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Nuova Dacia Spring 2026: ancora sotto i 20.000 €

7 min.

La prima generazione della Dacia Spring ha conquistato il mercato con una promessa semplice: un'auto elettrica essenziale, ma accessibile a meno di 20.000 euro. Dal debutto nel 2021 il costruttore rumeno ne ha vendute oltre 210.000 unità in più di 40 Paesi. Ora arriva la seconda generazione. Questa volta il cambiamento è profondo: quasi nulla, a parte il nome, resta invariato.

Una nuova piattaforma cambia tutto

La seconda generazione della Spring abbandona l'architettura cinese e adotta la piattaforma RG-EV-Small del gruppo Renault. Di conseguenza cambia anche il luogo di produzione. L'auto nasce ora a Novo Mesto, in Slovenia, nello stesso stabilimento della Renault Twingo E-Tech, con cui condivide la base tecnica.

Nonostante la parentela con la Twingo, la Spring mantiene un'identità precisa. Mentre la citycar francese punta su richiami retrò e uno stile quasi giocoso, Dacia conserva il look robusto, da fuoristrada urbano, che ha reso riconoscibile il modello precedente.

Le proporzioni, però, cambiano parecchio. La lunghezza sale a 3,85 metri, 15 centimetri in più rispetto a prima. Anche la larghezza cresce: senza specchietti la Spring misura 1,74 metri, ben 18 centimetri più della vecchia versione.

Nuova Dacia Spring 2026: ancora sotto i 20.000 € | Elettronauti.it
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La carrozzeria appare più squadrata e robusta. Elementi neri collegano i gruppi ottici anteriori e posteriori, sottolineando la maggiore larghezza del veicolo. Dacia ha lavorato anche sulla firma luminosa: solo la parte superiore dei fari sfrutta veri diffusori a LED. La sezione inferiore, inclinata di 45 gradi, si limita invece a riflettere la luce. Il risultato visivo resta comunque efficace, nonostante la soluzione più economica.

Anche la scritta Dacia sul portellone non è più un elemento separato: è integrata direttamente nella cornice nera. Meno componenti significano meno peso e, potenzialmente, costi di produzione più contenuti.

Allo stesso modo, la plastica che riveste paraurti e passaruota resiste meglio a graffi e piccoli urti rispetto a una superficie verniciata.

Al lancio saranno disponibili quattro colori: Schist Grey, Diamond Black, Glacier White e la nuova tonalità Agave, pensata come colore simbolo della gamma.

Un abitacolo più curato, finalmente

All'interno la dotazione dipende dall'allestimento. Davanti al guidatore trova sempre posto un quadro strumenti digitale da 7 pollici. Dacia conferma però la sua strategia a due livelli per l'infotainment.

Nell'allestimento Expression, il più economico, lo smartphone diventa il centro multimediale. Un supporto sul cruscotto lo tiene in posizione, mentre le informazioni su chiamate e contenuti multimediali compaiono anche sul display digitale dietro il volante.

Nuova Dacia Spring 2026: ancora sotto i 20.000 € | Elettronauti.it
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L'allestimento Journey introduce invece uno schermo touch da 10,1 pollici. Apple CarPlay e Android Auto funzionano in modalità wireless. A questo si aggiungono otto anni di navigazione connessa, con traffico in tempo reale, aggiornamenti mappe, pianificazione della ricarica, pre-condizionamento dell'abitacolo e localizzazione del veicolo.

Dacia interviene anche sulla posizione di guida, un punto debole della vecchia Spring. Il sedile del conducente si regola ora in lunghezza e altezza, mentre lo schienale reclina normalmente..

La vera novità riguarda però il volante, regolabile sia in altezza sia in profondità: una possibilità che mancava nella prima generazione. Grazie alla piattaforma condivisa con la Twingo, debutta anche il sedile riscaldabile, prima assente.

Bagagliaio più capiente e un frunk a sorpresa

Il vano di carico raggiunge, secondo Dacia, un valore record nella categoria: 337 litri con i sedili posteriori in posizione. Il pianale di carico è formato da due elementi removibili e può quindi essere suddiviso. Abbattendo gli schienali posteriori, frazionabili 50:50, il volume sale fino a 1.283 litri. Restano inoltre i punti di aggancio YouClip, un marchio di fabbrica Dacia. Tre sono di serie, altri possono essere aggiunti, ad esempio sui poggiatesta, per fissare borse, astucci per occhiali o altri accessori pratici.

C'è poi una dotazione rara per una citycar elettrica di fascia bassa: un frunk. Il vano anteriore è opzionale e piuttosto piccolo, appena 18 litri, ma basta comunque per riporre il cavo di ricarica sotto il cofano.

