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    Terribile verità: Rischi e inquinamento di auto elettriche e termiche!

    Quando si parla di auto elettriche, ultimamente si parla anche di inquinamento, e molti di voi pensano ancora che inquinino più delle auto termiche, il che, vi assicuriamo, è sbagliatissimo. Se molti di voi hanno già visto il video sul nostro canale, troveranno qui un riepilogo di quanto la nostra Marta (TAMMAR) ha chiaramente descritto, traducendo ed  aggiornando i dati del contenuto apparso qualche anno fa sul canale Gastroll che con l’aiuto di Fully Charged e la narrazione di Robert Llewellyn ha ben descritto e dettagliato l’argomento.

    Quindi, aggiornati i dati, ricominciamo da capo

    Si dice che i veicoli elettrici non inquinano, ma l’energia che li alimenta sì. Alcuni sostengono addirittura che inquinino di più di un’auto a benzina o termica. Ma se vogliamo parlare dell’energia che alimenta le auto elettriche, non dovremmo forse fare lo stesso per quella a combustione? Quindi, cosa si cela dietro alla produzione del petrolio che bruciamo ogni giorno nei nostri veicoli?

    Iniziamo dicendo che la benzina ha origine dal petrolio, il quale si trova in media a 1.798,32 metri sotto la superficie della Terra. Il petrolio viene poi estratto utilizzando le pompe petrolifere. Ovviamente queste pompe non funzionano da sole, ma devono essere alimentate e, nella maggior parte dei casi, utilizzano l’energia elettrica. Per alimentare una sola pompa, occorrono in media 9.960 kWh di elettricità al mese. Saremmo in grado di alimentare una Tesla Model 3 per 56.000 km.

    La situazione degli USA

    Negli Stati Uniti, si stima che ci siano 435.000 pozzi petroliferi che utilizzano queste pompe. Di conseguenza, il consumo di elettricità di questi pozzi dovrebbe superare i 4.300 GWh al mese. È un’enorme quantità di elettricità e solo per estrarre il petrolio dal terreno. Se utilizzassimo quella stessa quantità di elettricità per alimentare direttamente i veicoli elettrici, sarebbe sufficiente ad alimentare oltre 15 milioni di veicoli elettrici per un intero mese. E finora abbiamo parlato solamente dei pozzi petroliferi statunitensi sulla terraferma.

    Terribile verita' Rischi e Inquinamento di Auto Elettriche e Termiche! | Elettronauti.it
    Energia elettrica consumata dalle pompe di petrolio confronto | elettronauti It
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    Alimentazione elettrica per estrazione petrolio | elettronauti It

    E cosa dire delle piattaforme di trivellazione off-shore?

    Pensate che il modo più comune di alimentare una piattaforma di trivellazione off-shore è con i generatori diesel. Un comune generatore di una trivella petrolifera consuma dai 20 ai 30 m³ di gasolio al giorno e si stima che nel mondo ci siano 1.470 piattaforme petrolifere off-shore che utilizzano oltre 13 miliardi di kWh (13.000 GWh o 13 TWh) di energia al mese. Tutto questo sistema di pompaggio del petrolio sarebbe sufficiente per alimentare 70 milioni di veicoli elettrici. E questo solo grazie all’energia utilizzata per pompare il petrolio dal suolo negli Stati Uniti e in mare aperto.

    Petrolio che inquina gli oceani e trasporto della materia prima

    Quindi, non solo il carburante inquina quando brucia nelle nostre auto, ma viene anche usata un’enorme quantità di energia unicamente per estrarre il petrolio che forma il carburante. Sommando l’inquinamento prodotto dall’emissione dei tubi di scappamento con le emissioni generate per estrarre il petrolio dal suolo, beh, non è proprio una bella immagine. Ah, a proposito, anche l’estrazione stessa del petrolio è un processo altamente inquinante. Ogni anno, milioni di litri si riversano nell’oceano, creando gravi danni ai pesci e alla fauna marina.

