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Elettronauti | Gas serra, nuovi record nel 2025
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Gas serra, nuovi record nel 2025: cresce l’allarme climatico

4 min.

I principali gas serra hanno raggiunto nuovi record nel 2025, confermando una tendenza che oggi preoccupa la comunità scientifica internazionale. Il dato emerge dal Greenhouse Gas Bulletin della WMO, pubblicato il 27 ottobre 2026, e trova riscontro nelle rilevazioni NOAA.

La crescita coinvolge anidride carbonica, metano e protossido di azoto, gas che trattengono calore e alimentano il riscaldamento globale. Secondo la WMO, la CO₂ ha raggiunto 426,8 ppm nel 2025, il 53% sopra il livello dell’epoca preindustriale. Il metano è arrivato a 1.948 ppb, mentre il protossido di azoto ha toccato 339,1 ppb, record storici.

Il rapporto si basa sulle misurazioni di 179 stazioni e su una rete internazionale che segue da anni l’atmosfera globale. Questi dati mostrano che il fenomeno non dipende da una singola regione, ma da processi globali legati alle attività umane. Secondo la WMO, gli ultimi undici anni sono stati i più caldi mai registrati, coerentemente con l’accumulo dei gas serra. Il monitoraggio continuo è essenziale per orientare le decisioni.

Quando la WMO pubblicò il primo bollettino nel 2004, la concentrazione annuale di CO₂ era pari a 377,5 ppm. Il confronto storico evidenzia quindi una crescita significativa nell'arco di poco più di vent'anni.

La CO₂ continua ad accumularsi nell’atmosfera

L’incremento è inferiore al picco del 2023-2024, ma resta superiore alla media annuale registrata nell’ultimo decennio. Il dato resta significativo perché la CO₂ continua ad accumularsi anche quando la crescita rallenta temporaneamente.

La WMO collega la crescita più contenuta al recupero degli assorbimenti naturali e alla riduzione degli incendi dopo El Niño. Le emissioni da carbone, petrolio e gas continuano ad aggiungere grandi quantità di anidride carbonica all’atmosfera.

Oceani più caldi possono ridurre l’assorbimento di CO₂, indebolendo i meccanismi naturali che limitano l’accumulo di questo gas nell’atmosfera globale. La WMO prevede un possibile ulteriore aumento nel 2026, anche per l’influenza di un El Niño particolarmente intenso. Le acque più calde possono inoltre alterare gli scambi di carbonio tra oceano e atmosfera nel lungo periodo.

Elettronauti | Gas serra, nuovi record nel 2025


Metano e protossido di azoto restano ai massimi

Il metano contribuisce per circa il 16% al riscaldamento prodotto dai gas serra di lunga durata. Le emissioni di metano provengono da zone umide, allevamenti, risaie, combustibili fossili, discariche e combustione della biomassa.

Il metano resta meno a lungo della CO₂ nell’atmosfera, ma possiede un potere di riscaldamento molto elevato. Anche il protossido di azoto richiede attenzione per la sua crescente presenza nell’atmosfera.

Questo gas deriva anche dall’uso di fertilizzanti azotati, da processi industriali e dalla combustione della biomassa. Secondo NOAA, l’aumento annuale del 2025 è stato tra i più elevati dall’inizio delle misurazioni sistematiche nel 2001.

WMO e NOAA non riportano sempre valori identici, perché utilizzano reti di osservazione e metodi di calcolo differenti. Entrambe le reti descrivono però lo stesso quadro: le concentrazioni dei principali gas serra continuano a crescere.

La forzante radiativa cresce: i dati NOAA

L’Annual Greenhouse Gas Index della NOAA ha raggiunto 1,56 nel 2025, segnalando una forzante radiativa superiore del 56% rispetto al 1990. Nel 2025 la CO₂ ha generato circa il 66% della forzante radiativa complessiva considerata dall’indice NOAA.

Dal 1990, inoltre, ha prodotto circa l'81% dell'aumento della forzante associata ai gas serra di lunga durata. Il dato conferma la necessità di ridurre rapidamente le emissioni di anidride carbonica su scala globale.

L’SF₆, una criticità per le reti elettriche

Il rapporto richiama anche l’esafluoruro di zolfo, SF₆, usato come isolante nelle apparecchiature elettriche ad alta tensione. La concentrazione di SF₆ cresce insieme all’espansione delle reti e dell’elettrificazione.

Pur essendo presente in quantità inferiori alla CO₂, questo gas ha un impatto climatico estremamente elevato. Su un orizzonte di cento anni, il suo potenziale di riscaldamento globale è circa 24.300 volte quello dell’anidride carbonica.

La WMO segnala che nel 2025 l’aumento annuale dell’SF₆ ha raggiunto un nuovo record, mentre cresce la domanda di infrastrutture elettriche. Le tecnologie pulite sono indispensabili, ma occorre controllare anche i materiali e i gas utilizzati nelle reti. La decarbonizzazione richiede alternative sicure, manutenzione accurata e controlli regolari sulle apparecchiature elettriche.

La transizione energetica deve ridurre ogni emissione

Il rapporto non descrive un singolo episodio, ma un accumulo progressivo che rende più difficile contenere il riscaldamento globale. Ogni incremento si somma ai precedenti, mentre gli effetti climatici diventano più complessi per territori, infrastrutture, agricoltura ed economie.

Servono meno combustibili fossili, più efficienza energetica, tutela degli ecosistemi e monitoraggio delle emissioni meno visibili. La velocità degli interventi influenzerà il livello di rischio climatico dei prossimi decenni.



Secondo voi, governi e imprese stanno facendo abbastanza per ridurre le emissioni e contrastare il cambiamento climatico?

Fonte
  • https://www.newscientist.com/article/2595885-major-greenhouse-gases-rise-again-to-record-levels/
Andrea Cornali

Il mio interesse per il mondo elettrico è nato nel 2020, anno in cui ho iniziato a collaborare con Matteo. Da allora, la mia passione è cresciuta costantemente. Nel 2021, ho abbandonato la mia auto termica per passare a un veicolo elettrico. Ora, sono entusiasta di condividere la mia conoscenza in questo settore. Ogni giorno, cerco di combinare la mia passione per la tecnologia e l'attenzione per l'ambiente per contribuire in modo positivo al mondo che ci circonda.