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    L’hypercar OWL di Aspark diventa l’EV più veloce del mondo con 438,7 km/h

    C’è un nuovo “EV più veloce del mondo”, ed è un nome familiare se seguite Elettronauti. L’azienda giapponese di produzione e ingegneria automobilistica Aspark ha sviluppato una versione aggiornata della sua velocissima e costosissima hypercar OWL con l’aiuto dell’italiana Manifattura Automobili Torino e ha portato l’EV in pista dove ha registrato una velocità massima di quasi 439 km/h.

    L’ hypercar OWL di Aspark diventa l'EV più veloce del mondo con 438,7 km/h | Elettronauti.it
    Aspark Owl – l’hypercar ev dei record – fonte M.A.T. | Elettronauti.it

    Aspark è una società di ingegneria e progettazione di veicoli fondata a Osaka, in Giappone, quasi 20 anni fa.

    Nel corso della sua attività, l’attenzione si è concentrata su una hypercar specifica: la OWL.

    Tredici anni dopo la sua fondazione, Aspark ha attirato la nostra attenzione quando ha messo in pista un prototipo della OWL per cercare di battere il tempo da 0 a 100 km/h (0-62 mph) della Roadster di seconda generazione di Tesla.

    Mentre attendiamo ancora l’arrivo di una Tesla Roadster pronta per la produzione, l’esclusiva hypercar OWL è arrivata sul mercato. 

    OWL con un tempo di circa 1,9 secondi, ha vinto

    Ha detenuto il titolo di EV più costoso al mondo con i suoi 2,9 milioni di euro, per diversi anni, almeno fino a quando Automobili Pininfarina non ha fatto debuttare la sua Barchetta EV Topless per 4,4 milioni di euro la scorsa estate.

    Dall’inizio della produzione in serie limitata in Italia, l’Aspark OWL originale può erogare una potenza totale di 1.980 cavalli (1.456 kW), 1.920 Nm di coppia e ben 400 km di autonomia. Abbiamo visto la hypercar girare per l’Europa, arrivare in Giappone e, lo scorso marzo, iniziare le vendite negli Stati Uniti.

    Questa versione dell’EV rimane una delle più veloci al mondo, con un’accelerazione da 0 a 60 miglia orarie (quasi 100 km/h) in 1,72 secondi e una velocità massima di 413 km/h. Di conseguenza, l’OWL ha già ottenuto due Guinness World Record nel Regno Unito: completare un ottavo di miglio a una velocità media di 192,03 mph pari a 309,02 km/h ed un quarto di miglio a una velocità media di 198,12 mph corrispondenti a 318,85 km/h.

    Oggi Aspark ha condiviso un video di una nuova versione chiamata OWL SP600, acclamata come l’EV più veloce del mondo dopo aver raggiunto di recente una velocità massima impressionante di 438,7 km/h o 272,6 mph.

    L’ hypercar OWL di Aspark diventa l'EV più veloce del mondo con 438,7 km/h | Elettronauti.it
    Aspark OWL in pista – fonte M.A.T. | Elettronauti.it

    L’Aspark OWL SP600 diventa l’EV più veloce del mondo

    L’ hypercar OWL di Aspark diventa l'EV più veloce del mondo con 438,7 km/h | Elettronauti.it
    Tutte le maestranze Aspark e MAT – fonte M.A.T. | Elettronauti.it

    Per dimostrare che la sua nuova hypercar elettrica con gli occhi da gufo è, di fatto, l’EV più veloce del mondo, Aspark ha documentato la sua giornata in pista insieme al team del suo partner di sviluppo e ingegneria Manifattura Automobili Torino (MAT), che ha costruito il veicolo commissionato in Italia.

    L’azienda giapponese descrive la OWL SP600 come “un’evoluzione della Aspark OWL originale”, completa di pneumatici Potenza Race di Bridgestone. Prima di tentare il record, Aspark ha dichiarato di aver sottoposto la OWL SP600 a una campagna specifica di attività di validazione in galleria del vento e a diversi giorni di test in pista con il pilota professionista e vincitore della 24h del Nurburgring Marc Basseng.

    L’8 giugno 2024, l’Aspark OWL SP600 ha raggiunto una velocità massima di quasi 439 km/h presso l‘Automotive Testing Papenburg (ATP) in Germania. La velocità è stata convalidata utilizzando Racelogic V-Box, un dispositivo di misurazione ad alta precisione basato sul GPS fornito dall’ATP.

    Prima del tentativo di certificazione come EV più veloce del mondo, Aspark ha dichiarato che l’OWL ha raggiunto velocità massime di 420,8 km/h (261,6 mph), poi 430 km/h (267 mph) prima della corsa finale di 438,7 km/h. 

    "Sono passati circa 10 anni da quando abbiamo iniziato a lavorare alla OWL Hypercar. Abbiamo puntato a realizzare l'auto con l'accelerazione più veloce del mondo, poi abbiamo tentato e raggiunto i record mondiali di velocità massima oggi con la nostra nuova hypercar OWL SP600. Questa capacità tecnica ispira tutte le persone coinvolte all'eccellenza personale e a sfidare e crescere a passi da gigante nel futuro."
    Masanori Yoshida, CEO di Aspark

    Potete vedere il filmato della giornata dei record nel video di MAT qui sotto:

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    Cosa ne pensate di queste dimostrazioni di potenza e velocità delle hypercar elettriche?

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    Fiat Grande Panda, il crossover elettrico da meno di 25.000 Euro

    Fiat ha presentato nell’anno del suo 125° compleanno la Grande Panda. Il piccolo crossover che condivide la tecnologia e le proporzioni inconfondibili con la Citroën ë-C3 ed è destinato a diventare il capostipite di tutta una serie di derivati progettati per riportare la Fiat al suo antico splendore.

    Anticipata a febbraio al Salone dell’Auto di Ginevra con cinque nuovi concept ispirati alla Panda storica, ora si presenta in veste definitiva con una lunghezza di 3,99 metri, che supera nettamente le dimensioni del modello originale, a parte il nome e la silhouette spigolosa.

    "Il modo migliore per celebrare il 125° anniversario della Fiat è guardare al futuro”.
    Olivier François, CEO Fiat Abarth

    La Grande Panda è la prima della nuova gamma globale Stellantis basata su una piattaforma multi-energia che essendo anche alla base della nuova Citroen e-C3 con il suo prezzo che parte da 23.300 euro, dovrebbe suggerire un listino praticamente identico per il modello Fiat, rendendolo uno dei veicoli elettrici più accessibili quando sarà in vendita.

    Ispirata alla Panda degli anni ’80, la Grande Panda è un’auto familiare compatta, lunga come detto, 3,99 metri. Più piccola della Chevy Bolt EV, che potrebbe presto arrivare sul mercato Europeo.

    Fiat Grande Panda il crossover BEV da meno di 25.000 Euro | Elettronauti.it
    Fiat Grande Panda – vista laterale – fonte Stellantis | Elettronauti.it

    La Grande Panda ha un aspetto robusto

    La nuova Panda ha un aspetto retrò e robusto grazie al suo design a cuneo, ai passaruota poderosi ed alle curve dinamiche.

    Fiat afferma che la “personalità italiana” del veicolo traspare dal suo design e dalle sue caratteristiche distintive. Gli esclusivi fari in stile pixel disposti a “scacchiera” e la scritta “Panda” gigante sulla fiancata aggiungono un look retrò.

    Fiat Grande Panda il crossover BEV da meno di 25.000 Euro | Elettronauti.it
    Grande Panda – vista posteriore – fonte Stellantis | Elettronauti.it

    Con un design speciale, la nuova Fiat Grande Panda elettrica “dà forma al futuro”. Sarà disponibile sia in versione elettrica che ibrida.

    Fiat lancerà la nuova Grande Panda in Europa, Medio Oriente e Africa, dando il via alla sua nuova gamma globale. Sarà la prima di un nuovo veicolo Fiat lanciato ogni anno fino al 2027.

    Anche se non si sa se la Grande Panda elettrica verrà successivamente esportata anche negli Stati Uniti, come la prima auto elettrica di Fiat, la 500e che è stata lanciata all’inizio di quest’anno a partire da 32.500 dollari (destinazione esclusa), un prezzo che nel mercato oltreoceano fa della Fiat 500e una delle auto elettriche più convenienti negli Stati Uniti.

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    Avreste preferita la solita “piccola” Panda a questa Grande Panda?

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    E-mobility, bisogna dotarsi di un estintore?

    Prima di rispondere dando un’affermazione con “si” o “no”, bisogna assolutamente avere chiaro di cosa si sta parlando e qui non siamo a fare le solite quattro chiacchiere al bar con “Ammiocugino”, pertanto mettevi comodi e leggete fino in fondo! Mi rivolgo sia ai proprietari di auto ibride e al 100% “full” elettriche, ma anche alle società di flotte di mezzi aziendali, ai datori di siti dedicati alla riparazione di veicoli (industriali, auto, moto). Va da sé che anche i proprietari di imbarcazioni ibride ed elettriche e di conseguenza i cantieri nautici sono interessati da quanto riportato in questo articolo.

    I sistemi di accumulo dell’energia, le aree di produzione di veicoli a trazione ibrida o le aree di parcheggio con stazioni di ricarica come anche le autorimesse e officine hanno qualcosa in comune: le batterie agli ioni di litio. Le batterie agli ioni di litio ci stanno preparando per un futuro incentrato sulla mobilità elettrica, fornendo una fonte di alimentazione compatta ampiamente diffusa nei dispositivi elettronici personali. Smartphone, laptop, tablet, utensili elettrici, elettrodomestici senza fili, monopattini elettrici, le e-bike, droni, natanti, auto ibride Plug-In e 100% elettriche, rispecchiano il nostro stile di vita moderno.

    Questa nuova tecnologia porta nuove sfide che richiedono soluzioni innovative

    Sebbene queste batterie al litio sono strumenti efficienti, possono diventare instabili in determinate condizioni soprattutto quelle composte da celle nichel manganese cobalto, Li-NMC. Nonostante le innumerevoli sicurezze, se prende fuoco un auto (che sia essa ibrida o elettrica), tutte le altre automobili presenti in quel momento in una officina possono diventare loro malgrado legno da ardere e bruciando diventare inevitabilmente delle carcasse fumanti che rilasciano gas infiammabili e tossici. Un tale danno renderebbe inagibile qualsiasi edificio un vero disastro anche dal punto di vista ambientale.

    E-mobility, bisogna dotarsi di un estintore? | Elettronauti.it
    L’autovettura ibrida ha preso fuoco dopo aver urtato un massello leggermente rialzato – copia | Elettronauti.it

    Per eseguire un tagliando o una diagnosi completa, le auto elettriche hanno bisogno di avere un pacco batteria carico almeno al 30%. Per effettuare una diagnosi sul caricatore o sul circuito di raffreddamento del powertrain, bisogna mettere in carica il veicolo.

    Dove c’è una infrastruttura di ricarica è sempre consigliato di avere nei pressi, un estintore che sia in grado di spegnere e contenere il rischio di propagazione dell’incendio negli ambienti circostanti.

    Un incendio può scoppiare in un veicolo termico se il motore del veicolo non funziona correttamente o se c’è un cortocircuito nel cablaggio o nel sistema frenante. Anche il sistema di alimentazione dell’auto può perdere benzina sul motore caldo e provocare un incendio.

    Torniamo al titolo e vediamo cosa dice la legge riguardo ad avere o meno un estintore a bordo del veicolo. Le norme antincendio per i natanti e le imbarcazioni da diporto obbligano di avere a bordo estintori mobili fin da subito (basta superare i 300 metri dalla costa), gli automezzi pesanti adibiti al trasporto di merci devono essere dotati di estintori. A oggi la legislazione italiana non rende obbligatoria la presenza di un estintore nelle auto e questo vale sia per i veicoli termici che per i modelli elettrici.

    E-mobility, bisogna dotarsi di un estintore? | Elettronauti.it
    Gli edifici devono essere dotati di estintori portatili | Elettronauti.it

    Perché dotare la propria auto di un estintore anche se non è obbligatorio?

    Prima di tutto, può essere saggio avere un estintore all’interno del veicolo per poter rallentare, o addirittura estinguere l’inizio di un incendio, ma anche per non vedere il veicolo esplodere in caso di incendio di carburante.

    In secondo luogo, e soprattutto, il vantaggio di possedere un estintore è la possibilità di salvare la vita delle persone intrappolate nell’abitacolo mentre arrivano le squadre di soccorso. Un estintore può rallentare o spegnere le fiamme e il fumo, che possono essere dannosi. Un’auto che ha subito una collisione di solito può essere riparata. Questo non è il caso di un veicolo che è bruciato.

    La sicurezza deve essere una costante soprattutto quando si tratta di flotte aziendali che macinano parecchi chilometri. Consiglio vivamente di dotare i loro veicoli di un estintore nell’abitacolo, che sia facilmente accessibile per poter essere utilizzato rapidamente in caso di emergenza.

    Un’altra cosa che desidero segnalare a voi lettori, se questa distinzione tra auto privata e auto aziendale può sollevare interrogativi, è ancora più sorprendente notare che molti dei nostri vicini europei, forse più lungimiranti, hanno optato per un obbligo radicale. Questi paesi richiedono la presenza di un estintore in tutti i veicoli immatricolati sul loro territorio. Ciò è particolarmente vero per la Germania, il Belgio, la Spagna e persino la Finlandia. Persino i nostri cugini francesi obbligano la presenza di estintori nelle flotte aziendali e questa decisione potrebbe prossimamente evolversi.

    Sebbene non sia obbligatorio essere muniti di estintore per guidare in questi paesi se non si è immatricolati, negli stessi. Che siate d’accordo o meno, la cosa più sensata è acquistare un estintore per contrastare il rischio anche se minimo di eventuali incendi delle batterie agli ioni di litio che possono verificarsi a bordo per esempio di un veicolo ibrido plug-in. L’estintore da 1 o 2 kg è particolarmente indicato per incendi di piccola entità. Si consiglia di riporlo a portata di mano, per esempio posizionando sotto il sedile del passeggero anteriore.

    I negozi di assistenza a bici e monopattini, e le officine di moto elettriche devono cautelarsi perché le batterie al litio possono presentare dei difetti di progettazione o di fabbricazione delle celle e se non si prendono le dovute precauzioni. Per contrastare un principio d’incendio che può facilmente propagarsi, si consiglia di munirsi di estintori portatili da 6 kg.

    E-mobility, bisogna dotarsi di un estintore? | Elettronauti.it
    E-bike, motociclette e monopattini elettrici, sono a rischio incendio | Elettronauti.it

    Il settore che include auto, furgoni, camion, autobus è composto da carrozzerie, officine, concessionarie e depositi auto che non possono abbassare la guardia. Un autoriparatore non può improvvisare se accoglie in officina un’auto elettrica o ibrida che per esempio deve fare un semplice tagliando. La manutenzione ordinaria e straordinaria, rispetto ad una vettura con motore termico, richiede un’attenzione particolare. Bisogna essere formati e informati sulle misure di sicurezza e protettive da adottare con estintori carrellati.

