Diesel, gli Stati Uniti valutano lo stop all’export: Europa esposta ai rincari
Gli Stati Uniti stanno valutando un possibile blocco delle esportazioni di diesel, una misura non ancora decisa che potrebbe interessare direttamente l’Europa. Le indiscrezioni su un divieto della durata di 90 giorni hanno già spinto verso l’alto la quotazione del gasolio, mentre quella della benzina ha registrato il secondo rialzo consecutivo.
L’ipotesi arriva mentre i prezzi medi alla pompa in Italia segnano il secondo giorno di lievissimo calo. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha però escluso miglioramenti nel breve periodo: «È chiaro che a breve non caleranno né il costo del carburante, né il costo dell’energia, né quello per le imprese, né il costo per le famiglie».
Il piano statunitense è ancora in valutazione
Donald Trump ha dichiarato di aver chiesto di non consegnare il diesel fuori dagli Stati Uniti. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha precisato, tuttavia, che il governo sta ancora verificando la fattibilità del provvedimento rispetto alla capacità complessiva di raffinazione e valutando se possa funzionare un divieto totale oppure parziale.
Non si tratta quindi di una decisione definitiva. Secondo le informazioni disponibili, però, la sola prospettiva del blocco ha già inciso sui mercati dei prodotti raffinati: dopo una settimana di forti cali, la quotazione del diesel è tornata a salire.
La portata dell’eventuale provvedimento emerge dai dati riportati sulla presenza statunitense negli scambi internazionali. Circa il 20% del diesel trasportato via nave nel mondo sarebbe di origine americana. Secondo analisi non ulteriormente specificate, inoltre, gli Stati Uniti coprirebbero circa la metà delle importazioni europee di gasolio.
La questione arriva al tavolo europeo
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha collegato l’andamento dei prezzi dei carburanti alle quotazioni del Brent e al numero di raffinerie operative per produrre benzina e gasolio. Giorgetti ha inoltre riferito che il governo italiano ha portato la questione a livello europeo.
Una discussione formale è stata calendarizzata per l’Ecofin di inizio ottobre. Il ministro non ha però indicato quali Paesi sostengano eventuali interventi né ha fornito ulteriori dettagli sulle misure che saranno esaminate.
Benzina e gasolio: i prezzi del 24 settembre
Le rilevazioni riferite alla mattina del 24 settembre 2026 indicano, per la modalità self service sulla rete stradale nazionale, un prezzo medio di 2,154 euro al litro per la benzina e di 2,338 euro per il gasolio. Entrambi risultano in calo di un millesimo rispetto al giorno precedente.
Il GPL resta invariato a 0,748 euro al litro, mentre il metano sale di un millesimo a 1,884 euro al chilogrammo. Sulla rete autostradale la benzina si attesta a 2,245 euro al litro, senza variazioni, e il diesel a 2,419 euro, in aumento di un millesimo. Invariati anche GPL e metano, rispettivamente a 0,885 euro al litro e 1,799 euro al chilogrammo.
È stata infine riportata la decisione di IP di ridurre di un centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina. Il dato si inserisce in una giornata di riduzioni minime alla pompa, mentre resta aperta l’incertezza sul possibile stop statunitense alle esportazioni di diesel.
Una domanda per voi
Come dovrebbe prepararsi l’Europa a un eventuale blocco statunitense delle esportazioni di diesel?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.
Fonte
- https://www.quattroruote.it/news/mercato/2026/09/24/benzina_diesel_trump_salvini.html

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