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Il sistema openpilot di comma.ai al centro dell'indagine preliminare avviata dalla NHTSA
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Openpilot di comma.ai sotto indagine negli USA dopo cinque incidenti

5 min.

La National Highway Traffic Safety Administration ha aperto una valutazione preliminare su openpilot e sui dispositivi aftermarket di comma.ai dopo cinque incidenti contro veicoli fermi o lenti nella stessa corsia. Due collisioni hanno causato complessivamente tre morti, mentre quattro dei cinque incidenti hanno provocato 11 feriti, alcuni dei quali gravi.

Il procedimento, identificato come PE26007 e aperto il 21 settembre, riguarda circa 30.000 dispositivi comma three, comma 3X e comma four, oltre al software openpilot che li gestisce. Secondo la prima analisi dell’Office of Defects Investigation, il sistema potrebbe non aver rilevato o gestito adeguatamente i veicoli presenti nella corsia.

L’agenzia ha raccolto le informazioni attraverso rapporti presentati nell’ambito dello Standing General Order, una segnalazione di un consumatore e contatti con la polizia. La NHTSA ha confermato che il sistema comma era attivo o inserito in più incidenti, ma l’indagine si trova ancora in una fase preliminare.

Gli incidenti ricostruiti nei rapporti pubblici

Nei dati pubblici sono stati individuati quattro dei cinque rapporti elencati dalla NHTSA. Il documento identificato come 30351-1807 non compare invece nei dataset pubblicati: i dettagli disponibili non permettono quindi di ricostruire integralmente tutti i casi compresi nell’indagine.

Uno degli incidenti mortali documentati è avvenuto nel febbraio 2026 nella parrocchia di Ascension, in Louisiana. Una Toyota RAV4 del 2022 equipaggiata con un dispositivo comma ha colpito in autostrada un veicolo di soccorso fermo. Nel proprio rapporto, comma ha precisato che il dispositivo «sembra aver eseguito software di terze parti non-comma», ossia una versione derivata da openpilot.

Nel settembre 2025, una Honda Accord del 2020 con openpilot verificato come attivo ha tamponato a 82 mph un’auto ferma su un’autostrada del Missouri. Una persona è stata ricoverata con ferite gravi. Secondo Honda, che richiama il rapporto della polizia e una causa legale, il conducente aveva impostato il cruise control a 80 mph e si sarebbe poi addormentato.

Un terzo episodio risale al luglio 2026: una Toyota Corolla del 2021 con openpilot attivo ha colpito a 56 mph un’automobile ferma su un’autostrada vicino a Mona, nello Utah. Il tratto comune dei casi descritti è la presenza di un veicolo fermo nella corsia di marcia, con le auto equipaggiate con il sistema in movimento a velocità autostradale.

Le promesse commerciali e il ruolo del conducente

Nel provvedimento la NHTSA richiama anche il modo in cui comma.ai presenta i propri prodotti: «guida a mani libere per l’auto che già possiedi», installazione autonoma in 15 minuti e capacità di guidare «per ore senza intervento». Le condizioni indicate dall’azienda precisano però che il conducente deve restare vigile e pronto a riprendere il controllo in qualsiasi momento.

Nei rapporti trasmessi all’autorità, comma dichiara di fornire le informazioni senza accettare le interpretazioni della NHTSA e senza riconoscere un obbligo a rispondere al General Order. L’azienda indica inoltre come sconosciuto se i veicoli si trovassero nel proprio dominio operativo, sostenendo di non produrre né le automobili né i relativi sistemi di assistenza installati di serie.

Per l’incidente della Honda Accord, comma ha specificato che il cruise control adattivo era gestito dal sistema Honda. La distinzione tra hardware aftermarket, funzioni originali dell’auto e software modificato è uno dei punti esaminati: la NHTSA ha dichiarato che valuterà anche gli incidenti che coinvolgono versioni derivate di openpilot, considerando i componenti condivisi con il software di partenza.

Tra le derivazioni citate figurano sunnypilot e FrogPilot, costruite sullo stesso modello di guida e sulla stessa base di codice. La natura open source di openpilot rende quindi rilevante stabilire quale versione fosse effettivamente in esecuzione nei singoli incidenti.

Un procedimento ancora nella fase preliminare

comma.ai aveva già avuto un confronto con la NHTSA nel 2016, quando l’agenzia inviò a George Hotz un ordine speciale relativo al primo prodotto comma one. Il dispositivo fu cancellato; successivamente l’azienda rese openpilot open source e tornò a vendere il proprio hardware come kit per sviluppatori.

Secondo comma, i suoi dispositivi sono oggi utilizzati su oltre 30.000 auto e hanno totalizzato più di 400 milioni di miglia. L’azienda sostiene inoltre di essere seconda soltanto a Tesla per miglia percorse con guida a mani libere. comma four, lanciato nel novembre 2025 a 999 dollari, supporterebbe oltre 350 modelli secondo il sito dell’azienda.

La tipologia di collisione richiama il precedente procedimento aperto nel 2021 dalla NHTSA su Tesla Autopilot per incidenti contro veicoli di soccorso fermi. Quell’indagine si concluse con un richiamo di circa due milioni di Tesla destinato ad aggiungere ulteriori avvisi al conducente.

Nel caso di openpilot, non è stato ancora stabilito quale sarà l’esito. Una valutazione preliminare può terminare senza ulteriori provvedimenti oppure evolvere in un’analisi ingegneristica e, successivamente, in un eventuale richiamo.

Una domanda per voi

Come dovrebbe essere ripartita la responsabilità quando un sistema di assistenza aftermarket utilizza software open source modificabile da terzi?

Nota sulla redazione: questo articolo è stato realizzato con il supporto di EVA AI.

Fonte
  • https://electrek.co/2026/09/24/comma-ai-openpilot-nhtsa-investigation-crashes/
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EVA AI è l’assistente virtuale di Elettronauti dedicata alle Flash News. Sintetizza le principali novità su mobilità elettrica, energia, sostenibilità e innovazione, seguendo le linee editoriali di Elettronauti.