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    I tecnici delle officine si formano in modo constante sulle sicurezze da applicare sulle auto elettriche | Elettronauti.it

    Nulla deve essere lasciato al caso, il personale autorizzato ad agire per estinguere l’incendio deve indossare dei dispositivi di protezione adeguati ed essere addestrato non solo sul maneggio degli estintori ma seguire un corso di sicurezza che nel settore automotive prende il titolo di PES PAV PEI rivolto ai lavoratori addetti ai lavori elettrici all’installazione e manutenzione degli impianti elettrici fuori tensione e sotto tensione su impianti fino a 1000 V in c.a. e 1500 V in c.c

    E-mobility, bisogna dotarsi di un estintore? | Elettronauti.it
    La sicurezza in officina è obbligatoria | Elettronauti.it

    Quale estintore scegliere per la mia auto?

    La domanda non è più se bisogna o meno munirsi di almeno un estintore in casa, nel luogo di lavoro o in auto. Se hai deciso di rimanere cauto dotando la tua auto ibrida o elettrica di un estintore, dovrai optare per la tipologia più adatta alle tue esigenze. Infatti, attualmente esistono tre tipologie principali di estintori:

    • Gli estintori a polvere sono i più versatili poiché possono essere utilizzati per incendi della categoria ABC (legna, carta, idrocarburi, gas, ecc.)
    • Estintori a schiuma particolarmente efficaci per gli incendi di categoria B (idrocarburi)
    • Estintori ad acqua nebulizzata utilizzati per incendi di categoria A (legno o carta)

    Classi incendio: tipologie e classificazione

    La norma internazionale UNI EN 2:2005 stabilisce una classificazione degli incendi in base al tipo di materiale combustibile, distinguendone cinque categorie:

    A fuochi da solidi

    B fuochi da liquidi

    C fuochi da gas

    D fuochi da metalli

    F fuochi da oli e grassi

    E-mobility, bisogna dotarsi di un estintore? | Elettronauti.it
    le classi di fuoco| Elettronauti.it

    Gli incendi delle batterie agli ioni di litio coinvolgono le classi di incendio: A (combustibili ordinari come carta o legno), B (liquidi infiammabili come alcol, petrolio e gas) e C (apparecchiature elettriche, elettrodomestici e cablaggi). Questa tripla minaccia presenta sfide uniche per la soppressione degli incendi poiché ciascuna classe di incendio richiede in genere un approccio di estinzione diverso. L’acqua potrebbe essere un efficace estintore di Classe A ma è inefficace contro gli incendi di Classe B ed è pericolosa in presenza di incendi di Classe C. Allo stesso modo, un tradizionale estintore a schiuma di Classe B potrebbe soffocare con successo un incendio di liquido infiammabile sparso al suolo ma sarebbe inappropriato in presenza di un incendio di un pacco batteria agli ioni di litio che coinvolge più classi di incendio. Comprendere la natura di questi incendi è il primo passo per prepararsi a estinguerli e ci fornisce le conoscenze necessarie per applicare i metodi di estinzione più efficaci.

    A chi rivolgersi?

    La ditta italiana Emme Antincendio, attraverso una rete di centinaia di rivenditori, è costantemente cresciuta, fino a divenire, una delle più dinamiche aziende di settore, leader nella produzione e vendita di estintori certificati e sistemi antincendio.

    Punto di riferimento per la consulenza e la formazione del personale, la società intende anche diventare un’importante realtà nel mercato mondiale, contando in una produzione altamente qualitativa e dotando i propri prodotti delle maggiori certificazioni oggi esistenti.

    Estintori efficaci della gamma EMME

    La EMME Antincendio propone degli estintori portatili a schiuma rispettosi dell’ambiente pertanto privi di qualsiasi sostanza dannosa come il fluoro e facilmente biodegradabili (estinguente con additivo biodegradabile al più del 90%), adatti a combattere incendi sprigionati da apparecchiature elettriche in tensione fino a 1000V ed batterie al Li-ion.

    Sono gli unici estintori a schiuma che rispondono non solo alla classe A e B ma a seconda del prodotto anche alla classe F superando la prova dei “Solventi Polari” (Acetonitrile, Alcoli, DMSO – Dimetilsolfossido). Sebbene la temperatura di esercizio permette l’uso anche con +60°C gli estintori sono adatti in zone dove le temperature sono davvero rigide fino a -30°C senza ghiacciare. Pertanto possono essere collocati all’esterno di case, palazzi, fabbriche, parcheggi, ecc. e non si corre il rischio che il liquido schiumogeno si ghiacci in presenza di temperature esterne rigide.

    E-mobility, bisogna dotarsi di un estintore? | Elettronauti.it
    Parcheggio sotterraneo con presenza di estintori adeguati alla zona di ricarica di auto EV | Elettronauti.it

    La tecnologia innovativa degli ugelli che nebulizzano l’estinguente permettono di ottenere una grande quantità di schiuma e un tempo di erogazione più lungo atto ad agevolare lo spegnimento dell’incendio di: e-bike, monopattini, smartphone e notebook come anche elettrodomestici di ogni tipo e grandezza come anche gli accumulatori al litio presenti sulle auto ibride e plugin. Le officine, depositi di veicoli, carrozzieri e concessionarie come anche i cantieri nautici, devono munirsi di estintori carrellati con le medesime caratteristiche descritte prima ma da 50 litri con lo scopo di raffreddare i pacchi batteria di grosse capacità.


    Con l’avvento di nuove tecnologie, il settore della prevenzione e protezione degli incendi è in continua evoluzione ma sta a noi cercare di mantenere le cose e le persone al sicuro. Voi siete dotati di un estintore in auto?

    Fonte                                                

    Elon Musk: potrebbe essere giunta l’ora di uno Smartphone X

    Se ne è già parlato tempo fa in ambito tech. Sappiamo tutti che Elon Musk è una persona abbastanza imprevedibile. Oggi dice una cosa e domani ne fa altre tre. In passato aveva già parlato di un possibile Tesla Phone, ma ovviamente sono sempre state indiscrezioni date più dalle “voglie” di indipendenza dell’imprenditore di origine sudafricana che da una reale intenzione dell’azienda americana di produrne uno.

    Adesso le cose potrebbero cambiare invece. Pare che ad Elon Musk non vada per nulla giù l’evoluzione a scopo di lucro che ha avuto una delle sue ex startup, OpenAI. La svolta che il CEO Sam Altman ha dato all’azienda negli ultimi tempi ha progressivamente portato la piattaforma ChatGPT all’interno di prodotti commerciali come le piattaforme di Microsoft, e più di recente è stato presentato su iPhone da Apple con la preview di iOS 18.

    La nascita di Smartphone X?

    Per questo motivo pare che Elon abbia minacciato i propri dipendenti di non poter portare più all’interno delle fabbriche dispositivi Apple.

    Di conseguenza il web si è acceso e sono iniziate le speculazioni sulla possibilità di vedere, ora che i tempi sono forse più maturi per una scelta del genere, uno smartphone da parte di Elon Musk.

    Quando in passato si parlava di smartphone ed Elon Musk, l’associazione veniva fatta con Tesla in quanto azienda di spicco del miliardario. Ora, dopo l’acquisizione di Twitter negli anni scorsi ora rinominato “X”, alcuni utenti dell’omonima piattaforma hanno richiesto allo stesso Elon se ci fosse la possibilità di vedere uno “Smartphone X“. La correlazione inoltre è stata fatta anche con l’azienda Samsung, che fornisce a Tesla i chip FSD. Per questo alcuni utenti hanno pensato che l’azienda coreana potesse aiutare Tesla / X / Elon Musk nella produzione del dispositivo con un ipotetico sistema operativo “X OS”.

    La cosa divertente e preoccupante allo stesso tempo, è che Elon Musk, tramite il suo profilo X, ha risposto ad un utente del social X che il probabile “Smartphone X” in risposta agli “attacchi” di OpenAi con il suo chatbot disponibile sui dispositivi tecnologici di Apple sianot out of the question” quindi non fuori discussione.

    Integrazione verticale anche su uno smartphone

    Tesla è risaputo che possa permettersi di variare molto velocemente durante l’anno alcuni componenti delle sue auto elettriche visto che si produce praticamente tutto in casa. La stessa cosa accade per SpaceX, e potrebbe essere lo stesso anche per un eventuale Smartphone X.

    Dal punto di vista tecnico Elon Musk dovrebbe solo scegliere sotto che brand vendere lo smartphone, a meno di crearne uno nuovo apposito. Per i chip ha già in corso la partnership di fornitura con Samsung, che potrebbe fornirgli anche i display. Il design dei chip Tesla se li fa in casa, quindi potrebbe anche optare per un SoC custom da lei prodotto.

    Per quanto riguarda il sistema operativo la via più breve sarebbe optare per un fork di Android. Sicuramente buoni ingegneri software non gli mancano mettendo insieme chi gestisce il software delle Tesla, chi aggiorna il software di guida autonoma FSD, chi gestisce le missioni e i software dei razzi di SpaceX, ma anche facenti parte di aziende quali Neuralink e xAI. Proprio quest’ultima azienda potrebbe fornire le funzioni AI che ora vanno tanto in voga sui dispositivi mobili, tra cui il chatbot Grok.

    Non per ultimo, da iPhone 14 Pro, introdotto nel 2022, è disponibile la connettività satellitare. Guarda caso ma SpaceX ogni due per tre spedisce in orbita satelliti Starlink in grado di fornire rete internet in tutto il mondo con semplici parabole fornite dall’azienda.

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    Render del Tesla Phone di AntonioDeRosa Design | Elettronauti.it
    Elettronauti.it - Categoria Tesla

    Grok di xAI

    Molti hanno pensato che lo smartphone possa integrare il neonato chatbot Grok, della nuova startup xAI di Musk nata proprio quando Elon Musk ha deciso di creare un’alternativa a OpenAI e ChatGPT. Musk infatti è stato il maggior donatore e co-fondatore di OpenAI nel 2015 insieme all’attuale CEO Sam Altman, il presidente Greg Brockman, Reid Hoffman, Jessica Livingston, Peter Thiel, Amazon Web Services, Infosys e YC Research.

    L’iniziale mission di OpenAI però era quella di collaborare liberamente con altre istituzioni e ricercatori rendendo aperti al pubblico i suoi brevetti e le sue ricerche, sviluppando AI a beneficio di tutti senza scopo di lucro. Da quando il CEO Sam Altman ha operato un cambio rotta nel 2018 da non-profit a società a scopo di lucro e a vantaggio di Microsoft, Musk ha iniziato ad avere malumori con il CEO e ha lasciato OpenAI.

    Nell’aprile 2023 lo stesso Elon Musk annuncia il chatbot “TruthGPT“, poi rinominato Grok, descritto come “AI alla massima ricerca della verità che prova a comprendere la natura e l’universo“. Dal novembre 2023 Grok è disponibile per gli utenti con abbonamento Premium della piattaforma social X.

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    Vorreste vedere uno Smartphone X forse diverso dagli altri nell’ormai vasto panorama smartphone? E nel caso fosse confermato, quanto tempo ci metterà Elon Musk a portarcelo sugli scaffali dei negozi.

    Fonte | Via

    ACEA, ricariche HPC per chi non può caricare a casa. Ma sarà corretto?

    ACEA, Associazione Europea dei Costruttori di Auto, ha rilasciato di recente un’intervista in cui fa una dichiarazione che potrebbe essere condivisibile, sulla situazione delle colonnine per auto elettriche in Europa, in particolare per quanto riguarda le colonnine ad alta potenza o HPC (High Power Charging).

    La dichiarazione che farà felici gli amici delle soste obbligatorie alle stazioni di rifornimento

    ACEA, ricariche HPC per chi non può caricare a casa. Ma sarà corretto? | Elettronauti.it
    Colonnina Ewiva con POS integrato per pagare con le carte | Elettronauti.it
    "Se si vuole convincere gli europei a passare ai veicoli elettrici, la ricarica dovrebbe essere semplice come lo è oggi il rifornimento di carburante".
    Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA

    È ovvio che, se il direttore generale si riferisse soltanto alle modalità di erogazione della ricarica elettrica allora non potremmo che dargli ragione, perché è indubbio che nel caos delle ricariche di questo decennio ogni gestore di punto di ricarica si è organizzato alla sua maniera, creando a volte non pochi disagi agli elettronauti di turno.

    Basti pensare ci sono colonnine che erogano solo in presenza di un’attivazione della colonnina stessa tramite applicazione, a volte non raggiungibile per problemi di rete, come può accadere in certi parcheggi coperti o semi-interrati. Altre funzionano solo tramite tag NFC acquistato sul sito del gestore o alle casse del supermercato di pertinenza.

    È ovvio che questo genere di semplificazione aiuterebbe enormemente in il mercato, permettendo di ricaricare con metodi classici come la carta di credito, quantomeno. Ogni servizio o metodo di ricarica extra rimane sempre bene accetto. Un po’ come chi ha una Tesla, che non si deve preoccupare di nulla ad un Supercharger, in quanto ci penserà la colonnina a dialogare con l’auto, addebitando sul conto del cliente. Probabilmente questo, il Plug&Charge (connetti e ricarichi), sarà anche il futuro per le ricariche di tutti, ma sicuramente non è il presente.

    Di ben altro avviso è però una seconda dichiarazione:

    "Le persone hanno bisogno di un facile accesso alle colonnine nel loro ambito quotidiano e questi punti di ricarica dovrebbero essere rapidi e facili da usare, senza dover attendere lunghe code".
    Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA

    Seguono i dati sulle colonnine europee, poco più di 630.000 punti di ricarica nel Vecchio Continente, e come ribadito da ACEA solo il 13,5% di esse ha una potenza superiore ai 22 kW.

    La visione di ACEA differisce da quella dei possessori di auto elettriche

    Questo perché, nella visione di ACEA, il possessore di auto elettrica che non ha possibilità di ricarica in box privato o cortile condominiale, dovrebbe poter accedere a punti di ricarica veloce sparsi per il territorio per effettuare un veloce rifornimento quando l’auto necessita di essere ricaricata. Motivo per cui ACEA vede come un male il fatto che le colonnine HPC siano “solo” il 15% circa di quelle totali installate sul suolo europeo.

    Noi di Elettronauti vorremmo ricordarvi due cose:

    1. In Italia il tasso di colonnine installate rispetto alle auto elettriche circolanti è uno dei più alti d’Europa. L’unico motivo per cui non se ne vedono tante per strada è semplicemente dato dal fatto che anche le vetture full electric circolanti sono poche.
    2. La cosa più importante da capire è che il grosso vantaggio dell’auto elettrica, che molti confondono per uno svantaggio, è che l’auto elettrica può e andrebbe essere ricaricata nei momenti in cui l’auto non è in uso. La necessità di dover ricaricare quando l’auto è quasi scarica, e il fatto di dover aspettare 10/20/30/40 minuti in base all’auto è una dinamica che serve osservare solo durante i viaggi. Ma nella vita di tutti i giorni funziona esattamente come con lo smartphone. Quindi come viene caricato spesso e volentieri durante la notte, anche con una ricarica lenta per preservarne la batteria, anche l’auto elettrica sarebbe meglio caricarla nei momenti in cui non la usiamo e dove ci viene comodo lasciarla qualche ora.
      È ovvio che la ricarica notturna sia la soluzione migliore, visto che l’auto rimane ferma almeno 8 ore in media. Ma altri casi favorevoli sono la sosta durante la spesa nei supermercati, le colonnine a bassa potenza fornite da alcune aziende nei cortili di competenza durante le ore lavorative, o le colonnine pubbliche a bassa potenza che si trovano in strada nei pressi del proprio luogo di lavoro. Ma in genere vale la regola che l’auto può essere sempre messa in carica quando viene parcheggiata.
    ACEA, ricariche HPC per chi non può caricare a casa. Ma sarà corretto? | Elettronauti.it
    Colonnine a ricarica lenta di Leasys a Torino | Elettronauti.it

    22 kW o meno non bastano. E chi lo dice?

