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La roadmap cinese al 2030 per batterie allo stato solido, agli ioni di sodio e altre tecnologie di accumulo
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Batterie, la Cina traccia la roadmap al 2030 tra stato solido e ioni di sodio

4 min.

La Cina ha definito la propria roadmap per l’industria delle batterie nel periodo 2026-2030. Il piano nazionale, pubblicato il 28 settembre, indica tra i traguardi per la fine del decennio l’applicazione preliminare su larga scala delle batterie interamente allo stato solido, insieme allo sviluppo delle tecnologie agli ioni di sodio, delle batterie a flusso e dei prodotti al litio a lunga durata.

Il documento è stato emanato congiuntamente da sette organismi governativi, tra i quali il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma e l’Amministrazione nazionale dell’energia. Datato 14 settembre, il piano non stabilisce uno specifico obiettivo di capacità produttiva o di valore della produzione.

Gli obiettivi per tecnologia e qualità produttiva

La roadmap mantiene le batterie agli ioni di litio al centro della strategia, ma affianca loro un portafoglio più ampio di tecnologie. Per il 2030 prevede prodotti al litio a lunga durata capaci di raggiungere 15.000 cicli e tassi di difettosità nell’ordine delle parti per miliardo presso i principali produttori. Quest’ultimo obiettivo riguarda la qualità industriale, mentre il valore dei 15.000 cicli non deve essere attribuito automaticamente alle celle allo stato solido.

Il programma comprende inoltre lo sviluppo di materiali per elettrodi, nuovi elettroliti e materiali ausiliari di fascia alta. La ricerca dovrà interessare anche batterie agli ioni di metalli alcalini, sistemi a ioni multivalenti, tecnologie metallo-aria e metallo-zolfo e batterie nucleari. Per gli ioni di sodio, lo stato solido e le altre soluzioni emergenti è previsto anche un lavoro sugli standard.

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Sul fronte dello stoccaggio, il governo vuole ampliare l’impiego delle batterie nei sistemi di generazione e nelle reti, oltre che nei parchi industriali e nei centri dati. Il piano chiede nuovi scenari applicativi e un coordinamento più stretto tra l’espansione dell’offerta e la domanda effettiva.

Le batterie agli ioni di sodio vengono collocate accanto a quelle al litio e a flusso, senza un obiettivo quantitativo di diffusione. Il documento non indica neppure che debbano sostituire le batterie al litio ferro fosfato: le inserisce invece in un sistema di approvvigionamento basato su più chimiche.

Lo stato solido resta un obiettivo complesso

La formulazione del piano richiede cautela. Il testo parla di applicazione preliminare su larga scala entro il 2030, mentre altre ricostruzioni dello stesso indirizzo lo descrivono come un obiettivo di produzione o diffusione di massa. Le informazioni disponibili non chiariscono inoltre quale parte di queste batterie sarà destinata ai veicoli elettrici e quale allo stoccaggio o ad altri impieghi.

Restano aperte questioni relative a costi, prestazioni, stabilità, materiali e processi produttivi. Lo stesso ministero ha riconosciuto nell’industria cinese criticità legate all’innovazione e agli squilibri tra domanda e offerta.

Robin Zeng, presidente di CATL, aveva valutato la maturità della tecnologia allo stato solido al livello 4 su 9, con il livello 9 corrispondente alla prontezza per la produzione di massa. Secondo Zeng, l’adozione su milioni di veicoli sarebbe improbabile prima della fine del decennio, perché costi e prestazioni rappresentano ancora ostacoli.

CATL prevede di avviare una produzione limitata nel 2027, ma ha indicato come complesso il successivo passaggio a volumi molto più elevati. Anche Robert Lee, presidente per il Nord America di LG Energy Solution, ha richiamato le difficoltà nella produzione di celle allo stato solido di grandi dimensioni e prevede che le prime applicazioni di massa non riguarderanno i veicoli elettrici.

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Le batterie semi-solide sono già impiegate in quantità limitate su veicoli in Cina, ma questi utilizzi non dimostrano che le celle completamente allo stato solido siano pronte per una diffusione ampia. Una previsione attribuita a BloombergNEF indica per questa tecnologia una quota del 10% della domanda globale combinata di veicoli elettrici e sistemi di accumulo a batteria entro il 2035.

Più controllo sulla crescita dell’industria

La roadmap affianca agli obiettivi tecnologici una maggiore attenzione alla governance. Il ministero intende rafforzare i meccanismi di allerta preventiva sulla capacità, la supervisione della qualità e la regolamentazione della concorrenza sui prezzi, con l’obiettivo dichiarato di evitare brusche oscillazioni tra domanda e offerta.

Il piano sostiene anche fusioni e consolidamento industriale, riciclo, gestione della sicurezza e investimenti esteri più ordinati. L’espansione della capacità non è quindi l’unico parametro della strategia: il documento assegna un ruolo esplicito alla qualità produttiva, allo sviluppo tecnologico e al coordinamento con la domanda effettiva.

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Una domanda per voi

Quale ostacolo tra costi, prestazioni e produzione ritenete più difficile da superare per portare le batterie allo stato solido su larga scala?

Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

Fonti (3)
  • https://www.pv-magazine.com/2026/10/01/china-sets-2030-battery-targets-backs-sodium-ion-and-solid-state/
  • https://insideevs.com/news/810656/china-solid-state-batteries-2030/
  • https://insideevs.it/news/810727/batterie-stato-solido-2030-cina-difficile/
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