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Automotive, la Cina punta a dominare il mercato mondiale entro il 2035

5 min.

La geografia dell'industria automobilistica mondiale potrebbe cambiare profondamente nel corso dei prossimi nove anni. Secondo una nuova indagine realizzata da KPMG, entro il 2035 ben sei dei dieci maggiori costruttori automobilistici mondiali potrebbero avere il proprio quartier generale in Cina. Una prospettiva che evidenzia la crescente influenza dei produttori asiatici e mette sotto pressione i marchi storici europei, giapponesi e americani.

Il dato emerge dalla 26ª edizione del Global Automotive Executive Survey, uno studio che ha coinvolto 775 dirigenti del settore automobilistico provenienti da diverse aree geografiche. Non si tratta di una previsione certa sulle quote di mercato, ma delle aspettative espresse dai protagonisti dell'industria, che osservano una trasformazione sempre più rapida degli equilibri competitivi.

La ricerca mette in evidenza un cambiamento importante. In futuro, infatti, il successo di un costruttore non dipenderà soltanto dalla capacità di produrre automobili, ma anche dall'integrazione di software, intelligenza artificiale, batterie e servizi digitali.

Software e intelligenza artificiale diventano decisivi per i costruttori

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il ruolo delle tecnologie digitali. Il 51% dei dirigenti intervistati ritiene che software e tecnologie digitali diventeranno il principale elemento di differenziazione competitiva entro il 2035.

Questo significa che la tradizionale competizione basata su motori, prestazioni, design e capacità produttiva sarà sempre più affiancata da nuovi fattori. Tra questi troviamo sistemi avanzati di assistenza alla guida, abitacoli intelligenti, aggiornamenti software da remoto e servizi connessi.

Già oggi il cambiamento è evidente. Il 49% degli intervistati considera le funzionalità dei veicoli definiti dal software e gli aggiornamenti Over-the-Air componenti ormai consolidate della propria offerta. Il 42% dichiara inoltre di avere una strategia complessiva per i Software Defined Vehicles già sufficientemente sviluppata.

Rimane però una distanza significativa tra gli investimenti annunciati e i risultati effettivamente raggiunti. Secondo KPMG, soltanto il 36% delle iniziative legate all'intelligenza artificiale e al software supera la fase sperimentale, arrivando a essere utilizzato su scala aziendale.

Anche i tempi di implementazione rappresentano un ostacolo. Il 92% delle aziende coinvolte impiega almeno dodici mesi per introdurre una nuova soluzione digitale, software o basata sull'intelligenza artificiale in tutta l'organizzazione. Per oltre un terzo delle imprese servono addirittura più di due anni.

La Cina investe più dell'Europa nelle nuove tecnologie

La regione Asia-Pacifico sembra avere un vantaggio importante nella corsa all'innovazione. Il 57% dei dirigenti intervistati in quest'area segnala investimenti significativi nell'intelligenza artificiale e nelle tecnologie emergenti.

In Europa la percentuale scende al 52%, mentre nelle Americhe si ferma al 48%. Il divario riguarda anche l'integrazione delle tecnologie per la guida autonoma e dei sistemi avanzati di assistenza.

In questo ambito, il 52% degli intervistati dell'area Asia-Pacifico segnala progressi nell'integrazione di queste soluzioni, contro il 44% registrato sia in Europa sia nelle Americhe.

Questi risultati aiutano a comprendere perché i costruttori cinesi stiano guadagnando attenzione internazionale. Negli ultimi anni, aziende come BYD, Geely e altri gruppi asiatici hanno rafforzato le proprie competenze nella mobilità elettrica, nello sviluppo delle batterie e nell'elettronica di bordo.

La loro competitività non deriva soltanto dai prezzi, ma anche dalla velocità con cui riescono a sviluppare nuove piattaforme e integrare tecnologie digitali nei propri modelli.

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Le collaborazioni diventeranno fondamentali per il settore automotive

Un altro elemento destinato a influenzare il mercato riguarda le partnership industriali. Secondo lo studio KPMG, la quota di valore generata attraverso collaborazioni esterne ed ecosistemi aziendali potrebbe passare dall'attuale 30% al 44% nei prossimi tre anni.

Per i costruttori questo significa sviluppare rapporti sempre più stretti con aziende tecnologiche, produttori di batterie, fornitori di semiconduttori e società specializzate nell'intelligenza artificiale.

La trasformazione riguarda anche il concetto stesso di automobile. Il valore economico non sarà generato esclusivamente dalla vendita del veicolo, ma anche attraverso servizi connessi, sistemi energetici, soluzioni finanziarie e nuove applicazioni tecnologiche.

In questo scenario, la fiducia dei clienti diventerà altrettanto importante. Circa la metà dei dirigenti ritiene che la fiducia nelle funzionalità digitali e nei servizi connessi influenzerà significativamente il successo dei marchi nei prossimi tre anni.

I costruttori europei rischiano di perdere terreno?

Per l'industria automobilistica europea, i risultati della ricerca rappresentano un importante campanello d'allarme. Marchi storici come Volkswagen, Mercedes-Benz, BMW e Stellantis devono affrontare una concorrenza che non riguarda più soltanto la qualità costruttiva o il prestigio del marchio.

La sfida si gioca sempre più sulla capacità di sviluppare piattaforme elettriche competitive, ridurre i costi industriali e offrire tecnologie digitali realmente utili ai clienti.

La Cina dispone già di una filiera particolarmente sviluppata nel settore delle batterie e della mobilità elettrica. Inoltre, la stretta collaborazione tra produttori automobilistici e aziende tecnologiche consente di accelerare lo sviluppo di nuove soluzioni.

Questo non significa che i produttori europei siano destinati a scomparire dai vertici mondiali. Significa, piuttosto, che dovranno ripensare strategie, investimenti e modelli industriali per mantenere la propria competitività.

Il 2035 potrebbe quindi segnare una nuova fase nella storia dell'automobile, con un equilibrio internazionale molto diverso da quello attuale. La capacità di unire elettrificazione, software, intelligenza artificiale e nuovi servizi sarà probabilmente determinante per stabilire chi guiderà il mercato globale.



Qual è la vostra opinione? Lasciate un commento e diteci chi guiderà il futuro dell'automobile

Fonte
  • https://kpmg.com/xx/en/media/press-releases/2026/10/automotive-executives-predict-a-new-competitive-order-by-2035.html
Andrea Cornali

Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.