Elettricità, prezzi in calo in Italia ma ancora i più alti tra i mercati analizzati
I prezzi elettrici all’ingrosso sono diminuiti in Italia del 6,7% nella quarta settimana di settembre, in controtendenza rispetto ai rialzi osservati negli altri principali mercati europei analizzati. Nonostante la flessione, il mercato italiano ha mantenuto la media settimanale più alta, pari a 201,47 €/MWh, circa il 15% sopra il secondo mercato per livello dei prezzi.
L’Italia resta sopra i 200 €/MWh
I dati del rapporto settimanale di AleaSoft Energy Forecasting mostrano un quadro europeo prevalentemente in rialzo. L’aumento maggiore ha interessato il mercato nordico, con il 35%, seguito da quello britannico con il 31%. I prezzi sono cresciuti anche nei Paesi Bassi del 18%, in Belgio del 17%, in Germania del 14% e in Francia del 12%. Portogallo e Spagna hanno registrato incrementi rispettivamente del 10% e del 9,7%.
Il mercato nordico, nonostante il marcato aumento settimanale, ha conservato la media più bassa tra quelli considerati, a 109,72 €/MWh. Negli altri mercati analizzati, i valori medi sono andati dai 144,87 €/MWh della Spagna ai 176,70 €/MWh del Regno Unito.
Anche l’andamento giornaliero evidenzia livelli elevati. Martedì 22 settembre il mercato britannico ha raggiunto 230,16 €/MWh, il prezzo più alto della settimana tra quelli esaminati e il massimo dal 23 gennaio 2025. Germania e Paesi Bassi hanno toccato rispettivamente 226,18 e 223,94 €/MWh, mentre il Belgio è arrivato a 211,18 €/MWh.
In Italia il picco settimanale è stato registrato lunedì 21 settembre, con 224,23 €/MWh. Il prezzo è rimasto al di sopra dei 200 €/MWh dal lunedì al venerdì. Per la settimana del 28 settembre, AleaSoft prevede nuovi aumenti nella maggior parte dei mercati europei analizzati, ma una diminuzione in Italia e nel Regno Unito.
Produzione rinnovabile e domanda elettrica
Nella settimana del 21 settembre la produzione fotovoltaica è aumentata nella maggior parte dei principali mercati elettrici europei. La Germania ha segnato la crescita più consistente, pari al 18%, seguita dalla Francia con il 5,9% e dall’Italia con il 3,9%. Per la settimana successiva, le previsioni indicano un ulteriore aumento della produzione solare italiana e una flessione in Germania e Spagna.
La produzione eolica ha seguito una dinamica differente: è diminuita nella maggior parte dei mercati considerati, con il Portogallo in calo del 54%. L’Italia è stata l’unico Paese a registrare un incremento, pari al 68%, dopo la flessione della settimana precedente. AleaSoft prevede però una diminuzione dell’eolico italiano nella settimana del 28 settembre, insieme a quella tedesca, e una crescita in Francia, Portogallo e Spagna.
Nello stesso periodo è scesa anche la domanda di elettricità nella maggior parte dei mercati analizzati. Il calo maggiore è stato rilevato in Italia, con il 3,7%, seguito dal Belgio con il 3,5%. Durante la settimana le temperature medie sono diminuite nella maggior parte dei mercati esaminati.
Brent e gas TTF tra ribassi e nuovi rialzi
Sul mercato ICE, i futures Brent Front-Month hanno raggiunto martedì 22 settembre un minimo settimanale di 99,25 dollari al barile, dopo cinque sedute consecutive di ribasso. Secondo i dati analizzati da AleaSoft, era il valore più basso dal 9 settembre. Le quotazioni sono poi salite fino al massimo di 106,60 dollari al barile giovedì 24 settembre, chiudendo venerdì 25 a 104,32 dollari, lo 0,4% sopra il venerdì precedente.
AleaSoft ha collegato le oscillazioni del Brent agli sviluppi tra Stati Uniti e Iran e alle tensioni nell’area. Secondo la sua analisi, la proposta del presidente statunitense di incontrare quello iraniano aveva inizialmente contribuito alla discesa dei prezzi. Il successivo rifiuto iraniano delle richieste statunitensi, il lancio di missili degli Houthi dello Yemen contro l’Arabia Saudita e le dichiarazioni di un alto funzionario militare iraniano avrebbero poi sostenuto il rialzo. La proposta iraniana di un accordo provvisorio per riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni avrebbe infine contribuito alla flessione di venerdì.
I futures sul gas TTF Front-Month hanno invece registrato lunedì 21 settembre un prezzo di regolamento di 73,25 €/MWh, in calo del 7,9% rispetto al venerdì precedente. Il minimo settimanale di 72,01 €/MWh è stato raggiunto il 23 settembre; secondo AleaSoft, si trattava del valore più basso dal 5 settembre. Dopo il rialzo del 4,3% a 75,11 €/MWh di giovedì 24, venerdì il prezzo è sceso a 72,07 €/MWh, il 9,4% in meno su base settimanale.
La società ha attribuito la riduzione dei prezzi del gas ai colloqui tra Stati Uniti e Iran sulla graduale riapertura dello Stretto di Hormuz e all’aumento delle navi dirette su rotte alternative. Nello stesso periodo, gli stoccaggi di gas dell’Unione Europea si attestavano intorno al 70% della capacità, sotto la media stagionale degli ultimi cinque anni.
Una domanda per voi
Quali dati ritenete più significativi per valutare l’andamento dei prezzi elettrici all’ingrosso in Italia?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.
Fonte
- https://www.pv-magazine.it/2026/09/29/prezzi-salgono-in-europa-ma-non-in-italia-mercato-elettrico-allingrosso-italiano-a-20147-e-mwh-segue-quello-britannico-a-17670-e-mwh/

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