    Il petrolio estratto deve essere poi trasportato, e la maggior parte di questo viene pompato attraverso gli oleodotti. Ci sono oltre 542.000 km di oleodotti nel mondo che trasportano la maggior parte dei 100 milioni di barili al giorno che consumiamo. Questi oleodotti utilizzano stazioni di pompaggio che consumano ulteriore energia che, tra l’altro, non abbiamo quantificato.

    Il petrolio può essere anche trasportato via nave. Gli oceani non sono regolamentati per quanto riguarda le emissioni, quindi le navi usano il carburante più economico e sporco possibile. Lo fanno ovviamente per contenere i costi, diventando così una delle maggiori fonti di inquinamento del pianeta. Il trasporto marittimo è responsabile di circa 1 miliardo di tonnellate di emissioni di CO2 all’anno e di questi il 10% deriva dal trasporto di petrolio. E poiché queste navi cisterna inquinano così tanto, molti paesi non permettono loro di operare vicino alle loro coste. Per questo vengono trainate in porto, dove il petrolio viene trasferito in una raffineria.

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    Problemi anche alla fauna ittica | elettronauti It
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    Inquinamento per il trasporto del petrolio via mare | elettronauti It

    Il processo di raffinazione, trasporto dei carburanti e consumo

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    Raffinazione del petrolio | elettronauti It

    La raffinazione del petrolio richiede un’enorme quantità di energia e genera ancora più inquinamento. Questo processo avviene riscaldando il petrolio fino a 427 gradi. Riscaldare 100 milioni di barili di petrolio al giorno a queste temperature richiede un’enorme quantità di energia, che anche qui non abbiamo potuto quantificare. Il riscaldamento di questo petrolio genera così tanto inquinamento che le raffinerie sono un gravissimo pericolo per la salute. Le raffinerie sono infatti la prima fonte di inquinamento in molte grandi città del mondo. L’inquinamento è così elevato che le persone che vivono vicino a queste raffinerie hanno un netto aumento delle malattie polmonari.

    Una volta raffinato, il carburante viene trasportato in camion diesel fino ai distributori di carburante, creando ancora più inquinamento. Poi, questo carburante viene bruciato in auto e camion proprio nelle nostre città, dove viviamo e ovviamente respiriamo. E come se non bastasse, queste auto e questi camion hanno motori a combustione interna che sono estremamente inefficienti.

    Infatti, il 70% dell’energia prodotta dalla combustione di combustibili fossili viene sprecata, diventando principalmente calore e rumore. Mentre solo il 30% serve a far girare le ruote. Quindi, dopo aver utilizzato molta elettricità per estrarre il petrolio dal suolo, raffinarlo e trasportarlo, lo sprechiamo per il 70% bruciandolo nelle nostre automobili. Avrebbe quasi più senso se venissero utilizzate come stufe, che come mezzi di trasporto!

    Il processo di produzione e utilizzo dei combustibili fossili è incredibilmente inquinante e inefficiente dall’inizio alla fine. Se confrontiamo tutto questo con l’alimentazione di un veicolo elettrico, la differenza è decisamente significativa.

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    Energia sprecata dai motori termici | elettronauti It

    Auto elettriche: quanto inquina la loro energia?

    Prima di tutto, l’elettricità che alimenta le batterie dei veicoli elettrici non deve essere pompata da migliaia di metri di profondità, trasportata con camion o treni o pompata lungo gli oleodotti, e non ha bisogno di essere spedita oltre oceano. Anche se l’elettricità fosse prodotta dalla combustione del carbone, la centrale è lontana dai centri abitati e viene trasferita su linee elettriche che tengono l’inquinamento diretto lontano dalla popolazione. Invece, se il veicolo elettrico è alimentato con energia pulita derivante da fonti rinnovabili, tutto il processo è pulito dall’inizio alla fine.

