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    Hyundai Ioniq 3, tutti i rumors sulla elettrica da 25.000 €

    Nel 2025 potrebbe debuttare la piccola elettrica di casa Hyundai, provvisoriamente denominata Hyundai Ioniq 3 (secondo alcuni media Ioniq 2). Ancora pochi sono i dettagli trapelati ma di seguito raccogliamo tutti i rumors e le speculazioni su questo modello.

    Facciamo un passo indietro e andiamo a luglio 2022, quando si parlò per la prima volta di una elettrica dal prezzo popolare. Ai microfoni di Automotive News Andreas-Christoph Hofmann, responsabile marketing di Hyundai Motor Europe, dichiarava che “tutti nell’industria sanno che il target per i veicoli di questo genere è di 20.000 €“, precisando che il nuovo modello si pone come alternativa a Volkswagen ID.2all (e alle sue varianti Skoda e Cupra), quindi un modello da circa 4 metri con un’autonomia WLTP di 400/450 km e dal costo compreso tra 20.000 e 25.000 €. La strategia di elettrificazione del gruppo Hyundai, forte dei successi che sta ottenendo nel campo delle full electric, prevede l’introduzione di ben 13 nuovi modelli completamente elettrici in Europa per il 2030. La timeline per ogni modello però non è ancora definita e anche il 2025 come anno per il debutto della Ioniq 3 va preso con le pinze.

    Sustvin Design Studio immagina le future forme della Ioniq 3

    La sua arma segreta? La piattaforma a 800 Volt

    La baby Hyundai sarà basata, al pari dei nuovi modelli elettrici, sulla nuova piattaforma IMA, una piattaforma di seconda generazione (destinata a sostituire l’attuale piattaforma E-GMP) talmente flessibile da poter essere adottata da tutta la futura gamma del gruppo Hyundai, dalle city car ai grandi SUV. La condivisione di oltre 80 componenti in comune tra i diversi modelli dovrebbe portare una significativa riduzione dei costi con un margine operativo di profitto superiore al 10%. Anche partendo dall’analisi delle novità introdotte dalla piattaforma IMA (che sarà usata anche da Kia e Genesis) possiamo farci un’idea di cosa aspettarci sul nuovo modello:

    • La nuova piattaforma sarà in grado di gestire 6 diversi tipi di batteria NMC (Nickel Manganese Cobalto) che LFP (Litio Ferro Fosfato), sebbene al momento ancora non è noto quale delle 2 chimiche verrà utilizzata. Le batterie LFP di Hyundai dovrebbero fare il loro debutto proprio nel 2025 anche se inizialmente limitate ai paesi emergenti. Escluse per questo modello le batterie a stato solido che Hyundai sta comunque sviluppando con la startup SolidEnergy Systems;
    • La piattaforma IMA eS (quella presumibilmente adottata dalla futura Ioniq 3) è a 800 volt (e non 400 volt) con qualunque batteria. Questo rappresenterebbe un significativo vantaggio se confrontato con la concorrenza, offrendo ricariche più veloci con colonnine HPC a 800 volt;
    • Potrebbe essere prevista una variante sportiva N (in risposta alla Alpine A290_ß e alla Volkswagen ID.2all GTI);
    • La piattaforma IMA avrà una gestione della batteria ottimizzata dalla IA e sarà possibile per una batteria contemporaneamente cedere e ricaricare energia grazie all’utilizzo di un “power bank” opzionale (una soluzione finora percorsa solo dal Tesla Cybertruck);
    • Il sistema operativo del veicolo potrebbe essere un’evoluzione di quello attuale, puntando ad un sistema operativo aperto con un ecosistema di app, aggiornamenti OTA e, per i modelli più costosi, anche dotato di guida autonoma di livello 4.

    Hyundai vuole il podio dei produttori BEV nel 2030

    Gli investimenti di Hyundai Motor Group (a cui appartengono anche i brand Kia e Genesis) saranno ingenti, il gruppo ha già superato nel 2022 General Motors, Nissan e Stellantis e punta a diventare il terzo produttore al mondo di auto elettriche entro il 2030 con un nuovo corso chiamato ‘Hyundai Motor Way’ che prevede investimenti di 85 miliardi di dollari di cui 27.5 per auto elettriche e batterie. Il gruppo si è dato obiettivi più ambiziosi di quelli iniziali puntando a vendere 3.64 milioni di elettriche nel mondo dal 2030 (obiettivo molto simile a quello di Toyota), di cui 2 milioni solo con brand Hyundai (contro la previsione iniziale di 1.87 milioni). Di questi 3.64 milioni, 1.51 verrebbe prodotto in Corea.

    Un’elettrica da 25.000 euro è possibile grazie a questa strategia del gruppo e alla congiuntura favorevole del prezzo del litio e delle batterie con ulteriori significativi ribassi anche nei prossimi anni. Secondo Hyundai la fidelizzazione al brand nel settore delle auto elettriche non sembra così forte come per le auto tradizionali e questo potrebbe favorire l’acquisizione di utenti che finora non si era rivolti al brand coreano.

    Hyundai non abbandonerà le auto a benzina dall’oggi al domani e gli investimenti continueranno anche sui motori a scoppio almeno fino al 2026 ma ci sarà una trasformazione negli anni sugli stabilimenti di produzione che si concentreranno soprattutto sulle auto elettriche man mano che aumenterà la richiesta. L’adeguamento degli stabilimenti già esistenti, secondo Hyundai, è una strategia più veloce della costruzione di nuovi stabilimenti, motivo per cui è possibile ipotizzare che la costruzione della baby Hyundai destinata all’Europa avvenga nella Repubblica Ceca. Hyundai comunque non andrà “all in” sull’elettrico continuando ad investire anche sull’idrogeno fuel-cell e sugli evotl (advanced air mobility).

    Elettronauti. It - categoria hyundai kia group

    Qual è la vostra auto preferita in questa fascia di prezzo tra Citroen e-C3, Renault 5, Volkswagen ID.2all, Tesla Model 2 e Hyundai Ioniq 3?

    Fonte

     


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    Informatico, appassionato di auto e di traversi. Attento alle ultime novità e tendenze, guardo con interesse e curiosità cosa accade nel mondo, vi racconterò pregi e difetti dell'auto elettrica senza filtri o pregiudizi.

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