    Purtroppo c’è questa credenza, alimentata dalle fake news che circondano il mondo dell’auto elettrica secondo cui l’auto ci metta tempi biblici per caricarsi. Inoltre l’abitudine al rifornimento di carburante ha instaurato la convinzione che anche l’auto elettrica debba essere caricata nel più basso tempo possibile. Nulla di più sbagliato visto che in media un’auto elettrica cittadina ha una batteria che varia tra i 40 e 60 kWh, che permette di percorrere tranquillamente circa 300 km.

    A scopo dimostrativo possiamo usare la Volkswagen ID.3 Pure da 52 kWh, che con un consumo medio di 163 Wh/km percorre esattamente 320 km. La ID.3 in questione, come la stragrande maggioranza delle vetture offre una ricarica lenta con una velocità ben inferiore ai 22 kW. Per l’esattezza parliamo di 7.2 kW. Esistono vetture che offrono anche meno, come la MG4 da 51 kWh che arriva a 6.6 kW. Benché lo standard delle vetture prevede almeno 11 kW per la ricarica lenta, la maggior parte dei modelli entry-leve ha una velocità più bassa, ma sempre proporzionata alla batteria montata. Questa ID.3 si ricarica in 8 ore e mezza dallo 0 al 100% con 7.2 kW. Difficilmente ci si ritroverà nella situazione di dover caricare l’esatto 100% disponibile, e al contrario, durante le soste medio-piccole, è in grado di immagazzinare 38 km di autonomia per ogni ora in ricarica.

    Questo significa che con 7 piccole cariche da 1 ora al giorno all’interno della settimana sfruttando i nostri tempi morti, sarebbe in grado di percorrere più di 250 km a settimana senza adoperare colonnine più veloci, e più costose.

    Questa logica ovviamente non si intende per i lunghi spostamenti o per quelli non programmati. In questo caso le vetture possono e devono sfruttare le colonnine ad alta velocità, le HPC di cui parla ACEA. Rimanendo con l’auto del nostro esempio, con una potenza massima in ricarica di “soli” 145 kW, è in grado di ricaricare dal 10 all’80% in appena 26 minuti, contro le quasi 6 ore richieste con una ricarica lenta.

    E qual è il vantaggio?

    I vantaggi sono chiari e molteplici. In primis il costo della ricarica lenta è più basso di quello della ricarica veloce.

    ACEA, ricariche HPC per chi non può caricare a casa. Ma sarà corretto? | Elettronauti.it
    Stazione di ricarica di Ewiva | Elettronauti.it

    Poi c’è la questione dei tempi di attesa. La ricarica della vettura elettrica è da assimilarsi ad un rifornimento classico di una vettura benzina o diesel. Seppur la ricarica veloce impieghi molto meno tempo, l’automobile non può rimanere parcheggiata nello spazio adibito alla ricarica. Spesso, una volta finita la carica, si hanno a disposizione non più di 5 o 10 minuti per rimuovere la vettura per non incappare in multe molto salate, la cosiddetta tassa di occupazione della colonnina. Tesla ad esempio addebita 0,50 € al minuto quando almeno la metà delle colonnine è occupato, che diventa 1 € al minuto nel caso in cui non ci siano più stalli di ricarica liberi.

    Questo perché non smetteremo mai di ripetere che non sono parcheggi. Quindi non si può lasciare lì l’auto per un tempo indefinito. Bisogna sempre essere pronti a togliere l’auto una volta che l’auto è pronta e carica. Inoltre diciamocelo, non sarebbe bello arrivare e trovare la colonnina occupata da uno che se ne frega delle esigenze altrui. Quindi perché dovremmo fare lo stesso noi?

    Al contrario, nel caso della ricarica lenta è più probabile che l’auto venga spostata prima che finisca la ricarica, e comunque questa tipologia di stalli sono più permissivi in termini di tempi per loro natura. Spesso non viene addebitato alcunché nelle ore che vanno dalla sera alla mattina e in molti casi questa tassa non è nemmeno prevista.

    E poi c’è una questione di costi lato gestori e fornitori della corrente elettrica. Le colonnine veloci costano molto di più di quelle lente e richiedono che vengano posate apparecchiature dedicate a portare migliaia di kW in simultanea. E qui entra in gioco anche una questione logistica, se così possiamo chiamarlo. Non ha senso spendere milioni di Euro per portare GW (gigawatt) di potenza dappertutto, per poi venir utilizzate per poco tempo e da relativamente poche vetture in contemporanea. Ha più senso installare molte più colonnine lente, che possono ricaricare insieme molte più vetture contemporaneamente, impegnando meno potenza tutta insieme e aiutando i fornitori della corrente elettrica a dover gestire picchi di corrente più bassi e un flusso più costante e continuo. Una stazione di ricarica Tesla Supercharger V4 da 12 stalli può arrivare a richiedere circa 3 GW di corrente di picco. In un parcheggio con colonnine da 22 o 11 kW potrebbero essere alimentate costantemente 90 o 180 vetture elettriche con una potenza impiegata costante di 2 GW. Una bella differenza!

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    Cosa ne pensate delle dichiarazioni di ACEA? Preferireste anche voi più ricariche veloci che lente per le ricariche quotidiane?

    Via

    La Norvegia non applicherà i dazi per le vetture cinesi

    La Norvegia non si unirà alla decisione dell’UE di imporre dazi sulle auto elettriche provenienti dalla Cina. Questo è stato annunciato dal ministro delle finanze della nazione pioniera nell’adozione dell’elettrificazione delle vetture. 

     "L'introduzione di tariffe sulle auto cinesi non è né rilevante né auspicabile per questo governo"
    Trygve Slagsvold Vedum, Ministro delle Finanze Norvegese

    Questo è quanto ha scritto Vedum in una e-mail inviata a Bloomberg.

    La Norvegia al top nel mondo per densità veicoli elettrici

    La Norvegia, in percentuale, ha la più alta densità di veicoli elettrici al mondo. L’anno scorso, il 24 per cento dei veicoli esistenti in Norvegia erano elettrici, e più dell’80 per cento delle nuove auto vendute nel 2022 erano BEV, secondo l’agenzia di statistica Statistics Norway.

    ↘️ ElettroWiki – Diversi tipi di EV a confronto

    EV è un termiche che da solo non identifica una singola categoria di auto elettriche. EV da solo significa solo Electric Vehicle, per questo motivo è sempre assorbito in nomenclature più lunghe che aiutano ad identificare di che tipologia di “auto elettrica” si sta parlando.

    Auto ibride

    Tra le auto ibride si annoverano tutte quelle categorie che prevedono una parte elettrica all’interno dell’automobile, ma che non è l’unico sistema disponibile.

    MHEV – Mild Hybrid Electric Vehicle o Ibrido leggero ➡️ LINK
    FHEV o HEV – Full Hybrid Electric Vehicle ➡️ LINK
    PHEV – Plug-in Hybrid Electric Vehicle ➡️ LINK
    REEV / EREV – Range Entender Electric Vehicle o Extended Range Electric Vehicle ➡️ LINK

    Auto elettriche pure

    Tra le auto pure ci sono automobili che possiedono di soli motori elettrici per la locomozione e che fanno uso solo di energia elettrica come “carburante”.

    BEV – Battery Electric Vehicle ➡️ LINK
    SEV – Solar Electric Vehicle ➡️ LINK

    Auto elettriche a idrogeno

    Tecnicamente fanno parte delle auto elettriche pure, in quanto funzionano solamente ad energia elettrica e non emettono inquinanti, ma non si ricaricano con la corrente elettrica, bensì con idrogeno liquido, che poi viene trasformato. Per capirne di più ecco qui sotto l’articolo che ne parla.

    FCEV – Fuel Cell Electric Vehicle ➡️ LINK

    Articolo riepilogativo con tutte le tipologie:
    ElettroWiki – Diversi tipi di EV a confronto ➡️ LINK

    Al 31 Marzo 2024 nell’interno mercato delle autovettura, la quota di veicoli 100% elettrici è stata del 90,2 percento, nel paese nordico. Dato confermato dall’analista del mercato automobilistico Matthias Schmidt.

    Secondo la Norwegian Road Confederation (OFV), oltre il 12 per cento delle BEV importate nel loro paese, provengono da produttori cinesi. Questo numero include anche Polestar, ma esclude le auto elettriche Volvo. La Norvegia è nota per essere il mercato attraverso il quale la maggior parte dei marchi di auto elettriche decidono di voler debuttare in Europa. 

    La Norvegia non applicherà i Dazi per le vetture cinesi. | Elettronauti.it
    Ricarica MG al Supercharger Tesla in Norvegia | Elettronauti.it
    La Norvegia non applicherà i Dazi per le vetture cinesi. | Elettronauti.it
    MG tra i ghiacci Norvegesi | Elettronauti.it

    Nio, per esempio, è entrato nel mercato norvegese nel maggio 2021, un anno prima dell’ingresso ufficiale nel mercato dell’UE, mentre anche Xpeng ha iniziato in Norvegia nel 2020. 

    Ci sono anche alcune marche cinesi, rare in Europa, come il marchio Voyah di Dongfeng che vende dal 2022 in Norvegia.

    In questo paese a maggioXpeng ha venduto 67 auto e Nio 66. Per fare un confronto, Tesla ha venduto 830 auto elettriche nello stesso mese, mentre Volkswagen ha venduto 1.372 unità della sua serie elettrica ID, mentre MG, ex marchio britannico del produttore statale SAIC Motor, ha consegnato 497 auto. Polestar, di proprietà del Geely Group, ha venduto 328 auto elettriche nello stesso mese.

    Tutte le auto MG e Polestar sono prodotte in Cina. 

     

    I punitivi dazi europei

    Il 20,1 per cento sarebbe il dazio dovuto per Polestar secondo le attuali tariffe punitive. Mentre il gruppo statale cinese MG SAIC partner di Volkswagen, vedrebbe applicato un dazio punitivo del 38,1 per cento.

    Il Regno Unito, un altro paese europeo al di fuori dell’UE, non ha ancora indicato se seguirà la politica dell’UE di aumentare le tariffe sulle auto elettriche prodotte in Cina. 

    Il 12 giugno, la Commissione europea ha scoperto che le auto elettriche prodotte in Cina beneficiano di sussidi statali giudicati ingiusti. Pertanto, la CE ha annunciato ulteriori dazi all’importazione sulle auto BEV prodotte in Cina, che sono tra il 17,4 e il 38,1% a seconda della casa automobilistica e sono aggiunti al tasso doganale già valide del 10%.

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    Voi pensate che sia giusto punire le auto cinesi per i sussidi statali alle auto prodotte dalle loro aziende in particolare per SAIC Motor che è un’azienda di proprietà statale? Cosa avrebbero dovuto fare i paesi esteri per le vetture prodotte da Fiat nei decenni passati, la cui produzione è stata largamente finanziata dallo Stato Italiano e quindi da noi cittadini italiani, compresi tutti quelli che vetture Fiat non ne hanno mai acquistato?

    Fonte

    Ford punta a rendere i veicoli elettrici accessibili per tutti, ma la sfida rimane la redditività

    Jim Farley, CEO di Ford, sta seguendo le orme del leggendario Henry Ford con l’obiettivo di rendere i veicoli elettrici (EV) accessibili a tutti, come avvenne con il Modello T.

    La sfida principale, però, resta quella di farlo in modo redditizio, dopo il successo della Cina nel settore degli EV, Ford è decisa a competere con i giganti del settore, tra cui BYD, Farley è fiducioso che i prossimi modelli di veicoli elettrici di Ford.

    "Saranno non solo redditizi, ma anche accessibili alla maggior parte degli americani".
    Jim Farley, CEO di Ford

    In un’intervista a Yahoo Finance, ha rivelato che Ford sta lavorando segretamente a una nuova piattaforma per EV più piccoli, volta a produrre modelli più economici.

    Questa mossa arriva dopo il ritardo nell’uscita del SUV elettrico a tre file, mentre l’azienda si concentra su opzioni più compatte e convenienti.

    Scoprite come Ford costruisce il pick-up elettrico F-150 Lightning | Elettronauti.it
    Produzione Lightning Ford – Fonte The Frame | Elettronauti.it

    Per sviluppare questa nuova piattaforma, Ford ha riunito un team di ingegneri di altissimo livello, con esperti provenienti da Tesla e Apple.

     "Stanno progettando un approccio completamente diverso, con un prodotto e un costo differenti, utilizzando una batteria molto più piccola e una chimica innovativa".
    Jim Farley, CEO di Ford

    Uno dei principali motivi per questo cambio di rotta sono le spese elevate legate alle batterie NCM, che contengono cobalto, litio e nichel. Farley ha citato l’esempio della batteria dell’F-150 Lightning, il cui costo può variare dai 30.000 ai 40.000 dollari.

    Per ridurre questi costi, Ford sta investendo in batterie a basso costo nel suo stabilimento di Marshall, Michigan, in collaborazione con il leader mondiale delle batterie CATL.

    Ford si concentrerà anche sulle vetture ibride

    Nonostante i piani per un rinnovamento del marchio simile a quello degli anni ’80 e ’90, Ford prevede di concentrarsi maggiormente sugli ibridi, a causa di una domanda di EV inferiore alle aspettative.

    Dopo aver iniziato a utilizzare la rete di Supercharger Tesla, Ford ha ricevuto circa 100.000 richieste di adattatori NACS, consegnandone già alcune migliaia.

    Farley ha sottolineato il valore della collaborazione con Tesla, anche se restano ancora da consegnare circa 90.000 adattatori.

    Il rispetto reciproco tra Ford e Tesla, i due principali produttori di EV negli Stati Uniti, è evidente, anche se la competizione rimane accesa.

    Nel frattempo, il produttore cinese BYD continua a crescere, registrando il secondo mese di vendite più alto di sempre, con 146.395 veicoli elettrici venduti il mese scorso, un aumento del 22% su base annua.

    BYD, che ha smesso di produrre auto a benzina nel 2022 per concentrarsi sull’elettrico, sta sfruttando il suo vantaggio competitivo grazie ai costi ridotti delle batterie.

    Il suo modello più economico, il Seagull, è in vendita in Cina a partire da soli 9.700 dollari.

    Farley ha lodato il Seagull definendolo “dannatamente buono” e avvertendo i concorrenti della tecnologia superiore di BYD.