    Dal mix energetico al litio delle batterie

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    Mix energetico | elettronauti It

    Negli Stati Uniti, il 47% dell’energia proviene da fonti che non emettono CO2, mentre in Europa è addirittura il 56%, e la percentuale di energia pulita cresce di anno in anno perché le centrali a carbone e a gas vengono sostituite da fonti di energia rinnovabili.

    E per quanto riguarda il litio utilizzato nella batteria dei veicoli elettrici? Il litio è un metallo che viene estratto nei deserti di Australia, Cina, Argentina e Cile. Oltre ad essere un ingrediente chiave delle batterie, viene anche ingerito come farmaco per il disturbo bipolare. Si è parlato molto dell’impatto ambientale dell’estrazione del litio, ma tutto questo penso che sia un po’ esagerato.

    L’Australia, ad esempio, è il maggior produttore di litio al mondo, quindi se ci fossero grossi problemi ambientali con la sua estrazione, beh, alcuni australiani ne parlerebbero, no? Ma di cosa stanno parlando in realtà gli australiani? Di inquinamento? Sì, proprio della raffinazione del petrolio. Sì, la raffinazione del petrolio crea un rischio ambientale molto più grande di tutte le miniere di litio in corso nel paese. L’Australia non è un paese molto popolato. Pensate che consuma l’1% della fornitura mondiale di petrolio e raffina solo un quarto del petrolio che consuma. Ma pensate, estraggono il 50% del litio mondiale. Quindi, in un paese che raffina solo un quarto dell’1% del petrolio mondiale ed estrae il 50% del litio mondiale, il maggior responsabile dell’inquinamento e dei rischi per la salute umana rimangono comunque le raffinerie di petrolio. Senza considerare le trivellazioni, il pompaggio, il trasporto e la combustione del petrolio, questa è solo la raffinazione.

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    Maggior produttore di litio laustralia | elettronauti It

    Più si va al nocciolo della questione, l’argomentazione secondo cui la produzione di batterie sia in qualche modo negativa come il ciclo dei combustibili fossili è veramente ridicola. Tutta l’estrazione di litio nel mondo fino ad oggi non ha causato all’ambiente un danno pari a quello di una sola grande fuoriuscita di petrolio.

    In che bidone si buttano le batterie per auto?

    E le batterie? Beh, la solita frase ripetuta all’infinito: cosa succede alle batterie dei veicoli elettrici quando diventano vecchie e vengono gettate? Quando non sono più utilizzabili in un veicolo elettrico, le batterie possono essere riutilizzate come accumulatori di energia per alimentare una casa o un’azienda, dando loro una seconda vita.

    Come, per esempio, i Tesla Powerwall che utilizzano vecchie batterie di Model S. E quando non possono più farlo, vengono riciclate, scomposte per recuperarne il prezioso contenuto. Infatti, i metalli contenuti in queste batterie possono essere riutilizzati nella prossima generazione di veicoli elettrici fino al 97%.

    Sembra un po’ stupido utilizzare così tanta elettricità per pompare il petrolio dal terreno, creare tonnellate di inquinamento per trasportarlo e raffinarlo, sprecandone il 70% bruciandolo nelle nostre automobili, quando potremmo semplicemente usare l’elettricità per alimentare i veicoli elettrici, eliminando così l’inquinamento prodotto dalla raffinazione e dalla combustione del petrolio in inefficienti motori a combustione interna.

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    Ottimizzazione delluso dellenergia elettrica | elettronauti It

    È ovvio, se si guarda il quadro generale: la produzione di petrolio è un processo altamente inquinante e dispendioso, soprattutto se confrontata con l’alternativa, ovvero l’alimentazione dei veicoli elettrici con l’elettricità rinnovabile.

    Cosa può fare ognuno di noi?

    Uno degli ultimi ostacoli che impediscono a molte persone di passare all’elettrico, oltre alla disinformazione, sono le persone che vivono in appartamenti, condomini con parcheggio condiviso. Molti di questi residenti non hanno la possibilità di installare una colonnina per auto.

