Geely EX2 e BYD Qin L: il MIIT segnala irregolarità
Il Ministero dell'Industria e dell'Informatica cinese (MIIT) ha reso pubblici i risultati dell'ispezione annuale 2025 sulla conformità produttiva dei veicoli a nuova energia. Tra i modelli coinvolti ci sono la Geely EX2 e la BYD Qin L DM-i.
L'avviso riguarda sette modelli e quattro categorie di non conformità. Le verifiche hanno interessato esemplari campione. Di conseguenza, i risultati non equivalgono a un richiamo dell'intera flotta.
Geely EX2: il passo supera la tolleranza consentita
Il caso Geely coinvolge Zhejiang Haoqing Automobile Manufacturing e il codice modello JL7001BEV71. Questo codice corrisponde alla Geely EX2, venduta in Cina con il nome Xingyuan. La citycar elettrica ha da poco aperto gli ordini in Europa, con le prime consegne nei concessionari previste a settembre.
Secondo il MIIT, il passo dell'esemplare controllato differiva dal valore indicato nel catalogo ufficiale dei veicoli per oltre il 1%, cioè oltre il margine di errore ammesso. La nota pubblica non riporta la misura effettiva né lo scostamento in millimetri.
Il passo è la distanza tra l'asse anteriore e quello posteriore. Si tratta di una dimensione registrata in fase di omologazione. Per questo motivo il caso rientra tra i problemi di conformità produttiva. Non è stato segnalato alcun difetto di prestazioni o di sicurezza.
BYD Qin L DM-i: consumi oltre il valore dichiarato
Il secondo caso riguarda BYD Auto Industry e il codice modello BYD7153WT6HEV, ovvero la BYD Qin L DM-i. Questa berlina ibrida plug-in utilizza la tecnologia DM 5.0. Di recente ha ricevuto un aggiornamento che porta l'autonomia in modalità elettrica fino a 210 km.
Il MIIT ha rilevato che il consumo di carburante in modalità Charge-Sustaining (CS) superava il valore dichiarato dal costruttore nel catalogo normativo. In questa modalità la batteria ad alta tensione resta entro il proprio intervallo di carica. Nel frattempo il motore termico fornisce la quota principale di energia. Il rilievo riguarda quindi il consumo dichiarato in questa specifica condizione di prova.
L'avviso non indica il consumo misurato né l'entità della differenza.

Le misure del MIIT e la nuova campagna sulla qualità
Il ministero ha spiegato di aver adottato provvedimenti proporzionati alla gravità delle difformità. Tra le misure possibili figurano l'ordine di rettifica, la sospensione o la revoca delle voci a catalogo e lo stop alla trasmissione elettronica dei dati del certificato di conformità. La comunicazione non chiarisce quale misura sia stata applicata a Geely e a BYD.
Inoltre la pubblicazione segue una novità recente. Il 27 agosto MIIT, Ministero della Pubblica Sicurezza, Ministero dell'Ecologia e dell'Ambiente e Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato hanno avviato una campagna nazionale di un anno sulla qualità dei veicoli e sulla conformità produttiva. Il programma prevede controlli più severi, ispezioni in fabbrica e più campionamenti di veicoli e componenti chiave.
Il ministero ha poi invitato i costruttori a rafforzare i controlli di produzione e la gestione della filiera. Ha chiesto anche di «contrastare con decisione la concorrenza irrazionale». L'avviso non afferma che i due costruttori abbiano fermato la produzione dei modelli interessati.
Vendite in calo per entrambi i modelli in Cina
Entrambe le vetture restano tra le più vendute sul mercato cinese. Tuttavia le vendite risultano in calo rispetto a un anno fa.
La Geely Xingyuan ha registrato 32.306 unità a luglio 2026. Il dato segna un -3,2% su giugno e un -27,0% su base annua. A settembre 2025 il modello aveva raggiunto 48.080 unità.
Anche la BYD Qin L DM-i ha perso terreno. A luglio ha totalizzato 7.732 unità, con un -22,9% rispetto al mese precedente e un -68,4% su base annua. A settembre 2025 le unità erano state 27.382.
Cosa cambia per il mercato europeo
Il caso mostra come la vigilanza sulla conformità stia diventando più rigorosa in Cina. Per la Geely EX2, ormai pronta all'arrivo in Europa, la notizia riguarda un dato di catalogo e non la sicurezza. Ai clienti europei interessano soprattutto omologazione, dati dichiarati e affidabilità di produzione.
Pensate che controlli più severi possano rafforzare la fiducia nelle auto elettriche e ibride cinesi in Europa?

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.

