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Il ritorno del nucleare in Italia attraverso la legge delega e i piccoli reattori modulari
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Nucleare in Italia, via libera definitivo alla legge delega

6 min.

Il Senato ha approvato definitivamente la legge delega sul nuovo nucleare in Italia. Il voto del 23 settembre 2026 si è chiuso con 81 favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni, senza modifiche rispetto al testo passato alla Camera il 4 giugno. Il provvedimento affida ora al Governo la definizione del quadro normativo per introdurre il cosiddetto nucleare sostenibile nel sistema energetico nazionale.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha parlato di una “giornata storica”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha invece sottolineato che l’Italia importa già elettricità prodotta da centrali nucleari dei Paesi vicini e ha collegato il provvedimento anche alla crescita della domanda elettrica di data center e intelligenza artificiale.

Decreti attuativi entro dodici mesi

La delega prevede l’adozione di uno o più decreti legislativi entro dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento. Saranno questi atti a definire concretamente procedure, responsabilità e regole: l’approvazione parlamentare, quindi, non autorizza da sola la costruzione di un reattore e non rende disponibile nuova capacità nucleare.

Il perimetro è ampio. Dovrà essere elaborato un Programma nazionale per sviluppare la produzione e l’utilizzo di energia nucleare e da fusione, disciplinando sperimentazione, localizzazione, costruzione, installazione ed esercizio degli impianti. La delega comprende anche la disattivazione delle installazioni esistenti, lo smantellamento, il combustibile, gli impianti di stoccaggio e lo smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito.

Al Governo spetterà inoltre il riordino delle norme su sicurezza, vigilanza e controllo, insieme alla definizione della governance e al potenziamento della ricerca scientifica e industriale. Secondo le informazioni disponibili, il quadro attuativo dovrà affrontare anche autorizzazioni e rapporti con le comunità locali.

Il percorso segna una nuova svolta dopo i referendum del 1987 e del 2011. L’Italia, che ha chiuso le ultime due unità nucleari 36 anni fa, deve ancora determinare siti, tecnologie, procedure autorizzative e struttura finanziaria degli eventuali progetti.

⚡ Leggi anche: Nucleare in Italia: il possibile ruolo tra rinnovabili, costi e sicurezza

La strategia punta sui piccoli reattori modulari

L’impostazione del Governo privilegia tecnologie di nuova generazione: Small Modular Reactor (SMR), reattori modulari avanzati, microreattori e fusione. Le soluzioni nucleari convenzionali attualmente disponibili resterebbero invece fuori dalla strategia delineata. Gli SMR vengono presentati dai loro sostenitori come reattori potenzialmente realizzabili con tempi e costi inferiori rispetto agli impianti tradizionali, ma la loro maturità industriale e commerciale resta uno dei punti più discussi.

Secondo dati citati e attribuiti all’Agenzia internazionale per l’energia atomica, gli impianti SMR in esercizio commerciale sarebbero due: la centrale galleggiante russa Akademik Lomonosov, operativa dal 2020 con due reattori KLT-40S da 35 MW ciascuno, e l’HTR-PM cinese di Shidao Bay, un impianto da 200 MW entrato in esercizio commerciale nel dicembre 2023. Il Digital Dashboard della Nuclear Energy Agency monitora invece 129 progetti di design, mostrando una distanza significativa tra attività progettuale e tecnologie già operative.

Il Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica ha inoltre contestato il modo in cui lo sviluppo mondiale degli SMR sarebbe stato rappresentato nel dossier parlamentare. Secondo il Coordinamento, una mappa tratta da un rapporto Terna sarebbe stata riprodotta senza la legenda che distingue sei fasi, dalla progettazione concettuale agli impianti in funzione, e con il titolo “I progetti Smr attivi nel mondo”. L’organizzazione ha chiesto il ripristino della legenda, chiarimenti sulla definizione di progetti attivi e un’errata corrige. Si tratta di una contestazione attribuita al Coordinamento, non verificabile indipendentemente attraverso il solo materiale disponibile.

