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Toyota e l’elettrificazione, l’azienda organizza un corso utile ma con una direzione precisa

Toyota ha deciso di investire nella formazione sull’elettrificazione, creando un corso (Electrification 101) destinato ai propri dipendenti per spiegare meglio il funzionamento delle diverse tecnologie che stanno trasformando il settore automobilistico. Un’iniziativa certamente positiva, soprattutto in un momento in cui la transizione energetica viene spesso raccontata attraverso slogan e contrapposizioni ideologiche.

Conoscere le differenze tra motori termici, sistemi ibridi, plug-in, auto elettriche e tecnologie a idrogeno è infatti fondamentale per comprendere davvero il futuro della mobilità. Il problema, però, non sembra essere il corso in sé, quanto piuttosto l’impostazione con cui Toyota continua a raccontare l’elettrificazione.

↘️ ElettroWiki – Diversi tipi di EV a confronto

EV è un termiche che da solo non identifica una singola categoria di auto elettriche. EV da solo significa solo Electric Vehicle, per questo motivo è sempre assorbito in nomenclature più lunghe che aiutano ad identificare di che tipologia di “auto elettrica” si sta parlando.



⛽️ Auto ibride
Tra le auto ibride si annoverano tutte quelle categorie che prevedono una parte elettrica all’interno dell’automobile, ma che non è l’unico sistema disponibile.
MHEV ➡️ Mild Hybrid Electric Vehicle o Ibrido leggero
FHEV o HEV ➡️ Full Hybrid Electric Vehicle
PHEV ➡️ Plug-in Hybrid Electric Vehicle
REEV / EREV ➡️ Range Entender Electric Vehicle o Extended Range Electric Vehicle
⚡️ Auto elettriche pure
Tra le auto pure ci sono automobili che possiedono di soli motori elettrici per la locomozione e che fanno uso solo di energia elettrica come “carburante”.
BEV ➡️ Battery Electric Vehicle
SEV ➡️ Solar Electric Vehicle

⚡️ Auto elettriche a idrogeno
Tecnicamente fanno parte delle auto elettriche pure, in quanto funzionano solamente ad energia elettrica e non emettono inquinanti, ma non si ricaricano con la corrente elettrica, bensì con idrogeno liquido, che poi viene trasformato. Per capirne di più ecco qui sotto l’articolo che ne parla.
FCEV ➡️ Fuel Cell Electric Vehicle

Articolo riepilogativo con tutte le tipologie:
ElettroWiki ➡️ Diversi tipi di EV a confronto

La Casa giapponese sostiene da anni una strategia definita “multi-pathway”, nella quale diverse tecnologie dovrebbero convivere. Una posizione che può avere una sua logica, ma che rischia di diventare poco equilibrata quando l’auto elettrica viene sistematicamente associata ai suoi limiti, mentre i compromessi delle altre soluzioni vengono messi in secondo piano.

Un corso utile, ma con una narrazione da contestare

L’idea di formare i dipendenti è senza dubbio lodevole. Una maggiore conoscenza delle tecnologie permette infatti di comprendere meglio perché una vettura elettrica non sia semplicemente un’auto termica alla quale è stato sostituito il motore.

Toyota Electrification 101 | Elettronauti.it
Toyota Electrification 101 – Fonte: InsideEVs | Elettronauti.it

Ed è proprio qui che sarebbe interessante vedere una formazione realmente completa. Quando si parla di BEV, infatti, vengono spesso citati costo delle batterie, disponibilità delle materie prime, infrastruttura di ricarica e tempi necessari per il rifornimento. Sono problematiche reali, che non devono essere nascoste.

Ma una formazione altrettanto rigorosa dovrebbe mettere sul tavolo anche i vantaggi dell’elettrico: maggiore efficienza energetica, semplicità meccanica, assenza di emissioni allo scarico, possibilità di ricaricare a casa, recupero dell’energia in frenata e costi di manutenzione generalmente inferiori.

È proprio questa asimmetria che rischia di rendere il racconto meno convincente. Anche InsideEVs, analizzando l’approccio di Toyota, evidenzia come il costruttore abbia storicamente mantenuto una forte fiducia nell’ibrido, arrivando più tardi rispetto ad altri grandi produttori sull’elettrico puro.