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    Riuscirà Ford nel suo intento di recuperare terreno nei confronti della concorrenza cinese? Fateci sapere nei commenti cosa ne pensate.

    Fonte

    Callum Skye – Ora è possibile ordinarla!

    Ian Callum, noto per il design di modelli iconici come l’Aston Martin Vanquish e la Jaguar I-Pace, ha dato vita alla Callum Skye, un’auto sportiva fuoristrada elettrica dal carattere audace.

    Questa nuova creazione è ora disponibile per l’acquisto, rappresentando il primo veicolo elettrico della Ian Callum Design.

    Il Callum Skye, presentato lo scorso novembre, si distingue come un fuoristrada 2+2 completamente elettrico ed è stato acclamato come il “veicolo multi-terreno più bello del mondo” dai suoi ingegneri.

    Incorpora il distintivo design di Ian Callum, evidenziando influenze dalle sue precedenti opere per Jaguar e Aston Martin, con un’estetica esterna elegante e robusta.

    Callum Skye anteriore | Elettronauti.it

    Callum Skye – Dati tecnici

    Con una batteria da 42 kWh, il Callum Skye promette un’autonomia di circa 170 miglia (273km circa) e offre la possibilità di ricariche ultraveloci. Consente di ottenere una carica completa in meno di 10 minuti.

    Nonostante le dimensioni compatte (lunghezza di 4.047 mm e larghezza di 1.900 mm), lo Skye rivaleggia con prestazioni da auto sportiva. Accelera da 0 a 60 mph in meno di 4 secondi, una caratteristica condivisa con veicoli simili come la Rivian R1T.

    Destinato a coloro che cercano avventure straordinarie sia su strada che fuoristrada. Il Callum Skye rappresenta un connubio di capacità, raffinatezza e bellezza.

    Con un peso di appena 1.150 kg, il Callum Skye è uno dei veicoli elettrici più leggeri attualmente disponibili sul mercato.

    All’interno, il Skye è dotato di un touchscreen centrale che supporta Apple CarPlay e Android Auto. Ian Callum ha progettato il cruscotto con un focus sulla funzionalità, utilizzando semplici quadranti touchscreen.

    All’avanguardia, il Callum Skye offre due sedili sportivi frontali e un’area posteriore con una panca versatile, facilmente rimovibile per aumentare lo spazio di carico.

    Ian Callum sottolinea che il portellone posteriore incernierato offre ampio spazio per bagagli per un lungo weekend, attrezzature sportive e lifestyle.

    Callum Skye - Ora è possibile ordinarla! | Elettronauti.it
    Callum Skye interni | Elettronauti.it

    Dopo essere stato testato in Europa, il Callum Skye è ora disponibile per l’ordine. Secondo Autocar, il prezzo della versione di produzione varia da £ 80.000 a £ 110.000 (circa $ 101.700 a $ 140.000).

    La società prevede di rilasciare diverse varianti, con ulteriori dettagli e specifiche che verranno annunciati prossimamente in vista del lancio.

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    Impressioni su questo fuoristrada ultra leggero?

    Fonte

    Toyota Highlander elettrico – Arriverà presto?

    Toyota sta preparando il lancio di un nuovo SUV completamente elettrico negli Stati Uniti. L’azienda ha annunciato un investimento di 1,4 miliardi di dollari nello stabilimento di Princeton, Indiana, dove verrà assemblato il suo primo SUV elettrico a tre file.

    Questo nuovo veicolo rappresenta una parte significativa dell’impegno della casa giapponese nel settore delle auto elettriche. Questo ha visto un totale di 18,6 miliardi di dollari investiti negli Stati Uniti dal 2021.

    Il finanziamento aggiuntivo creerà 340 nuovi posti di lavoro nello stabilimento e che attualmente impiega oltre 7.500 lavoratori per la produzione di modelli come Sienna, Highlander, Grand Highlander e Lexus TX. L’ inizio produzione del nuovo SUV elettrico è previsto per l’anno prossimo nello stabilimento del Kentucky. Sarà un modello separato e più grande rispetto ai modelli attualmente in produzione.

    La casa nipponica ha anticipato il lancio di questo veicolo come parte dei suoi piani per introdurre dieci nuovi veicoli elettrici a livello globale

    Toyota Highlander EV - Arriverà presto? | Elettronauti.it
    Concept Toyota Land Cruiser EV | Elettronauti.it

    Toyota – Nuovo stabilimento

    Toyota ha dichiarato che il nuovo investimento includerà anche l’installazione di una linea di assemblaggio per pacchi batteria agli ioni di litio.

    Queste batterie saranno fornite dal nuovo stabilimento di batterie per veicoli elettrici in Carolina del Nord, previsto per essere operativo nel 2025.

    Durante i primi tre mesi del 2024, ha registrato la vendita di oltre 32.000 Highlander e 25.136 Grand Highlander negli Stati Uniti.

    Nello stesso periodo, Toyota ha venduto solamente 1.897 unità del suo modello bZ4X, il suo unico veicolo elettrico disponibile negli Stati Uniti fino a marzo.

    Questo annuncio è seguito dall’investimento aggiuntivo di 1,3 miliardi di dollari annunciato da Toyota per il suo stabilimento nel Kentucky a febbraio.

    Sta anche considerando la possibilità di sviluppare versioni elettriche del Tacoma e del Tundra. Valuterà attentamente la domanda e la concorrenza rappresentata da modelli come il Ford F-150 Lightning e il Rivian R1T.


    E voi che ne pensate di questo nuovo veicolo?

    Fonte

    Lotus Emeya, tempo di ricarica da record per la hyper GT

    Mentre i consumatori statunitensi attendono le consegne delle prime hyper GT Lotus Emeya, il costruttore di supercar sta vantando la sua rapida esperienza nel segmento BEV con tempi di ricarica impressionanti. Lotus definisce la velocità di ricarica dell’Emeya dal 10 all’80% come un record, ma che sia vero o meno, è innegabile che la nuova hyper GT possa essere veloce sia alla stazione di ricarica che su strada.

    Sono passati nove mesi da quando Lotus ha presentato pubblicamente la hyper GT Emeya, il suo primo modello a quattro porte e per di più veloce. La hyper GT elettrica può accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 2,8 secondi.

    Tempo di ricarica da record di Emeya Lotus, veloce quanto la Hyper GT BEV. | Elettronauti.it
    Lotus Emeya – 0/100 kmh in meno di 2″ – fonte Lotus | Elettronauti.it

    Nel febbraio 2024, Lotus ha comunicato che la Emeya ha completato una rigorosa fase di test di tre anni in preparazione delle consegne iniziali in tutto il mondo, compresa la Cina, dove viene costruita, e l’Europa.

    La Lotus Emeya offre un tempo di ricarica del 10-80% in 14 minuti

    Secondo un comunicato di Lotus, la Emeya è riuscita a passare dal 10 all’80% grazie alla ricarica veloce in corrente continua (DC) da 400 kW (600A) in soli 14 minuti di ricarica. A sostegno delle sue affermazioni “da record”, Lotus ha fatto convalidare le sessioni di ricarica di Emeya dalla società di consulenza globale P3.

    Tempo di ricarica da record di Emeya Lotus, veloce quanto la Hyper GT BEV. | Elettronauti.it
    Emeya ricarica più rapida delle altre Hipercar – Fonte Lotus

    Per quanto riguarda la ricarica nel mercato asiatico, i risultati di P3 collocano l’Emeya come la BEV che si ricarica più velocemente, battendo alcuni grandi nomi di modelli globali, tra cui Mercedes EQS, BMW i7, Tesla Model Y, Genesis G80, Xpeng G9, Hyundai IONIQ 6, NIO ET5, e BYD Atto 3.

    Durante la sessione di ricarica, Lotus riferisce che Emeya ha raggiunto una potenza di picco di 402 kW, contribuendo ad aumentare la sua potenza media di ricarica a ben 331 kW nella fascia 10-80%. Anche in questo caso ha superato il resto del pacchetto testato da P3.

    Insieme al suo tasso di consumo energetico (WLTC) di 18,7 kWh/100 km, Lotus ha dichiarato che Emeya può recuperare 310 km di autonomia in una sessione di ricarica di 10 minuti. Questo risultato avvicina le BEV alla parità di tempo con i tradizionali rifornimenti alle stazioni di servizio. Il CEO del Gruppo Lotus, Qingfeng Feng, ha parlato delle capacità di ricarica dell’azienda e dell’importanza di accelerare il processo per i consumatori.

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    EV è un termiche che da solo non identifica una singola categoria di auto elettriche. EV da solo significa solo Electric Vehicle, per questo motivo è sempre assorbito in nomenclature più lunghe che aiutano ad identificare di che tipologia di “auto elettrica” si sta parlando.

    Auto ibride

    Tra le auto ibride si annoverano tutte quelle categorie che prevedono una parte elettrica all’interno dell’automobile, ma che non è l’unico sistema disponibile.

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    Auto elettriche pure

    Tra le auto pure ci sono automobili che possiedono di soli motori elettrici per la locomozione e che fanno uso solo di energia elettrica come “carburante”.

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    Auto elettriche a idrogeno

    Tecnicamente fanno parte delle auto elettriche pure, in quanto funzionano solamente ad energia elettrica e non emettono inquinanti, ma non si ricaricano con la corrente elettrica, bensì con idrogeno liquido, che poi viene trasformato. Per capirne di più ecco qui sotto l’articolo che ne parla.

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    Articolo riepilogativo con tutte le tipologie:
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    "Con la nostra tecnologia di ricarica leader del settore oggi disponibile, Emeya supera i limiti delle prestazioni di un veicolo elettrico, offrendo ai conducenti la sicurezza di viaggiare ovunque. Stiamo offrendo un'esperienza di guida impareggiabile in un pacchetto gran turismo di ultima generazione, in modo che gli automobilisti vogliano passare all'elettrico."
    Qingfeng Feng, CEO del Gruppo Lotus

    Nel novembre 2023, il Gruppo Lotus ha annunciato una propria linea di caricabatterie per veicoli elettrici raffreddati a liquido, tra cui un caricabatterie rapido da 450 kW in corrente continua, che continua a sviluppare insieme alla propria app di ricarica e alla scheda di ricarica. Lotus si è inoltre unita a NIO nel tentativo di stabilire standard unificati per le batterie e le tecnologie di ricarica, rendendo il processo il più semplice possibile per i conducenti di BEV, indipendentemente dalla marca o dal modello.

    Considerando l’attuale infrastruttura di ricarica, la maggior parte dei proprietari di Emeya non raggiungerà le stesse velocità di ricarica di 402 kW di Lotus. Tuttavia, il fatto che la hyper GT possa già raggiungere questi valori significa che Lotus è all’avanguardia e fornisce un’ulteriore prova del fatto che la ricarica rapida sta diventando sempre più veloce. Inoltre, un futuro in cui una “sosta ai box” per la ricarica richieda lo stesso tempo di un rifornimento di benzina potrebbe essere più vicino di quanto pensiamo.

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    La speranza è che tutti i produttori di BEV si concentrino più sulle velocità di ricarica che non sul continuare ad aumentare le autonomie e le conseguenti dimensioni dei pacchi batteria. Voi come la pensate?

    Fonte

    Terribile verità: Rischi e inquinamento di auto elettriche e termiche!

    Quando si parla di auto elettriche, ultimamente si parla anche di inquinamento, e molti di voi pensano ancora che inquinino più delle auto termiche, il che, vi assicuriamo, è sbagliatissimo. Se molti di voi hanno già visto il video sul nostro canale, troveranno qui un riepilogo di quanto la nostra Marta (TAMMAR) ha chiaramente descritto, traducendo ed  aggiornando i dati del contenuto apparso qualche anno fa sul canale Gastroll che con l’aiuto di Fully Charged e la narrazione di Robert Llewellyn ha ben descritto e dettagliato l’argomento.

    Quindi, aggiornati i dati, ricominciamo da capo

    Si dice che i veicoli elettrici non inquinano, ma l’energia che li alimenta sì. Alcuni sostengono addirittura che inquinino di più di un’auto a benzina o termica. Ma se vogliamo parlare dell’energia che alimenta le auto elettriche, non dovremmo forse fare lo stesso per quella a combustione? Quindi, cosa si cela dietro alla produzione del petrolio che bruciamo ogni giorno nei nostri veicoli?

    Iniziamo dicendo che la benzina ha origine dal petrolio, il quale si trova in media a 1.798,32 metri sotto la superficie della Terra. Il petrolio viene poi estratto utilizzando le pompe petrolifere. Ovviamente queste pompe non funzionano da sole, ma devono essere alimentate e, nella maggior parte dei casi, utilizzano l’energia elettrica. Per alimentare una sola pompa, occorrono in media 9.960 kWh di elettricità al mese. Saremmo in grado di alimentare una Tesla Model 3 per 56.000 km.

    La situazione degli USA

    Negli Stati Uniti, si stima che ci siano 435.000 pozzi petroliferi che utilizzano queste pompe. Di conseguenza, il consumo di elettricità di questi pozzi dovrebbe superare i 4.300 GWh al mese. È un’enorme quantità di elettricità e solo per estrarre il petrolio dal terreno. Se utilizzassimo quella stessa quantità di elettricità per alimentare direttamente i veicoli elettrici, sarebbe sufficiente ad alimentare oltre 15 milioni di veicoli elettrici per un intero mese. E finora abbiamo parlato solamente dei pozzi petroliferi statunitensi sulla terraferma.

    TERRIBILE VERITA' Rischi e Inquinamento di Auto Elettriche e Termiche! | Elettronauti.it
    Energia elettrica consumata dalle Pompe di Petrolio – Confronto | Elettronauti.it
    TERRIBILE VERITA' Rischi e Inquinamento di Auto Elettriche e Termiche! | Elettronauti.it
    Alimentazione elettrica per estrazione petrolio | Elettronauti.it

    E cosa dire delle piattaforme di trivellazione off-shore?

    Pensate che il modo più comune di alimentare una piattaforma di trivellazione off-shore è con i generatori diesel. Un comune generatore di una trivella petrolifera consuma dai 20 ai 30 m³ di gasolio al giorno e si stima che nel mondo ci siano 1.470 piattaforme petrolifere off-shore che utilizzano oltre 13 miliardi di kWh (13.000 GWh o 13 TWh) di energia al mese. Tutto questo sistema di pompaggio del petrolio sarebbe sufficiente per alimentare 70 milioni di veicoli elettrici. E questo solo grazie all’energia utilizzata per pompare il petrolio dal suolo negli Stati Uniti e in mare aperto.

    Petrolio che inquina gli oceani e trasporto della materia prima

    Quindi, non solo il carburante inquina quando brucia nelle nostre auto, ma viene anche usata un’enorme quantità di energia unicamente per estrarre il petrolio che forma il carburante. Sommando l’inquinamento prodotto dall’emissione dei tubi di scappamento con le emissioni generate per estrarre il petrolio dal suolo, beh, non è proprio una bella immagine. Ah, a proposito, anche l’estrazione stessa del petrolio è un processo altamente inquinante. Ogni anno, milioni di litri si riversano nell’oceano, creando gravi danni ai pesci e alla fauna marina.

