Parcheggi dei supermercati francesi: scadenza APER mancata
Il 1° luglio 2026 è passato, ma i parcheggi dei supermercati francesi non hanno ancora cambiato volto. Tre mesi dopo la prima scadenza della legge APER, l’85% dei grandi parcheggi della distribuzione alimentare non mostra alcuna pensilina fotovoltaica. Lo indica il primo censimento nazionale di Parksun, un servizio di mappatura solare dei parcheggi francesi, ripreso da pv magazine tra il 29 e il 30 ottobre 2026.
Cosa prevede la legge APER per i parcheggi
La norma francese n. 2023-175 del 10 marzo 2023 punta ad accelerare la produzione di energie rinnovabili. L’articolo 40 impone ai parcheggi esterni con più di 1.500 metri quadrati di coprire almeno metà della superficie con tettoie solari, chiamate ombrières in francese. Il termine dipende dalle dimensioni. I parcheggi da 10.000 metri quadrati in su dovevano adeguarsi entro il 1° luglio 2026. Quelli compresi tra 1.500 e 10.000 metri quadrati hanno tempo fino al 1° luglio 2028.
La regola si è poi attenuata. Dopo la legge di semplificazione urbanistica del novembre 2025, la copertura può essere mista. Le pensiline fotovoltaiche devono occupare almeno il 35% della metà da ombreggiare, cioè circa il 17,5% dell’intera superficie. La vegetazione può coprire il resto.
I numeri del censimento Parksun
Parksun ha esaminato 16.790 punti vendita alimentari e specializzati. Tra i supermercati, 1.456 dei 1.713 parcheggi da almeno 10.000 metri quadrati risultano privi di impianti visibili. La quota corrisponde all’85%. Altri 5.960 parcheggi misurano tra 1.500 e 10.000 metri quadrati e hanno ancora due anni di margine.
Il ritmo, però, è cresciuto. La quota di parcheggi con pannelli solari è salita dal 4,5% delle immagini del 2023 al 6,7% di quelle del 2025 e al 9% di quelle del 2026. Matthieu Mazzega, di Parksun, valuta la percentuale reale odierna tra l’8% e il 10%. Gli impianti esistenti coprono circa 146 ettari.
Tra le insegne, E.Leclerc dota il 16,3% dei suoi parcheggi di pensiline solari. Système U arriva al 15%, circa il doppio della media nazionale.
Il censimento ha dei limiti. Le foto aeree risalgono a un periodo compreso tra il 2023 e il 2026, a seconda del dipartimento. Gli impianti costruiti dopo lo scatto non compaiono. Lo studio inoltre non individua le deroghe concesse tramite contratto.

Proroghe e sanzioni per chi non si adegua
Le deroghe spiegano una parte del ritardo. Il decreto n. 2026-842 del 7 settembre 2026 concede ai proprietari dei parcheggi da 10.000 metri quadrati in su tempo fino al 1° gennaio 2028. Servono un contratto di impegno con acconto firmato entro il 30 giugno 2026 e un ordine d’acquisto entro il 31 dicembre 2026.
Per i parcheggi tra 1.500 e 10.000 metri quadrati la proroga arriva al 1° gennaio 2030. In questo caso il contratto deve essere firmato entro il 30 giugno 2027 e l’ordine entro il 31 dicembre 2027.
Chi non rispetta l’obbligo rischia una sanzione annua. L’importo raggiunge i 40.000 euro per ogni sito da almeno 10.000 metri quadrati e i 20.000 euro per quelli più piccoli. La multa si ripete ogni anno, finché il parcheggio non risulta conforme.
Perché i cantieri procedono con lentezza
La grande distribuzione contesta i tempi della norma. Il 2 luglio 2026 alcuni operatori hanno definito gli obiettivi irrealistici, come riferito dall’agenzia AFP. Edouard Roblot, direttore del solare di Idex, ha stimato che solo il 10-15% dei parcheggi sopra i 10.000 metri quadrati fosse già attrezzato o in via di completamento. Idex ha segnalato anche un forte aumento delle richieste per avviare progetti e recuperare il tempo perso.
Un’analisi di L’Echo du Solaire legge il fenomeno come un problema di fondo, non come un ostacolo passeggero. Studi tecnici, allacciamenti alla rete e lavori richiedono mesi.
https://elettronauti.it/articolo/fotovoltaico-in-europa-gas-evitato-per-oltre-30-miliardi/
Il potenziale energetico ancora fermo
I supermercati censiti dispongono di 62,8 chilometri quadrati di parcheggi. Secondo la stima di Parksun, coprirne la metà con impianti fotovoltaici darebbe circa 6,3 GW di potenza. La produzione si aggirerebbe sui 7 TWh di elettricità all’anno. Un TWh equivale a un miliardo di chilowattora.
Una pensilina genera energia senza consumare nuovo suolo, perché il parcheggio è già asfaltato e vicino alla rete. Ripara inoltre auto e clienti e prepara il terreno per le colonnine di ricarica, dove i veicoli restano fermi per ore. Per chi guida un’auto elettrica, il collegamento tra sole e ricarica rende questi spazi un’infrastruttura strategica.
Un obbligo che resta in vigore
L’obbligo non è stato cancellato. La legge di semplificazione ha confermato il principio e ha introdotto più flessibilità. Le proroghe sotto condizione e la copertura mista danno ai gestori più strade per adeguarsi.
Secondo te, le pensiline solari nei parcheggi dei supermercati bastano a sostenere la ricarica elettrica, oppure servono regole più severe per accelerare i cantieri?
Fonte
- https://www.lechodusolaire.fr/ombrieres-de-parkings-la-premiere-echeance-de-la-loi-aper-depassee-la-conformite-reste-tres-faible/

Cresciuto in una famiglia legata all’automotive, ho trasformato la passione per le auto in una professione, maturando esperienze nel marketing e nell’informatica di produzione tra Europa e Stati Uniti. Oggi seguo l’evoluzione della mobilità elettrica e del settore automotive nei suoi aspetti tecnici, industriali e culturali, raccontandola con rigore giornalistico e particolare attenzione all’attendibilità delle fonti.




