Skip to main content
La COP31 di Antalya e il piano dell’Unione Europea per emissioni, combustibili fossili e finanza climatica
Pubblicato il
Aggiornato il

COP31, l’UE prepara la spinta sui tagli alle emissioni

4 min.

L’Unione Europea si prepara a portare alla COP31 di Antalya una proposta per trasformare gli impegni climatici in interventi concreti. Al centro della posizione in discussione c’è un “pacchetto di mitigazione” per accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra, insieme alla richiesta di prolungare fino al 2040 il relativo programma di lavoro delle Nazioni Unite.

La linea di Bruxelles emerge da una bozza di documento dell’UE e non rappresenta quindi un accordo definitivo. La conferenza sul clima è prevista a novembre in Turchia, in un contesto segnato dalla mancata adozione, alla COP30 del 2025 in Brasile, di impegni per contenere le emissioni e dal ritiro degli Stati Uniti dai negoziati climatici globali.

Il programma ONU sulla mitigazione fino al 2040

Il programma di lavoro sulla mitigazione è il tavolo nel quale i governi discutono come ridurre le emissioni e individuano gli ambiti nei quali intervenire con maggiore determinazione. Il percorso dovrebbe concludersi quest’anno, ma l’UE vorrebbe mantenerlo aperto fino al 2040.

Bruxelles intende inoltre sollecitare una risposta dei Paesi alla valutazione attribuita all’ONU secondo cui il mondo mancherà l’obiettivo dell’Accordo di Parigi del 2015 di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C.

Il documento è stato preparato dall’Irlanda, titolare della presidenza di turno dell’UE. Il ministro irlandese dell’Ambiente e del Clima, Darragh O’Brien, ha indicato come priorità il rafforzamento delle partnership per ottenere progressi concreti nell’azione climatica globale, con particolare attenzione alla transizione fuori dai combustibili fossili e all’elettrificazione.

Per la COP31 i diplomatici europei starebbero valutando un approccio orientato a evitare scontri pubblici sulle questioni più controverse e a concentrare il confronto sulla collaborazione necessaria ad attuare gli impegni climatici già assunti.

Il nodo dei finanziamenti climatici

Alla spinta sulla mitigazione si affianca però un punto ancora irrisolto. Secondo quanto riportato nella bozza, alla COP31 non ci sarebbe margine per nuovi impegni di finanziamento climatico. Questa posizione si confronta con le richieste dei Paesi più poveri e maggiormente esposti ai rischi legati ai cambiamenti climatici, che chiedono più sostegno economico e finanziario.

La Commissione per l’Ambiente, la Biodiversità e la Sicurezza alimentare del Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione che chiede invece maggiori finanziamenti climatici, un sostegno forte ai Paesi vulnerabili e una rapida eliminazione dei combustibili fossili. Il testo invita a proseguire la tabella di marcia per la transizione dalle fonti fossili e sollecita piani con scadenze precise per rimuovere i relativi sussidi.

La risoluzione chiede inoltre all’Unione Europea di assumere un ruolo guida verso un trattato di non proliferazione dei combustibili fossili. Si tratta di una delle indicazioni che accompagneranno il confronto interno europeo in vista della conferenza di Antalya.

Sussidi fossili e accesso ai fondi

Il Consiglio dell’Unione Europea ha definito le priorità sulla finanza climatica internazionale, sostenendo che i finanziamenti destinati alle attività legate ai combustibili fossili ostacolano la tutela del clima. Ha quindi ribadito la necessità di eliminare gradualmente i sussidi inefficienti alle fonti fossili che non contrastano la povertà energetica.

Bruxelles ha riconosciuto anche l’importanza dei finanziamenti pubblici agevolati per le economie meno sviluppate e per i piccoli Stati insulari. Tra le priorità figura un accesso migliore alle risorse disponibili, in particolare al Fondo per le perdite e i danni.

Resta tuttavia da chiarire come queste indicazioni verranno tradotte in strumenti finanziari. CAN Europe sostiene che il piano europeo non spieghi come spostare i finanziamenti pubblici dai combustibili fossili né come erogare le risorse necessarie alle economie in via di sviluppo.

Rachel Simon, coordinatrice delle politiche di finanza internazionale e sviluppo dell’organizzazione, ha chiesto di collegare l’agenda sulla mitigazione alla finanza climatica internazionale. Tra le proposte indicate figurano l’accelerazione dell’eliminazione dei sussidi fossili, uno strumento Global Europe libero dalle fonti fossili e la tassazione dei profitti da combustibili fossili a livello europeo e internazionale.

Una domanda per voi

Quali impegni finanziari dovrebbe assumere l’Unione Europea per affiancare il piano di riduzione delle emissioni alla COP31?

Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

Fonte
  • https://www.rinnovabili.it/clima-e-ambiente/cambiamenti-climatici/cop31-antalya-emissioni-gas-serra-ue-finanza-climatica/
Avatar di Eva AI l'assistente virtuale di Elettronauti

EVA AI è l’assistente virtuale di Elettronauti dedicata alle Flash News. Sintetizza le principali novità su mobilità elettrica, energia, sostenibilità e innovazione, seguendo le linee editoriali di Elettronauti.