    Il petrolio estratto deve essere poi trasportato, e la maggior parte di questo viene pompato attraverso gli oleodotti. Ci sono oltre 542.000 km di oleodotti nel mondo che trasportano la maggior parte dei 100 milioni di barili al giorno che consumiamo. Questi oleodotti utilizzano stazioni di pompaggio che consumano ulteriore energia che, tra l’altro, non abbiamo quantificato.

    Il petrolio può essere anche trasportato via nave. Gli oceani non sono regolamentati per quanto riguarda le emissioni, quindi le navi usano il carburante più economico e sporco possibile. Lo fanno ovviamente per contenere i costi, diventando così una delle maggiori fonti di inquinamento del pianeta. Il trasporto marittimo è responsabile di circa 1 miliardo di tonnellate di emissioni di CO2 all’anno e di questi il 10% deriva dal trasporto di petrolio. E poiché queste navi cisterna inquinano così tanto, molti paesi non permettono loro di operare vicino alle loro coste. Per questo vengono trainate in porto, dove il petrolio viene trasferito in una raffineria.

    TERRIBILE VERITA' Rischi e Inquinamento di Auto Elettriche e Termiche! | Elettronauti.it
    Problemi anche alla fauna ittica | Elettronauti.it
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    Inquinamento per il trasporto del petrolio via mare | Elettronauti.it

    Il processo di raffinazione, trasporto dei carburanti e consumo

    TERRIBILE VERITA' Rischi e Inquinamento di Auto Elettriche e Termiche! | Elettronauti.it
    Raffinazione del petrolio | Elettronauti.it

    La raffinazione del petrolio richiede un’enorme quantità di energia e genera ancora più inquinamento. Questo processo avviene riscaldando il petrolio fino a 427 gradi. Riscaldare 100 milioni di barili di petrolio al giorno a queste temperature richiede un’enorme quantità di energia, che anche qui non abbiamo potuto quantificare. Il riscaldamento di questo petrolio genera così tanto inquinamento che le raffinerie sono un gravissimo pericolo per la salute. Le raffinerie sono infatti la prima fonte di inquinamento in molte grandi città del mondo. L’inquinamento è così elevato che le persone che vivono vicino a queste raffinerie hanno un netto aumento delle malattie polmonari.

    Una volta raffinato, il carburante viene trasportato in camion diesel fino ai distributori di carburante, creando ancora più inquinamento. Poi, questo carburante viene bruciato in auto e camion proprio nelle nostre città, dove viviamo e ovviamente respiriamo. E come se non bastasse, queste auto e questi camion hanno motori a combustione interna che sono estremamente inefficienti.

    Infatti, il 70% dell’energia prodotta dalla combustione di combustibili fossili viene sprecata, diventando principalmente calore e rumore. Mentre solo il 30% serve a far girare le ruote. Quindi, dopo aver utilizzato molta elettricità per estrarre il petrolio dal suolo, raffinarlo e trasportarlo, lo sprechiamo per il 70% bruciandolo nelle nostre automobili. Avrebbe quasi più senso se venissero utilizzate come stufe, che come mezzi di trasporto!

    Il processo di produzione e utilizzo dei combustibili fossili è incredibilmente inquinante e inefficiente dall’inizio alla fine. Se confrontiamo tutto questo con l’alimentazione di un veicolo elettrico, la differenza è decisamente significativa.

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    Energia sprecata dai motori termici | Elettronauti.it

    Auto elettriche: quanto inquina la loro energia?

    Prima di tutto, l’elettricità che alimenta le batterie dei veicoli elettrici non deve essere pompata da migliaia di metri di profondità, trasportata con camion o treni o pompata lungo gli oleodotti, e non ha bisogno di essere spedita oltre oceano. Anche se l’elettricità fosse prodotta dalla combustione del carbone, la centrale è lontana dai centri abitati e viene trasferita su linee elettriche che tengono l’inquinamento diretto lontano dalla popolazione. Invece, se il veicolo elettrico è alimentato con energia pulita derivante da fonti rinnovabili, tutto il processo è pulito dall’inizio alla fine.

    Dal mix energetico al litio delle batterie

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    Mix energetico | Elettronauti.it

    Negli Stati Uniti, il 47% dell’energia proviene da fonti che non emettono CO2, mentre in Europa è addirittura il 56%, e la percentuale di energia pulita cresce di anno in anno perché le centrali a carbone e a gas vengono sostituite da fonti di energia rinnovabili.

    E per quanto riguarda il litio utilizzato nella batteria dei veicoli elettrici? Il litio è un metallo che viene estratto nei deserti di Australia, Cina, Argentina e Cile. Oltre ad essere un ingrediente chiave delle batterie, viene anche ingerito come farmaco per il disturbo bipolare. Si è parlato molto dell’impatto ambientale dell’estrazione del litio, ma tutto questo penso che sia un po’ esagerato.

    L’Australia, ad esempio, è il maggior produttore di litio al mondo, quindi se ci fossero grossi problemi ambientali con la sua estrazione, beh, alcuni australiani ne parlerebbero, no? Ma di cosa stanno parlando in realtà gli australiani? Di inquinamento? Sì, proprio della raffinazione del petrolio. Sì, la raffinazione del petrolio crea un rischio ambientale molto più grande di tutte le miniere di litio in corso nel paese. L’Australia non è un paese molto popolato. Pensate che consuma l’1% della fornitura mondiale di petrolio e raffina solo un quarto del petrolio che consuma. Ma pensate, estraggono il 50% del litio mondiale. Quindi, in un paese che raffina solo un quarto dell’1% del petrolio mondiale ed estrae il 50% del litio mondiale, il maggior responsabile dell’inquinamento e dei rischi per la salute umana rimangono comunque le raffinerie di petrolio. Senza considerare le trivellazioni, il pompaggio, il trasporto e la combustione del petrolio, questa è solo la raffinazione.

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    Maggior produttore di Litio l’Australia | Elettronauti.it

    Più si va al nocciolo della questione, l’argomentazione secondo cui la produzione di batterie sia in qualche modo negativa come il ciclo dei combustibili fossili è veramente ridicola. Tutta l’estrazione di litio nel mondo fino ad oggi non ha causato all’ambiente un danno pari a quello di una sola grande fuoriuscita di petrolio.

    In che bidone si buttano le batterie per auto?

    E le batterie? Beh, la solita frase ripetuta all’infinito: cosa succede alle batterie dei veicoli elettrici quando diventano vecchie e vengono gettate? Quando non sono più utilizzabili in un veicolo elettrico, le batterie possono essere riutilizzate come accumulatori di energia per alimentare una casa o un’azienda, dando loro una seconda vita.

    Come, per esempio, i Tesla Powerwall che utilizzano vecchie batterie di Model S. E quando non possono più farlo, vengono riciclate, scomposte per recuperarne il prezioso contenuto. Infatti, i metalli contenuti in queste batterie possono essere riutilizzati nella prossima generazione di veicoli elettrici fino al 97%.

    Sembra un po’ stupido utilizzare così tanta elettricità per pompare il petrolio dal terreno, creare tonnellate di inquinamento per trasportarlo e raffinarlo, sprecandone il 70% bruciandolo nelle nostre automobili, quando potremmo semplicemente usare l’elettricità per alimentare i veicoli elettrici, eliminando così l’inquinamento prodotto dalla raffinazione e dalla combustione del petrolio in inefficienti motori a combustione interna.

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    Ottimizzazione dell’uso dell’energia elettrica | Elettronauti.it

    È ovvio, se si guarda il quadro generale: la produzione di petrolio è un processo altamente inquinante e dispendioso, soprattutto se confrontata con l’alternativa, ovvero l’alimentazione dei veicoli elettrici con l’elettricità rinnovabile.

    Cosa può fare ognuno di noi?

    Uno degli ultimi ostacoli che impediscono a molte persone di passare all’elettrico, oltre alla disinformazione, sono le persone che vivono in appartamenti, condomini con parcheggio condiviso. Molti di questi residenti non hanno la possibilità di installare una colonnina per auto.

    Quindi, se siete un legislatore, se fate parte di un consiglio comunale o di una giunta locale, se fate parte di un consiglio di amministrazione di un’associazione immobiliare o se siete proprietari di immobili in affitto, potete fare qualcosa per aiutare. Votate per l’installazione di colonnine per auto o installatele voi stessi nei parcheggi o per strada, in modo che le persone che vivono in appartamenti possano avere un posto per ricaricare il loro veicolo elettrico.

    E sostenete la tassazione dei combustibili fossili e l’utilizzo dei sussidi per supportare il passaggio ai veicoli elettrici. Con i giusti incentivi e la volontà politica, il cambiamento può avvenire molto rapidamente. In Norvegia il passaggio a veicoli elettrici è avvenuto in tempi brevissimi: le vendite dei veicoli elettrici in Norvegia rappresentano più dell’80% di tutti i veicoli venduti.

    E sostenete l’installazione di pannelli solari ovunque sia possibile, perché l’energia solare è più economica dell’acquisto di elettricità dalla rete e si ripaga da sola fin dal primo giorno. E se siete abbastanza fortunati da possedere una casa, prendete un’auto elettrica e installate i pannelli solari. Risparmierete migliaia di euro sul “carburante” e sull’elettricità e avrete la tranquillità di sapere che non state contribuendo alla sporca industria del petrolio e del gas.

    Il giorno in cui le nostre città saranno pulite dal biossido di zolfo e dal monossido di carbonio e dalle altre sostanze chimiche particolati tossici emessi dai tubi di scappamento e dalle raffinerie di petrolio può arrivare. Abbiamo la tecnologia per farlo. Sostenere questa transizione al trasporto elettrico rende quel giorno più vicino di quanto pensiamo.

    E il cobalto?

    Un unico appunto vorremmo farlo poi sul cobalto, che è contenuto in alcune delle batterie che alimentano alcune auto elettriche. In televisione e sui giornali si è parlato tanto dello sfruttamento minorile per l’estrazione del cobalto in Congo. Queste sono le cosiddette miniere grigie, che forniscono cobalto al mercato nero. Ogni costruttore di batterie però deve certificare da dove arrivano i materiali che le compongono e quindi non possono assolutamente utilizzare metalli che non provengono da fonti certificate.

    La situazione in Congo è molto triste e speriamo che prima o poi questo sfruttamento finisca. La stessa cosa vale per l’estrazione del litio in Vietnam e nel Sud-est asiatico: si tratta sempre di miniere non regolamentate. Le case costruttrici comunque si stanno spostando sempre di più su batterie che non contengono metalli rari, come ad esempio le batterie LFP utilizzate ormai largamente da Tesla, BYD, MG, Citroën, eccetera.

    Potete riguardare il video che riportiamo di seguito, consigliandolo ad amici e conoscenti, cui mandare anche il link del presente articolo.

    Dice giustamente nel finale Marta, pienamente condivisa da tutto il nostro Team che spera il video vi sia stato d’aiuto per capire quanto inquina guidare un’auto a benzina e che, se ognuno di voi fa un passettino in avanti, tutto il mondo potrebbe giovarne. Non solo l’aria che respiriamo, ma anche gli oceani, vi ricordo, essere responsabili del 50% dell’ossigeno che oggi respiriamo.

    Se non salviamo gli oceani dall’enorme inquinamento dato dalle industrie del petrolio e dallo sfruttamento come la pesca intensiva, non ci sarà molto da fare.

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    Hyundai presenta la nuova Inster EV, la piccola elettrica a prezzi accessibili

    Un nuovo EV di Hyundai a basso costo sarà svelato alla fine del mese. La casa coreana sta mostrando le prime immagini della sua nuova Inster EV prima del suo debutto ufficiale al Busan International Mobility Show. La citycar completamente elettrica dovrebbe essere l’ultima EV economica ad arrivare sul mercato. Hyundai è partita alla grande nel 2024. Il mese scorso, Hyundai ha venduto oltre 17.000 veicoli elettrici in tutto il mondo, mantenendo il suo slancio.

    Negli Stati Uniti, Hyundai sta scalfendo il vantaggio di Tesla nel mercato dei veicoli elettrici. A maggio Hyundai Motor, compresa Kia, rappresentava l’11,2% del mercato statunitense dei veicoli elettrici. Secondo i dati della Korean Automobile & Mobility Association, Hyundai Motor ha venduto 48.383 veicoli elettrici negli Stati Uniti nei primi cinque mesi del 2024.

    Tesla detiene ancora un vantaggio del 40,5% su Hyundai negli Stati Uniti, ma il divario si è ridotto rispetto al 53% dello scorso anno.

    Hyundai sta guadagnando terreno negli Stati Uniti e a livello globale con veicoli elettrici dedicati basati sulla sua piattaforma e-GMP.

    Hyundai presenta la nuova INSTER EV, la piccola elettrica a prezzi accessibili | Elettronauti.it
    Inster ev – fonte Hyundai | Elettronauti.it

    I veicoli elettrici di Hyundai, come la Ioniq 5 e la Ioniq 6, offrono un’autonomia di oltre 480 km, capacità di ricarica rapida in meno di 20 minuti e un nuovo design elegante. Forse, cosa più importante, sono tra le più convenienti ed efficienti dal punto di vista dei consumi.

    La nuova Inster EV è l’evoluzione della termico CASPER

    Dopo aver presentato martedì la prima immagine della nuova Inster EV, Hyundai aggiunge un altro veicolo completamente elettrico alla sua gamma.

    Hyundai ha diffuso martedì le prime immagini del suo nuovo “EV sub-compatto di segmento A”, l’Inster EV.

    La Hyundai Inster EV è un’evoluzione del modello termico, Casper, venduto in Corea. Hyundai sostiene che la nuova auto elettrica “stabilirà nuovi standard” in termini di autonomia, tecnologia e sicurezza.

    Con le luci diurne tipiche di Hyundai e l’aggiunta di indicatori di direzione e luci posteriori con grafica a pixel, la Inster è inequivocabilmente una EV ed una Hyundai.

    Hyundai prevede che la nuova city car elettrica avrà un’autonomia WLTP fino a 355 km. Sebbene i prezzi non siano ancora stati confermati, dato che la Casper a gas viene venduta a meno di 15.000 dollari in Corea, si prevede che la nuova EV arriverà sul mercato con un prezzo accessibile.


    Con l’EV3 di Kia in arrivo sul mercato, Hyundai potrebbe prendere in considerazione il lancio di un’auto elettrica a basso costo per rivaleggiare in casa. L’EV3 di Kia dovrebbe partire da circa 30.000-35.000 dollari.

    Anche Volkswagen ha appena terminato i lavori di progettazione della sua conveniente ID.2all, che dovrebbe debuttare nel corso dell’anno a partire da circa 25.000 euro.

    Ne sapremo e vedremo di più sulla nuova auto elettrica di Hyundai al suo debutto ufficiale a livello mondiale al Busan International Mobility Show, il 27 giugno 2024.

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    Cosa ne pensate di questa nuova citycar elettrica di Hyundai?

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    Nissan pronta a lanciare la nuova generazione della Leaf a Sunderland con una produzione di prova da agosto

    Nissan si prepara a dare il via alla produzione di prova della nuova generazione della Leaf presso lo stabilimento di Sunderland, Regno Unito. 