    Quindi, se siete un legislatore, se fate parte di un consiglio comunale o di una giunta locale, se fate parte di un consiglio di amministrazione di un’associazione immobiliare o se siete proprietari di immobili in affitto, potete fare qualcosa per aiutare. Votate per l’installazione di colonnine per auto o installatele voi stessi nei parcheggi o per strada, in modo che le persone che vivono in appartamenti possano avere un posto per ricaricare il loro veicolo elettrico.

    E sostenete la tassazione dei combustibili fossili e l’utilizzo dei sussidi per supportare il passaggio ai veicoli elettrici. Con i giusti incentivi e la volontà politica, il cambiamento può avvenire molto rapidamente. In Norvegia il passaggio a veicoli elettrici è avvenuto in tempi brevissimi: le vendite dei veicoli elettrici in Norvegia rappresentano più dell’80% di tutti i veicoli venduti.

    E sostenete l’installazione di pannelli solari ovunque sia possibile, perché l’energia solare è più economica dell’acquisto di elettricità dalla rete e si ripaga da sola fin dal primo giorno. E se siete abbastanza fortunati da possedere una casa, prendete un’auto elettrica e installate i pannelli solari. Risparmierete migliaia di euro sul “carburante” e sull’elettricità e avrete la tranquillità di sapere che non state contribuendo alla sporca industria del petrolio e del gas.

    Il giorno in cui le nostre città saranno pulite dal biossido di zolfo e dal monossido di carbonio e dalle altre sostanze chimiche particolati tossici emessi dai tubi di scappamento e dalle raffinerie di petrolio può arrivare. Abbiamo la tecnologia per farlo. Sostenere questa transizione al trasporto elettrico rende quel giorno più vicino di quanto pensiamo.

    E il cobalto?

    Un unico appunto vorremmo farlo poi sul cobalto, che è contenuto in alcune delle batterie che alimentano alcune auto elettriche. In televisione e sui giornali si è parlato tanto dello sfruttamento minorile per l’estrazione del cobalto in Congo. Queste sono le cosiddette miniere grigie, che forniscono cobalto al mercato nero. Ogni costruttore di batterie però deve certificare da dove arrivano i materiali che le compongono e quindi non possono assolutamente utilizzare metalli che non provengono da fonti certificate.

    La situazione in Congo è molto triste e speriamo che prima o poi questo sfruttamento finisca. La stessa cosa vale per l’estrazione del litio in Vietnam e nel Sud-est asiatico: si tratta sempre di miniere non regolamentate. Le case costruttrici comunque si stanno spostando sempre di più su batterie che non contengono metalli rari, come ad esempio le batterie LFP utilizzate ormai largamente da Tesla, BYD, MG, Citroën, eccetera.

    Potete riguardare il video che riportiamo di seguito, consigliandolo ad amici e conoscenti, cui mandare anche il link del presente articolo.

    Dice giustamente nel finale Marta, pienamente condivisa da tutto il nostro Team che spera il video vi sia stato d’aiuto per capire quanto inquina guidare un’auto a benzina e che, se ognuno di voi fa un passettino in avanti, tutto il mondo potrebbe giovarne. Non solo l’aria che respiriamo, ma anche gli oceani, vi ricordo, essere responsabili del 50% dell’ossigeno che oggi respiriamo.

    Se non salviamo gli oceani dall’enorme inquinamento dato dalle industrie del petrolio e dallo sfruttamento come la pesca intensiva, non ci sarà molto da fare.

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    Gianfranco Franzoni
    Gianfranco Franzonihttp://myelectrictales.eu
    Sono un Dinosauro nel Mondo dell'Informatica ed Automotive che ha operato in Italia e negli Stati Uniti ed ora ritirato dalle attività lavorative dedica tutto il proprio tempo supportando la transazione alla mobilità elettrica ed a diffondere le informazioni corrette per salvare ll salvabile in un ambiente compromesso ma in parte recuperabile, iniziando dai comportamenti di ogni singola persona.

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