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    La cattura di grandi quantità di CO2 è un’illusione

    L’industria del petrolio e del gas punta sulla cattura del carbonio come “soluzione” al cambiamento climatico. Il nuovo rapporto IEA, Agenzia internazionale per l’energia, dissipa questa idea e offre soluzioni reali.

    Il cambiamento climatico è una delle più grandi sfide che l’umanità deve affrontare oggi. Per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi Celsius, è necessario ridurre drasticamente le emissioni di gas serra, in particolare di anidride carbonica (CO2).

    Cattura della CO2 – Il processo

    Una delle possibili soluzioni al problema è la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS), un processo che consiste nel catturare la CO2 dai gas di scarico di centrali elettriche, industrie e altri impianti, per poi stoccarla in modo sicuro e permanente.

    Tuttavia, la CCS è una tecnologia ancora in fase di sviluppo e presenta una serie di problemi che ne rendono l’applicazione su larga scala problematica.

    Cattura e stoccaggio co2 credits duegradi | elettronauti,it
    Cattura e stoccaggio co2 credits duegradi | elettronautiit

    Il settore del petrolio e del gas rappresenta attualmente solo l’1% degli investimenti nell’energia pulita a livello globale. Un rapporto speciale dell’ IEA, pubblicato prima del vertice sul clima COP28, esplora come l’industria dei combustibili fossili “può adottare un approccio più responsabile e contribuire positivamente alla nuova economia energetica”.

    Questo significa che l’industria petrolifera può e deve contribuire in maniera massiccia fin da subito per ridurre le emissioni. E non attraverso la cattura di CO2 che ha diversi svantaggi:

    Costi elevati

    Il primo problema è il costo. La CCS è una tecnologia costosa, sia in termini di investimento iniziale che di esercizio. Il costo di cattura e stoccaggio di una tonnellata di CO2 si aggira tra 100 e 200 dollari. Questo costo è significativamente superiore al costo di produzione di energia da fonti rinnovabili, come l’eolico e il solare.

    Efficacia limitata

    Un altro problema è l’efficacia limitata della CCS. La tecnologia attuale è in grado di catturare solo una parte della CO2 presente nei gas di scarico. Secondo l’IEA, l’efficienza di cattura della CCS è attualmente compresa tra il 60 e l’80%.

    Rischi ambientali

    La CCS presenta anche alcuni rischi ambientali. In particolare, lo stoccaggio della CO2 nel sottosuolo può comportare il rischio di contaminazione delle falde acquifere o di innescare terremoti.

    Petrolio con gli anni contati

    La domanda globale sia di petrolio che di gas è destinata a raggiungere il picco entro il 2030, se non addirittura prima del 2025. Se i governi manterranno pienamente gli impegni nazionali in materia di energia e clima, la domanda scenderà del 45% al ​​di sotto del livello attuale entro il 2050. In un percorso verso il raggiungimento di emissioni zero entro la metà del secolo, necessario per mantenere l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C a portata di mano, l’uso di petrolio e gas diminuirà di oltre il 75% entro il 2050, fino ad azzerarsi, come i recenti accordi stanno ipotizzando.

    Oppure, per dirla in termini monetari, l’analisi del rapporto rileva che l’attuale valutazione delle società private di petrolio e gas potrebbe scendere del 25% rispetto ai 6 mila miliardi di dollari attuali se tutti gli obiettivi nazionali in materia di energia e clima venissero raggiunti.

    La cattura di grandi quantità di co2 è un'illusione | Elettronauti.it
    Industria petrolifera | elettronauti It

    Il bilanciamento tra produzione e cattura di CO2 è impossibile

    La strategia di transizione di ogni compagnia petrolifera e del gas può e deve includere un piano per ridurre le emissioni derivanti dalle proprie attività, ma le aziende con obiettivi di riduzione delle proprie emissioni rappresentano meno del 50% della produzione globale di petrolio e gas.

    L’IEA sottolinea inoltre che la cattura del carbonio non può essere utilizzata come fulcro da parte dell’industria dei combustibili fossili per mantenere un certo equilibrio tra produzione e cattura. Se il consumo di petrolio e gas naturale dovesse evolversi come previsto dalle attuali impostazioni politiche, limitare l’aumento della temperatura a 1,5°C richiederebbe la cattura di 32 miliardi di tonnellate di carbonio “del tutto inconcepibili” per l’utilizzo o lo stoccaggio entro il 2050.

    La quantità di elettricità necessaria per alimentare queste tecnologie sarebbe maggiore dell’attuale domanda di elettricità mondiale.

    Con il mondo che soffre gli effetti di una crisi climatica in peggioramento, continuare a fare business come al solito non è né socialmente né ambientalmente responsabile.
    L’industria [del petrolio e del gas] deve impegnarsi ad aiutare veramente il mondo a soddisfare i propri bisogni energetici e gli obiettivi climatici, il che significa abbandonare l’illusione che quantità implausibilmente grandi di cattura del carbonio siano la soluzione.
    Fatih Birol – direttore esecutivo IEA

    Come contribuire per limitare il problema

    Il rapporto rileva che il settore del petrolio e del gas è ben posizionato per potenziare alcune tecnologie cruciali per la transizione verso l’energia pulita, come l’energia eolica offshore e l’energia geotermica. Dovrà cambiare rotta anche in molti altri aspetti della sua attività. È necessario aumentare gli investimenti nelle strutture di ricarica dei veicoli elettrici: trasformare le stazioni di servizio in stazioni di veicoli elettrici. Il settore può anche spostarsi ulteriormente verso l’industria del riciclaggio della plastica poiché i divieti globali sulla plastica continuano a crescere.

    La produzione, il trasporto e la lavorazione di petrolio e gas comportano quasi il 15% delle emissioni globali legate all’energia, pari all’intera emissioni legate all’energia degli Stati Uniti. Le emissioni dell’industria dei combustibili fossili devono diminuire del 60% entro il 2030 per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C entro il 2050. L’intensità delle emissioni dei produttori di petrolio e gas con le emissioni più elevate è attualmente da cinque a dieci volte superiore a quelle con le emissioni più basse, dimostrando l’enorme potenziale per miglioramenti. È quindi necessario aumentare l’efficienza ed elettrificare le proprie strutture in tutto il settore.

    Anche gli utenti finali, tutti noi, possiamo contribuire in maniera diretta per limitare molte delle fonti di inquinamento atmosferico e di gas serra.

    Semplicemente modificando leggermene le nostre abitudini in fatto di acquisti e consumi : queste passano dall’uso meno frequente di auto inquinanti a favore di mezzi più sostenibili, i prodotti che acquistiamo quotidianamente che siano quanto più possibile da aziende che investono e contribuiscono alla riduzione di emissioni nella loro produzione o dell’uso della plastica, al consumo minore di carne da allevamenti intensivi, sia per il nostro benessere ma anche per quello animale. Le cose sono molteplici ma se pensate di essere frenati a “provare” anche solo una di queste, vi renderete conto di quanto bene si può fare. Dopotutto lo facciamo in primis per noi stessi, anche se gli effetti si vedranno nel lungo periodo.

    Il nostro commento

    Crediamo in un futuro migliore e crediamo nelle capacità degli essere umani, questo è ciò che ci auguriamo possa essere il pensiero comune.


    Voi cosa pensate riguardo alla tecnica di cattura della CO2?

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