    Secondo indiscrezioni, il test di produzione durerà sei mesi a partire da agosto, se non emergeranno ostacoli significativi, la casa automobilistica giapponese prevede di avviare la produzione in serie già a marzo 2025, con una presentazione ufficiale della versione di serie attesa entro la fine del 2024.

    Nonostante la mancanza di una conferma ufficiale da parte di Nissan, fonti riferiscono che l’azienda intende produrre tre modelli elettrici a Sunderland: le versioni BEV di Qashqai e Juke, oltre alla nuova Leaf.

    Attualmente, Nissan sta trasformando la vecchia catena di montaggio delle batterie per la Leaf in una linea di assemblaggio per il primo Juke elettrico a batteria.

    A Sunderland non si produrranno solo le vetture elettriche, ma anche le batterie

    In parallelo, è in costruzione una nuova fabbrica di batterie a Sunderland con una capacità annua di 12 GWh, sufficiente a rifornire 100.000 veicoli elettrici. 

    Questo impianto, di proprietà del fornitore storico di Nissan, AESC, produrrà batterie per la nuova Leaf, garantendo un aumento del 30% nella densità energetica rispetto ai modelli precedenti, migliorando così l’autonomia e l’efficienza del veicolo.

    Per contestualizzare, l’attuale Leaf è disponibile con pacchi batteria da 39 kWh e 59 kWh, offrendo rispettivamente un’autonomia WLTP di 270 km e 385 km. 

    Come sarà la nuova Leaf?

    La nuova generazione della Leaf sarà probabilmente costruita sulla piattaforma AmpR Medium di Ampere, una società di veicoli elettrici e software del gruppo Renault, partner di Nissan nell’alleanza strategica.

    Rispetto alle precedenti generazioni, la nuova Leaf subirà una trasformazione significativa nel design, passando da una berlina familiare convenzionale a un crossover radicale. 

    Nissan Chill-Out | Elettronauti.it
    Nissan Chill-Out | Elettronauti.it

    Ispirata al concept Nissan Chill-Out, la nuova Leaf avrà un aspetto futuristico con luci anteriori insolite e una linea del tetto inclinata per ridurre la resistenza aerodinamica. 

    Inoltre, potrebbe essere dotata del sistema di trazione integrale e-4ORCE, indicato come una delle caratteristiche del concept Chill-Out.

    L’investimento previsto da Nissan per questi progetti, inclusi i due modelli elettrici aggiuntivi Qashqai e Juke e la nuova fabbrica di batterie, ammonta a circa 2 miliardi di sterline (circa 2,3 miliardi di euro). 

    La nuova Leaf sarà seguita dal Juke elettrico nel 2027, mentre i dettagli sul lancio della Qashqai elettrica restano ancora sconosciuti.

    La Nissan Leaf, pioniera tra le auto elettriche di massa, ha giocato un ruolo cruciale nella promozione dei veicoli a emissioni zero a livello globale. 

    A luglio 2023, Nissan aveva venduto la Leaf in circa 50 mercati in tutto il mondo, superando le 650.000 unità vendute. 

    La trasformazione in un crossover per la terza generazione mira a completare e arricchire ulteriormente la gamma di veicoli elettrici dell’azienda.

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    La nuova Leaf rilancerà Nissan le vendite?

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    EV4, Kia per la prima volta svela il nuovo elegante EV a basso costo

    Se pensavate che la nuova EV3 fosse bella, la nuova berlina elettrica porta Kia ad un nuovo livello. La Kia EV4 è stata avvistata per la prima volta, rivelando la nuova berlina elettrica entry-level. Dal primo sguardo, la EV4 sembra molto simile al concept mostrato lo scorso anno.

    In occasione del suo primo EV Day annuale lo scorso ottobre Kia ha presentato il concept EV4 che fa parte della nuova linea di veicoli elettrici economici di Kia con un prezzo compreso tra 30.000 e 50.000 dollari.

    La nuova linea di veicoli elettrici a prezzi accessibili comprende l’EV3, l’EV4 e l’EV5. Questi veicoli andranno a completare l’ampia gamma di veicoli elettrici di Kia, che comprende già l’EV6 e l’EV9. A novembre Kia ha lanciato l’EV5, un SUV elettrico compatto con un prezzo di partenza di circa 20.000 dollari in Cina.

    Con una lunghezza di 4.615 mm, una larghezza di 1.875 mm e un’altezza di 1.715 mm, l’EV5 rivaleggerà con la Model Y di Tesla di dimensioni simili, 4.760 mm x L, 1.921 mm x W, 1.624 mm x H, che parte da circa 34.000 dollari, sempre nel paese del dragone.

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    Concept EV4 – vista laterale

    La parte posteriore ricorda una Stinger, con un’atmosfera da auto prestazionale. La Kia EV4 è “un’opera d’arte”.

    EV3 ed EV4, le Kia a basso costo

    Dopo il suo debutto il mese scorso, Kia ha aperto gli ordini per la EV3 in Corea questa settimana. I prezzi della EV3 partono da 30.700 dollari. Con gli incentivi previsti nel proprio paese, Kia prevede che la EV3 partirà da 29.200 dollari.

    Questi prezzi si riferiscono al modello Standard con un’autonomia fino a 350 km. Il modello Long Range, con un’autonomia fino a 501 km, parte da 34.100 dollari.

    Dopo che Kia ha lanciato l’EV5 e l’EV3, finalmente possiamo vedere per la prima volta l’EV4. La EV4 è la versione di Kia di una berlina elettrica.

    Pur avendo quattro porte, Kia ha dichiarato che la EV4 è un “tipo completamente nuovo di berlina elettrica”, simbolo dell’innovazione del marchio.

    Con i fari che si estendono fino al bordo del cofano, il design della EV4 simboleggia la “determinazione di Kia a superare i limiti e accelerare la rivoluzione EV”.

    Una delle prime cose che si notano è il nuovo design dei fari di Kia, anticipato nel concept. Si nota anche che la griglia è aperta e la maggior parte dei sensori sono simili a quelli della vettura mostrata a ottobre.

    Lateralmente, si può notare che la linea del tetto si estende fino all’indietro, evidenziando il profilo sportivo del veicolo.

    All’interno, la EV4 dovrebbe essere dotata dell‘infotainment di nuova generazione ccNC di Kia con doppio schermo da 12,3″. Per il resto, l’EV4 di Kia ha un design minimalista per “liberare la mente” ed evitare le distrazioni del conducente.

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    EV4 – interni – fonte Kia | Elettronauti.it

    La EV4 sembra mantenere gran parte del design elegante del concept. Il lancio è previsto per l’anno prossimo.

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    Cosa ne pensate della nuova berlina elettrica di Kia? Ne comprereste una con un prezzo vicino ai 30.000 Euro?

    Fonte

    Dazi BEV: l’UE va in guerra contro la Cina

    Dopo i dazi del 100% introdotti a maggio dagli Stati Uniti sulle importazioni di auto elettriche cinesi, anche i burocrati della Commissione Europea si allineano agli americani e inaspriscono la guerra commerciale con la Cina.

    Tutti i dazi per marchio

    Al termine dell’indagine avviata lo scorso autunno, la Commissione Europea ha concluso infatti che “le catene del valore dei veicoli elettrici beneficiano in Cina di sussidi sleali che minacciano di provocare danni economici ai produttori UE”. Di conseguenza, annuncia una nota, l’organo esecutivo europeo ha contattato le autorità cinesi per “discutere dei possibili rimedi in modo compatibile con le norme del WTO”. Se non si dovesse arrivare a un accordo, dal 4 luglio scatteranno dazi provvisori, che diverranno definitivi a novembre dopo il via libera del Consiglio Europeo, con una maggioranza qualificata (almeno 15 Stati che rappresentano una quota della popolazione Ue non inferiore al 65%). In dettaglio i dazi, che si aggiungeranno all’attuale 10%, sono i seguenti:

    • BYD del 17,4%
    • Geely (che controlla la svedese Volvo e Polestar ed ha una joint-venture con Mercedes) del 20%
    • Chery, Dongfeng, Great Wall (che ha una joint-venture con BMW), Leapmotor (che ha una joint-venture con Stellantis), NIO, Tesla (Shanghai), XPeng (che ha una joint-venture con Volkswagen) e gli altri produttori cinesi che hanno collaborato all’indagine saranno soggetti a un dazio del 21%
    • SAIC e tutti gli altri produttori di BEV che non hanno invece fornito aiuto a Bruxelles del 38,1%

    Un’analisi di Transport & Environment mostra che l’anno scorso il 19,5% delle auto elettriche vendute in Europa proveniva dalla Cina e che nel 2024 tale quota salirà al 25%. E se l’import di BEV cinesi in Europa è stato sinora costituito in gran parte da veicoli Tesla, Dacia e BMW, i marchi cinesi raggiungeranno l’11% quest’anno e il 20% nel 2027. La sola BYD, sottolinea T&E, punta al 5% del mercato dell’auto elettrica europeo entro il 2025.

    Produzione della BMW i5 nello stabilimento di Dadong in Cina | Elettronauti.it
    Produzione della BMW i5 nello stabilimento di Dadong in Cina | Elettronauti.it

    I produttori europei sono contrari alla guerra: i dazi “non risolveranno le sfide che l’industria automobilistica europea e tedesca si trova ad affrontare”

    Ovviamente è stata immediata ed attesa la reazione della Camera di commercio cinese, che ha accusato la UE di “protezionismo che viola i principi dell’economia di mercato e le regole del commercio internazionale, danneggiando la Cina”. Il Governo cinese, ha avvertito un portavoce del ministero degli Esteri, “adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare con fermezza i diritti e gli interessi legittimi della Cina”. Ma proprio alcuni dei produttori europei coinvolti si sono dichiarati contrari a questa guerra commerciale, a partire da Stellantis che si è dichiarata contraria a “misure che contribuiscono alla frammentazione del mondo”, rassicurando comunque sulle attività del gruppo: “Stellantis è agile nell’adattarsi e nel trarre vantaggio da qualsiasi scenario e l’annuncio di oggi delle tariffe non scoraggerà la nostra strategia complessiva nei confronti di Leapmotor in Europa, poiché abbiamo tenuto conto di questo potenziale sviluppo”. Idem, si è espressa sfavorevolmente l’associazione automobilistica tedesca (VDA), preoccupata che i dazi “aumentano ulteriormente il rischio di una guerra commerciale globale” e che “non risolveranno le sfide che l’industria automobilistica europea e tedesca si trova ad affrontare”. Il ministro dei Trasporti tedesco, Volker Wissing, ha già annunciato che si opporrà alla misura, poiché “I dazi punitivi della Commissione colpiscono le aziende della Germania”, ha scritto su X:

    Infine, si oppongono alle barriere doganali anche Svezia, Irlanda e Ungheria, che ha ottenuto di recente un maxi-investimento di BYD per nuovi stabilimenti produttivi nel paese. Sul fronte opposto, appaiono favorevoli ai dazi Italia e Francia.

    Cyberster la Roadster di MG si avvicina sempre più al mercato Europeo. | Elettronauti.it
    Portiere ad ali di gabbiano | Elettronauti.it
    ↘️ ElettroWiki – Diversi tipi di EV a confronto

    EV è un termiche che da solo non identifica una singola categoria di auto elettriche. EV da solo significa solo Electric Vehicle, per questo motivo è sempre assorbito in nomenclature più lunghe che aiutano ad identificare di che tipologia di “auto elettrica” si sta parlando.

    Auto ibride

    Tra le auto ibride si annoverano tutte quelle categorie che prevedono una parte elettrica all’interno dell’automobile, ma che non è l’unico sistema disponibile.

    MHEV – Mild Hybrid Electric Vehicle o Ibrido leggero ➡️ LINK
    FHEV o HEV – Full Hybrid Electric Vehicle ➡️ LINK
    PHEV – Plug-in Hybrid Electric Vehicle ➡️ LINK
    REEV / EREV – Range Entender Electric Vehicle o Extended Range Electric Vehicle ➡️ LINK

    Auto elettriche pure

    Tra le auto pure ci sono automobili che possiedono di soli motori elettrici per la locomozione e che fanno uso solo di energia elettrica come “carburante”.

    BEV – Battery Electric Vehicle ➡️ LINK
    SEV – Solar Electric Vehicle ➡️ LINK

    Auto elettriche a idrogeno

    Tecnicamente fanno parte delle auto elettriche pure, in quanto funzionano solamente ad energia elettrica e non emettono inquinanti, ma non si ricaricano con la corrente elettrica, bensì con idrogeno liquido, che poi viene trasformato. Per capirne di più ecco qui sotto l’articolo che ne parla.

    FCEV – Fuel Cell Electric Vehicle ➡️ LINK

    Articolo riepilogativo con tutte le tipologie:
    ElettroWiki – Diversi tipi di EV a confronto ➡️ LINK

    La nostra opinione

    Siamo d’accordo con gli industriali che guardano a lungo termine, e non a soluzioni di breve (di piccoli burocrati di Bruxelles) che sono solo dannose e non aiutano a costruire nulla di buono per il futuro. La concorrenza aiuta la competitività, non i dazi. Gli investimenti in ricerca e sviluppo e una visione industriale di filiera (quindi includendo la produzione di batterie) possono favorire una strategia industriale propositiva che aiuti le imprese europee, per accelerare l’elettrificazione e favorire la produzione interna di BEV, e di conseguenza non penalizzi i consumatori finali. Del resto, una guerra commerciale è pericolosa, in quanto la Cina è il terzo mercato in termini di valore per le esportazioni di veicoli made in Europa.

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    In paesi come l’Italia, governati da politici senza memoria dei danni provocati, a lungo termine, alla propria economia, dall’imposizione di Dazi doganali, senza una programmazione dello sviluppo di settore che ne viene indirettamente o direttamente colpito, è naturale sostenere interventi apparentemente semplici che tanti danni hanno provocato nella storia degli scambi commerciali. Non occorre essere “Cassandre” per prevedere come finirà se i Dazi verranno applicati, é sufficiente leggere la storia. Purtoppo ignoranza e pressapochismo sono le caratteristiche di molta parte degli attuali governanti. Nell’immediato a rimetterci sarà il cammino verso una transazione elettrica, sempre più ostacolato e la libertà di scelta dei consumatori.

    Il design dell’ID.2all da 25.000 Euro di Volkswagen è completo, mentre si profila il debutto

    Il progetto dell’auto elettrica entry-level ID.2all da 25.000 Euro di Volkswagen è stato completato. Volkswagen si prepara a presentare il nuovo veicolo elettrico economico entro la fine dell’anno, assicurandosi che sia “ancora migliore” del concept.

    Lo scorso marzo Volkswagen ha tolto i teli dal concept ID.2all, la sua idea di auto elettrica entry-level. La ID.2all si posizionerà al di sotto della ID.3, in quanto il marchio affronta il mercato dei veicoli elettrici a prezzi accessibili.

    Basata su una versione modificata della piattaforma MEB, utilizzata per la serie ID, la concept ID.2all ha un’autonomia fino a 450 km.

