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    HomeInfrastrutture di ricaricaRiprende la sperimentazione ARERA: 6 kW gratuiti fino al 2025

    Riprende la sperimentazione ARERA: 6 kW gratuiti fino al 2025

    ARERA ha esteso fino al 31 dicembre 2025 l’aumento di potenza gratuito fino a 6 kW per la ricarica dei veicoli elettrici all’interno delle utenze domestiche durante la notte (dalle 23 alle 7), la domenica e nei giorni festivi, senza costi aggiuntivi o modifiche contrattuali.

    Il contributo è rivolto agli utenti domestici e non domestici (contratto configurato come “Altri usi”) connessi alla rete elettrica in bassa tensione (230V monofase oppure 400V trifase), con una potenza impegnata non inferiore a 2 kW e non superiore a 4,5 kW.

    Il contatore deve essere del tipo elettronico telegestito, di prima o seconda generazione, mentre il dispositivo di ricarica deve essere presente nell’elenco di quelli idonei alla sperimentazione e avere la dichiarazione di conformità rilasciata da parte dell’installatore ai sensi del decreto ministeriale n. 37/2008.

    É possibile richiedere l’aumento di potenza dal 15 febbraio 2024 al 31 dicembre 2024 sul portale di Invitalia, accedendo con il proprio codice SPID e seguendo la procedura.

    Aumento di potenza concesso da ARERA sì, ma attenzione al cavo!

    La sperimentazione messa in atto dall’ARERA consente di ricaricare il proprio veicolo elettrico ad una potenza maggiore, quindi più velocemente, e senza costi aggiuntivi.

    Per chi ne ha la possibilità è quindi un’occasione da non farsi scappare, ma attenzione al cavo di alimentazione della colonnina e all’impianto elettrico dell’abitazione.

    Se per esempio prendiamo una fornitura “standard” da 3 kW monofase (che diventano 3,3 kW con l’incremento del 10% concesso dal distributore di rete), un aumento di potenza a 6 kW significa raddoppiare, oltre che la potenza, anche la corrente circolante nel circuito.

    Riprende la sperimentazione arera: 6kw gratuiti fino al 2025 | elettronauti. It
    Open meter 2 0 fonte e distribuzione | elettronauti It

    Ampere, interruttore e portata del cavo

    Per andare più nel dettaglio, se con il rapporto I=P/V (dove I è la corrente elettrica in Ampere, P è la potenza in Watt e V è la tensione in Volt) otteniamo che una fornitura da 3 kW a 230 V comporta il passaggio di circa 13 A (3000 W / 230 V), una fornitura da 6 kW ne prevede esattamente il doppio, 26 A (6000 W / 230 V).

    Fino a qui tutto semplice, ma è bene verificare che l’impianto elettrico sia dimensionato per il passaggio di quella corrente “aggiuntiva”, soprattutto nelle case meno moderne dove gli impianti elettrici non erano studiati per alimentare tutte le utenze elettriche che abbiamo oggi, e dove si corre il rischio che i cavi siano sotto dimensionati.

    I cavi elettrici infatti, in base alla sezione, alla lunghezza ed al tipo di posa, hanno una portata di corrente differente, ed un corretto dimensionamento prevede che la corrente di impiego sia minore o uguale alla corrente nominale dell’interruttore, che a sua volta deve essere minore o uguale alla portata del cavo (secondo il rapporto Ib<=In<=Iz).

    Questo significa che se l’impianto elettrico è realizzato a regola d’arte ma non è sufficientemente capiente da poter garantire una fornitura da 6 kW, l’interruttore magnetotermico generale, o quello a protezione della colonnina, scatti per sovraccarico proteggendo la linea dal surriscaldamento e quindi da rischi maggiori come l’incendio.

    La sezione del cavo deve essere adeguata tanto sulla tratta che va dal quadro elettrico alla colonnina di ricarica, quanto sulla dorsale che porta dal contatore al quadro elettrico.

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    Sistema elettrico domestico fonte mennekes | elettronauti It

    Alcuni esempi pratici

    Esempio 1: richiedo la fornitura da 6 kW che corrisponde a 26 A, ma l’impianto elettrico domestico è dimensionato per 3 kW (13 Ampere) e l’interruttore magnetotermico generale dell’abitazione è da 16 A; facendo circolare 26 A su un’interruttore da 16 A, più o meno velocemente in base alle caratteristiche dell’interruttore, questo scatterà mettendo fuori servizio una parte o tutto l’impianto elettrico dell’abitazione.

    Esempio 2 (vietato da seguire!) : per ovviare al problema dell’esempio precedente decido di buttarmi sull’operazione più sbagliata che possa fare in un impianto elettrico: il “fai da te”. Decido quindi di sostituire l’interruttore generale della casa e quello a protezione della colonnina con uno di taglia superiore, di fatto perdendo la coordinazione tra la sezione del cavo e la corrente nominale dell’interruttore. Ecco la peggiore delle condizioni che si possa verificare. L’interruttore, avendo una corrente di intervento superiore alla portata del cavo, non sarà in grado di intervenire per sovraccarico, permettendo al cavo sottodimensionato di surriscaldarsi fino a provocare l’incendio!

    L’importanza di affidarsi a professionisti

    Memori degli esempi riportati, è chiara l’importanza, e l’obbligo, di affidarsi a professionisti abilitati alla progettazione ed installazione degli impianti elettrici, per garantire la continuità di servizio e non incorrere in incidenti anche molto gravi e potenzialmente mortali.

    Come detto in precedenza, tra i documenti per aderire alla sperimentazione è richiesta la dichiarazione di conformità rilasciata da parte dell’installatore ai sensi del decreto ministeriale n. 37/2008.

    Questa dichiarazione non è solo “un pezzo di carta”, ma è l’attestazione che l’impianto elettrico è stato dimensionato ed installato alla regola d’arte.


    Hai già aderito alla sperimentazione dell’ARERA?

    Fonte

    1. Sehr interessantes Fahrzeug, würde mich über weitere Informationen freuen. Bin begeistert, es wäre das richtige Fahrzeug für meine Frau und…

    Lorenzo
    Lorenzo
    Appassionato di tutte le forme di energia, in particolare di quelle rinnovabili, che credo siano il vero valore aggiunto per una mobilità sostenibile. Con le auto elettriche è stato amore grazie ad un retrofit tra i banchi di scuola.

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