Anche l’ibrido ha compromessi

Il punto non è sostenere che l’ibrido sia una tecnologia inutile. Al contrario, un’auto full hybrid può ridurre sensibilmente i consumi rispetto a una vettura esclusivamente termica, soprattutto nell’utilizzo urbano.

Ma presentarlo come soluzione quasi universale significa ignorarne alcuni compromessi.

Un sistema ibrido richiede infatti due sistemi di propulsione, con motore termico, sistema elettrico, batteria, elettronica di potenza e, a seconda della configurazione, una trasmissione più complessa. Questo significa maggiore complessità rispetto ad un’auto elettrica a batteria e la necessità di continuare a utilizzare carburante fossile.

Anche le ibride plug-in, che possono percorrere molti chilometri in modalità elettrica, presentano un compromesso evidente: quando la batteria è scarica rimangono una vettura termica con tutto ciò che ne consegue, mentre il conducente deve continuare a rifornirsi di carburante.

La domanda, quindi, dovrebbe essere posta in modo diverso: non “quale tecnologia è perfetta?”, perché nessuna lo è, ma quale tecnologia è più efficiente per uno specifico utilizzo e per ridurre realmente le emissioni complessive?

Ibrido oggi, idrogeno domani?

La strategia Toyota diventa ancora più interessante guardando al futuro. Il costruttore continua infatti a sostenere una visione nella quale l’ibrido rappresenta una soluzione importante nel presente, mentre l’idrogeno rimane una delle tecnologie sulle quali puntare nel lungo periodo.

Non è un caso che Toyota continui a investire sia nelle Fuel Cell sia nell’utilizzo dell’idrogeno nei motori a combustione. Parallelamente, la Casa sta comunque sviluppando auto elettriche e batterie, comprese quelle allo stato solido, ma la sua comunicazione continua a essere molto più prudente rispetto a quella di altri concorrenti.

Questo rende il corso sull’elettrificazione particolarmente interessante. Formare le persone sulle diverse tecnologie è positivo, ma la vera sfida sarebbe riuscire a presentarle senza partire dalla conclusione su quale debba essere la soluzione preferita.

Toyota ha ragione quando ricorda che non esiste una tecnologia perfetta per ogni situazione. Ma lo stesso principio deve valere anche per l’ibrido: non può essere considerato automaticamente migliore dell’elettrico semplicemente perché presenta alcuni vantaggi più facili da comunicare.

L’elettrificazione dovrebbe essere soprattutto un percorso basato su dati, efficienza ed esigenze reali, non una gara tra tecnologie sostenute da interessi industriali differenti.

E forse è proprio questo l’insegnamento più importante che Toyota potrebbe aggiungere al proprio corso: non spiegare soltanto perché l’elettrico ha dei problemi, ma anche perché, nonostante quei problemi, può avere vantaggi enormi rispetto alle alternative.


Un esempio? Questa dipendente che ha partecipato al corso formativo

Un passaggio particolarmente interessante raccontato da Toyota e riportato da InsideEVs riguarda proprio una delle sue dipendenti, che, dopo aver approfondito durante il corso il funzionamento delle diverse tecnologie, sta valutando concretamente il passaggio a un’auto elettrica. È un esempio significativo perché dimostra come una maggiore conoscenza possa portare anche a mettere in discussione le proprie convinzioni iniziali. Se persino chi lavora all’interno di Toyota, dopo aver studiato più a fondo l’elettrificazione, considera un’auto elettrica come possibile prossima auto, forse vale la pena chiedersi se il dibattito sull’elettrico non debba essere affrontato con maggiore equilibrio, lasciando che siano dati, utilizzo e convenienza a guidare la scelta.

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Secondo voi Toyota sta davvero raccontando tutte le facce dell’elettrificazione oppure continua a privilegiare troppo l’ibrido e l’idrogeno?

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Federico Fumagalli
Federico Fumagalli
Sono un appassionato di auto sin dal primo GranTurismo del 1996. Ed è proprio il mio amore per le auto che mi ha spinto ad appassionarmi alle auto elettriche. Il mondo cambia, la tecnologia si evolve, e se si rimane indietro spesso è un male. Tecnologia, mobilità e ambiente saranno i temi di cui vi parlerò. Non dovremo essere d’accordo ma almeno ragionarsi su!

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