BESS in Italia, 26 autorizzazioni per 3,25 GW a settembre
Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha rilasciato, tra il 7 e il 25 settembre 2026, 26 autorizzazioni uniche per sistemi di accumulo a batterie in Italia. La potenza complessiva indicata è di circa 3,25 GW, distribuita tra progetti di dimensioni e collocazioni geografiche molto differenti.
L’ultimo titolo del periodo, formalizzato con il decreto 270/2026, riguarda “Acquaviva 2”: un BESS da 56 MW proposto da Adriatic 2 Srl ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari. Nello stesso sito è stato autorizzato anche “Acquaviva 1”, impianto da 100 MW riconducibile ad Adriatic 1 Srl.
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I gruppi con più autorizzazioni e potenza
Fvg Renewables risulta il gruppo con il maggior numero di titoli: tramite la controllata Titus 1 Srl ha ottenuto tre autorizzazioni per “Lazzari 01”, “Lazzari 02” e “Lazzari 03”, nei Comuni di Codrongianos e Ploaghe, in provincia di Sassari. I tre progetti raggiungono complessivamente 200,46 MW di potenza nominale, corrispondenti a 181,26 MW in immissione.
ACL Energy guida invece per potenza complessivamente autorizzata, con 362 MW suddivisi tra “Carpi BESS”, da 102 MW in provincia di Modena, e “Castelverde BESS”, da 260 MW in provincia di Cremona. Quest’ultimo è il secondo impianto più grande tra quelli considerati nel mese.
Tre autorizzazioni sono state ottenute anche da società controllate da Bluefield Partners. Si tratta di “Genzano”, da 30 MW, e di “Ittiri A” e “Ittiri B”, da circa 60 MW ciascuno. Per ognuno dei due sistemi sardi sono previste 48 unità containerizzate con batterie e inverter da 1.255 kW, oltre a un’autonomia indicata di quattro ore.
Hergo Renewables, joint venture tra Eni e Infrastrutture Spa, ha ricevuto due titoli: uno per “Brindisi 2”, da 97,66 MW, e uno per il BESS di Cisterna di Latina, indicato a 92,52 MVA. Le informazioni disponibili attribuiscono ai due progetti circa 190 MW complessivi, ma non chiariscono ulteriormente la confrontabilità diretta tra i valori espressi in MW e MVA.
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Sud e isole concentrano 19 progetti
La distribuzione territoriale vede il Mezzogiorno e le isole raccogliere 19 autorizzazioni su 26, per circa 1,89 GW: il 58% della potenza totale riportata. La Puglia è la prima regione per potenza, con 673 MW distribuiti tra Nardò, Brindisi, Andria, Sant’Agata di Puglia e Acquaviva delle Fonti.
La Sardegna raggiunge la Puglia per numero di titoli, sei, ma presenta una concentrazione più marcata: tutti i progetti ricadono nella provincia di Sassari e valgono complessivamente circa 425 MW. Oltre ai tre impianti “Lazzari” e ai due di Ittiri, il quadro comprende “Truncu Reale 2” di Iberdrola, da 103,95 MW.
Il maggiore addensamento comunale è segnalato a Rotello, in provincia di Campobasso. Qui sono stati autorizzati nello stesso giorno tre impianti appartenenti a operatori differenti: 60 MW di S2S Energy, 242 MW di FRV e 188 MW di Benny Energia. La potenza complessiva raggiunge così 490 MW.
Nel Lazio i tre progetti autorizzati rappresentano complessivamente 569 MW: “Valmontone” di Sphera Energy, da 250,44 MW; “Castra energiae tuscanorum” di Rinascita Holding, da 226,2 MW; e il sistema di Hergo a Cisterna di Latina. Al Nord risultano invece quattro progetti per circa 790 MW, tra i quali “Cumiana” in Piemonte e “Castelverde BESS” in Lombardia, oltre agli impianti emiliani di Carpi e Ferrara.
Sei grandi impianti valgono il 45% della potenza
La taglia mediana delle 26 autorizzazioni è di 100 MW, mentre quella media sale a circa 125 MW. Dieci impianti si collocano tra 90 e 105 MW; complessivamente, 14 non superano i 100 MW e sei sono compresi tra 100 e 200 MW.
I sei progetti oltre i 200 MW concentrano circa 1,47 GW, pari al 45% della potenza autorizzata. Sono “Cumiana” di Redelfi, da 267,84 MW; “Castelverde BESS” di ACL Energy, da 260 MW; “Valmontone” di Sphera Energy, da 250,44 MW; “Rotello” di FRV, da 242 MW; “Castra energiae tuscanorum” di Rinascita Holding, da 226,2 MW; ed “ETC SAP BESS” di Energy Total Capital, da 222 MW. All’estremo opposto si trova “Genzano”, da 30 MW.
Anche i cronoprogrammi presentano differenze rilevanti: le durate indicate vanno dai circa sette mesi previsti per il progetto di Tuscania ai 13 mesi di “Acquaviva 1”, passando per i 18 mesi di Sant’Agata di Puglia e i 24 di Castelverde. Per “Ittiri A” e “Ittiri B” sono riportati tempi di 26-27 mesi.
Una domanda per voi
Quale criterio dovrebbe avere maggiore peso nella distribuzione territoriale dei nuovi sistemi BESS autorizzati in Italia?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.
Fonte
- https://www.pv-magazine.it/2026/10/01/bess-a-chi-e-dove-vanno-le-autorizzazioni-di-un-settembre-record/

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