
Elettricità all’ingrosso, Italia a 201,10 €/MWh
L’Italia ha registrato il prezzo medio settimanale dell’elettricità all’ingrosso più alto tra i mercati europei analizzati da AleaSoft Energy Forecasting. Nella settimana del 28 settembre, la media italiana si è attestata a 201,10 €/MWh, nonostante una diminuzione dello 0,2% rispetto alla settimana precedente.
Nello stesso periodo i prezzi sono aumentati nella maggior parte dei principali mercati elettrici europei. Le eccezioni sono state Italia, Regno Unito e area nordica, con quest’ultima ferma a 101,57 €/MWh: il valore medio settimanale più basso tra quelli presi in esame.
Prezzi in aumento nella maggior parte dei mercati
Escludendo i due estremi rappresentati da Italia e area nordica, le medie settimanali sono variate dai 165,90 €/MWh della Spagna ai 182,40 €/MWh del Belgio. La Francia ha registrato l’aumento più consistente rispetto alla settimana precedente, pari al 21%, seguita dalla Spagna con un rialzo del 15%.
Sul fronte opposto, il mercato nordico è sceso del 7,4%, mentre le flessioni britannica e italiana sono state rispettivamente dell’1% e dello 0,2%. Il calo marginale non ha quindi impedito all’Italia di conservare la media settimanale più elevata nel gruppo considerato.
Gran parte dei picchi giornalieri si è concentrata lunedì 28 settembre. Portogallo e Spagna hanno raggiunto rispettivamente 198,10 e 198,05 €/MWh, i livelli più alti registrati in entrambi i mercati dal 6 dicembre 2022 secondo i dati analizzati da AleaSoft. Nella stessa giornata, Francia, Belgio e Regno Unito hanno toccato 203,94, 203,46 e 200,45 €/MWh.
Il massimo giornaliero dell’intera settimana tra i mercati esaminati è arrivato però dall’Italia: venerdì 2 ottobre il prezzo ha raggiunto 216,17 €/MWh.
Fotovoltaico in calo, eolico italiano a meno 69%
La produzione fotovoltaica è diminuita rispetto alla settimana precedente nei principali mercati europei considerati. Spagna e Francia hanno segnato entrambe una flessione del 34%, il Portogallo del 24% e l’Italia dello 0,7%. Germania, Francia, Spagna e Italia hanno così invertito la crescita osservata nella settimana precedente.
Nel corso della stessa settimana sono stati comunque rilevati nuovi massimi giornalieri per il mese di ottobre. Il Portogallo ha prodotto 26 GWh il 1° ottobre e l’Italia 123 GWh il 4 ottobre, stabilendo in entrambi i casi un record di produzione fotovoltaica per una giornata di ottobre. Il 4 ottobre la Germania ha raggiunto 256 GWh, secondo valore più alto di sempre nel Paese per una giornata di ottobre.
Per la settimana successiva a quella analizzata, AleaSoft prevedeva un aumento della produzione solare in Germania, Spagna e Italia. Sul versante eolico, invece, la produzione è cresciuta nella maggior parte dei principali mercati ma è diminuita in Germania e, soprattutto, in Italia, dove la contrazione ha raggiunto il 69%.
La domanda elettrica è aumentata in Belgio, Germania e Francia, mentre è scesa in Portogallo, Spagna, Gran Bretagna e Italia. La diminuzione è stata del 4,3% in Portogallo e dello 0,8% in Italia.
Anche le temperature hanno seguito andamenti differenti. Le medie sono salite di 3,4 °C in Germania, 1,6 °C in Belgio e 0,8 °C in Francia. Sono invece diminuite di 2 °C in Portogallo, 1,3 °C in Spagna, 0,7 °C in Italia e 0,3 °C in Gran Bretagna.
Gas, petrolio e quote di emissione
Sul mercato ICE, i future Front-Month sul gas TTF hanno aperto la settimana a 73,44 €/MWh, l’1,9% sopra il venerdì precedente. Martedì 29 settembre sono scesi del 4,9% fino a 69,81 €/MWh, indicato da AleaSoft come il valore più basso dal 29 agosto. Il successivo recupero li ha portati a un massimo settimanale di 74,76 €/MWh venerdì 2 ottobre, il 3,7% in più rispetto al venerdì precedente.
All’inizio di ottobre le riserve di gas dell’Unione Europea erano pari a circa il 71% della capacità, sotto la media quinquennale del periodo. Secondo l’analisi di AleaSoft, le tensioni nello Stretto di Hormuz continuavano a limitare le spedizioni di GNL dal Medio Oriente verso l’Europa, esercitando pressione al rialzo sui future del gas.
I future Front-Month sul Brent hanno invece raggiunto un massimo settimanale di 105,28 dollari al barile lunedì 28 settembre, per poi scendere a 102,25 dollari venerdì 2 ottobre. AleaSoft ha collegato il calo alla graduale ripresa delle esportazioni di greggio dal Golfo, favorita dal riavvio dell’oleodotto saudita East-West, e all’aumento delle scorte negli Stati Uniti.
Sul mercato EEX, infine, i future sulle quote di emissione di CO2 con scadenza di riferimento a dicembre 2026 sono passati dal massimo settimanale di 86,17 €/t del 28 settembre al minimo di 84,40 €/t del 2 ottobre. Quest’ultimo valore, secondo AleaSoft, era il più basso dal 5 settembre e risultava inferiore del 2,8% rispetto al venerdì precedente.
Una domanda per voi
Quale andamento tra prezzi elettrici, produzione rinnovabile e domanda ritenete più significativo nei dati della settimana analizzata?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.
Fonte
- https://www.pv-magazine.it/2026/10/09/prezzi-dellenergia-nuova-fiammata-in-europa-litalia-resta-il-mercato-piu-caro/

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