di guida e un grafico che indica la velocità tenuta.

    Io capisco che per salvare questi dati serva un GPS, e quindi il telefono collegato, ma sarebbe non bello, ma fantastico, se, alla stregua di smartband e smartwatch, il monopattino fosse in grado di tenere in memoria almeno il tempo di guida e i km percorsi per ogni sessione, e che poi il tutta venga cataloga nell’app. Ci sono app di terze parte che permettono di farlo.

    Aprendo però il menu delle altre funzioni si apre un mondo meraviglioso.

    Da qui è possibile cambiare molti parametri di utilizzo del monopattino. Ad esempio è possibile personalizzare la Modalità SPORT impostando la velocità massima e la modalità di accelerazione, oppure è possibile associare il suono del clacson elettronico quando si inseriscono gli indicatori di svolta, come succede in auto o in moto.

    Nella sezione Segway-Ninebot Lab è possibile attivare il TCS (controllo di trazione) attualmente in fase beta.

    Ma probabilmente la funzione più utile e inaspettata risiede tra le Funzioni di blocco e l’Avviso anomalia.

    Se la Funzione di blocco è attiva il monopattino chiederà di inserire un codice di sblocco per poter essere utilizzato. In caso contrario il motore elettrico fungerà da blocco. Tramite Code Lock è impostabile un PIN a 4 cifre. Ricorda molto il PIN to Drive di Tesla.

    A discapito del nome invece, Avviso anomalia permette di avere una specie di anti-furto. Se un malintenzionato tenta di spostare, chiudere, aprire o alzare il monopattino, questo inizia a lampeggiare e a suonare.

    E per rendere il tutto più figo si può appunto inserire queste impostazioni di sicurezza avanzata anche a distanza. Basta apre l’app, collegarsi al monopattino, attivare l’Avviso anomalia e il Code Lock e poi spegnere il monopattino e chiudere l’app. Chiudere l’app è importantissimo perchè funge da autenticazione e quindi invaliderebbe il blocco appena messo.

    ⚠️ Prestare attenzione
    
    Ricordatevi sempre di chiudere l'app ogni volta che impostate i sistemi di sicurezza, sia il Code Lock che Avviso anomalia.

    Ovviamente consiglio sempre un buon lucchetto nel caso in cui lo si voglia lasciare in un luogo senza poterlo tenere d’occhio.

    E se anche queste funzioni non vi sembrano abbastanza entra in azione l’AirTag integrato. Avete sentito bene, il Ninebot F2 Pro è l’unico monopattino di Ninebot insieme al Max G2 che possiede la funzione AirTag di Apple integrata. Dall’app Dov’è (Find My) è possibile vedere anche lo stato di carica e il seriale.

    VOTO 10

    Manutenzione e ricambi

    La manutenzione è molto semplice e si potrebbe tradurre in un controllo ogni due settimane o ogni mese degli pneumatici tubeless. Il mese scorso sentivo un po’ di movimento sul manubrio e ho dato un’avvitata alle 4 viti che tengono serrato il manubrio allo sterzo. Di base non serve fare null’altro, ma in ogni caso Ninebot fornisce una piccola guida all’interno del manuale delle istruzioni in cui mostra cosa revisionare e ogni quanto.

    Tra Amazon, Aliexpress ed altri store online è possibile trovare qualsiasi cosa o quasi. L’importante è rifarsi al modello base Ninebot F2 o al massimo ai modelli precedenti Ninebot F25, F30, F40, F65 e simili per trovare accessori e ricambi compatibili.

    Come numero però rimangono ancora inferiori a quelli disponibili per i vecchi prodotti Xiaomi.

    ⚠️ Prestare attenzione
    
    Nel caso in futuro dobbiate cambiare gli pneumatici ricordatevi che non sono però gli stessi della seria precedente anche se lo sembrano da fuori. Questi infatti sono tubeless con uno strato interno in gelatina.
    VOTO 9

    Considerazioni finali

    È solo da qualche mese che utilizzo questo monopattino ma , come avete visto, ho già percorso parecchi km con lui. Per questo motivo non posso che promuovere Ninebot F2 Pro. È il monopattino ideale per affrontare gli spostamenti di tutti i giorni con un tocco di tecnologia in più. Non è stato difficile sceglierlo rispetto ad un Ninebot F2 o F2 Plus. La differenza di soli 100 € o 50 € vi permette di avere delle funzioni in più che se no non avreste. Se però siete disposti a fare a meno di clacson elettronico, ammortizzatore a molla anteriore e AirTag integrato (magari non avete dispositivi Apple ad esempio) allora Ninebot F2 Plus potrebbe essere un’ottima alternativa ad un prezzo di poco più basso (549 €). Se invece fate spostamenti brevi un Ninebot F2 offre circa 33 km di autonomia tipica ad un prezzo di soli 499 €.

    Recensione ninebot f2 pro dopo 900 km | elettronauti. It
    Ninebot f2 pro | elettronauti It

    Attenzione che se però volete fare su e giù dai mezzi pubblici è parecchio scomodo e ingombrante. In questi casi consiglierei un prodotto più compatto e leggero come un modello della serie E2 che pesa 4 kg in meno ed è 13 cm meno largo.

    VOTO FINALE 9.0

    Se doveste cambiare o acquistare un monopattino elettrico valutereste questo Ninebot F2 Pro?

    1. Sehr interessantes Fahrzeug, würde mich über weitere Informationen freuen. Bin begeistert, es wäre das richtige Fahrzeug für meine Frau und…

    Federico Fumagalli
    Federico Fumagalli
    Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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    Il Ninebot F2 Pro è un degno sostituto del mio precedente Ninebot ES4. Nonostante i soli 3 mesi di utilizzo mi ha già regalato molte soddisfazioni. Un comfort buono anche sulle strade peggiori unito a delle prestazioni super. Senza dimenticare la grande autonomia e la dotazione tecnologica. Non si fa mancare proprio nulla. E... udite udite, il costo non è nemmeno eccessivo.Recensione Ninebot F2 Pro dopo 1.100 km