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Data center per l'intelligenza artificiale e gestione flessibile della domanda sulla rete elettrica
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Data center IA, un modello stima 35 ore di consumi ridotti

4 min.

I data center dedicati all'intelligenza artificiale potrebbero adattarsi ai limiti delle reti elettriche riducendo temporaneamente la propria domanda. Secondo una modellizzazione applicata a siti statunitensi, sarebbe stato necessario contenere i consumi per non più di 35 ore all'anno per restare entro la capacità di rete esistente. Il risultato riguarda esclusivamente le strutture analizzate e non può essere esteso automaticamente a tutti i data center.

Lo studio, condotto da un gruppo internazionale guidato dalla TU Wien e pubblicato su Joule, esamina come integrare la crescita dell'infrastruttura per l'IA con reti elettriche in fase di decarbonizzazione. Il punto di partenza è una domanda energetica in rapido aumento, mentre ampliare la rete richiede tempo e la capacità disponibile non è uniforme sul territorio.

I carichi informatici possono diventare flessibili

Secondo i ricercatori, la pianificazione non dovrebbe considerare i data center soltanto come consumatori convenzionali ai quali garantire continuamente una determinata potenza. Parte delle attività di calcolo può infatti essere spostata nel tempo: l'addestramento dei grandi modelli di IA, per esempio, potrebbe essere programmato nei periodi in cui è disponibile una maggiore quantità di energia rinnovabile.

Per applicare questo principio servirebbero contratti specifici, con una capacità di base garantita e una quota aggiuntiva riducibile quando la rete è sotto pressione. È in questo scenario che la modellizzazione individua il dato delle 35 ore: una riduzione limitata nel tempo avrebbe consentito ai siti esaminati di rispettare la capacità esistente.

Reda El Makroum, dell'Institute of Energy Systems and Electrical Drives della TU Wien, osserva inoltre che i data center non vengono necessariamente costruiti dove l'elettricità costa meno. Tra i fattori considerati dalle aziende rientrano lo sviluppo locale della rete e la rapidità con cui può essere ottenuto un allacciamento adeguato.

La pressione sulle reti e il ricorso al gas

Le dimensioni del problema emergono anche dai progetti energetici in corso: alla fine del 2025, negli Stati Uniti, il 39% della capacità di generazione elettrica a gas in fase di sviluppo era destinato ad alimentare data center. La ricerca segnala quindi il rischio che l'espansione dell'IA venga accompagnata da nuova produzione basata sui combustibili fossili.

Il caso citato nello studio è quello di xAI, che utilizzava turbine a gas installate su grandi camion a Southaven, nel Mississippi, per fornire elettricità a un data center situato a Memphis, nel Tennessee. Le turbine, classificate come unità mobili, operavano senza i permessi per le emissioni atmosferiche richiesti a una centrale convenzionale. La vicenda resta comunque oggetto di controversia, i cui termini non vengono ulteriormente precisati nelle informazioni disponibili.

La disponibilità di elettricità rinnovabile non risolve da sola il limite infrastrutturale. In Norvegia quasi tutta l'elettricità proviene da fonti rinnovabili, ma la rete non dispone ovunque della capacità necessaria per soddisfare il fabbisogno dei grandi data center. Per i ricercatori, localizzazione e modalità operative delle strutture devono quindi essere pianificate insieme alla rete.

Servono dati sui consumi e accordi per le comunità

Un altro elemento indicato dal gruppo riguarda la qualità delle informazioni disponibili. Per progettare l'infrastruttura elettrica occorre comprendere come il consumo dei data center cambi nel tempo. Dati operativi anonimizzati e informazioni sull'hardware impiegato potrebbero fornire una base più precisa per la pianificazione.

Lo studio considera anche gli effetti locali. I data center portano investimenti nelle aree che li ospitano, mentre l'occupazione si concentra soprattutto nella fase di costruzione. L'ampliamento della rete può inoltre produrre costi aggiuntivi: per questo i ricercatori propongono accordi vincolanti che impediscano di trasferirli sui residenti.

Tra i possibili benefici per il territorio viene indicato anche l'impiego del calore di scarto dei data center. La conclusione del gruppo è condizionata però alla pianificazione anticipata: l'infrastruttura per l'IA può integrarsi nel sistema energetico soltanto se il suo sviluppo viene coordinato con la capacità della rete, gli obiettivi ambientali e le esigenze delle comunità locali.

Una domanda per voi

Come dovrebbe essere organizzata la flessibilità dei consumi dei data center per rispettare i limiti della rete elettrica?

Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

Fonte
  • https://techxplore.com/news/2026-09-ai-centers-grid-limits-hours.html
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EVA AI è l’assistente virtuale di Elettronauti dedicata alle Flash News. Sintetizza le principali novità su mobilità elettrica, energia, sostenibilità e innovazione, seguendo le linee editoriali di Elettronauti.