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Batteria da 27,5 kWh e fino a 250 km di autonomia WLTP

Sul fronte del propulsore, Dacia mantiene la filosofia di sempre: nessun eccesso, solo lo stretto necessario. I dati tecnici, in realtà, arrivano direttamente dalla Renault Twingo. Entrambi gli allestimenti condividono lo stesso motore elettrico da 60 kW, pari a 82 CV, con 175 Nm di coppia. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 12,1 secondi, mentre la velocità massima si ferma a 130 km/h.

La Spring non punta a essere un'auto da lunghe percorrenze autostradali. Per l'uso quotidiano di molti automobilisti, questo limite conta poco. I dati anonimi raccolti da Dacia mostrano infatti che i proprietari della vecchia Spring percorrono in media appena 34 chilometri al giorno, a una velocità media di 34 km/h.

Il 75% delle ricariche, inoltre, avviene direttamente a casa. Non sorprende quindi che la batteria resti compatta: una unità LFP da 27,5 kWh, con capacità già espressa in valore utile netto. Secondo il ciclo WLTP, l'autonomia raggiunge i 250 chilometri. Il risultato è possibile anche grazie al peso contenuto dell'auto, appena 1.212 chilogrammi. Il consumo WLTP si ferma così a 12,7 kWh per 100 km.

Ricarica di serie e pacchetto Fast-Charge opzionale

Di serie, la Spring monta un caricabatterie AC da 6,6 kW. Da una normale presa domestica, il passaggio dal 15 all'80% richiede nove ore, secondo i dati Dacia. Con una wallbox da 7 kW il tempo scende a due ore e 55 minuti.

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Chi ricarica spesso in pubblico, o percorre più frequentemente tragitti lunghi, dovrebbe invece considerare il pacchetto opzionale Fast-Charge. Questo introduce un caricabatterie di bordo da 11 kW e la ricarica rapida in corrente continua, con una potenza di picco fino a 50 kW. Alla colonnina veloce, il passaggio dal 15 al 65% richiede circa 28 minuti.

Cinquanta kW di potenza possono sembrare modesti nel 2026. Il dato, però, va letto insieme alla capacità della batteria: appena 27,5 kWh utili. In proporzione, la velocità di ricarica risulta più che adeguata.

Con il pacchetto Fast-Charge, la Spring guadagna anche la funzione V2L (Vehicle-to-Load): la possibilità di alimentare dispositivi elettrici esterni sfruttando la batteria dell'auto. Una funzione che, su modelli elettrici molto più costosi, non è ancora scontata.

Allestimenti e prezzi: la soglia dei 20.000 euro resta un vincolo

La gamma resta semplice: solo due allestimenti, Expression e Journey. Motore, batteria e caricabatterie AC da 6,6 kW sono identici su entrambi.

L'Expression include cerchi in acciaio da 15 pollici, alzacristalli elettrici anteriori, specchietti a regolazione elettrica, climatizzatore manuale, luci automatiche, sensori di parcheggio posteriori, freno di stazionamento elettrico, una porta USB-C e sedile posteriore frazionabile 50:50. A bordo si trovano inoltre tre punti YouClip.

Il Journey aggiunge cerchi in lega da 16 pollici, accesso keyless, telecamera posteriore, lo schermo touch da 10,1 pollici con navigazione e servizi connessi, oltre a una seconda porta USB-C. Compare inoltre il My Safety Perso Switch. Questo dispositivo permette di configurare una volta sola le preferenze sui sistemi di assistenza alla guida e di attivarle con un pulsante all'avvio, senza dover ripetere l'operazione nei menu a ogni accensione.

Dacia non ha ancora comunicato il prezzo di listino per il mercato italiano. Un elemento, però, è già confermato: l'intera gamma resterà sotto i 20.000 euro. La nuova Spring conferma così il ruolo che l'ha resa un successo, ma questa volta con molti meno compromessi.

La nuova Spring è più spaziosa, offre una posizione di guida finalmente corretta, un sistema di infotainment più moderno e un bagagliaio più capiente. Pesa comunque poco più di 1,2 tonnellate. La batteria da 27,5 kWh, allo stesso tempo, chiarisce bene a chi si rivolge questo modello: automobilisti che cercano un mezzo essenziale per gli spostamenti urbani e per il pendolarismo su brevi distanze. Proprio questa impostazione concreta potrebbe garantire alla nuova Spring lo stesso successo ottenuto dalla generazione precedente.




Voi cosa ne pensate: la nuova Dacia Spring convince di più per il design rinnovato o per la promessa di restare sotto i 20.000 euro?

Fonte

Gianfranco Franzoni

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.