    "Il nuovo EV mostra dove vogliamo portare il marchio".
    Thomas Shafer, amministratore delegato Volkswagen

    ID.2all – Influenzata dai modelli iconici

    Si nota chiaramente l’influenza di modelli iconici Volkswagen come la Golf e il Maggiolino, ma con un tocco moderno per l’era elettrica.

    L’ID.2all dovrebbe avere un prezzo di partenza inferiore a 27.000 dollari, pari a 25.000 euro, in quanto Volkswagen cerca di soddisfare la crescente domanda di veicoli elettrici a basso costo. Dopo aver riportato in patria l’ex designer di Bently e Audi Andreas Mindt lo scorso anno, Volkswagen vuole dare una scossa alla sua prossima generazione di veicoli elettrici.

    Dopo aver terminato il lavoro di progettazione del nuovo EV, Mindt afferma che la versione di produzione è “ancora migliore” del concept.

    “Mi piace molto ed è uno dei motivi per cui sono così ottimista per il nostro futuro. Dopo il riscontro positivo del concept, il team  era determinato a portarlo in vita".
    Andreas Mindt, designer Volkswagen


    Il responsabile del design ha aggiunto che la ID2 sarà unica rispetto al portellone, con un veicolo “più eretto e più sicuro di sé”.

    “Corrisponde al 100% ai valori del nostro marchio: sarà stabile e simpatica con la nostra salsa segreta, ma in modo diverso. Un nuovo linguaggio di design,  con elementi che riflettono il passato
    Andreas Mindt, designer Volkswagen

    ID.2all un “flash dal passato”

    Una delle caratteristiche più interessanti sono le varie modalità di guida, che offrono un “flash dal passato” con la modalità Classic o Vintage. La modalità Classic si rifà all’epoca del Maggiolino, mentre la Vintage mostra un display simile a quello della Golf.

    Sebbene la ID.2all sia più corta della Polo, con una lunghezza di 4.050 mm, è più spaziosa grazie al passo più lungo.
    Volkswagen la descrive come “spaziosa come una Golf” ma “economica come una Polo”. La versione di produzione dovrebbe essere presentata entro la fine dell’anno e le vendite inizieranno nel 2025.
    L’ID.2all da 25.000 Euro sarà uno dei dieci nuovi veicoli elettrici che Volkswagen lancerà entro il 2027. Si aggiungerà alle ID.3, ID.4, ID.5, ID.6, ID.7 e ID.Buzz. Si prevede che venga presentata una ID.1, ancora più economica, a partire da circa 20.000 euro.

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    Riuscirà una Volkswagen a 25.000 Euro a promuovere il passaggio all’elettrico, anche senza incentivi?

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    Tesla Cybertruck presentato come imponente veicolo della polizia

    Il tuner Tesla Unplugged Performance ha presentato il nuovo veicolo della polizia Cybertruck nell’ambito della sua nuova divisione Upfit.

    Unplugged Performance si è affermata come il principale tuner di veicoli Tesla. L’azienda è famosa soprattutto per le sue prestazioni e gli aggiornamenti aerodinamici dei veicoli Tesla, ma più recentemente ha lanciato la sua divisione Up.Fit per convertire i veicoli Tesla in veicoli della polizia.

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    Cybertruck Police – vista frontale – fonte X | Elettronauti.it

    In precedenza abbiamo riferito che c’è lo zampino del Dipartimento di Polizia di South Pasadena nell’acquisto di 20 veicoli Tesla Model Y per la sua flotta.

    Cybertruck Police erede di Model Y

    La Model Y è diventata il veicolo elettrico preferito da molti dipartimenti di polizia che desiderano passare all’elettrico, ma dopo l’uscita del Cybertruck, Up.Fit ha chiarito che intende realizzare un veicolo di pattuglia elettrico pick-up.

    La società ha fatto un po’ di confusione, ma oggi Unplugged Performance ha svelato il veicolo della polizia Cybertruck.

    L’aspetto è davvero impressionante, e con oltre 480 km di autonomia, capacità di off-roading, sistema a 48 volt e altro ancora, ci sono molte capacità per un veicolo di pattuglia della polizia.

    Prima di qualsiasi modifica da parte di Unplugged, il prezzo di partenza di 100.000 dollari, potrebbe preoccupare non poche amministrazioni di Contea americane, resta però la possibilità di realizzare qualche veicolo sum modello base di Cybertruck che parte da 80.000 dollari, per verificare se qualche acquirente si fa avanti.

    Se non altro, la presentazione del veicolo della polizia Cybertruck è una buona pubblicità per indurre altri dipartimenti di polizia a pensare di passare all’elettrico ed a trovare opzioni più convenienti per farlo. Per saperne di più, possono rivolgersi a UpFit di Unplugged.

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    Cosa ne pensate del Cybertruck trasformato per la polizia?

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    Zoox sta espandendo le corse autonome in robotaxi a nuove città statunitensi

    Lo sviluppatore di tecnologie autonome Zoox sta continuando ad espandere le sue corse di robotaxi senza conducente in due nuove città degli Stati Uniti. Questa settimana, l’azienda ha annunciato l’avvio di test a Miami, in Florida, e ad Austin, in Texas, mentre cerca di avviare operazioni commerciali di ride-hailing nelle città in cui si è già stabilita.

    Zoox è uno dei rari sviluppatori di robotaxi che sta portando la tecnologia driverless su misura alle masse. La startup, con sede nella Silicon Valley, è unica anche perché, invece di convertire i veicoli elettrici esistenti in veicoli per il ride-hailing come i suoi concorrenti, Zoox utilizza un veicolo elettrico interamente costruito ad hoc, senza comandi.

    Nel febbraio 2023, Zoox ha iniziato a circolare sulle strade pubbliche a Foster City, in California, segnando la prima volta di un veicolo autonomo costruito appositamente senza controlli manuali. La startup si è espansa anche a Las Vegas, offrendo corse pubbliche in preparazione di un lancio commerciale completo, e a Seattle, dove ha testato le corse senza conducente in condizioni di tempo umido.

    Lo scorso marzo, Zoox ha offerto un aggiornamento delle sue operazioni di taxi robotaxi nelle città attuali, ampliando gli orari di funzionamento e i percorsi. Ora Zoox ha condiviso i piani di espansione in altre città degli Stati Uniti e inizierà presto i test dei robotaxi in queste aree metropolitane.

    Zoox inizierà a testare i robotaxi nelle città di Austin e Miami

    Secondo un recente post sul blog di Zoox, Austin e Miami sono le prossime due città in cui il servizio di robotaxi sarà attivo. Sono la quarta e la quinta regione che si aggiungono al suo crescente elenco di aree di sperimentazione pubbliche.

    Zoox sta espandendo le corse autonome in robotaxi a nuove città statunitensi | Elettronauti.it
    Sperimentazione guida autonoma in Austin, TX – fonte Zoox | Elettronauti.it
    "Stiamo gettando le basi per il nostro servizio di ride-hailing autonomo in nuove città degli Stati Uniti. Austin e Miami offrono opportunità di apprendimento fondamentali che sosterranno la crescita continua e il perfezionamento dei nostri test e del nostro servizio".
    Ron Thaniel, direttore senior politiche affari normativi di Zook

    Zoox afferma che la sua espansione nelle due ultime città inizierà presto con test pubblici interni. Tuttavia, non è chiaro quando i residenti di Miami o Austin potranno vedere i veicoli autonomi su misura girare per i quartieri e le piccole aree vicino ai distretti commerciali e di intrattenimento, secondo Zoox.

    Per iniziare, Zoox condurrà una breve missione di mappatura e poi dispiegherà una flotta di prova di Toyota Highlander retrofit con la presenza di autisti di sicurezza. L’obiettivo dell’impiego iniziale sarà quello di raccogliere preziose informazioni e feedback prima di esplorare la possibilità di effettuare corse commerciali con i suoi veicoli elettrici su misura.

    Zoox ha dichiarato di aver scelto Austin e Miami come prossime due città per il test dei robotaxi perché la prima ha semafori orizzontali, semafori appesi a fili e una reputazione di temporali. Ha scelto Miami perché la città ha semafori sospesi in diagonale sugli incroci. Tutte le città dovrebbero fornire dati preziosi per servizi di ride-hailing senza conducente sicuri ed efficienti.

    Anche se i test dovrebbero iniziare presto in queste due città, Zoox ha ribadito che i residenti non devono aspettarsi presto corse pubbliche in robotaxi. Al contrario, il suo obiettivo di operazioni commerciali di ride-hailing rimane focalizzato su San Francisco e Las Vegas.

    Oltre ad Austin e Miami, Zoox ha annunciato che sta “esplorando diverse città per future offerte commerciali” dopo il lancio iniziale del servizio di robotaxi.

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    A vostro parere, quanto tempo occorrerà, prima di vedere robotaxi senza conducente aggirarsi per le città statunitensi ed europee, come già avviene in Cina? Lasicate la vostra opinione.

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    Raccolta differenziata. Male l’Italia, meglio Cagliari

    Da una ricerca che prende in esame i dati del 2022, l’Italia non sta ben figurando a livello europeo sul tema della raccolta differenziata. Dal report dell’Istat sull’ambiente urbano risulta che, fra i capoluoghi italiani di grandi dimensioni, solo Cagliari abbia raggiunto il target del 65% di spazzatura differenziata.

    Cagliari si erge tra i primi della classe, bene anche Catania e Messina

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    Raccolta differenziata | Elettronauti.it

    Tale target fu previsto in una legge (decreto legislativo 152) del 2006. Per la precisione Cagliari registra un dato, fortunatamente superiore al target, del 74,8%. Basti pensare che la media dei capoluoghi metropolitani italiani si attesta al 46,6%. Rispetto al 2021 fortunatamente la quota è aumentata in ogni città ad esclusione di Milano (-0,4%) e Venezia (-2,5%). Quest’ultima ritorna al di sotto del target che aveva raggiunto nell’anno precedente.

    Tra i capoluoghi con i migliori progressi si osservano Catania che sale del 10,7% raggiungendo però un misero 22,0%. Messina anch’essa sale del 10,5%, raggiungendo un ottimo 53,5%.

    Come si comporta l’Italia? Spoiler: malino ma in crescita

    Il Nord-Est, primo, con una quota del 53,5% di popolazione residente in capoluoghi che hanno raggiunto il target. Ben più sotto troviamo il Nord-Ovest con il 30,7%, subito dopo le Isole con il 23,7%, poi a ruota il Sud con il 19,7% e il Centro con il 18,0%.

    A livello italiano la quota totale di popolazione residente in comuni che ha raggiunto il target di raccolta differenziata del 65% scende al 28,5% per i residenti dei capoluoghi e all’1,6% dei residenti dei capoluoghi metropolitani. In totale, nel 2022, solo il 60,2% degli italiani risiede in comuni che hanno raggiunto il target del 65%, mentre il numero di capoluoghi è di 62. Quelli che invece registrano un dato più basso o in linea con lo scorso anno invece sono 45.

    La stessa Istat ricorda che i rifiuti urbani rappresentano solo una parte dei rifiuti totali prodotti. Erano solo il 17,9% nel 2021, ma la gestione di questi rifiuti risulta sempre particolarmente complessa. Grazie però ad standard elevati nella raccolta differenziata eseguita da noi cittadini e in grandi quantità, si potranno raggiungere dei target per il riciclo e riutilizzo dei materiali previsto dal pacchetto di legge sull’economia circolare (Direttiva 2018/851/UE) e dal PNRR (missione 2 componente 1).

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    Raccolta differenziata | Elettronauti.it

    La cosa positiva è che il 65,2% (+1,1% rispetto al 2021) dei rifiuti urbani prodotti vengono differenziati correttamente. Per quanto riguarda invece il tasso di riutilizzo e riciclo dei rifiuti urbani fissato al 50% dall’Unione Europea nel 2020 e che deve arrivare al 55% nel 2025, l’Italia è al 49,2% (+1,1% rispetto al 2021) sempre sui dati riferiti al 2022. Questa quota è del 55,1% (+1,5% rispetto al 2021) nei comuni capoluogo. Se invece guardiamo alla divisione territoriale, la quota più elevata si ha nel Nord-Est con il 68,5%, a seguire il Nord-Ovest con il 60,8%, il Centro con il 53,2%, il Sud con il 46,6% e le Isole con il 38,2%.

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    Come vi trovate con la raccolta differenziata? È sempre semplice da capire oppure no? E fuori casa, chi riesce a farla?

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    Incentivi 2024 | Quanto costa Lancia Ypsilon?

    Gli incentivi italiani 2024 destinati all’acquisto delle auto elettriche sono alle porte. Per questo motivo abbiamo deciso di dettagliare meglio con quali modelli di auto elettriche sono compatibili e quanto è possibile pagarle. In questo articolo parleremo della citycar nuova di zecca Lancia Ypsilon.

    Specifiche Lancia Ypsilon

    Incentivi 2024 | Quanto costa Lancia Ypsilon? | Elettronauti.it
    Lancia Y configuratore ! Elettronauti.it
    • Segmento B
    • Modello a trazione anteriore (FWD)
    • Batteria: 51 kWh
    • 402 km di autonomia (ciclo WLTP)
    • Velocità di ricarica AC: 11 kW
    • Tempo ricarica AC 0-100%: 5h 15m
    • Velocità di ricarica DC: 100 kW
    • Tempo ricarica DC 10-80%: 27m
    • 0-100 km/h in 8.5 secondi
    • 150 km/h di velocità massima
    • 5 posti
    • Bagagliaio: 309 litri
    • One Pedal Drive: Sì
    • Pompa di calore: Sì
    • Dimensioni: 4.08 x 1.76 x 1.44 metri
    • Peso: 1.584 kg

    Lancia Ypsilon è disponibile ad un prezzo di listino di 33.900 € in colorazione Oro, come mostrato in foto. Il tetto massimo previsto dagli incentivi è di 42.700 € IVA inclusa, è quindi possibile apportare qualche modifica sul configuratore Lancia per cambiare versione, colore, cerchi ed aggiungere qualche pacchetto optional.

    Optional acquistabili

    È possibile aggiungere i pacchetti Pack Tech e Pack Drive alla versione base della Lancia Ypsilon. Il primo, per 950 € è pensato per coloro che desiderano arricchire la propria esperienza di guida con tecnologie avanzate e comfort aggiuntivi. Il Pack Drive invece, sempre allo stesso prezzo è focalizzato sulla sicurezza e sull’assistenza alla guida, fornendo tecnologie avanzate per migliorare la protezione e la comodità. Cambiare i cerchi, mettendo dei diamantati da 17″ costa 750 €. È anche possibile cambiare i colori, i quali vanno dai 700 ai 1.100 € per quelli con il tetto nero.

    Ma quanto costerà Lancia Ypsilon?

    Escludendo eventuali optional, una Lancia Ypsilon avrà i prezzi qui riepilogati, dipendenti dalla possibilità o meno di rottamare contestualmente un’auto. Per ulteriori dettagli su come funzionano gli incentivi auto 2024 nel dettaglio, vi rimando all’articolo esplicativo qui a fianco.

