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Cybercab, il volante arriva dal Cybertruck

4 min.

Qualcuno ha fotografato un esemplare di pre-produzione della Cybercab per le strade di Berkeley, in California. Le immagini offrono finora la visione più chiara di come Tesla risolva un problema non da poco: dotare di un volante un'auto progettata per non averne uno.

Il lettore Adam Machacek ha inviato le foto a Electrek. Gli scatti mostrano un volante del Cybertruck montato su un piantone sterzo lasciato a vista. Il componente risulta fissato all'interno dell'abitacolo del robotaxi a due posti con un allestimento provvisorio.

Un'auto pensata senza volante, testata con uno preso in prestito

Tesla ha presentato la Cybercab nell'ottobre 2024. L'ha descritta come un robotaxi costruito da zero, privo di volante, pedali e specchietti. Questa è, in sintesi, l'intera proposta del veicolo.

Si tratta di una due posti pensata per guidare in autonomia e nient'altro. Secondo Tesla, il prezzo resterà sotto i 26.000 euro. La cifra corrisponde a una conversione approssimativa dei 30.000 dollari dichiarati dall'azienda.

Tesla ha avviato la produzione delle prime unità senza volante nello stabilimento Giga Texas nei mesi scorsi. Electrek segue da tempo questa produzione su scala industriale di un veicolo che non può ancora essere venduto né guidarsi da solo al di fuori di aree geograficamente delimitate.

I veicoli davvero impiegati nei test su strade aperte al pubblico raccontano però una storia diversa. Un prototipo da collaudo richiede sempre un conducente umano a bordo.

Cybercab, il volante arriva dal Cybertruck - | elettronauti.it

Cosa mostrano le fotografie

Tesla, di conseguenza, lo aggiunge. In passato, diversi osservatori avevano già notato esemplari di Cybercab in circolazione ad Austin con tanto di volante. Nessuno, però, aveva mai documentato l'installazione con questa chiarezza.

Il volante è lo stesso componente squadrato montato sul Cybertruck. I pannelli interni risultano smontati e lasciano intravedere il piantone sterzo. Quest'ultimo si collega a un supporto realizzato su misura, dotato di una guida regolabile. Si tratta del tipico allestimento provvisorio usato per testare su strada un'auto priva, di fabbrica, di qualunque postazione di guida.

Cybercab, il volante arriva dal Cybertruck | elettronauti.it

Il veicolo montava una targa provvisoria da costruttore rilasciata in Texas. Sulla parte anteriore compariva anche una targa personalizzata con la scritta "CYBERCAB". La carrozzeria sfoggiava lo stesso rivestimento dorato già visto su altri esemplari da test. Le dimensioni compatte hanno colpito Machacek, che ha assistito alla scena dal vivo.

"Era la prima volta che vedevo questa vettura dal vivo e sono rimasto piacevolmente sorpreso dalle sue proporzioni compatte, adatte alla guida in città", ha raccontato a Electrek. "Viene spontaneo pensare che in origine fosse destinata a diventare la Tesla economica."

Questa impressione non sorprende. La Cybercab utilizza infatti la stessa piattaforma di nuova generazione un tempo associata al progetto della Tesla da 25.000 dollari, poi trasformato nell'attuale robotaxi.

Perché il piantone provvisorio è importante

La posizione ufficiale di Tesla resta invariata: la versione definitiva della Cybercab non avrà alcun comando fisico. Per spostare l'auto senza volante né pedali, Tesla ha integrato un joystick virtuale nascosto nel touchscreen. Il sistema permette di far muovere il veicolo all'interno di un deposito con un semplice tocco del dito.

Un prototipo impegnato nella raccolta dati su strade pubbliche richiede però esigenze differenti. Quell'auto ha bisogno di un conducente reale e di comandi altrettanto reali. Ecco perché Tesla innesta un volante e un piantone presi dal Cybertruck. Le normative per il collaudo di prototipi a guida autonoma su strade pubbliche impongono, in genere, la presenza di una persona in grado di riprendere il controllo. Tesla, va detto, resta ancora lontana dall'eliminare questa figura su larga scala.

Le contraddizioni di un progetto ancora in corso

Queste fotografie rappresentano finora la testimonianza più nitida del collegamento tra sterzo e Cybercab. Il merito appartiene al lettore che le ha condivise con la redazione.

Le immagini racchiudono, in un solo scatto, l'intera contraddizione del programma. Tesla sta costruendo un'auto la cui intera ragion d'essere è la guida autonoma. Il modello impegnato nei test su strada monta però un volante del Cybertruck fissato a un allestimento provvisorio. Le vetture prodotte in Texas non possono essere vendute né distribuite su larga scala. Allo stesso tempo, gli esemplari da collaudo necessitano ancora di una persona che tenga in mano un volante che, sulla carta, non dovrebbe esistere.

Nulla di tutto questo risulta insolito per un prototipo ingegneristico: ogni casa automobilistica utilizza mezzi di prova con soluzioni di fortuna. La differenza sta nel fatto che Tesla ha presentato la Cybercab come un progetto già definito due anni fa. L'azienda ne sta ora avviando la produzione su scala industriale, mentre il software che dovrebbe giustificarne l'esistenza non è ancora disponibile.




Voi cosa ne pensate: la produzione della Cybercab dovrebbe attendere il software di guida autonoma prima di procedere su larga scala?

Fonte

Gianfranco Franzoni

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.