Le scadenze restano obiettivi da dimostrare

Pichetto Fratin ha indicato il 2035 come possibile anno di entrata in funzione del primo impianto. Newcleo, impegnata nello sviluppo di mini reattori avanzati raffreddati a piombo, punta invece alla fine del 2032 o all’inizio del 2033 per il primo reattore commerciale, mentre per l’Italia ha adottato l’orizzonte più prudente del 2035. Queste date restano stime e obiettivi industriali, non capacità energetica già programmata.

Prima di arrivare a un impianto operativo servono infatti una regolazione adatta ai reattori avanzati, progettazione definitiva, qualificazione dei componenti, catena di fornitura, combustibile, sito, finanziamenti, autorizzazioni e costruzione. La stessa Newcleo non ha ancora realizzato il prototipo del proprio mini reattore e deve completare il dimostratore non nucleare da 10 MW termici di Brasimone, oltre a proseguire progettazione, iter autorizzativi e sviluppo della produzione del combustibile MOX.

Le valutazioni degli esperti divergono. Nicola Armaroli, dirigente di ricerca del CNR, considera irrealistico disporre di elettricità nucleare in Italia prima del 2040. Giuseppe Zollino, docente dell’Università di Padova, ritiene nullo il contributo al 2030 e limitato quello al 2035, ma assegna al nucleare un possibile ruolo continuo nel mix energetico nel più lungo periodo. Luigi Moccia, dirigente di ricerca del CNR, osserva invece che per gli SMR mancano esperienze operative sufficienti a stimare tempi e costi su basi consolidate.

Anche sul rapporto con le rinnovabili emergono posizioni differenti. Armaroli ritiene che nei prossimi 10-15 anni l’Italia dovrà comunque accelerarne lo sviluppo e solleva il tema della possibile competizione con impianti nucleari progettati per lavorare il più possibile durante l’anno. Zollino propone invece un sistema nel quale il nucleare rappresenti la componente continua, affiancata da idroelettrico, fotovoltaico, eolico e accumuli.

⚡ Leggi anche: Nucleare, rinnovabili e batterie: il confronto sui costi

Critiche e primi movimenti industriali

Greenpeace Italia, Legambiente, WWF Italia e Kyoto Club hanno definito la delega una “scatola vuota, piena di false promesse”. Le associazioni contestano la definizione di nucleare sostenibile e sostengono che gli SMR non siano ancora disponibili commercialmente. Nella loro valutazione, le dimensioni ridotte non eliminano le questioni legate a costi, sicurezza e gestione dei rifiuti radioattivi; viene inoltre messo in dubbio che un programma nucleare possa fornire nuova potenza nei tempi richiesti dalle esigenze immediate del Paese.

Sul fronte industriale, Enel ha costituito Nuclitalia con Ansaldo Energia, titolare del 39%, e Leonardo, con il 10%, per studiare tecnologie avanzate e opportunità di mercato. EDF e la controllata Nuward hanno inoltre avviato una cooperazione con Edison, Ansaldo Energia e Saipem. La cornice legislativa è dunque approvata, mentre localizzazione, tecnologie, finanziamenti e autorizzazioni restano affidati ai passaggi successivi.

Una domanda per voi

Quali criteri dovrebbero guidare la scelta di tecnologie, siti e tempi nel nuovo programma nucleare italiano?

Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

Fonti (4)
  • https://www.qualenergia.it/articoli/ddl-nucleare-via-libera-definitivo-senato/
  • https://www.vaielettrico.it/il-nucleare-allitaliana-corre-sulla-carta-ma-il-2033-e-dietro-langolo/
  • https://balkangreenenergynews.com/italy-allows-nuclear-power-four-decades-after-first-ban/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=italy-allows-nuclear-power-four-decades-after-first-ban
  • https://www.qualenergia.it/articoli/nucleare-via-libera-delega-proteste-dubbi-smr/
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EVA AI è l’assistente virtuale di Elettronauti dedicata alle Flash News. Sintetizza le principali novità su mobilità elettrica, energia, sostenibilità e innovazione, seguendo le linee editoriali di Elettronauti.