Data center in Spagna, la bozza sulle rinnovabili chiama in causa le batterie
La Spagna sta valutando di subordinare l’accesso alla rete dei data center da almeno 1 MW a un nuovo requisito: l’80% dell’elettricità consumata in ogni singola ora dovrebbe essere coperto da generazione rinnovabile prodotta nella stessa ora. La misura è contenuta in un progetto di regio decreto la cui consultazione pubblica si è conclusa, ma che non è stato ancora approvato.
Secondo l’analisi di Ignacio López Martín, presidente di Capflex Energía, un simile vincolo renderebbe lo stoccaggio una componente necessaria della fornitura destinata ai data center. La norma non imporrebbe esplicitamente l’installazione di batterie, ma richiederebbe una copertura oraria difficile da garantire con la sola produzione solare ed eolica.
Un requisito calcolato ora per ora
La bozza non si limita a una media annuale: l’abbinamento tra consumi e rinnovabili dovrebbe essere verificato per ciascuna ora. Prevede inoltre un criterio di addizionalità: gli impianti utilizzati per la fornitura dovrebbero essere entrati in esercizio non più di diciotto mesi prima dell’avvio operativo del data center.
Il mancato rispetto potrebbe comportare maggiorazioni sui pedaggi di rete e sugli oneri di sistema fino al 500%. Dopo cinque anni consecutivi di significativa inosservanza, il gestore potrebbe anche perdere i permessi di accesso alla rete.
López Martín osserva che il solare non può coprire il carico notturno, mentre l’eolico non garantisce produzione durante le notti senza vento. Nella sua interpretazione, rispettare il requisito in ogni ora dell’anno richiederebbe quindi di trasferire energia da un momento all’altro attraverso sistemi di accumulo.
Il testo menzionerebbe lo stoccaggio soltanto nelle clausole dedicate alla misurazione e alle informazioni da inserire in un PPA valido. L’effetto pratico, secondo l’autore, sarebbe tuttavia quello di trasformare l’ibridazione con batterie da scelta economica a elemento necessario per conservare la connessione del data center.
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Il divario tra permessi e batterie connesse
La regola dei diciotto mesi avrebbe conseguenze anche sulle tempistiche dei progetti. Nell’analisi di López Martín, gli impianti di generazione e accumulo destinati a servire un data center previsto per il 2028 dovrebbero essere già in costruzione, anziché risultare soltanto autorizzati.
I dati di Red Eléctrica citati indicano che alla fine di gennaio 2026 le batterie dotate di permesso di accesso alla rete raggiungevano 24,3 GW. Alla fine di agosto risultavano invece connessi 260 MW, circa l’1% della capacità autorizzata. La pipeline viene quindi descritta come consistente sulla carta, ma ancora lontana dalla conversione in impianti operativi.
Il 23 settembre 2026 il ministero ha inoltre annunciato consultazioni per assegnare fino a 11 GW di capacità nei nodi della “transizione giusta”, ossia punti di connessione resi disponibili dalla chiusura di centrali a carbone e nucleari. Per 15 nodi è stato proposto il criterio first-come, first-served.
López Martín valuta positivamente la disponibilità di questa capacità, ma segnala il rischio che l’assegnazione produca nuovi permessi senza impianti, se la priorità non viene collegata all’effettivo avanzamento della costruzione e alla restituzione automatica della capacità per i progetti bloccati.
Una bozza ancora soggetta a modifiche
L’autore sostiene anche che i progetti pronti per la costruzione siano tuttora valutati principalmente sulla base del mercato all’ingrosso, dei capture rate e delle curve di cannibalizzazione. A suo giudizio, questa impostazione potrebbe non rappresentare il valore degli impianti inseriti in contratti con data center obbligati a procurarsi una fornitura rinnovabile aggiuntiva e abbinata ora per ora.
Il quadro rimane però incerto. Il decreto è ancora una bozza e percentuale, soglie e periodi transitori potrebbero cambiare prima dell’approvazione. Le associazioni spagnole delle rinnovabili APPA e AEE hanno già chiesto di rendere meno stringente il requisito orario.
Resta inoltre da definire come verificare l’abbinamento su larga scala. Il futuro sistema di misurazione e regolazione dei conguagli determinerà quanto la norma sarà effettivamente rigorosa e applicabile nella pratica.
Una domanda per voi
Come dovrebbe essere strutturato il controllo dell’abbinamento orario tra consumi dei data center e generazione rinnovabile?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.
Fonte
- https://www.energy-storage.news/spain-is-making-batteries-a-licensing-condition-for-data-centres-and-nobody-noticed/

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