Energia, per l’UE oltre 100 miliardi di costi extra sulle importazioni
Gli Stati membri dell’Unione europea hanno sostenuto oltre 100 miliardi di euro di costi aggiuntivi per l’energia, secondo quanto dichiarato dal commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia Dan Jørgensen. La cifra, riferita al 2026, è stata comunicata a Dublino durante una riunione dei ministri dell’Energia dell’UE.
«Abbiamo ormai superato i 100 miliardi di euro che abbiamo pagato in più per la nostra energia quest’anno, senza ricevere neppure una molecola aggiuntiva di gas o petrolio», ha affermato Jørgensen. Il commissario ha collegato questa spesa alla dipendenza europea dalle fonti energetiche provenienti da altre aree del mondo.
L’effetto dei prezzi internazionali sull’Europa
Nel quadro descritto, la chiusura dello Stretto di Hormuz e l’aumento dei prezzi globali dell’energia sono indicati tra i fattori che hanno aggravato i costi sostenuti dall’UE. Lo Stretto, in tempo di pace, gestisce un quinto del commercio mondiale di petrolio.
Le informazioni disponibili riportano che i prezzi alla pompa sarebbero aumentati di quasi il 50% in diversi Paesi europei. Il Brent avrebbe inoltre raggiunto quasi 110 dollari al barile, contro un valore inferiore a 70 dollari precedente all’inizio, alla fine di febbraio, della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Questi dati sono riportati senza ulteriori dettagli contestuali o riscontri indipendenti nel materiale disponibile.
Secondo Jørgensen, l’incremento della spesa mostra quanto sia insostenibile per l’Unione dipendere dalle forniture esterne. Il commissario ha ricordato che l’UE si sta allontanando dalla precedente dipendenza dalla Russia, ma ha osservato che i rincari sul mercato globale continuano a colpire cittadini e industrie europee.
Rinnovabili, elettrificazione e reti elettriche
La direzione indicata dal commissario è la sostituzione dei combustibili fossili importati con energia prodotta all’interno dell’Unione. Jørgensen ha sintetizzato questa impostazione contrapponendo alle «molecole importate, inquinanti e costose» gli elettroni verdi.
L’obiettivo dichiarato è quindi ridurre la dipendenza dai combustibili fossili attraverso energie rinnovabili ed elettrificazione. Jørgensen ha collegato questa strategia al piano d’azione per l’elettrificazione presentato dall’UE all’inizio del 2026.
Nello stesso percorso rientra il pacchetto più ambizioso sulle reti elettriche attualmente in fase di negoziazione. Rinnovabili, produzione interna di energia e sviluppo delle reti sono così gli strumenti indicati dal commissario per uscire dalla dipendenza energetica descritta nel suo intervento.
Una domanda per voi
Quale ruolo dovrebbero avere rinnovabili, elettrificazione e reti nella riduzione della dipendenza energetica dell’Unione europea?
Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.
Fonte
- https://balkangreenenergynews.com/jorgensen-eu-spent-extra-eur-100-billion-on-energy-imports/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=jorgensen-eu-spent-extra-eur-100-billion-on-energy-imports

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