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Da Xiaomi il braccio robotico per ricaricare le auto elettriche, arriva nel 2026

Xiaomi Auto ha annunciato lo sviluppo di un braccio robotico per la ricarica domestica dei veicoli elettrici. L’azienda prevede di lanciarlo sul mercato cinese nel quarto trimestre del 2026. Il dispositivo punta a unire in un solo sistema il parcheggio automatizzato e la ricarica autonoma. L’obiettivo è offrire un’esperienza hands-free completa al guidatore.

Il braccio si installa a parete o a terra accanto al posto auto. La sua struttura misura appena 152 millimetri di larghezza. Questo lo rende adatto anche ai garage domestici con spazi ristretti. Il sistema utilizza il riconoscimento visivo basato su intelligenza artificiale. Raggiunge così una precisione di inserimento submillimetrica nella presa di ricarica.

Come funziona la ricarica automatica di Xiaomi

Xiaomi ha illustrato diversi scenari d’uso pensati per la massima comodità. Il primo è la modalità “lazy charging”, ovvero ricarica pigra. Una volta parcheggiato il veicolo, il processo si avvia senza alcun comando da parte del conducente.

Il braccio robotico individua la posizione dell’auto e collega il connettore in autonomia. Può inoltre attivare l’apertura motorizzata dello sportello di ricarica, se presente. Al raggiungimento della carica completa, o della soglia impostata dall’utente, il dispositivo scollega da solo il cavo. In questo modo l’intera operazione resta priva di intervento manuale.

Xiaomi: braccio robotico per ricarica EV nel 2026 | Elettronauti.it
Xiaomi: braccio robotico per ricarica EV | Elettronauti.it

Gli utenti possono anche avviare la ricarica da remoto tramite smartphone. È sufficiente che il veicolo si trovi entro il raggio operativo del braccio. Xiaomi ha dichiarato che il video dimostrativo diffuso con l’annuncio è stato girato in un contesto reale. Tutte le funzioni mostrate, secondo l’azienda, sono già pronte per la produzione.

Vantaggi rispetto alla ricarica wireless

La soluzione di Xiaomi si confronta direttamente con la ricarica a induzione, oggi sostenuta da marchi come Tesla, BMW e Genesis. I sistemi wireless conformi allo standard SAE J2954 raggiungono un’efficienza compresa tra l’88% e il 93% in condizioni di allineamento ottimale, con una potenza massima limitata a 11 kW. Una connessione diretta tramite cavo, invece, mantiene un’efficienza vicina al 95%, senza alcun limite di potenza imposto dallo standard wireless.

Il braccio robotico garantisce così la stessa comodità “parcheggia e dimentica” tipica della ricarica wireless. Tuttavia evita le perdite energetiche legate al traferro tra pad e veicolo. Inoltre non richiede l’installazione di hardware aggiuntivo a bordo dell’auto, perché funziona con qualsiasi presa di ricarica standard.

Il dispositivo si affianca alla gamma di ricarica domestica già proposta da Xiaomi. Questa comprende wallbox da 7 kW e da 11 kW, oltre a una pistola portatile di ricarica e scarica da 2,8 kW. Il nuovo braccio si integra nell’ecosistema “human-car-home” dell’azienda, piuttosto che agire come accessorio indipendente.

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Particolare braccio robotico Xiaomi | Elettronauti.it

La concorrenza nella ricarica robotizzata cinese

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Sistema ricarica robotizzata LiAuto | Elettronauti.it

La competizione nel segmento della ricarica automatizzata cresce rapidamente, soprattutto in Cina. Li Auto ha avviato test su un proprio braccio robotico durante il lancio del SUV elettrico i8.

Il CEO Li Xiang ha confermato la sperimentazione in corso sull’automazione del processo di ricarica.

Anche il gruppo Aito, parte della Harmony Intelligent Mobility Alliance, ha mostrato una dimostrazione analoga. Il sistema combina una funzione di “parcheggio fuori dal veicolo” con l’attivazione del braccio robotico via app. In questo modo l’auto raggiunge autonomamente la postazione di ricarica.

Il settore delle infrastrutture, di conseguenza, non resta a guardare.

Star Charge ha presentato al Salone di Shanghai 2025 il sistema “Armstrong”. Si tratta di un braccio robotico completamente automatizzato, dotato di riconoscimento visivo AI ad alta precisione. Il sistema completa il collegamento in meno di 40 secondi. Supporta inoltre la ricarica ultra-rapida a liquido raffreddato. Grazie a un anello adattatore brevettato, è compatibile con diversi standard internazionali di connessione.

Anche Hyundai sta testando bracci di ricarica automatica, ma in un contesto diverso: l’aeroporto Incheon di Seul. Mentre i produttori cinesi si concentrano sull’uso domestico, alcuni operatori internazionali esplorano applicazioni pubbliche. Circa l’80% della ricarica dei veicoli elettrici avviene comunque tra le mura di casa. Per questo la soluzione compatta di Xiaomi potrebbe garantire un vantaggio rilevante, a condizione che il prezzo finale risulti accessibile.

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Unità ricarica robotizzata Armstrong | Elettronauti.it

Un’idea non nuova: il precedente di Tesla

Il concetto del braccio robotico per la ricarica non è una novità assoluta. Tesla aveva presentato un prototipo simile, descritto da Elon Musk nel 2014 come un “serpente metallico” capace di muoversi autonomamente dal muro. Nell’agosto 2015 l’azienda mostrò un dispositivo funzionante a forma di braccio multi-segmento. Il progetto, però, non arrivò mai alla produzione di serie.

Tesla ha successivamente abbandonato l’idea, orientandosi verso la ricarica wireless. Nel 2023 ha acquisito la startup tedesca Wiferion. Il robotaxi Cybercab, infatti, è stato progettato senza una presa di ricarica tradizionale. Anche questo sviluppo, tuttavia, ha incontrato delle difficoltà tecniche legate all’altezza dal suolo di alcuni modelli.

Xiaomi non ha ancora comunicato il prezzo del nuovo accessorio. Questo dato sarà probabilmente decisivo per il successo commerciale del prodotto. 

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Voi cosa ne pensate: un braccio robotico per la ricarica vi convincerebbe più di un sistema wireless?

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Fonte

 


Gianfranco Franzoni
Gianfranco Franzonihttps://evpost.it
Sono un Dinosauro nel Mondo dell'Informatica ed Automotive che ha operato in Italia e negli Stati Uniti ed ora ritirato dalle attività lavorative dedica tutto il proprio tempo supportando la transazione alla mobilità elettrica ed a diffondere le informazioni corrette per salvare ll salvabile in un ambiente compromesso ma in parte recuperabile, iniziando dai comportamenti di ogni singola persona.

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