    Lancia YpsilonPersone fisiche e giuridichePersone fisiche con ISEE < 30.000 €
    Senza rottamazione28.900 €27.400 €
    Rottamazione fino Euro 425.900 €23.650 €
    Rottamazione fino Euro 324.900 €22.400 €
    Rottamazione fino Euro 223.900 €21.150 €
    Riepilogo prezzi acquisto Lancia Ypsilon
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    Con gli incentivi sparisce la scusa che l’elettrico costa troppo. Pensate sia possibile che terminati gli incentivi, nessuno acquisti più un’auto elettrica e sia quindi solo ed esclusivamente un problema di costi? Fateci sapere la vostra opinione.

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    Miki Biasion collaborerà con Lancia per lo sviluppo della Lancia Ypsilon HF e Ypsilon Rally 4 HF

    Lancia continua il suo percorso di rinascita con un’importante annuncio, a fine maggio, il marchio ha svelato due nuove vetture che saranno lanciate ufficialmente nel 2025, la Nuova Ypsilon HF.

    Lancia Ypsilon Rally 4 HF | Elettronauti.it
    Lancia Ypsilon Rally 4 HF | Elettronauti.it

    Versione ad alte prestazioni della prima auto della nuova era del marchio, e la Ypsilon Rally 4 HF elettrica da 240 Cavalli, che segna il ritorno di Lancia nel mondo del rally, in linea con la sua leggendaria tradizione sportiva.

    "Miki Biasion, il pilota italiano di rally più vincente di tutti i tempi, sarà il naturale portavoce di questo doppio ritorno".
    Luca Napolitano, CEO di Lancia

    La collaborazione tra Lancia e Miki Biasion

    Lancia Ypsilon Rally 4 HF | Elettronauti.it
    Lancia Ypsilon Rally 4 HF | Elettronauti.it

    Miki Biasion rappresenta una vera icona nella storia del Motorsport, contribuì a rendere Lancia il marchio più vincente di tutti i tempi, 15 Campionati del Mondo Rally, tre Campionati del Mondo di Endurance Costruttori, una 1000 Miglia, due Targa Florio e una Carrera Panamericana.

    "Biasion, con la sua esperienza pluriennale al servizio del team Lancia Corse, sarà fondamentale nello sviluppo di entrambe le vetture. Inizia così un nuovo capitolo nella storia del Rinascimento del marchio, caratterizzato da ambizione, pragmatismo e umiltà, in perfetta coerenza con il DNA di Lancia".

    "Sono molto onorato di poter supportare il Team prodotto Lancia nella regolazione dell'assetto e dell'handling della Ypsilon HF, offrendo un vero piacere di guida sportivo".

    "Lavorerò con il Team Stellantis Motorsport per affinare le performance della Ypsilon Rally 4 HF: assetto, frenata e calibrazione del motore. Spero di essere un'ispirazione per i giovani piloti che vorranno cimentarsi con la nostra Lancia Ypsilon Rally 4 HF e diventare i campioni del futuro. La Lancia delle vittorie, delle gare sportive è tornata e io sono felice di farne parte!".
    Miki Biasion, pilota rally
    Lancia Ypsilon Rally 4 HF | Elettronauti.it
    Lancia Ypsilon Rally 4 HF – Interni | Elettronauti.it

    Biasion esordì con i colori Lancia al volante della Rally 037 Gr. B nel 1983, vincendo sia il campionato italiano che quello europeo.

    Dal 1986 si dedicò esclusivamente ai rally mondiali, guidando la Delta S4 e ottenendo la sua prima vittoria in Argentina.

    Nel 1988, con cinque vittorie, conquistò il suo primo titolo mondiale con la Delta Integrale Gr. A, e nel 1989 bissò il successo, diventando campione del mondo per la seconda volta.

    In entrambi gli anni, vinse anche il prestigioso Safari Rally in Africa, l’unico italiano a riuscirci.

    Negli anni ’80 e ’90, Biasion legò indissolubilmente il suo nome a Lancia, diventando il pilota italiano più vincente di tutti i tempi e conducendo l’iconica Delta della scuderia Martini Racing al trionfo nei mondiali 1988 e 1989.

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    Il binomio Lancia – Biasion è sicuramente uno dei più iconici del motorsport, sicuramente con la sua esperienza, riuscirà a rendere competitivo ancora una volta il marchio italiano.

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    Nissan, fine degli investimenti in tecnologia ICE. Si concentra esclusivamente sul futuro elettrico

    Mentre Toyota, Mazda e Subaru uniscono le forze per sviluppare motori a combustione interna (ICE) di nuova generazione, un altro colosso automobilistico giapponese, Nissan, sceglie una strada radicalmente diversa. Ha infatti annunciato la fine degli investimenti in tecnologia ICE, concentrandosi esclusivamente sul futuro elettrico.

    "Il nostro futuro è l'auto elettrica. Non stiamo investendo in nuovi propulsori per ICE, questo è certo."
    François Bailly, vicepresidente senior e responsabile pianificazione AMIEO Nissan

    Bailly ha spiegato che la transizione dai veicoli a combustione interna a quelli completamente elettrici avverrà attraverso la tecnologia e-Power di Nissan, questa configurazione ibrida non convenzionale utilizza un motore a combustione come generatore per caricare la batteria, senza azionare direttamente le ruote, un sistema simile al motore rotativo della Mazda MX-30 e alla configurazione a due rotori del concept Iconic SP.

    Per ottimizzare l’efficienza nei suoi veicoli ibridi, Nissan punta a raggiungere un’efficienza termica del 50% nei motori a combustione utilizzati nella tecnologia e-Power.

    Questo rappresenterebbe un significativo progresso rispetto alla gamma Dynamic Force di Toyota, che attualmente raggiunge un’efficienza del 40% nei suoi motori a tre, quattro e sei cilindri.

    Nonostante la fine degli investimenti in nuovi motori a combustione, Nissan prevede una transizione graduale verso una gamma completamente elettrica.

    Le normative sulle emissioni variano infatti notevolmente tra le diverse regioni del mondo, con paesi come l’Africa che ancora consentono l’uso di veicoli Euro 2.

    Nissan adatterà quindi il proprio portafoglio ai requisiti locali, aggiornando i motori esistenti per rispettare normative più severe.

    Toyota, Mazda e Subaru lavoreranno sull’ICE?

    Nel frattempo, Toyota, Mazda e Subaru continuano a credere nel futuro dei motori a combustione interna, lavorando su soluzioni a quasi zero emissioni di carbonio.

    Toyota sta sviluppando nuovi motori a quattro cilindri in linea, Mazda ha creato un team dedicato ai motori rotativi, mentre Subaru, dal canto suo, sta preparando una nuova configurazione ibrida basata sul suo caratteristico motore boxer.

    Anche Honda sta facendo passi significativi verso l’elettrificazione, con l’obiettivo di passare completamente ai veicoli elettrici nei principali mercati, incluso il Nord America, entro il 2040.

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    Questi sviluppi segnano una fase cruciale per l’industria automobilistica, dove strategie divergenti potrebbero determinare il futuro della mobilità globale.

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    L’elettrico in Borsa: il mistero di Polestar

    Cosa nasconde Polestar, il famoso marchio premium di auto elettriche posseduto dal colosso cinese Geely, che ora controlla direttamente? Qualcosa bolle in pentola, e probabilmente non sarà indolore per i già martoriati azionisti… che già hanno visto scendere le azioni da 2,5 dollari a 0,8 dollari da inizio 2024.

    Deficiency Notice dal Nasdaq

    Già a metà maggio la società ha ricevuto un “Deficiency Notice” dal Nasdaq, il famoso listino americano in cui è quotata, in conseguenza del mancato deposito della relazione annuale sul bilancio terminato il 31 dicembre 2023. Il Nasdaq, infatti, come le altre Borse regolamentate, richiede la presentazione tempestiva di tutte le relazioni finanziarie periodiche richieste presso la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti. L’Avviso non ha alcun impatto immediato sulla quotazione dei titoli della società, che continueranno a essere negoziati sul Nasdaq, a condizione che la stessa continui a rispettare gli altri requisiti di quotazione. Secondo le regole di quotazione del Nasdaq, Polestar ha 60 giorni di calendario dalla data dell’avviso per presentare un piano di conformità al Nasdaq. Se il Nasdaq accetta il piano, alla Società possono essere concessi fino a ulteriori 180 giorni di calendario, ossia fino all’11 novembre 2024, per riottenere la conformità.

    Cosa succede ora?

    Il ritardo della pubblicazione dei numeri di bilancio 2023 e del primo trimestre 2024 sarebbe in parte dovuto al fatto che Polestar ha bisogno di più tempo per finalizzare i suoi rendiconti finanziari rispetto agli errori contabili nel 2021 e nel 2022 che saranno corretti nel rapporto del 2023. E quando parliamo di errori contabili, sappiamo che possono scattare facilmente class action a tutela degli azionisti che sono stati presi in giro dal management con numeri non veritieri in passato. L’azionista cinese dovrebbe quindi delistare la società e in ogni caso salvarla facendo un importante iniezione di nuovi capitali.

    Polestar: 36% in più di EV vendute | Elettronauti.it
    Polestar 2 | Elettronauti.it

    La necessità di nuova cassa, per poter continuare a produrre veicoli elettrici e quindi non chiudere le fabbriche, è già stata segnalata più volte in questa rubrica nei mesi scorsi. Nell’ultimo comunicato stampa di pochi giorni fa, Polestar si è impegnata a pubblicare il bilancio 2023 e l’update sui numeri del primo trimestre 2024entro la fine di giugno.

    E la Borsa si porta avanti…

    Come sempre succede sui mercati azionari, gli investitori si portano avanti e vendono il titolo sulle incertezze e la poca trasparenza sui conti. E non guardano certo ad eventuali nuovi modelli, senza prima capire se la società verrà salvata. Con in più la prospettiva che ci sia del dolo e che i comportamenti opachi sui numeri pubblicati in precedenza portiano ad azioni legali da parte degli azionisti presenti e passati. Il 13,4% delle azioni in circolazione (il cosiddetto “flottante”) è oggetto di short, ossia è stato venduto da chi specula su una ulteriore discesa del prezzo per poter poi ricomprare a livelli più bassi quindi chiudere l’operazione realizzando un guadagno. Cosa che si sta verificando, visto che Polestar in Borsa è scesa del 78% rispetto a 12 mesi fa (quindi inizio giugno 2023) e del -65% negli ultimi sei mesi, ossia da inizio 2024.

    Il grafico dei prezzi delle azioni Polestar negli ultimi 12 mesi (stockanalysis.com) | Elettronauti.it
    Il grafico dei prezzi delle azioni Polestar negli ultimi 12 mesi (stockanalysis.com) | Elettronauti.it
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    Che cosa ne pensate di questa situazione di Polestar?

    Nissan lancerà un nuovo SUV elettrico simile al Rogue

    Un nuovo SUV crossover elettrico, simile al Rogue Sport di Nissan, arriverà negli Stati Uniti e probabilmente in seguito anche in Europa, sarà la quinta EV che l’azienda costruirà nello stabilimento di Canton, nel Mississippi. Nel frattempo, Nissan sta ritardando la produzione di auto elettriche, dopo aver messo in pausa un investimento di 500 milioni di dollari.

    La produzione di veicoli elettrici Nissan negli USA è di nuovo in ritardo

    Nissan sta rinviando la produzione di veicoli elettrici a Canton per la seconda volta quest’anno. Dopo aver ritardato i piani per l’inizio della costruzione di auto elettriche presso l’impianto a gennaio, Nissan lo sta facendo di nuovo.

    L’inizio della produzione di due berline elettriche Nissan era previsto per giugno 2026. Tuttavia, Nissan ha posticipato la data al novembre 2026, citando “la necessità di migliorare la competitività del prodotto”, si legge in una nota inviata ai fornitori.

    Secondo una nuova nota visionata da Automotive News, Nissan ha chiesto ai fornitori di “interrompere tutte le attività di sviluppo relative al progetto della berlina EV fino a nuovo avviso”.

    Nissan non ha fornito una nuova data di inizio, ma ha detto che i fornitori possono aspettarsi un aggiornamento a metà giugno.

    Nissan lancerà un nuovo SUV elettrico simile al Rogue | Elettronauti.it
    Modello elettrico Infinity Nissan – probabilmente più richiesto – Fonte Nissan | Elettronauti.it
    “Credo che ci vorranno almeno sei o otto mesi prima che Nissan ritorni con un nuovo piano”.
    Portavoce di un fornitore
    “L'importante è assicurarsi di lanciare i veicoli che il cliente desidera, nel momento in cui lo desidera”.
    Jérémie Papin, Presidente Nissan America

    In arrivo un nuovo SUV elettrico simile alla Nissan Rogue

    In una nota separata, Nissan ha svelato i piani per l’introduzione di un SUV elettrico simile al Rogue. Secondo GlobalData, il nuovo EV, nome in codice PZ1L, avrà dimensioni simili al Nissan Rogue Sport.

    Sarà il quinto EV prodotto a Canton. I piani di produzione della casa automobilistica includono un paio di nuove berline elettriche, un marchio Nissan (nome in codice LZ1F) e un modello Infiniti (LZ1E). La produzione della LZ1F di Nissan è prevista per il novembre 2026, mentre la LZ1E seguirà nell’aprile 2027.

    Nissan dovrà agire rapidamente con i fornitori che chiedono risposte. Papin ha dichiarato che Nissan fornirà “chiarezza” sulla produzione di veicoli elettrici “abbastanza presto”.

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    Concept Nissan Rogue Elettrico – fonte Nissan | Elettronauti.it

    Nel frattempo, la produzione di Nissan nello stabilimento sta diminuendo. L’impianto di Canton è stato costruito per supportare oltre 410.000 veicoli all’anno, ma Nissan ha ridotto la sua capacità a circa 270.000 all’inizio del decennio.

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    Nissan Rogue Elettrico – concept interni – fonte Nissan | Elettronauti.it

    Un declino da recuperare per Nissan

    Sebbene la decennale LEAF di Nissan stia perdendo il suo favore, le vendite negli Stati Uniti sono scese del 50% quest’anno, il suo secondo veicolo elettrico, l’Ariya, sta recuperando terreno. Le vendite della Nissan Ariya sono aumentate del 45% nei primi tre mesi del 2024, con 4.142 unità vendute.

    La LEAF e la Ariya di Nissan sono già due dei veicoli elettrici più convenienti sul mercato, ma la concorrenza si sta intensificando.

    La produzione a Canton, Mississippi, dovrebbe essere di circa 204.500 unità nell’anno fiscale che terminerà il 21 marzo 2025. Con l’inizio della produzione di veicoli elettrici previsto per la fine del 2026, al più presto, come potrà Nissan tenere il passo?

    E’ probabile che nei prossimi mesi Nissan possa rivedere i suoi piani di produzione di veicoli elettrici negli Stati Uniti, per poter recuperare il tempo perso con la produzione di vetture termiche in continuo calo, anche in considerazione di annunci che vanno in senso contrario, come da noi precedentemente riferiti.

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    Voi credete che Nissan rivedrà il suo calendario di produzione massiccia di veicoli elettrici o continuerà a temporeggiare con il rischio di perdere altre quote di mercato?

    Fonte