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Confronto globale tra la crescita della produzione elettrica solare e quella nucleare
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Il solare supera il nucleare nella produzione elettrica globale

6 min.

Il solare ha superato per la prima volta il nucleare nella produzione elettrica globale, sia su base mensile sia nel bilancio annuale del 2025. È quanto emerge dal World Nuclear Industry Status Report 2026, curato dal consulente per l’energia nucleare Mycle Schneider. Secondo il rapporto, nel 2025 la generazione solare è cresciuta del 30%, contro l’1,1% registrato dal parco nucleare mondiale.

Il sorpasso mensile e la crescita della capacità solare

La prima fonte a superare il nucleare su base mensile è stata l’energia eolica, nel marzo 2025. Il solare ha raggiunto lo stesso risultato nell’aprile successivo. Da marzo 2025 a giugno 2026, in ogni mese almeno una delle due tecnologie, considerata singolarmente, ha prodotto più elettricità del nucleare. A marzo, aprile e maggio 2026, sia il solare sia l’eolico hanno oltrepassato indipendentemente la produzione nucleare.

Il confronto sulle nuove installazioni mostra velocità di espansione molto differenti. Nel 2025 la capacità solare globale è aumentata di 510 GW, raggiungendo 2.383 GW, con una crescita annua del 27%. L’eolico ha aggiunto 159 GW ed è arrivato a 1.291 GW, segnando un incremento del 14%.

Nello stesso periodo, la capacità nucleare installata è cresciuta di 1,5 GW, attestandosi a 399,5 GW, mentre quella operativa è diminuita di 0,5 GW, fino a 368,6 GW. Il rapporto rileva che la capacità nucleare è rimasta sostanzialmente stabile per oltre 25 anni, a fronte della rapida espansione dell’eolico e soprattutto del fotovoltaico.

La stima del WNISR sulla crescita solare potrebbe inoltre risultare prudente. Dati più recenti di IEA PVPS indicano infatti circa 690 GW di nuove installazioni fotovoltaiche nel 2025, ossia circa 180 GW in più rispetto al valore utilizzato nel rapporto. In base a questa stima, il divario tra la crescita del solare e quella del nucleare sarebbe ancora più ampio.

Il rapporto indica nel calo dei costi delle batterie un possibile fattore abilitante per un’ulteriore espansione del fotovoltaico, in una fase in cui le reti devono gestire una maggiore generazione rinnovabile variabile e periodi con prezzi dell’elettricità bassi o negativi. Nel 2025 sono stati collegati sistemi di accumulo su scala di rete per 104 GW e 257 GWh. Oltre il 78% della capacità cumulativa dei sistemi BESS è stato installato tra il 2023 e il 2025.

Il nucleare cresce soprattutto in Cina e Russia

Al 1° luglio 2026 risultavano operativi 411 reattori in 31 Paesi, senza contare 30 unità in arresto prolungato, per una capacità complessiva di 374,7 GW. Nel 2025 le centrali nucleari hanno prodotto 2.703 TWh, l’1,1% in più rispetto all’anno precedente. L’aumento è stato trainato principalmente dalla Cina, dove la produzione è cresciuta del 7,6%; al di fuori del Paese è invece diminuita dello 0,2%.

La quota del nucleare nella generazione elettrica mondiale è scesa all’8,8%, il valore più basso degli ultimi 45 anni e circa la metà del picco del 17,5% raggiunto nel 1996. Nel corso del 2025 quattro reattori hanno iniziato a produrre elettricità e sette sono stati chiusi, determinando il primo saldo annuale negativo dal 2021.

Tra il 2006 e il 2025 sono entrati in funzione 104 reattori e ne sono stati chiusi 106. La Cina ha rappresentato 53 dei nuovi avviamenti senza registrare chiusure; nel resto del mondo il saldo è stato negativo per 55 unità. Nei due decenni la capacità nucleare globale è aumentata complessivamente di 21,5 GW, ma la sola Cina ne ha aggiunti 52,3 GW, mentre fuori dal Paese la capacità è diminuita di quasi 30,7 GW.

La pipeline di costruzione si è comunque ampliata. Al 1° luglio 2026 erano in costruzione 73 reattori, il numero più alto dal 1987, dei quali 37 in Cina. La tecnologia russa risultava coinvolta in 29 reattori, inclusi 22 progetti fuori dalla Russia. Nove unità su dieci in costruzione si trovavano in Asia o nell’Europa orientale.

Nel 2025 sono inoltre iniziati i lavori per 12 reattori: nove in Cina, due in Russia e uno in Corea del Sud. Dei 52 avvii di costruzione registrati tra il 2020 e il 2025, tutti tranne uno hanno coinvolto l’industria nucleare cinese o russa, nei rispettivi mercati nazionali oppure all’estero.

I ritardi restano un elemento centrale nell’analisi del WNISR. Nessuno dei 16 reattori collegati alla rete tra il 2023 e il 2025 è stato completato secondo i tempi previsti e la durata media della costruzione è stata di 10,9 anni. Dei 13 impianti che avrebbero dovuto iniziare a generare elettricità nel 2025, soltanto quattro lo hanno fatto.

Le incertezze sui piccoli reattori modulari

Il rapporto valuta con cautela anche lo sviluppo dei piccoli reattori modulari, gli SMR. Secondo gli autori, i progressi commerciali rimangono limitati nonostante il sostegno dei governi e i finanziamenti pubblici. Restano inoltre incerte la diffusione commerciale, le tempistiche di costruzione e la possibilità di ottenere i vantaggi attribuiti alla produzione modulare.

Il WNISR mette in discussione le affermazioni relative a costi inferiori, maggiore sicurezza, riduzione dei rifiuti e maggiore facilità nella scelta dei siti. Molti progetti proposti per la commercializzazione hanno una potenza pari o superiore a 300 MW. Un’analisi citata dal rapporto stima inoltre che alcuni modelli potrebbero produrre da due a 30 volte più rifiuti nucleari rispetto ai reattori di maggiori dimensioni.

I progetti stanno comunque avanzando in più Paesi. Nel 2026 il Canada ha avviato la costruzione del BWRX-300 di GE Hitachi, mentre la Cina ha proseguito i test del dimostratore Linglong One. La Russia sta sviluppando unità galleggianti e terrestri; Repubblica Ceca e Svezia portano avanti progetti basati sulla tecnologia Rolls-Royce.

Nel Regno Unito sono stati stanziati 2,6 miliardi di sterline, pari a 3,5 miliardi di dollari, per tre reattori Rolls-Royce a Wylfa. La decisione finale sull’investimento è prevista nel 2029. Il progetto ha una potenza di 470 MW, superiore alla soglia di 300 MW comunemente usata per definire gli SMR. Negli Stati Uniti, infine, finanziamenti federali sostengono progetti di GE Vernova, TerraPower, X-energy e Kairos Power, ma per molti l’esercizio commerciale rimane distante diversi anni.

Una domanda per voi

Come valutate il divario tra la rapida crescita del solare e l’espansione più lenta del nucleare descritta dal rapporto?

Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

Fonti (2)
  • https://www.pv-magazine.com/2026/09/29/solar-surpasses-nuclear-power-globally-for-first-time/
  • https://www.pv-magazine.it/2026/09/29/lenergia-solare-supera-il-nucleare-a-livello-globale-per-la-prima-volta/
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